|
atomi che esplodono in attimi
|
|
16/04/2008 Ore 15.00: funerale del papà di un amico. Paride. C’è si tristezza ma era malato da tempo e il suo spegnersi ci da anche un senso di “liberazione”, come ogni volta capita quando muore un essere umano che ha sofferto troppo. Paride è lì, in piedi in prima fila. Lo guardo ogni tanto. E’ commosso ma sereno. Per l’occasione è tornato da un luogo sperduto della Russia settentrionale. Paride è l’uomo delle partenze e dei ritorni. Ambedue temporanei. Ha girato il mondo prima come muratore poi come capo cantiere, per aziende di costruzioni italiane e internazionali. E’ un vagabondo, ma ha dentro di se poesia pura. Di tutti i paesi che ha attraversato porta con sè qualcosa. Non di tangibile, ma di spirituale. E’ un uomo complesso: sposato giovanissimo in Svizzera, un figlio, poi separato e divorziato. Mille amori, dalla Russia all’Argentina, dall’Africa ai Paesi Arabi. Allegria e malinconia disegnano il suo viso e il suo corpo asciutto. Sembra inattaccabile, duro e dritto. Quasi un vecchio albero che se ne frega di qualsiasi vento. Perché per lui quel vento non è uno sconosciuto. Lo ha probabilmente incontrato nei deserti libici o nella savane del Congo, nella tundra siberiana o nella pampa argentina. Lui fa solo contratti che prevedono 9 mesi di lavoro. I restanti 3 vuole passarli a casa. Perché dopo il lavoro, duro e senza pause, lui ha bisogno di altro. Per anni abbiamo organizzato serate di poesia. Abbiamo conosciuto poeti e musicisti che nessuno conosce perché non famosi. Ma per noi si. Lo sono diventati: la triste viennese Erica o l’esilarante francesina Cloe, l’emozionante spagnola Maria o la cupa berlinese Inge. Abbiamo riempito di gente castelli friulani e la sua ampia taverna. Abbiamo festeggiato, abbiamo bevuto esageratamente, ci siamo innamorati di affascinanti versi. di donne profumate o di atmosfere intime. E tutto questo mi è passato per la mente mentre lo guardavo. Poi tutto è precipitato. Così improvvisamente. E anche lui si è accasciato e finalmente ha pianto davvero. Come tutti noi. La notizia si è sparsa immediatamente: sua madre, a letto, a casa, è morta proprio mentre il prete benediva la salma di suo padre. La morte che vuol piegare un essere umano pianifica le sue crudeltà. Stavolta ha tolto improvvisamente le radici a Paride. Non posso prendermela con Dio per le colpe della Morte. Eppure gli ho sussurrato con la mente di dare un’occhiata ai miei genitori. Egoismo lo so, ma la Vita non lascia alternative: che sia la tua o di chi vuoi bene, ti costringe a desiderarla.
|
il caos ordinato--Vi prego di non entrare spettinate o nude nel mio blog: nel primo caso non vi faro' entrare...nel secondo non vi farei uscire...v'ho avvertito eh!
ah..se volete sbranarmi meglio che lo facciate su
MSN silvio_3@hotmail.it
o via mail ipotetico_s@yahoo.it :-)
AH..CHI ENTRA E NON LASCIA COMMENTI SI ASPETTI CHE GLI SI SPEZZINO UN PAIO DI QUELLE UNGHIE CHE CURA AMOREVOLMENTE E CHE UN TACCO DI QUELLE SCARPE CARINE SI ROMPA IMPROVVISAMENTE TSE':-))
====PORTO L'HARD (sic) SU IPOTETICO2.SPLINDER.COM=== diversifico insomma:-))
biondograno diana71 L'HARD (soft e non) DI IPOTETICO...DI IPOTETICO L'HARD (soft e non) --ASSOLUTAMENTE VIETATO AI MINORI DI 18ANNI!!!!!! lacorregionale nologogirl:-) zenzerocandito zygadena |