atomi che esplodono in attimi

31/08/2005
Il silenzio… la tua paura e la mia… le parole appese in alto… ferme….in attesa di una mano decisa che le aiuti a scendere….. e la notte passa senza che ci sia neanche un germoglio di chiarimento. Silenzio..ho mille domande ma non so’ da quale iniziare….hai mille risposte ma eviti di darne una a caso…. Fermi..composti…tentiamo di fermare il rivolo di pensieri che deborda…appannando i vetri dell’auto. Le parole in alto si muovono improvvisamente….volano veloci…e noi inerti tentiamo di coglierne qualcuna mentre ci passa sopra….ma appena le tocchiamo..cadono e si rompono senza un suono…senza una sillabe…senza mezza frase….. E tu per non rischiare chiudi anche la mia bocca… la tua lingua a bloccare la mia….ed usi parole fatte di mani e carezze..di sesso…di seni.. di gemiti e orgasmi. …Poi i respiri affannati….ancora un debole bacioe….e ancora nessuna parola…in questa notte che… inutile… lascia tutto come prima.. in silenzio.
postato da ipotetico | 18:32 | commenti (38)

Calma eh...qui mi si chiedono spiegazioni...consigli..cosa ne pensi di questo..di quello...Dico..ma scherziamo? mica si puo' andare avanti cosi'! :-)))))) Dunque mettiamo i puntini sulle I. con .voi che entrate ed uscite dal mio blog quando vi pare e piace...che mi fate sparire liquori e cibi dal frigo..che sparpagliate i miei CD e DVD per tutta la stanza......heiiiiiiii sia chiaro..QUESTO NON E' UN ALBERGO!..Entrate pure ma 1) tirate fuori la vs foto più ose'..2) il num di cell...di fax...di citofono...e pure quello delle scarpe. Poi per ringraziarmi della mia ..ehm..disponibilità ...naturalmente dovrete invitarmi a cena...ma non una di quelle cene ovvie... ufficiali....no no..una di quelle cene profumate...romantiche e con finale a sorpresa eh!!!tse'... intanto domani possono entrare solo le donne truccate con classe.. smalto trasparente ..abbronzatissime... e ampiamente depilate eh:-))))))))) E non datemi del pazzo.....che poi mis ento subito un uomo felice:-))
postato da ipotetico | 18:21 | commenti (20)

"Fondero' sul mio io la causa di me"… "Unico e la sua proprieta'" …Max Stirner. Le fedi.. sia quelle religiose.. che quelle ideologiche… negano la liberta' all'essere umano.. ognuna convinta di avere dalla sua la ragione… di essere l'unica fonte di morale… di etica… o di sola vera spiegazione dell'esistente. Molte persone farebbero bene a rileggerlo --o a leggerlo finalmente--.. questo inusuale anarchico. Non ho ben capito per quale motivo io debba accettare frasi del tipo: "la religione cattolica e' il fondamento della morale europea"  o “l’islam è la verità assoluta” o “combattiamo in nome di Dio ed esportiamo la democrazia”..e nello stesso momento non capire come mai in Europa, in America, o in Medio Oriente o ovunque è moralmente accettabile discriminare i gay.. gli ebrei.. i neri.. i trans..le donne…gli atei magari o gli oppositori..i pacifisti etc etc etc…. In fin dei conti..se proprio vogliamo scegliere un elemento fondamentale di unione del mondo intero non c’è altro da fare che cadere sul…..calcio (sic!).  Basta…per favore..nessuno mi parli di etica o morale….se non è un delinquente recidivo. I teocon e i terroristi (stessa radice) si tengano a distanza di sicurezza...
postato da ipotetico | 18:09 | commenti


30/08/2005
About l'esperienza........L’ “esperienza” come volano della vita..va ridimensionata secondo me. Anzi credo che l’esperienza…sia uno dei mali del mondo. Si tratta infine della realta' nuda e cruda che prende il sopravvento sull'intelligenza…. sulla creativita'… in un certo senso anche sulla razionalita' stessa. Pensateci bene…è nell'esperienza che si radica quasi sempre la stupidita'… che nasce l'arroganza.. che prendono vita abitudini ed automatismi difficili da scalzare. All'ombra dell' “esperto perchè è da tanto che fa' quella cosa” crescono come funghi gli stupidi…alle sue spalle tramano  altri stupidi… mentre l'intelligenza e' sacrificata sull'altare di un "passato in cui il successo è arrivato"  (magari per fortuna…magari per ingegno…) Si tratta comunque di un camminare su acque che sono ormai lontane e che non torneranno più. Appellarsi all'esperienza e' lasciare che gli altri invidino una situazione di privilegio… è difendere testardemente una superiorita' presunta…pur sotto sotto atterriti dalla paura che stavolta ci sfugga la risposta giusta. Panta rei, diceva Eraclito... oggi tutto scorre con ancora maggior violenza... ad una velocita' incredibile... e quello che ieri era… oggi e' storia. Tutto corre via. E più che altro..sia chiaro... che nessuno di noi puo' immergere due volte il piede nella stessa acqua…neanche se fa' i 100 metri in 9 secondi netti! Diffidate di chi vi da' risposte strane... appellandosi alla sola esperienza! Trattasi di..ehm..paraculo:-))
postato da ipotetico | 10:58 | commenti (23)

La notte più lunga è quella insonne,perché è inestricabile il bandolo
dei sentieri mille volte battuti…calpestati..percorsi. Ci ho messo porzioni di vita ad incasellare i giorni più tristi nei posti più nascosti nel retrobottega della mia anima e finalmente son riuscito a metter solo i giorni felici in vetrina…Non guardateli con desiderio…non sono in vendita.
postato da ipotetico | 10:39 | commenti (5)


29/08/2005
Camminavano sotto una pioggerella d’estate..lei e lui. Io ero al riparo dietro la vetrata di un bar. La musica mi confondeva..stavo fuori con gli occhi ma  l'udito era contaminato da rumori vicini…Io li'..fermo..diviso giusto a metà.. e con quel poco di alcool di un Martini rosso che mi faceva perdere il senso della distanza. Camminavano lentamente..come se stessero guardando un palazzo antico per contarne i mattoni che il tempo aveva denudato. Erano neanche a tre metri di distanza da me..un vetro per separarci. Ogni tanto si sfioravano.. ogni tanto qualche passante che correva via dalla pioggia.. li urtava leggermente e finiva che loro..esagerando un po'.. si cascavano addosso e cominciavano a parlarsi all’orecchio. Mi sembrava come fluttuare di barche vicine che si sorpassano per un gioco di maree per poi tornare incollate.. e poi di nuovo a sfiorarsi (e vedere i brividi nei loro sguardi) e ancora scivolare a contemplarsi e.. . Parlavano… ma anche dai pochi metri che ci separavano (che poi erano anni e anni) era evidente che non sapevano di cosa ..quasi che le loro menti non fossero collegate alla bocca e le loro orecchie servissero solo per sentire i suoni modulati della voce dell’altro. Probabilmente soltanto un libero parlare senza oggetto…senza argomenti…solo spazio da riempire di voci e respiri per colmare la distanza fra loro. Poi improvvisamente..ma lentamente..come in un gioco di abilità....iniziarono a cercarsi con le mani. Lui le toccò la schiena e smisero di parlare e..forse..per un attimo anche di respirare. Le attraversò con le dita la spina dorsale quasi a farle capire che lei stava nel mezzo del suo desiderio… scese fino alla piega dei glutei e poi risalì e prese ad accarezzarle i fianchi. Lei si fece più vicina con la bocca serrata in un sorriso dolce e sognante. Le mani di lui si inventarono un tocco che diventava via via sempre meno carezza e sempre più presa… i brividi immaginati di lei cominciarono a farsi emozioni che lessi chiaramente nei suoi occhi liquidi..che smisero di guardare quelli di lui…forse.. per evitare imbarazzi. Lui allora le parlò all’orecchio…lei prima gli prese una mano e la portò alle labbra poi se la posò sulla piega tra il collo e la spalla....Potei allora osservare qualche gocciolina di sudore sulla sua pelle…ed immaginare il rumore del suo respiro sulla cassa toracica …Vidi chiaramente il movimento veloce e ritmico dei suoi seni… il suo ombelico contratto che la maglietta corta non copriva ed ebbi la virtuale visione …quasi ne sentìi il profumo..del desiderio che le scorreva appena più giù. Sospirai e mi tolsi dalla vetrata. Dopotutto…anche se erano presi..assenti..concentrati sulle loro esplosioni di sensi.. c’era un muro evidente e visibile tra loro e il mondo. Ed io non volevo essere quello che l’aveva scalato per spiarli. Un altro Martini rosso….calore diverso. Molto diverso.
postato da ipotetico | 12:11 | commenti (21)

Il freddo era insopportabile. La portiera della Mercedes Esseerreellemaclaren si alzo’ come ala davanti a lei ….che si accomodò sull’ampio sedile di pelle. La portiera silenziosamente torno’ a chiuderli fuori dal mondo…. Lui .. alla guida … la guardò e subito capì che non era la né la donna né il posto giusto: senza tutto quel cuoio e quella radica intorno Claudia sembrava una ragazza speciale.. tenera come un pelouche.. dolce e gustosa come una cassata siciliana…bella come un fondale marino sotto un’acqua trasparente. Ma li’..tra quadrupli airbags di serie sembrava non avesse neanche un cuore da salvare….lì immersa nella musica soft creata da un AiFai col lettore Siddì che costava quasi come una vacanza a Las Vegas sembrava non potesse ascoltare la voce dell'amore…mentre il climatizzatore con ricircolo e filtro antipolline smorzava del tutto il suo profumo di donna attraente….Doveva fare qualcosa…era il momento di fare qualcosa…..lui guardò Claudia..era bella coni suoi blujeans e la maglietta con su stampato “bastard”…lei le si getto’ addosso e lo baciò dolcemente…..lui la scostò ….scosse la testa e sorrise come folgorato da un’idea improvvisa…………………………………..Poco dopo i passanti ..camminando veloci nel freddo…si stupirono guardando i movimenti strani in una vetusta Panda parcheggiata sotto un albero della piazza… Aveva i vetri completamente appannati e sul parabrezza campeggiava un grande cuore trafitto da una freccia disegnato col dito, e la scritta.. rovesciata… "Mauro e Claudia".
postato da ipotetico | 11:04 | commenti (5)


28/08/2005

Ho avuto un colloquio con un amico di vecchia data..per telefono..stasera. In fin dei conti..mi vien da darvi un consiglio..disinteressato.. per la settimana che verrà..Se si vuole davvero una donna puo’ capitare di fare anche 1.000 km soltanto per dirle “ciao come va?Come stai?Passavo di qua per caso (!!!!?????)” …. La sfiga sarebbe quella che due ore prima lei è partita per fare la stessa cosa!  Non rimane altro che raggiungerla a metà strada. Attenti dunque a non farvi sorprendere dalle soprese che avete pensato;-)))

postato da ipotetico | 22:08 | commenti (11)

Accade a volte che senta inconfondibile che il mio equilibrio è in pericolo. Allora mi manca uno spazio tranquillo..isolato.. che non significhi rinuncia…ma neanche offerta indiscriminata. No no..per carità…nessuna tentazione di nichilismo. Si tratta di un lavorìo..che occorre fare quando quel brivido incerto che parte dalla pianta dei piedi ..comincia a salire vorticosamente…richiedendo tutta la forza possibile per essere bloccato.  Prima che devasti un qualsiasi senso di bellezza! Insomma ricerca di equilibrio con tutta la fatica possibile. C’è solo il freddo intenso ma tranquillo e disincantato della solitudine che puo’ funzionare. Un po’ come sentirsi liberati dopo un addio sofferto…eppoi un gettarsi..volutamente..in pasto alle meravigliose irreponsabilità di un’amante. Certo è anche possibile che …svoltato l' angolo… la luce fioca non conceda nessun sobbalzo…nessuna sorpresa.. Ma occorre continuare a svoltare angoli fino a trovare quello giusto….quello attraversato dai sentieri troppo dolci della malinconia...in modo da contemplare il sorprendente vuoto da un’agolazione desueta..e a volte addirittura da un'altezza diversa.  Poi magari è possibile che la fatica accumulata possa impedirci di capire dove siamo arrivati..si...In definitiva è una frazione tempo/durata…mica qualcosa di definibile a priori no? Beh in questo caso conviene accarezzare l'attimo che dà la stessa sensazione riposante di un appoggiarsi ad una roccia rassicurante. E poi naturalmente..volutamente …in silenzio..camminare e camminare ancora. Infine ci sarà un sentiero sconnesso all’inizio stretto e tortuoso..ma che poi si allargherà sempre piu’. E’ quello il sentiero che bisogna percorrere fino in fondo..per capire dove porta. E’ il sentiero della mancanza…per qualcuno avrà i capelli lunghi e neri di una ragazza…e dita che sorreggono un mento….per altri magari avrà capelli rossi o castani o biondi..e mani che fanno ciao..o sorrisi che incantano..o sguardi che affascinano…o disegni di labbra rosse…o ..o..o..o…. Ma di certo saprete che prima o poi arriverete ad una sconosciuta mèta. Ma è anche possibile che non sia quella che aspettavate…perché certi sentieri molto spesso sono interrotti da frane…che sembrano arrivi.

Ehhhh? Non sono riuscito a farmi capire? E vabbè…amen:-))

postato da ipotetico | 17:47 | commenti (5)


27/08/2005

Luglio 2003.

Ma cosa ci faccio in questo in questo hotel ristorante di periferia.. ma chi è questa donna che ieri non sapevo esistesse e che adesso lascia abbandonata la sua mano sul tavolo in attesa che io almeno la sfiori?  E mi parla di cose che non io non conosco e non voglio sapere..e muove quella sua giovane mano elegante..come se prendendola la potessi salvare da un improbabile baratro che ringhia dietro di lei. Lei mi parla e mi vuole eccitare con i suoi seni nudi di cui si intravedono i netti contorni ed il capezzolo che spinge voglioso..sotto una maglietta leggera.. Ed io sento il rumore della voglia che cresce…si ma che ci sto’ a fare? Lei insiste..e si alza..poi si rimette a sedere..al mio lato. Cosi’ senza un apparente motivo che mi sia venuto alla mente. Cosi’ ..come una gazza che si sposta da un ramo ad un altro. Il piatto col cibo arriva..e lei smette di lanciare messaggi…e non so’ se sperare che torni all’assalto oppure la smetta. Eppure si trattava soltanto di portar fuori un’amica di un’amica –che non vedevo da tempo-venuta da fuori. Ma ho davvero negli occhi quel senso di caccia infinita e continua? Il cameriere ritorna e ci guarda…troppo netta la differenza di età. Decide..sorridendoci complice.. che lei è la mia attrice amante e che io sia un regista di chissà quale film. E lei continua a parlare della sua appartenenza a gente lontana..e al suo desiderio di viaggiare prima che il lavoro la prenda e la imprigioni…prima che qualcuno la sposi..prima che le sue giornate diventino uguali una all’altra. Si ma io cosa c’entro?. Poi arriva il caffè..che dovrebbe svegliarci e far fuggire le idee che cominciano a prendere forma…una forma che assomiglia alla sua e che sembra avere lo stesso profumo della sua pelle troppo vicina. E la sento davvero…la sua mano sulla mia coscia…mentre con l’altra tiene una tazzina fumante. E la immagina anche quel cameriere diabolico che da lontano sorride…Penso atterrito che chiunque sia in quella stanza ci stia guardando. Non è cosi’…e quando la sua mano sale un po’ e me lo tocca…non me ne frega piu’ nulla. Ed insiste..continua ad accarezzare..poi slaccia i bottoni..e lo afferra. Non posso resistere e allargo le gambe…a quella mano che non ha né morale né legge.. ma solo messaggera di voglie profonde….. Lo prende da padrona..come solo donne esperte san fare….ma poi piu’ che stringerlo non fa’..li’ come una donna inesperta che si blocca. Le sue labbra sono aperte alla ricerca di aria come una donna esperta sa fare..e il suo viso è dipinto di tenue rossore…  come solo ad una donna inesperta succede.  Ma che ci sto’ a fare in questo hotel ristorante? Ma perché non andiamo a casa mia? La domanda è retorica..la risposta è molto piu’ semplice… “ho prenotato una stanza qui..” mi dice come una donna esperta sa’ dire... “non ti dispiace vero”..come solo una donna inesperta domanda. Ci alziamo..il cameriere scompare. Alla mia amica diro’ che ho resistito fin quando è stato possibile (e lei riderà pensando il contrario).. ma mai avrei immaginato di farmi aggredire sopra una sedia mentre col bianco degli occhi le urlavo di non smettere… d’arrivare oltre la sorpresa e poi fare di lei….una voglia da soddisfare.
postato da ipotetico | 12:16 | commenti (15)


26/08/2005
Ho davvero l’impressione..alla vigilia di questo we.. che essere “umani” sia di per sé già abbastanza tragico. Sia chiaro quindi che non c'è assolutamente bisogno di essere un cocainome o un  free climber per vivere situazioni estreme. Credo basti ed avanzi.. amare qualcuno…..
postato da ipotetico | 17:58 | commenti (13)

L'inferno non ha bisogno di bussare…conosce una porta facile da aprire: il luogo peggiore… il giudice più severo…. la cattedrale di ogni piu' augusta paura …..e' dentro di noi…che svetta dal fondo dei nostri pensieri, desideri... E’ un luogo non fisico… magari  relativo..quasi mai malleabile. I greci coniarono un termine “coscienza” (suneidesis) il cui significato e'  illuminante : "sapere insieme"... Un po' come conoscersi…ma non da soli…insieme a noi stessi… per poi andare alla ricerca del proprio eroe… o il proprio demone. Si tratta di quell'essere sul quale si fonda ogni giudizio di se'..perché la vita…in realtà.. non è altro che una corsa in cerchio..attorno a noi stessi…alla ricerca infinita di risposte.
Non per tutti…per molti si tratta una ricerca temporanea.... o interrotta per pigrizia… per mancanza di tempo… ma piu’ di tutto per paura della propria coscienza. Poi però siamo costretti a fermarci e fare i conti con il nostro eroe o il nostro demone. Ed ecco che… come un negoziante che fa’ i conti una volta al mese…  soffriamo.. tremiamo.. ci entusiasmiamo… ripartiamo… ricominciamo.. decidiamo. Per chi non fa’ i conti spesso... è possibile che  i debiti ed i crediti si accumulino… con il rischio di ritrovarsi in bancarotta. Varrebbe forse la pena..ogni tanto.. fermarsi a riflettere su cosa stanno conteggiando il nostro eroe o il nostro demone che arredano casa ben dentro la nostra coscienza.
Personalmente ho già inviato molti fax..mail…raccomandate con ricevute di ritorno..sms… al mio demone e al mio eroe per dirgli che li aspetto fuori, entrambi. Vi consiglio di fare come me…è ora di dargli una bella lezione..tse'
postato da ipotetico | 17:20 | commenti (6)

Se si potesse dare al destino un senso… se ci fosse qualcosa..qualcuno..a cui dare una giustificazione dei giorni vissuti..di una vita in bilico tra lucide eresia e preghiere ad un Dio umano….Se ci fosse la possibilità di guardarsi chiaramente dal di fuori..  finalmente ci si potrenne dare una ragione assoluta del nostro essere e divenire. Invece c’è il lavorìo continuo di uno strambo regista che ci gira veloce attorno.. che detta le scene dei nostri incerti cammini…Un regista probabilmente disattento che dall’alto di una nuvola ..sotto tre stelle….non ci chiede mai se la parte ci piace. Eppure le domande che avremmo sono tante…e le sue risposte troppo poche e silenziose… E se..ad esempio..anche l’odio fosse una limpida forma d’amore? un veleno lento che tiene in vita? E se il sapore baci altro non sia che una trappola invisibile? E se gli odori  di un uomo e una donna fossero autonomi e si cercassero da sempre e per sempre anche se mai una volta si sono incontrati? Nessuna risposta…lo vedete anche voi..ma dobbiamo comunque lasciare aperta la porta …contando su olfatti miracolosi di chi ha stelle per occhi.
postato da ipotetico | 11:49 | commenti (8)

Nell' attesa ..i pensieri si dilatano dentro notti che iniziano sempre più tardi e non posso che riempirle che con la sola preoccupazione di non poterle riempire di te. E mi getto sul da fare e m’impegno cervello e serate che in altre occasioni non avrei voluto per niente provare a percorrere. E di te mi rimane il rimandare.. senza fartene  accorgere.. come solo una donna sa fare.. dire o non dire… volere o non volere.. tentare o lasciare…chiamare o lasciare.. domani o dopodomani….. E devo sempre pensarti li’..dove il piacere si confonde col dolore… per sentire l’essenza più profonda di me che ti fisso …tu preda.. e mi concentro sulle tue parole che mi dicono “forse”.. fino ad illudermi che davvero potrei impossessarmi di anima.. testa e pensieri.. che sembrano invece correre sparsi senza padrone....come a volte i pensieri di donna san fare... Ma io ti caccerò fitto e battente come solo un cecchino sa fare…un cecchino che inquadra nel mirino la preda e lascia il grilletto solo quando è convinto davvero di averne una vera possibilità. E ti ci vorrà poco a farmi felice.. meno di un attimo..meno di quella sensazione che trasmessa al cervello ti farà sentire calda e bagnata come terra piovuta sotto un temporale d’estate. E sarà allora che il profumo di te riempirà i momenti che adesso potrebbero essere solo ricordi futuri…quasi un riannodare sfaldate emozioni che mi permetta infine di riallacciare il corpo al cervello…il virtuale al reale. Solo cosi’ potrai esser certa che mai ci sarà nulla di meglio.....se non la prossima volta………………………..
postato da ipotetico | 10:58 | commenti (7)


25/08/2005
Qualcuna mi fa' notare che parlando delle donne che ho incontrato faccio intndere che siano tutte bellissime. E' vero..ma di che bellezza parliamo? In realtà penso che la bellezza di una donna sia direttamente proporzionale al desiderio che ispira: piu' è grande e piu' quella donna è bella. D'altronde credo che in assoluto sia cosi'.... Certo si' la bellezza che vediamo sulla TV su carta patinata o altrove..spesso è quella che non ci appartiene e difficilmente ci apparterrà.. Si certo..è di sicuro bellezza..ma ha un altro "sapore"... Questa bellezza è fatta per essere guardata...direi quasi per essere rassicurati: il mondo insomma ci dice..ecco.. questa bellezza esiste per esser vista. Ma è eterea...inafferrabile.. a volte persino tanto vicina da poterla toccare ..ma anche impossibile da fare se non si vuole che perda interesse ai nostri occhi: se la tocchi..poi non sarà più "bellezza".
Esiste poi la bellezza che incontri inizialmente negli occhi intriganti di una donna...nei suoi gesti.. nel suo modo di camminare o di riavviarsi i capelli...nei suoi sorrisi... per poi ritrovarla nei suoi baci..carezze..nel suo modo di fare l'amore...di sussurrare "ancora"..di sciogliersi per un tocco...di scivolare sopra il tuo corpo…di…di..di…… Questa bellezza invece cresce ogni volta che la tocchi...che la prendi. E' la bellezza del fascino e del conseguente forte desiderio di averla . E' questa quella che io rincorro….e che a volte..ma solo a volte…afferro;-)))
postato da ipotetico | 21:27 | commenti (8)

Anche solo qualcosa di lei... lo voleva. Erano solo una decina di righe scritte sul tovagliolo del bar.. fitte fitte… Una decina di righe rosse di amore e pentimento..che Sara non avrebbe mai dovuto leggere. Scritte da Marco..perché aveva capito che Tania non sarebbe riuscita a tacere ancora. Una decina di righe in cui lui le confessa  che la ama e che con l’altra e' stata solo la passione di un momento. 

E Tania adesso è li’ a chiedersi se il prezzo pagato valeva la pena. Se la  lingua tiranna  di lui nella sua bocca, le sue dita indiscrete tra le  sue cosce, il suo sesso aperto e sfacciato pronto ad accoglierlo, il suo orgasmo soffocato, rubato mentre Sara dormiva e non sospettava, valevano lo sguardo con cui lei la rinnega ora. Sara tiene il tovagliolo in mano e guarda Tania come se avesse ucciso una parte di lei. E Tania non riesce, non può, non trova il coraggio di leggerle l’altra decina di righe che ha scolpite nel cuore. Una decina di righe che parlano di lei e di Sara….di Marco e di come se lo sia scopato perchè non ha mai potuto far l’amore con lei.
postato da ipotetico | 18:59 | commenti (2)

Non era mai stata considerata una brava ragazza…forse neanche lei si era sentita tale. In realtà in un quartiere di una piccola città ci voleva poco a divenire una “cattiva ragazza”: bastava solo sognare un principe azzurro che la rapisse e far di tutto per trovarlo. D’estate..durante i festeggiamenti lei ci dava una mano nei chioschi a dar fuori birra e vino…e vestiva sempre come se fosse in attesa di qualcuno che la portasse via. Ma poi improvvisamente a 24 anni ebbe paura che nessuno la volesse più e cerco di limitare le dicerie andando a convivere con un tipo del posto chiassoso e compagnone ma senza arte né parte. Fu l’errore di una ragazza che aveva ormai ripudiato i suoi sogni, ma fu anche la responsabilità di quel branco di cani accumunati dal noto pensiero medio comune.
Passavo in macchina quella mattina…la pioggia era battente…e la intravidi ..come un riflesso…nel suo piccolo giardino..senza alcun riparo…bagnata…col vestito leggero attaccato addosso..e le mani protese verso il cielo…rosse di sangue. Pensai che si fosse fatta male e che Roberto..il suo convivente che conoscevo di sfuggita… fosse al lavoro. Mi fermai..aprìi un ombrello e la chiamai forte..al di sopra della pioggia rumorosa. Lei si girò.. e corse ad aprirmi..non feci in tempo ad entrare che mi si getto’ addosso e mi abbraccio’ forte….Tremava e parlava..io non capivo.. “Ti sei ferita?” le domandai… “si..ma non sono ferite che sanguinano” rispose….Era ferma..le sue mani attaccate al mio collo erano di marmo…non potevo spingerla dentro casa cosi’ …la presi in braccio..diedi un colpo con i piedi alla porta e ci ritrovammo all’asciutto…La depositai sulla prima sedia che incontrai…presi uno straccio vicino al lavandino della cucina e comincia ad asciugarle il viso…piangeva..ferma immobile con le mani in grembo…Le pulìi il sangue e non trovai ferite….ma vidi a terra un piccolo tubo di quelli con cui si fanno gli impianti idraulici…macchiato di sangue. Mi venne un sospetto “dov’è Roberto..” le chiesi… “Lei non rispose…” Presi paura…e corsi ad aprire tutte le stanze di quella casa che non conoscevo…non trovai nulla..ne’ Roberto né altri…Tranquillizzato mi sedetti vicino…aspettai che riprendesse il senso del tempo…facendola bere del vino che era sul tavolo. “Se n’è andato” sussurro’… non risposi..la fissai soltanto negli occhi… “Era ubriaco come sempre…mi ha chiamato puttana solo perché stasera volevo uscire con le amiche…mi ha vomitato addosso tutti i suoi incubi…mi ha strappato il vestito piu’ bello che avevo..ed io non ci ho visto più…l’ho colpito. Non ha neanche reagito..mi ha guardato e se n’è andato via sanguinando…Ho cercato fermarlo..ma di lui mi è rimasto solo il sangue tra le mani”. Chiamai Roberto al cellulare…era al bar..alticcio “non voglio vederla piu’…dato che sei li’ fattela..è una puttana..cosa aspetti?”. Misi giu’..lei si era ripresa. “Puoi aspettarmi mentre mi faccio la doccia? Ho paura a restare sola”: Annuìi..Rimasi li’ un quarto d’ora ad aspettarla..in cucina..mi guardai attorno…poche cose..nulla di nuovo….la droga alcool aveva bisogno di risorse ingenti…La stanza sembrava ferma e attonita ..quasi abituata…rassegnata..ad una tristezza che aveva impregnato negli anni tutto…persino le tendine..non bianche..ma di un colore indefinito…piu’ su un marrone senza luce.
Torno’ vestita con cura, entrò in cucina e ripose in un angolo il tubo con cui l'aveva colpito.. tolse bottiglia e bicchiere dal tavolo..piangeva.. ma non capivo se era la rabbia, il dolore o la reazione ad una decisione presa. Stavo per dirle che dovevo andare…ma lei mi chiese di portarla in stazione. “Sicura?” le chiesi…”Si..ho gia’ la valigia pronta da molto tempo…non ne ho avuto mai il coraggio..ma oggi è una giornata di pioggia….che lava tutte le mie indecisioni”. Spense le luci ed uscimmo….chiuse il portoncino che una volta doveva essere stato di colore verde…ed entrammo in macchina. Prima di partire..osservai per un attimo le gocce che battevano sul parabrezza…e pensai che anche loro fuggono continuamente dalle nubi…ma che poi un giorno verranno rapite dal calore del sole..e riportate lassù in alto…a formare una nuova nuvola nera. Misi rapidamente in moto la mia auto la portai davanti alla stazione…rimase ferma..guardandomi. Capìi..le diedi tutto il denaro che avevo con me..non era molto..ma le poteva bastare per arrivare dove ancora non sapeva…mi ringraziò..sorrise e saluto’ veloce. La vidi camminare verso i binari….sicura che l’avrebbero portata in qualsiasi luogo l’allontanasse dai suoi incubi. Sul sedile della mia auto..il senso assoluto dell’abbandono: le sue chiavi di casa. Pensai che tutto sommato basta un po’ di coraggio..come passare da un binario all’altro..parallelo..per non incontrarsi più…pur essendo vicini. Partìi verso casa..avevo il colletto della giacca e della camicia macchiate di rosso, e mi venne da sorridere quando mi venne l’idea che magari il destino ci avesse messo del suo…facendo in modo che partisse per trovare il principe azzurro senza più aspettare che fosse lui a venire da lei.
postato da ipotetico | 18:12 | commenti (7)

Fissava le macerie ed i sassi sul terreno calcinoso e inerte della sua mente… polvere grigia e bianca… abbandonati lì da chissà quanto tempo. Guardava quel riquadro ed era vedere la sua anima, stesa giù piatta e sterile, coi lati geometrici e netti che la separavano dal mondo. Eppoi il desiderio con una rete attorno… verde …. per difenderla o per contenerla, forse, che non soffocasse il prato della sua visione di lei, che viveva poco piu' in là, oltre la strada. Lei era il suo sole, batteva tutto il giorno nel suo cortile e un muro alto ne difendeva la visione ad altri. Ed allora.. l'asfalto della sua anima.. si accendeva di bagliori ignoti... Se guardava il suo cuore..pulsante e abbagliante, netto nella cornice scura dell'asfalto, gli sembrava una porta abbattuta, luminosa, che collegava la terra (lui) al cielo (lei), li separava e li univa allo stesso tempo! Ma lui sapeva che, seppur sembrassero uniti, dovevano esistere, perché non si confondessero, terra e cielo, alto e basso, un uomo e una donna, (2, la legge del 2) per tenere in vita il mondo. Pensava alla sua passione per un riquadro di luce (lei) nel buio dei suoi pensieri: pensava ai gesti in cui ritrovarsi. Eccola qui.. reale, tot. metri quadrati di vaniglia, con un rilievo appena accennato di profumi e sapori, non ancora segnata dai vortici terribili di uragani. Doveva in definitiva solo socchiudere la porta, avvicinare la terra al cielo, dare una possibilità al suo universo di toccarla! Prima pero’ doveva girare con fatica il rubinetto incrostato dai ricordi di passati corpi caldi e disponibili..di profumi invadenti dall’essenza forte di eccitazione e far scorrere la prima acqua dopo tanto tempo, rendere fango grigiastro la polvere fine, lavare i sassi e le macerie. Doveva lanciare un segnale, perchè fosse compreso ai due lati della porta. Trovare una carriola di ferro ed un badile. Scavare il terreno inerte, raccogliere pietre, mattoni, rottami rugginosi confusi nella sua mente. Trovare tutte le radici della sua vita passata, ancora modellata attorno ai nomi che ne avevano segnato l'avventura quando crescevano al buio umido di una terra viva ed esploravano tutti gli attimi in cerca di nutrimenti …da succhiare e portar su, per poi gettarli vuoti tra lenzuola stropicciate. Eppoi doveva ritrovare il fusto ormai scomparso di alberi un tempo vivi che vedeva nella mente al limitare della porta abbattuta ove il presente sfumava nel passato, il reale nell'immaginario, la finzione nel ricordo (2..ancora 2...sempre 2). E quei segni di un passato (che noia la sua incapacità di prevedere!), quelle pietre dure, quelle radici consunte...doveva portarle al di la' dell'asfalto...al di la' della strada...poco piu' in la' del cortile... e seppellire il tutto con poca terra destinata al calpestio dei piedi veloci dei tanti bambini che giocheranno sul prato. Bambini: un'altra essenza ... un'altra vita...non avvinti dai suoi ricordi nè tormentata dai suoi pensieri.... Doveva affidare quei resti ad un metabolismo piu' forte, che li assimilasse e li disperdesse, che li liberasse dai ricordi resi vivi di nuovo, come tutto nel mondo rinasce se cambia posto e affronta una nuova pioggia. Doveva prendere poi una...anzi...due (inevitabilmente 2) zolle di terra, nel campo di lei.., sotto l’albero del suo collo e per le strade del suo corpo caldo e languido, con un po' di sapore di latte&sesso e pezzetti di radici umide di lei. Doveva portarle nel suo ritaglio luminoso....confonderle col terreno a loro estraneo, curarle con l'acqua che ormai scorreva facile dal suo corpo... proteggerle con lo sguardo, assillarle con la sua curiosità, starle accanto senza toccarle, col respiro trattenuto, in attesa di un segno in risposta ai suoi pensieri. Doveva accogliere lei... desiderarla come non mai. Cosi' dalla prima zolla....sarebbe nata l’amicizia! ... sarebbe cresciuta improvvisamente, favorita dal sole che avrebbe infuocato quella porzione di terra e... ne era sicuro..... la vedeva già. Le radici sarebbero cresciute tranquille, avrebbero trovato percorsi fra le macerie rimaste e le fessure del terreno della sua anima.... nutrendosi di poco. Il tronco robusto e dritto sarebbe salito deciso verso il cielo, non ingannato dall'ombra di altri alberi nè deviato da ostacoli di altri uomini e donne. La chioma si sarebbe allargata maestosa, sorretta da rami robusti che l’avrebbero spinta su a superare i tetti di tutte le case vicine... e avrebbe sparso tante ghiande e foglie nel prato, sulla strada, nel cortile..... I germogli avrebbero spaccato le ghiande verdi e viola e sarebbero filati in alto....bianchi, quasi trasparenti prima, e una fogliolina tenera in cima si sarebbe spiegata lucida, come umida di un parto appena avvenuto. Poi ad un tratto...le braccia furenti della passione avrebbero tagliato quella quercia possente dell’amicizia .... altre mani inconsapevoli (la voglia assoluta di lei) avrebbero asfaltato il cortile dei buoni propositi.. e la luce sarebbe stata assorbita totalmente. Ma la seconda zolla ..presa a tradimento tra le sue braccia profumate… confusa dal ritmo dei suoi fianchi... trafitta dal sapore della sua schiena... mimetizzata nei suoi sospiri ... si sarebbe mossa improvvisamente! E lui ne era sicuro..(oh se ne era sicuro!)....che la seconda zolla (2..assolutamente 2) segreta, infiltrata di radici, coperta del muschio dei suoi desideri indecenti.. intrisa dell’umido della sua bocca, si sarebbe destata finalmente....si sarebbe aperta al mondo... sarebbe cresciuta invincibile nel buio e la pianta conosciuta … forte e bella… avrebbe allargato le crepe del terreno dell’ovvio, sarebbe giunta alla luce e salita veloce e splendida, troppo terribile e affascinante, troppo dura e tenace per essere affrontata. “…Sarà –pensava- un ibrido furente, forte e fecondo come la quercia, resistente e tenace come una ginestra, duro come pietra per vivere fra polvere e sassi e come l'ailanto sarà flessibile, adattabile, pronto a farsi accarezzare dal vento.... avrà rami possenti come braccia protese al cielo e dai suoi rami cadrà come neve.. una pioggia lieve di fiori bianchi...densi di vita... che scenderanno piano..in vortici lenti a fecondar la terra... fiori bianchi su nero asfalto...bianco su nero a tracciar forme di vita, a disegnar vignette mutevoli.... tre riquadri ogni giorno per coprire il mondo. La seconda zolla: la passione, la voglia dei suoi baci..la voglia delle sue labbra ..la voglia dei suoi seni..la voglia di entrarle dentro per non uscirne piu’..la voglia ..la voglia..desiderio prepotente e indistruttibile..!!! Resisterà e non sarà scalzata, scelta dal caso in un mondo nato dal caso.... dove gli uomini inventano regole che credono universali e se ne illudono e se ne gloriano.... celebrano riti orgogliosi...brindano folli... confondono le luci con le stelle... l'amore con l'allegria.... la vita con le notti insonni...un mondo dove gli uomini si gettano alla rinfusa sui sentimenti umiliandoli.... Si perchè gli esseri umani sono prigionieri inconsapevoli nel cerchio dell'unica legge che governa il mondo ed è a loro sconosciuta: il 2.. un uomo e una donna, l'amore e l'odio, coraggio e …e ……e….” Chiuse gli occhi e si addormentò con l’ansia di chi vorrebbe che fosse già giorno.
postato da ipotetico | 12:29 | commenti (9)

Una emozione arriva improvvisa.. penetra…sconvolge. Trabocca l’adrenalina… esplode…si sparge…E poi brividi….e l’emozione svanisce..
Ma possibile? Deve pur esistere un luogo dove si possano registrare le emozioni. Un luogo simile ad uno specchio persistente.. davanti al quale mettersi e poi abbandonarsi per rivivere emozioni vissute...... Esiste? Essu' ditemelo no?
postato da ipotetico | 11:19 | commenti (10)

In queste giornate d’agosto..non sono il solo che lavora....Pranzo (con un cliente ed un fornitore che si son ritrovati da me a mezzogiorno..per caso).. in un piccolo agriturismo in collina....Naturalmente si finisce a parlare di donne. E’ quando mi ritrovo a parlare di sonne tra uomini..scopro quanto sia diversa la concezione dell’altra metà del cielo tra soggetti di sesso maschile.... Da una ricerca recentissima..  -il quotidiano locale- asserisce che il 40% della popolazione di Udine..sia single. E di questo 40%…le donne sono due terzi. Che c'entra? C'entra secondo il fornitore..35enne.. che asserisce quanto sia facile...specie nel week end..."rimorchiare" una donna stressata dalla settimana lavorativa e senza alcun uomo che l'aspetta a casa.. Il cliente ..53enne..gli da' ragione e rincara la dose dicendo che ormai le donne son tutte disponibili. Basta sceglierne una e nel giro di qualche giorno cederà. Non capisco se sia un ragionamento tanto per dir qualcosa oppure davvero ci credano. Personalmente non ho mai trovato una donna che "ci stia" cosi' semplicemente...se non per un caso eccezionale.  Ho sempre dovuto "faticare" per conquistare una donna che mi piacesse davvero. Lo butto là...tra il primo e secondo...tra il fornitore ed il cliente. Mi guardano per capire se stia scherzando. Non scherzo. Poi parlando..andando nel dettaglio..scopro che si tratta solo di un ragionamento teorico. In realtà gli esempi reali che portano per appoggiare la loro teoria son tutti datati...niente di recente…e spesso riguardano altri. Amici o conoscenti..in chiacchiere da bar..credo. In definitiva poi..quasi a contraddire il tutto.. vien fuori anche la teoria che ormai le donne hanno preso il sopravvento e son loro che scelgono il partner..anche se si tratta di una sola sera. Mi rassereno...tutto sommato ho ragione io...non esistono le donne facili (a meno che non le paghi per un quarto d'ora di sesso veloce). Gli uomini devono continuare a faticare per conquistare la donna che desiderano. Punto. Nulla di nuovo sotto questo sole di agosto avanzato. O meglio…una cosa c’è:  che Udine abbia il 40 per cento di single (cosa che ho appena appurato leggendo l'articolo sul giornale) a me sembra interessante….ma ben di piu’ che i 2/3 siano donne;-)))))
postato da ipotetico | 11:19 | commenti (1)


24/08/2005
Siamo portati da secoli a fare sacrifici umani alla dea ragione. Solo l’essere umano costruisce altari alla ragione che non ha fedeli in natura..dove tutto è caso...istinto..inconscio. La ragione è diventata un pozzo buio e la luce dell’istinto si vede solo nelle notti di plenilunio..quando le streghe danzano sconosciute  preghiere. Ma prima o poi l’inconscio e l’istinto usciranno ancora allo scoperto…come agli albori del nostro essere. Come un corso d'acqua….bagneranno la terra, porteranno nutrimento alla pianta della nostra esistenza..perchè il potere della creazione è loro e di nessun'altro. Alimenteranno nuove speranze e desideri… esploderanno in mille vortici ed il dolore dell'abbandono...dell’impossibilità..dell’inadeguatezza.. verrà sconfitto. Perché è così..inutile negarlo. D’altronde non è vero che l’istinto ci porta ad innamorarci..e la ragione ci fa’ soffrire per questo? Separiamo gli elementi e stiamo attenti che non si uniscano mai. Solo cosi’ è possibile vivere entusiasmanti attimi sopra le nuvole… fra le braccia di una donna (o di un uomo) senza che i “se” ed i “ma”, “e domani?” e…e….ci riportino violentemente a terra. Combatto per restare sopra le nuvole…abbandonate la ragione ..state rischiando troppo!
postato da ipotetico | 15:22 | commenti (24)

Tarquinio detto "Tanica" è in questo periodo indaffaratissimo ed il suo status sociale è cresciuto come succede non appena il caldo arriva. Ce se ne può accorgere anche dai continui saluti che riceve dalla gente seduta ai tavolini dei bar all’aperto. "Tanica" prende nome dalla funzione che si è inventato per arrontondare le entrate. Una vita impiegato delle Poste..poi quando l’età è divenuta indefinita , se n’è andato in pensione …Lui è un tipo magrolino e con un paio di baffetti curati e ancora totalmente neri. Gesticola moltissimo e ride forte tradendo le sue origini campane. E’ un anticonformista quasi in tutto…indossa abiti che sembrano quelli dei partigiani durante l’ultima guerra compreso il basco topomorto o verdemarcio che copre la sua testa completamente rasata per non mettere in vista i molti capelli bianchi. Ma è il suo lavoro quello che davvero lo fa’ diverso. Lui passa ore ad andare avanti ed indietro per il quartiere a prendere le ordinazioni…poi di sera carica una trentina di taniche di plastica da 20 litri sul suo camioncino e se ne va il collina..dove c’è una “vena” d’acqua che dicono miracolosa e che addirittura abbassi la pressione. Riempie le taniche e le consegna a domicilio…parlando male delle acque minerali (contaminatissime!!) ed elogiando tutte le proprietà della sua acqua che sgorga limpida da secoli nascosta tra pietre e alberi. Il suo servizio è un business in crescita… la gente si fida più dei suoi baffetti da sparviero..che di Del Piero ed il suo spelacchiato passero.
postato da ipotetico | 11:46 | commenti (4)

Sarebbe bello resistere ad ogni donna.. la cui storia è cmq e sempre… davvero un dono.. spesso più breve della fioritura di un ciliegio. Ma se la vita è –come penso- una favola ..meglio raccogliere ogni linea spezzata e danzare ogni volta al ritmo di essenze profumate di baci e carezze. Poi si vedrà se i suoi passi non lasceranno orme sulla scena..o se l’alba affonderà forte le sue dita sulla sua presente leggerezza.
postato da ipotetico | 10:59 | commenti (5)


23/08/2005
Attenti alla gioia che vi assale..anche solo per un attimo: vi invaderà l’anima e –se non la curate- poi se andrà..lasciandovi indifesi… Si riannoderanno allora..pericolosamente..  gli interrogativi con i dubbi.
postato da ipotetico | 23:13 | commenti (9)

Quando cammino su linee lontane descritte.. di donna..scavalcando occhi..sfiorando le labbra rasentando le spalle… guadando seni che dividono il cuore dai sensi… e annegando fra cosce che colmano il desiderio col piacere...io sento ..ogni volta.. il battito del polso che si accorda al suo.
postato da ipotetico | 19:14 | commenti (4)

Conosco a memoria ...come la forma delle mie mani... questa curva smisurata di cielo.. che culla dolcemente le colline colorate d’autunno.. Poi basta usare il trucco che ognuno impara da solo prima o poi: fissare un punto qualsiasi dell’infinito… poi spostare di poco lo sguardo e ricominciare ogni volta. Ogni punto è un infinito lui stesso …come i SI di una donna tra le tue braccia...della quale fissi un piccolissimo dettaglio.
postato da ipotetico | 15:56 | commenti (4)

Mi chiedi “Come fai a ricomporre la realtà dalle migliaia di frammenti sparsi ?
Come puoi riuscire a trovare quella costante che accomùna ..in un colpo solo.. le infinite varianti di mille anime e corpi ?”. Ed io ce l’ho la risposta… ma te ne ho date cosi’ tante.. per te tutte inutili.. che ..ne sono certo..non lascerebbe segni anche questa… Ed allora son io adesso che ti rimbalzo qualche domanda… “ e tu come fai a distruggere le tue opportunità senza poi essere in grado di rigenerarle? Come fai ad ascoltare i vissuti degli altri senza batter ciglia..per poi lanciare messaggi che sorprendentemente mettono tra parentesi la logica e  tengono conto solo di pensata lussuria..”? Non sono portato ad improbabili unici approdi di intrigante… ma poi in definitiva fredda.. psiche… Questi sono capaci di illuminare la mente si…ma solo per qualche attimo…e sono gli altri gli attimi che io desidero...e senza un vero corpo sarebbe impossibile viverli.
postato da ipotetico | 15:51 | commenti

Nuove strisce di sole disegnano un mattino che sembra già d’autunno. La brina e l’acqua avvolgono le prime gialle foglie cadute di alberi che indicano il cielo. Certamente siamo a metà strada tra il nulla e Dio… inutile quindi pensare pensieri già pensati..sogni da tempo ..passati.
postato da ipotetico | 15:42 | commenti


22/08/2005

La notte..magari alla fine di una festa o di una cena tra amici.. qualche volta andavamo lì….sulla collina di Susans..un  luogo per lo piu’ di coppiette e cannaroli. Però la visione della pianura friulana aiutava e  induceva alla riflessione ed alla visione pulita delle cose...mentre passava pian piano l’effetto dell’alcool e della sazietà. Accanto l'amico di sempre. Si..si proprio quello che sapeva dire la parola sbagliata nel momento giusto... o che ti metteva nei guai spiattellando verità in momenti in cui non servivano affatto.
Eravamo li’..mezzi rincoglioniti distesi sull’erba..la testa su un sasso..e butta là un ”Sai che è una sventola mica da poco.. persino le sue labbra sono rosso naturale…quasi  un richiamo sessuale implicito…di quelli che funzionano sempre alla grande…”  (ancora lei….e nel momento piu’ inutile…anzi inadatto. Eppoi neanche mi piaceva a dir la verità. Eppoi non era un periodo di tempeste ormonali..eppoi.eppoi.. Ma cmq una risposta stanca la meritava no?)..
"Che cazzo dici…che  una che ha labbra rosse te la puoi fare quando vuoi?"
"No. Hai ragione. In effetti il rosso è un colore personale. Nel senso che ognuno ne possiede uno diverso…con molteplici significati… ma se neanche il suo rosso naturale ti attrae….allora sei proprio fuori!…

Già…magari quello mi attrae pure..ma solo quello di lei.." (che palle!)
"Senti. A proposito di ragazze. Perchè non esci con D.? Ti sta dietro... quella non ci penserebbe neanche un minuto a passare un we con te…"
"E allora? Il sesso è sesso. Si fa’ con chiunque ci stia. Finisce nell'istante esatto in cui vieni. Io voglio rimanere con una donna lì, nel letto, e abbracciarla. Ridere con lei e magari parlare dei dubbi..saperne di piu’..scherzare con lei….sentirne le insicurezze…"
" Che tipo che sei…dai retta a me..le donne non vogliono insicurezze. Ne hanno già abbastanza, di puntuali come il ciclo, per parlartene e per chiedertene di altre."
"Pensi che se le parlassi della vita..del tempo..delle formiche o di tutti i dubbi dell’umanità…mi manderebbero affan…?"
"No, solo che saresti solo già bello che inquadrato. Ossia diverso da quel cazzo di ideale che hanno in testa e che vanno cercando. Devi sapere che “loro” hanno un mister X cui attribuire qualità che non appartengono a nessun essere esistente. Sii vago e sarai il loro idolo. Di' qualcosa e… bene che ti vada… ti ritroverai guai da gestire. Dammi rettaaaaaaaa"
"Ma che cz stai dicendo a quest’ora? Eppoi io sono quello che sono…è inutile cercare di sembrare un altro no? Inoltre a me non sembra che tu abbia uno sfacciato successo on le donne..anzi.. te la cavi malino”
"Ebbè mo’ questo che c’entra….attraverso un periodo buio..ogni tanto. Devo ritrovare me stesso…”

“Si si te stesso..con tutte ‘ste cazzate che dici..non lo ritroverai mai..si nasocnde per vergogna il tuo io….ghghgh

“Ma vaffa va….Cmq..sinceramente…tu... sei una persona particolare e.. spesso.. persino interessante. Ma chi può confrontarsi con un ideale? Puoi confrontarti con Alessandro Magno? …con la pubblicità di “dove c’è Barilla c’è casa?…e con la sensibilità di un donna che da anni scrive sul suo diario il principe azzurro che aspetta? Nahhhhhhh….fidati…e accontentati"
Lo guardai a lungo. Poi tornai a posare lo sguardo sul reale buio della ipotetica pianura di fronte….
"il mio, di guaio è che non so se sei estremamente stupido o estremamente geniale. Ma cmq le cose non cambiano. Tra me e lei c'è un oceano che nessuna parola può colmare. E non so neanche se colmarla è quello che voglio. Ma poi ci pensi?..Colmare-ideale-sesso-rosso-Barilla- Alessandro..interessante…  non fanno mica rima con amore” Mi guardo’..anche se il buio ormai non mi permetteva di restituirgli lo sguardo…ci alzammo per tornare…mentre il vento scivolo’ sopra la pianura..per dimostrare la sua esistenza. Nulla era cambiato…e anche l’ultima frase non c’entrava proprio un cazzo. Ma si sa..dei discorsi notturni senza senso..rimane solo una visione di labbra rosse..come ultimo brivido..che poi magari tornerà col giorno.

postato da ipotetico | 14:49 | commenti (19)


21/08/2005
Nonostante tutto….. sei tornata davanti a me. Perfettamente davanti ai miei fianchi nervosi... alle mie scarpe stanche… ai miei jeans stretti e sbiaditi di uomo distratto. I tuoi seni, la  tua camicetta bianca… … davanti  (ti guardo ..li conosco)….lo so..io non sono uno dei tanti..sono stato il primo...ed è inutile che lo ripeti ancora… Ti guardo (ma non ti tengo stretta  a me)…sento lo sforzo teso del filo invisibile dei tuoi pensieri che cercano soluzioni ad un problema non previsto  (neanche per un solo brevissimo istante ti sento mia ma ti desidero….. non disperatamente come si può desiderare una donna che non si è avuta mai ma avidamente come per misurare quanto di me è rimasto in te dopo tanti anni).. Due labbra. Due labbra che mi sorridono. Due labbra che mi sorridono e che mi chiamano per nome (nessun effetto devastante in me). Mi parli con calma ..dolcemente..come parlano le donne che hanno sbagliato e che si credono perdonate (ho solo voglia di scoparti..fotterti..sbatterti)….parli e ti muovi leggera con gesti attenti e misurati. Mi stai davanti (ed io mi perdo nel tuo solito profumo di sesso&eccitazione)…sai di pianto…hai perso i tuoi gesti di sfida…..sai di fragilità…nessuna passione ritrovata. “Sbagliai a lasciarti, tu sei l’unico uomo che ho sempre davvero amato” (mi piaceva amarti…potrei di nuovo amarti…  se tu non fossi qui..ora)…. Davanti ai miei occhi aperti mostri i tuoi seni pieni.. il collo morbido.. i capelli finissimi ..luminosi.. come candele attorno al cuscino…le tue mani che mi cercano ... le tue spalle dritte e arroganti…. il respiro una volta sicuro…ora impegnato a scusarsi (il mio sguardo scende voglioso lungo le curve eccitanti del tuo corpo). Rimango in silenzio… e tu assapori la vittoria (ho voglia di spingerti a terra e prenderti forte...per farti urlare di piacere…ho voglia delle tue carezze.. della tua bocca… ho voglia di perdermi fra le tue cosce… fartele aprire fino alla linea retta infinita). Te ne accorgi…sei pronta..sorridi vittoriosa..ti accarezzi i fianchi…ti lecchi le labbra... Sorrido anche io, prendo le chiavi della macchina e cammino verso la porta…sento il tuo sguardo trafiggermi..la apro ..mi volto e ti guardo quasi nuda ..furente...sorpresa ..in mezzo alla stanza.. “sei bella…sei una donna che accende fiamme devastanti…ma non vali l’assoluto piacere di una vendetta sognata da tanto tempo”…( Dio..quanto è difficile..a volte..dire di no).
postato da ipotetico | 18:43 | commenti (12)

La cena di qualche tempo fà non era tra amici…non nel senso stretto insomma….facevano parte di una branca di un’azienda…e la serata era il suggello ad un’iniziativa intrapresa mesi prima e portata a termine con successo. Tutta gente che conosco..con la quale avevo lavorato per qualche periodo gomito a gomito… ma tutto qui…. qualche aperitivo..qualche risata assieme..ma per lo piu’ lavoro. A tavola ero tra una 25enne molto carina con un nome…F. e P...un quarantenne serio e morigerato durante il lavoro ma bevitore esagerato di alcolici…uno di quelli che non assaggia il vino..per capirci..ma lo tracanna. Di fronte avevo g.….un 38enne che da qualche mese…innamorato com’è…vive tra le nuvole. La cena non era male…l’atmosfera neanche..a parte il mio vicino che cominciava a far emergere il risultato di vari “immagazzinamenti di alcool”….. La F. era abbastanza simpatica…curiosa e brillante…e con le sue certezze che difendeva a spada tratta. Non so’ perché siamo entrati poi in un discorso “ad elica” (chiamo cosi’ i discorsi dai quali si vorrebbe uscire senza riuscirci…anzi..piu’ tenti e piu’ ti ci ritrovi dentro)…l’argomento era “i valori della nostra società”. Gia’ …quando si parla di valori di una società..a me viene l’orticaria…perché son convinto che senza una giustizia “giusta” ed un senso spiccato di rispetto e solidarietà….tutti gli altri valori sono inutili. Quando poi lei mi ha buttato la’ un “valore della sicurezza” (sic) confesso che volevo passare ad altro prima che arrivasse…ne ho avuto il sospetto…al “valore del lifting”;-))) Poi ..come di solito in questi frangenti…ho buttato la’ la mia provocazione: “beh….secondo me il valore piu’ interessante di questa società è la non importanza della verginità”…..si una cosa buttata la’..tanto per far capire che tutto sommato non ero molto interessato a quel discorso e che era il caso di parlar d’altro…. Lei è diventata rossa…ma proprio rossa…ed io ho avuto il sospetto di averla colpita e affondata con un solo colpo. Ho cercato di riparare…..iniziando discorsi sugli uomini e le donne..su questa ormai parità di pensiero e di comportamento….lei mi guardava..ma non credo mi ascoltasse. Finchè ho smesso anche io di parlare….sono scivolato un po’ sotto il tavolo ed ho bevuto un sorso di vino….allora lei ha iniziato a parlare…raccogliendo piano briciole di pane sulla tovaglia e senza guardarmi..quasi parlasse a se stessa….. aveva un ragazzo da 4 anni….da due mesi si erano lasciati…perché a sentir lei…il suo ragazzo “pretendeva di farla mettere contro i suoi genitori” che non volevano farla uscire la sera tardi sola con lui. I suoi sono molto rigidi…ed avevano paura che sbagliasse con lui..dato che lei non aveva mai avuto rapporti sessuali e che ci teneva alla sua verginità. (cavolo pensai…quando imparero’ a star zitto ed a ascoltare senza provocare?..a volte senza volerlo entro in discorsi molto intimi che riguardano persone che incontro….ma ormai era fatta)…Prima di lasciarla lui aveva confessato che quello che provava per lei non era amore ma solo affetto…e che avrebbe voluto tempo per capire i suoi sentimenti…che era confuso etctc. Lei non era d’accordo con questa decisione..ma ormai aveva capito che era una scusa..perché lui dopo 4 anni..aveva assolutamente bisogno di far l’amore con lei ogni tanto. Ecco..finiva…gli uomini son tutti uguali..mirano solo al sesso….e lei deve assolutamente trovarne uno serio da sposare ..sulla faccia di questo pianeta…altrimenti resterà vergine per sempre. Poi si è girata verso di me e mi ha guardato….non come si guarda un “papabile” (e ci mancherebbe!)..ma come si guarda qualcuno dal quale si vogliono risposte rassicuranti. Una parola…..e che risposta potevo mai darle?….l’avevo ascoltata con attenzione…confesso…come si ascoltano le persone che ad un tratto…per motivi sconosciuti…ti aprono il cuore e ti confessano cose molto intime…e si sa che l’intimità di una persona è quanto di piu’ prezioso e delicato che ci sia (questo si che è un valore). Cercavo qualcosa da dirle…ricordandomi affannosamente che una sola parola, talvolta, può fare danni gravissimi, anche se animata dalle migliori intenzioni. Ho iniziato sul vago…le ho detto che la mia sensazione è che lei era,…sì… una bravissima ragazza, ma ancora molto (troppo) legata a uno stile di vita ed educazione molto schematica e rigida che la imprigionava…qualcosa che la riportava al desiderio pressante di essere l’ideale-di-ragazza-da-sposare (illibata/istruita/genitori rigidissimi). Onestamente….e mi guardava un po’ confusa…. mi sembrava che lei sia ancora troppo "figlia" per essere capace di prendere in mano con vera consapevolezza le redini della sua - totalmente individuale e personale - vita emotiva e sessuale, di cui - a 25 anni - non doveva rendere conto a nessuno. Genitori compresi. Sul fatto poi che ci tenesse moltissimo alla sua verginità, e sul vagheggiare l'esistenza o meno di un ipotetico uomo "serio" sulla faccia della terra….beh le ho praticamente confessato che queste espressioni mi insospettiscono moltissimo se riferite alle normali pulsioni fisiche e desideri affettivi (e affettuosi!) in cui galleggia una donna della sua età. Sinceramente non mi pareva così stravagante che un ragazzo la invitasse ad uscire la sera. Di sicuro non era obbligata a fare sesso (a nessuna ora del giorno) se non si sentiva pronta. Ci mancherebbe altro! Però ipotizzarlo a priori come il più temibile e infido dei pericoli affermando addirittura che la voleva mettere contro i suoi genitori, francamente mi sembrava un po' esagerato. Ho continuato…lei attentissima…dicendole che credevo bene che l’interesse del suo ragazzo si sia molto raffreddato e, posto di fronte a una così rigida incapacità di gestire con più naturalezza e disinvoltura un inizio di relazione, era stato colto da tutti i più (salutari) dubbi del caso, defilandosi con destrezza. E poi gli uomini non son tutti uguali (come anche le donne naturalmente) ci sono gli stupidi, i banali, gli ignoranti e i maniaci del sesso qualsiasi-sia-e-con-chiunque, ma ci sono anche quelli con menti magnifiche, anime luminose, e meravigliosi cuori poetici e generosi...etctec….ma se lei la pensava cosi’ secondo me voleva dire che il suo (di lei) atteggiamento verso la vita e l'amore incominciava a starle stretto e soffocarla. Insomma le consigliavo che no..non era il caso che si buttasse improvvisamente (e sventatamente) tra le braccia del primo venuto per sperimentare una nuova libertà che - per il momento - ancora non le apparteneva, ma, più saggiamente, di cominciare, piano piano, e con il massimo rispetto per i suoi genitori - ma con decisione - a ritagliarsi una vita che sia solo sua, incominciando a pensare per quello che era: una giovane donna che doveva da subito imparare a prendere decisioni autonome, assumendosi in prima persona le responsabilità. Capace di affrontare, anche ed eventualmente, rischi e sofferenze d'amore perchè - secondo me…ho sottolineato - è sempre meglio un meraviglioso "sbaglio" d'amore che una vita trascorsa nella palude della paura di mettersi in gioco…I suoi occhi erano lucidi..ha chiesto scusa ed è andata in bagno. Io son tornato al momento…la cena era finita da un pezzo…G. mi guardava e sorrideva…pensando a chissà quali trame avevo ordito per portarmela a letto….quello di fianco ormai era arrivato alla saturazione…occhi lucidi…gesti improbabili e silenzio assoluto…solo bere. Era tardi…e poi improvvisamente mi sentivo stanco….mi sono alzato ho salutato tutti…e anche se mi sentivo un po’ maleducato per non aver voglia di aspettare la F.…mi sono incamminato verso l’uscita….ero sulla porta quando lei mi ha chiamato…con la giacca in mano e borsetta è venuta verso di me e mi ha chiesto se potevo accompagnarla a casa. Volentieri ..ho risposto….siamo entrati in macchina in silenzio e sempre in silenzio son partito….lei mi ha sussurrato un grazie..cosi’ leggero a voce bassa che a malapena l’ho udito. Ma ti pare ho riposto…eppoi io devo scusarmi per essere entrato in quell’argomento..ma giuro che non sapevo…..Non fa niente..anzi tutto sommato era ora che ne parlassi con qualcuno..mi ha fatto bene. Ero a disagio..confesso…ma era una di quelle rare volte che non ero assolutamente attratto dalla ragazza che portavo in auto di sera tardi…..Ecco fermati qui…meglio che i miei non vedano che esco da una macchina che loro non conoscono. L’ho aiutata ad uscire e l’ho salutata con una stretta di mano…l’ho osservata camminare veloce verso casa…dietro l’angolo….e mi ha assalito il pensiero che lei non sarebbe mai cambiata….o al limite sarebbe troppo cambiata tanto da non riconoscerla piu’.
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20/08/2005
Liliana è qui…né più né meno che un’immagine su un foglio lucido di carta….. è proprio Liliana.. i suoi occhi..il suo sorriso..e quelle fossette sulle guance…e li’ vicino Luigi..Carlo..Giovanna ed io…. 18 anni ..una gita della scuola… e quelle sue dita che mi toccavano..e che nessuno avrebbe mai potuto notare..se non ci fosse stata una foto….questa foto. Ricordo che quando la vidi considerai solo le sue labbra e la punta del suo seno…che spingeva decisa contro la sua maglietta azzurro chiaro… Mi sembro’ subito sapore vissuto … linguaggio comune…come il casino di voci fuori scuola..o il rumore di un motore a tutto gas dentro un’officina. La prima volta nell’auto di papà…..il silenzio delle vigilie di attimi importanti…le toccai i capelli..non si mosse..era tesa…la baciai..rispose piano..affondai la mano nell’incavo scuro delle sue ascelle…e una significante gocciolina mi bagnò la punta del dito…. era viva… ed era li’… Mi colorai la lingua del suo pallore...e l’abbracciai…si mosse.. i miei sensi andarono oltre le stoffe che la ricoprivano..la sentii nuda e vera… e mi si fermò il respiro…si..lei c’era. Percepii il suo alito caldo addosso…il suo gomito si incuneò tagliente nel mio ventre..il suo avambraccio pressò dolcemente il mio petto…le tolsi i capelli dal viso e……non ricordo piu’ nulla se non il numero esatto di molecole che le rubai…e quell’umido intimo che mi impregnò le labbra. Mi nutrii ancora per molto del suo profumo e la consumai sfiorandola insistentemente con lo sguardo di giorno e abbracciandola forte di notte.…e lei divenne sempre più bella. Poi una sera l’aspettai invano sul muretto del mulino diroccato..vicino al fiume. Il giorno dopo dissero che era partita..suo padre..carabiniere…era stato trasferito. Liliana non c’era più ..e solo allora mi accorsi che la stavo aspettando da sempre… per questo il suo arrivo non mi aveva stupito….mi venne in mente che a volte..in passato.. mi era parso di incontrarla.. altrove.. in altre emozioni…ma mai così vere.. come quelle provate per e con lei. E mi chiesi dove fosse andata…certo troppo lontano. Tenni per molto tempo lo sguardo lanciato… fisso…. in un punto remoto dell’orizzonte…là dove spesso si perdono i pensieri degli uomini incapaci di riconoscere il presente che vivono. Poi l’orizzonte pian piano muto’…e divenne piu’ vicino..finchè non ando’ oltre la parete di fronte…tutto cesso’… e tolsi il suo spazio a Liliana .. ormai impalpabile e adeguatamente assente… Ma quelle fossette sulle guance…restarono come ultima reliquia da conservare..
postato da ipotetico | 14:14 | commenti (10)

Ricordo perfettamente quel marangone solitario. Tutti i pomeriggi...sul tardi... spuntava improvvisamente dal fondale di frassini e con impeccabile puntualità si appostava su uno dei rami piu' bassi di un salice circondato da acqua. Con lo sguardo solenne e ..secondo me..anche un po' leggermente apatico…si guardava intorno ispezionando con puntiglio un intrico di canne ancora giovani...giunchi...e un fitto abbraccio di erbe che soffocavano quasi lo stagno. Era l'ora in cui la terra tratteneva il fiato...le anitre sbucavano dal folto di larghe foglie di piccole piante verdi e si aggiravano con sospetto e pazienza sulla superficie dell'acqua...seguite da nugoli di piccoli distratti e dispettosi. Il marangone fermo..attendeva… sempre li'...nello stesso punto...alla stessa ora...come se avesse un appuntamento con chissà chi....o come qualcuno che avesse un'ossessione per un punto preciso ad altri sconosciuto...qualcuno che ogni giorno andasse a controllare che ancora ci fosse..quasi un bisogno assolutamente necessario alla sua esistenza. Un giorno...un paio di naturalisti della zona..decisero di sfalciare le piante attorno al salice...di mettere in acqua un tronco che facesse da posatoio...per poter vedere meglio il marangone e riuscire..magari.. a fotografarlo nella sua interezza. Con alti stivali di gomma scesero nell'acqua e tagliarono al colletto le canne e di giunchi...quindi ripulirono la superficie dalle foglie...ed infine…soddisfatti.. si fermarono a guardare quel posto meraviglioso che avevano creato per accogliere al meglio l’ospite giornaliero. Il marangone arrivò puntuale...sullo stesso ramo del salice di sempre.... stette un attimo...vide il posatoio..si rialzo'..e con una spinta distratta atterro' proprio sopra di esso. Si giro' attorno a guardare...vide l'acqua senza vegetazione...il colore marrone del fondale...e il colore chiaro dei fusti tagliati sott'acqua. Allora non trovando più di suo gradimento il posto e insospettito da quell'inatteso cambiamento...spicco' un volo annoiato alla ricerca di un altro luogo. Che evidentemente trovo’...... visto che non da allora non si è fatto più vedere. Forse tutto questo dovrebbe far capire che ognuno di noi si crea un posto dove atterrare e riflettere...e se qualcun altro lo rimodella secondo il suo modo di vivere e pensare.... quel posto non ci appartiene piu' e non ci resta che spiccare il volo alla ricerca di un altro… che sia ancora..solo nostro.
postato da ipotetico | 12:39 | commenti (4)


19/08/2005
I tuoi occhi sembravano stagni di acqua chiara…fiori verdi le tue labbra…mentre con le mani assaporavi..lisciavi…e mi offrivi i tuoi fianchi levigati e i seni bianchi. Ti sorprese il mio sguardo rivolto alla ricerca del pozzo profondo della tua mente.. teso e attento a cercare risposte. Ma nessuna risposta fiorì dentro di me  alla domanda sul perchè del soffio caldo e sofferenza che scaturivano dalla tua anima che premeva sottopelle. Ti avvicinasti e ti presi…ignaro che neanche tu avessi la risposta.
postato da ipotetico | 22:42 | commenti (4)

Mi piaceva ….che quando ti dicevo “devo andare” tu mi baciavi con passione..mi stringevi.. mi passavi una mano sul collo e con l'altra andavi a cercare la mia eccitazione….…. e mi piaceva sentire il tuo sospiro....mentre lo liberavi slacciando semplicemente quattro bottoni…..e lo avvolgevi con la tua mano bollente.. lo stringevi e lo accarezzavi… Mi piaceva ..la tua era una mano fatta apposta per lui…. La sentivo mentre la facevi scorrere … con lo stesso ritmo dei nostri respiri… Mi piaceva mentre mi guardavi vogliosa….a scoprire il piacere del mio viso.. mentre  aumentavi la stretta…. Mi piaceva il percorso delle tue dita a sentirne la forma…ad esplorarne i suoi solchi pronunciati….a pressare le mie vene gonfie. Mi piaceva guardarti mentre riempivo di me il tuo volto…. Mi piaceva..oh si mi piaceva….ma avevo anche paura di quanto potere era racchiuso in una sola tua mano…
postato da ipotetico | 18:00 | commenti (6)

La donna.. sola… guardava il mare dal ponte e respirava il profumo sconosciuto della libertà: non era lì per cercare compagnia….come fanno di solito le donne sole in crociera… ma era proprio alla ricerca di quella solitudine totale che aveva a lungo desiderato e mai potuto gustare. Sorrideva a se stessa e ai suoi pensieri che la entusiasmavano perché erano ..malinconici ma colorati… raddolciti da ricordi delicati….. risvegliati da profumi….da amate immagini fuggevoli ….a volte da tiepide emozioni fiorite da memorie involontarie. Un uomo penso’ che sorridesse a lui e le guardò la profonda scollatura. Lei fece finta di niente per farlo andar via, ma l'uomo ritenne che fingesse noncuranza per attirarlo…(come fanno le donne che si sentono preziose..pensò). Ricordandosi che ogni occasione lasciata… è per sempre perduta… la donna fu dolorosamente colpita dalla sensazione che un giorno avrebbe potuto rimpiangere quell’uomo insistente. Guardò il mare sospirando e ancora per un istante cullò i suoi pensieri in sintonia con l'incedere ritmico del battello…poi sorrise."Una bella donna non può restare da sola in crociera…venga a cena con me" disse l'uomo pensando di essere stato molto acuto e intelligente. Lei lo seguì a malincuore... riflettendo sul fatto che anche gli appuntamenti con noi stessi, se mancati, diventano anche loro altre occasioni perdute.
postato da ipotetico | 16:47 | commenti (2)

Insomma…la felicità non esiste in quella forma immaginata da tanti. Sarebbe come se si potesse solo andare in farmacia…a comprare una medicina… che poi ti fa sparire tutti i dolori e la tristezza…...come se esistesse per ogni uomo la donna giusta e per ogni donna l’uomo giusto e quando si incontrano.. non c'è più malinteso..né egoismo… né rabbia… solo serenità, allegria, buon umore e salute…..Come se la felicità fosse altro che non il desiderio di infinito. La maggior parte della gente passa la vita preparandosi alla felicità elaborando strategie..metodi.. lo fa’ instancabilmente…quasi fosse un mestiere (cercatore di felicità). Con tanta fatica  progetta scenari perfetti…riflette su come essere felice… viaggia… lavora per questo…incontra altre persone.. raccoglie ogni ipotesi di felicità con la diligenza della formica e con la voracità della tigre. Di una cosa pero’…questa gente si dimentica: che intanto dovrebbe essere anche… felice.:-))
postato da ipotetico | 12:03 | commenti (4)

About un week-end quasi-invernale nato per essere dimenticato….che invece si trasforma in un goal all’incrocio dei pali. Devo portare H. a Bologna..aeroporto. Partiamo…naturalmente con la sua auto..decisamente sportiva..rielaborata…rigidissima..tanto che ogni volta che prende una piccola asperità ti maciulla la schiena… Guido io..lui parla ..e mette su CD in un impianto stereo che vale il doppio dell’auto…radio-lettoreCD-satellitare-cellulare. Corro…prima di puntare su Bologna devo assolutamente andare in un albergo prenotato una settimana prima e sistemare il conto. Si lo so..avrei potuto anche annullare la prenotazione all’ultimo momento…ma è un albergo bellissimo…e non voglio perdermi la possibilità di  usarlo in futuro. H. mi guarda e mi dice che ho sbagliato strada. Lo tranquillizzo..e gli spiego il problema che devo risolvere. “Bravo” mi dice..” quando ne avrai bisogno ti troveranno una camera anche a costo di lasciare per strada qualcun altro…. lo faccio sempre anche io” . 160..l’autostrada è a tre corsie…l’auto è si rigida ma tiene la strada benissimo…Esco in un attimo dal casello…telepass…neanche due km…l’albergo…entro..mi presento alla reception…il tizio da’ un’occhiata al registro “si.. signor sdgb..pero’ è arrivato un po’ presto..non so’ se la camera è pronta sa?”… Spiego che a me occorre solo il conto….non capisce..mi guarda…chiama il direttore…spiego anche a lui che voglio solo pagare…perché altri impegni non mi permettono di pernottare in quell’hotel. Il direttore sorride…mi dice che non ce n’è bisogno di saldare il conto…succede spesso che si debba annullare una prenotazione….”stia tranquillo..lei non ha usufruito del servizio..quindi non deve pagare il conto”…. Inspiro..li guardo..insisto che voglio pagarlo…al limite sono anche pronto a prendere la chiave ad andare in stanza ..a mettere sottosopra il letto e poi scendere. Mi guardano un po’ tesi..allora con calma spiego che non ho molto tempo..e che..per favore…mi presentino il conto….anzi no meglio..mi dicano quanto costa quella camera….200 euro….tiro fuori la somma…la depongo vicino alla cassa…saluto e prendo di corsa l’uscita. Rientro in macchina..e via…imbocco ancora l’autostrada… Suona il cell…. l’auto di H. ha un sistema vivavoce incorporato…rispondo..è il direttore dell’albergo che..usando il numero che ho dovuto lasciare quando ho prenotato… mi informa gentilmente che la prossima volta che saro’ loro ospite…sarà tutto a carico dell’hotel. Prendo nota mentalmente…ringrazio. Ho appena fatto un investimento con successo….Dimentico la tristezza di un appuntamento mancato..il week end ha imboccato un strada ben diversa. Da prima ad esser sinceri..quando ho mandato un sms ad una ragazza..persa di vista da un po’…chiedendo se potevo offrirle un aperitivo. Quel “si..mifarebbedavveropiacere” di risposta…aveva gia’ colorato la giornata. Arriviamo all’aeroporto di Bologna con la musica a tutto volume…una cantante sudamericana a me sconosciuta…musica e ritmi da “fado” portoghese… Parcheggio…lo accompagno..fo’ la fila con lui…la frenetica signorina elegante dietro il piccolo banco..lo sistema in due minuti scarsi….destinazione Madrid…e da li’ a Buenos Aires….in 12 ore se la cava. Ci salutiamo un po’ commossi…in estate ci rivedremo..a meno che io prima non fugga finalmente verso il sole caldo e latino. Esco..la chiamo al cell…. tutto bene..mi aspetta. Il viaggio è ancora lungo…per di piu’ quell’impianto per rimettersi in funzione ha bisogno di una password…ed io non la conosco..né posso telefonare a H. che è già in volo…o quasi. Guido in silenzio..mai come stavolta mi manca la musica…o qualcuno da ascoltare mentre parla..di qualsiasi cosa. Non ho pranzato..avrei anche fame…ma il viaggio è lungo…3 ore ancora..se tutto va bene…Mi fermo a far benzina…tira un po’ di vento e cade una pioggerellina leggera ma tenace. Non c’è molto traffico…ma il tempo..sottolineato dal silenzio non passa mai.. Ancora rallentamenti per lavori in corso…deviazioni…camion che superano altri camion facendo da tappo per km e km. Esco dall’autostrada…piccola superstrada….è buio..ma laggiu’ in lontananza c’è un’esplosione di nubi rosse…come un vulcano al contrario..che dal cielo vomita magma sulla terra…è bellissimo….sembra un segnale personale..rivolto a me… mi fermo.. ormai lo credo davvero che sia solo per me. Sto’ un paio di minuto ad osservarlo..mi sento benissimo.. riparto.. Strada normale…traffico…non so’ dove abita..la chiamo..appuntamento li’..vado..trovo il posto…la vedo..mi vede..sale in macchina…ci salutiamo. E’ sempre cosi’ come la ricordavo…Sono le 18…prendo la prima strada che capita…parliamo..ci diciamo tutto cio’ che è successo dall’ultima volta che ci siam visti… siamo rilassati…un sabato sera..centinaia di km che ci dividono..magari impegni cogli amici o similmorosi…eppure siamo li’…mi piace…le piace. 10 minuti di guida..e mi colpisce l’insegna di un’osteria…con l’entrata quasi sulla strada…cerco un parcheggio..non c’è davanti…poi noto la piccola P e la freccia…che da’ proprio dietro il locale..imbocco la stradina non asfaltata…l’auto dell’H..ribassata si becca un bel colpo sotto in prossimità di una buca profonda. Non ci fo’ neanche caso. Entriamo..il gestore è napoletano…una delle cameriere sembra ucraina o russa… ma sono gentili…anche se è presto ci preparano qualcosa da mangiare…e ci portano del vino..rosso…buono.. finiamo tutto.. e parliamo..parliamo..parliamo..ridiamo..sereni..tranquilli… alle 20 usciamo..prima id entrare in macchina ci baciamo violenti…e lei mi dice “vieni a casa dai..”  Alle 23 ..ancora impregnato dei sui mille profumi e sapori…ancora estasiato dal piacere cercato…trovato..curato..vissuto.. mi avvio sulla strada del ritorno. Dopo neanche 30 km di autostrada…mi accorgo che sono stanchissimo. Non ce la farei mai a guidare per cosi’ tante ore..di notte…senza musica..Persino Radio Maria a quel punto mi andrebbe benissimo. Non posso rischiare…ho un impegno l’indomani a mezzogiorno…quindi prenso la prima uscita  e mi inoltro in un paese non proprio piccolo..ma neanche grande. E’ l’una e mezzo di notte…il paese è deserto anche se è sabato notte…tira un vento incredibile..ho quasi paura che qualche cartellone si rompa e mi venga addosso…Impossibile chiedere…inutile girare a vuoto…fo’ un tentativo.. chiamo l’ ottantanoveventiquattroventiquattro  in onore del mitico Bisio….è miracolosamente è attivo anche a quell’ora. In un minuto..mi mette in contatto con un albergo dal nome altisonante…che poi invece si rivelerà minuscolo…ma decisamente carino.  Entro..lascio i documenti..prendo la chiave..apro la stanza..mi butto sul letto e mi addormento. Il telefono squilla….che mi sembra di aver chiuso appena gli occhi….invece sono 5 di mattina…è il portiere al quale avevo detto di svegliarmi a quell’ora. Pago i 100 euro riprendo i documenti e corro verso l’autostrada…E’ deserta…sembra quasi una strada che va verso il mare..d’inverno. E’ un piacere stringere le poche curve come fossi su un circuito di F1…una sosta per il caffè e benzina…fa freddo ma c’è il sole…Ecco Mestre….Udine meno di un’ora..mi rilasso…guarda la campagna veneta…agricoltura e industrie ..che si rincorrono..a volte si mischiano..altre volte si evitano…Poi pian piano cambia…Portogruaro….ultimo avamposto veneto ..poi il Tagliamento..a metà del ponte…il cartello mi ricorda che sono entrato in Friuli….ed ecco che qui i campi sterminati prendono il sopravvento..le industrie grandi sono laggiu’ in lontananza. C’è il sole..il vento a tratti…il traffico aumenta un po’…camion ed auto dell’est europa..tutte nuove…brillanti..molto diverse da quelle fumanti ..rumorose e dalla linea improbabile di qualche anno fa’: un pensiero rassicurante quel “tutto cambia cosi’ improvvisamente!” Esco dall’autostrada…e mi fermo davanti ad un bar che vende anche giornali…prendo un caffè…sfoglio Repubblica stancamente..lo leggero’ dopo..sono le 9.20..esco. Al di la’ della strada c’è uno spiazzo…..piccolo..senza erba..recintato.. Due porte malconcie fanno intendere che è un campetto di calcio. Fa freddo ma non troppo…ma quell’uomo dall’età indefinibile… 30 forse 40…che fa piccoli scatti col pallone al piede…eppoi tira forte verso la porta sguarnita mirando agli angoli alti come se davvero ci fosse un portiere….ha una maglietta bianca a maniche corte..un paio di pantaloni di tuta blu. Sorrido…lo guardo nei suoi dribbling pensati…nella evidente gioia che sottolinea alzando le mani quando riesce a metterla giusta giusta nel “set” della porta sghimbescia. Butto il giornale sul sedile…insieme al cappotto… sono impazzito..attraverso la strada…entro nel campetto..pantaloni di velluto chiaro..maglione beige..scarpe non troppo pesanti chiare…. Mi fermo in prossimità dell’inzio dell’area..il campo è corto non è certo regolamentare. Quell’uomo mi guarda…riflette…poi mi passa la palla e fa’ un piccolo scatto verso la porta…io gliela rido’  un po’ in avanti..lui arriva di corsa e spara un destro che si va ad infilare nell’angolino basso a destra…alza le mani..mi guarda e sorride… Adesso tocca a me…gli do’ la palla…fo’ un piccolo scatto..lui me la ridà..ma troppo lunga…non riesco ad arrivare all’impatto…se la ride forte…rido anche io… E avanti cosi’…per un quarto d’ora…e quando arriva un ragazzino di una decina di anni…con la tua Nike..e scarpette da calcio…alzo la mano..li saluto e me ne torno in macchina: scarpe con le suole scollate…pantaloni sporchi di terra…maglione con su ancora i segni del pallone stoppato di petto. Cavolo..sto’ davvero benissimo! Corro a casa..mi spoglio..mi getto sotto la doccia. Un we vissuto di corsa….come tutto nella vita. Un we che sembrerebbe uguale a tutti gli altri. Ma non è cosi’…quell’albergo non usato in realtà era il mio addio ad una donna….ed il suo a me. Una storia che non aveva un perché…un riappropriarsi ognuno della propria realtà…come accade quando al mattino ti svegli e subito cerchi di fare un goal all’incrocio dei pali. Difficile…ma ci si puo’ riprovare fino a quando non ci riesci…specie se hai ancora addosso l’essenza di una donna avuta....inaspettatamente.
postato da ipotetico | 11:23 | commenti


18/08/2005

Ha suonato alla mia porta a mezzanotte…stravolto..distrutto…coi capelli di chi ha dormito poco e male…con quell’ansia di parlare a qualcuno che fa’ accavallare le parole che si dicono..senza che si capiscano…L’ho fatto entrare…l’ho zittito…l’ho preso per un braccio…l’ho fatto sedere…ho preso del cognac e un bicchiere intervallando il tutto con “shhhhhhh aspetta” ad ogni suo tentativo di spararmi parole. Ho versato un po’ di liquore…gliel’ho poggiato davanti… sul tavolino…lui l’ha afferrato e lo ha bevuto tutto d’un fiato. Il liquore è sceso nel suo stomaco..scatenando in me la visione di tutti i suoi tessuti attraversati e bruciati violentemente.  R. ha aperto la bocca in cerca di aria…e si è calmato. “Mi ha tradito” ha sussurrato…..”T. mi ha tradito!”….L’ho guardato fisso…mentre piangeva disperato….. e non m’è venuto in mente che un “quando? con chi?” (la domanda più stupida del mondo direte…ma voi che avreste detto al mio posto?)….. “Non lo so!”… ha urlato allargando le braccia vinte..che subito gli son ricadute addosso. “Come sarebbe? E come l’hai scoperto allora?” non capivo…”Me lo ha detto lei…neanche mezzora fa! L’ho guardata…e son fuggito…Dio credo che ne morirò”….”Ma come…te ne sei andato senza chiederle niente…senza farti spiegare…senza parlarne? Ma sei matto?”…non capivo…una situazione al di fuori della logica…un uomo torna..la sua donna gli dice che l’ha tradito e lui la guarda e se ne va. “Ma scusa- continuo- almeno telefonale…” “No..non posso..non me la sento…non voglio parlarci…telefona tu ti prego!”.. “Cazzo..ma neanche per sogno…. Non fare il cretino! Tua moglie ti dice che ti ha tradito…ed io dovrei telefonarle per chiedere spiegazioni? Ma ti sei bevuto il cervello?” Riempie da solo il bicchiere.. beve ancora ….allontano la bottiglia…(puzzava gia’ di alcool all’entrata)..non voglio che si ubriachi di più…non in quel momento. Ricomincia a piangere…da’ due colpi al mio divano (l’ho guardato sottecchi)…si dispera…finchè sono costretto a chiamare T.. Cazzo..non è giusto pero’…che c’entro io? E se lei mi manda vaffanculo ne avrebbe tutto il diritto no? Comincio ad essere stanco…forse tutto sommato telefonare è l’unico modo per velocizzare il tutto…non voglio restare tutta la notte sveglio ad ascoltare l’elenco delle cose che lui doveva fare e non ha fatto…o di quelle che ha fatto senza che lei avesse dimostrato di apprezzare. Succede sempre cosi’…un uomo che scopre di esser tradito passa dalla disperazione all’incazzatura per arrivare poi all’elenco di tutte le cose che ha fatto per lei etcetcetc….no..non è serata proprio. Alzo il telefono e chiamo T. (una ragazza belloccia…nulla di eccezionale…ma molto gentile..dolce…dai capelli lunghi e lucenti…e con due occhi grandi cosi’. Non l’ho mai sentita alzare la voce…spesso ho notato che si fa’ violenza per non intervenire nei discorsi…quasi che il suo dire potesse rompere improvvisamente l’equilibrio raggiunto dando via ad uragani…insomma una ragazza che se tradisce…lo fa come ultima possibilità di respiro. Ma è anche vero che delle donne non si sa mai abbastanza;-)))   Lei mi risponde…ha la voce rotta…parlo io perché so’ che è difficile dire qualcosa quando si è in ansia…le dico che R. è qui da me e mi ha detto di chiamarti perché tu lo sappia (difficile andare subito al cuore del problema per uno come me scelto dal caso come terzo incomodo no?)…lei comincia  a piangere…e poi mi getta addosso milioni di parole veloci..coperte dalle lacrime…dal respiro affannato…intervallate da gemiti….e allora io cerco di fermarla…al terzo tentativo ci riesco…e lei comincia a parlare lentamente…tra un singhiozzo ed un altro. R. si avvicina alla cornetta…ed io la copro…lo guardo e gli indico il divano…lui resiste…e allora gli dico che se non se ne torna dov’era metto giu’….lui ubbidisce a capo chino. T. continua a parlare…passa un quarto d’ora…mezz’ora. R. si dimena quasi sul divano….poi mi guarda e si calma…vede il mio viso sereno..un sorriso beffardo comincia a stamparsi sul mio viso. Lui non puo’ capire…la mia conversazione si riduce ad una sequenza di “ah!”…”ma certo!” …”naturalmente” “ah pero’!” e cosi’ via. Infine butto la’ un “ti capisco benissimo…ci penso io…figurati…buona notte ” e abbasso la cornetta. R. mi investe come un ciclone con mille domande…gli do’ una spinta un po’ troppo forte…va a finire sul divano che si sposta per qualche cm (ahhhhh il mio parquet)….sono furioso. Comincio a parlare…forte…lui mi guarda e zittisce…cogli occhi acquosi..la bocca semiaperta. T. non l’ha tradito affatto…lui è tornato tardi…ubriaco non esageratamente ma quel che bastava…e lei non ce l’ha fatta più: gli ha detto che doveva smetterla di trattarla cosi’…come una cuoca e donna delle pulizie…che deve aspettarlo sempre ben oltre l’orario della cena….che ha rapporti sessuali una volta al mese quando va bene… che nei week end è costretta a stare a casa con lui davanti alla TV…..la casa..quasi una prigione…. E quella frase detta urlando “adesso capisco perché molte donne tradiscono i mariti”…era una frase perfetta per la mente di uno che aveva bevuto…perfetta per capire cio’ che non esisteva affatto. Lui è fuggito…come un vigliacco pieno di se’ fa’ davanti ad un paio di ragazzini disarmati…. R. sembrava non avermi ascoltato “Si..ma con chi mi ha tradito? E quando?” Avrei voluto spaccargli la faccia..giuro…ma dopotutto è un amico di vecchia data…e allora mi son seduto vicino a lui…gli ho parlato lentamente…e gli ho fatto bere un caffè…ho spiegato…rispiegato…un altro caffè …l’ho rimproverato… inizialmente ….io come parroco di campagna… lui come fedele rozzo montanaro…. per finire alle 3 di notte al terzo caffè io come novello Papa e lui come aristocratico cristiano. E finalmente ha capito….ha pianto…ha inveito contro se stesso… ha promesso di cambiare….ha disegnato nella sua mente progetti incredibili per farla felice…ha detto mille volte che l’ama….e poi improvvisamente…svuotato… mi ha chiesto “Posso dormire stanotte da te?”…L’ho guardato sorpreso…incazzato..disgustato…ed il mio viso evidentemente è cambiato cosi’ tanto che subito lui si è alzato ed ha buttato là un “No..hai ragione..devo tornare da lei…Grazie Grazie per tutto ..ciao”. Sono stato 10 minuti fermo in piedi…ho ripreso la bottiglia di cognac…me ne sono versato un dito…mi son seduto…ho allungato le gambe e mi son sentito come quell’uomo condannato a spingere un masso fin in cima alla montagna per poi vederlo rotolare ancora a valle. Ma poi son tornato in me…d’altronde non è un problema che posso risolvere io…e neanche lui puo’….solo T. puo’ afferrare la sua vita fra le mani e contemplarla…studiarla…e decidere se andarsene….o se prendere in mano la situazione e costringere lui a comportarsi come un uomo deve. Si solo una donna puo’ farlo…anche se spesso non ci riesce perché erroneamente si accontenta solo di cio’ che un uomo decide di darle. Mi sono addormentato sul divano..con la luce accesa ed ho sognato magazzini pieni di acqua minerale.

postato da ipotetico | 18:15 | commenti (16)

Ogni volta che si avvicina il momento di tornare a casa..in Umbria….il battito del mio cuore finalmente si attenua…e perde quel ritmo frenetico e incalzante di sempre…I miei respiri… più profondi…limpidi.. non sono più strozzati in gola dalle mille realtà di chi è costretto a vivere e lavorare lontano dalle sue radici. E quando finalmente arrivo tutto il mio corpo si mette a riposo.. chiari segnali mi portano ad assorbire..con piacere… quell'aria di terra mia…ossigeno che riconosco diverso..persino nel modo di respirarlo. Mi arrivano gli odori .. i sapori …. il profumo della legna secca che arde... Mi sento in vacanza..fuori dal mondo intero.. non voglio sentir parlare altro che la lingua della mia gente… ho bisogno di godermi ciò che è stato mio e che sempr emio sarà. E la mia terra si spalanca davanti… mi abbraccia… mi coccola con tutta la sua dolcezza. E’ una madre tenera che mi riconosce subito e si prende cura di me…quasi ci fosse un patto tra noi che attraversa le distanze e il tempo. Mi accoglie con una rassicurante sequenza di boschi colorati di settembre che spavaldi non hanno conosciuto incendi da tempi remoti…boschi che arrivano a toccare l'acqua di un piccolo fiume fresco e allegro di piccole trote trasparenti di montagna.. Mi sento libero e sale il desiderio di spogliarmi quasi volessi inequivocabilmente provare che appartengo a questa terra. Passo per questa campagna autunnale quasi deserta.. fatta di sassi e di amore.. di vecchie case abbandonate che chissà quali e quanti vite hanno ospitato…Accarezzo solitarie querce che..come vedette..sembrano passarsi la voce: è tornato..è tornato… Rallento..a volte mi fermo.. osservo quei pochi vecchi ulivi rimasti… mai stanchi..protettivi..che assorbono orgogliosi il mio riconoscerli. Mi investe l’accoglienza sincera dell’essenza di vino acerbo..vino rosato di montagna… fatto solo come tradizione ..che si beve fresco d’estate come fosse acqua tanto è leggero..e più in là il profumo del pane senza sale fatto in casa. Incrocio processione di abiti neri di donne che veloci corrono in chiesa a pregare. Ascolto il vento che viene dai monti dalle cime verdi di prati che stanno per essere abbandonati ma che a primavera aspetteranno di nuovo i pastori.. Ascolto quella musica.. bella.. concerto degno di un ritorno annunciato. Fermo lo sguardo su bianchi intonaci impastati chissà quando da mille mani… case con gli angoli forti e decisi…e le vie di pietra... E sempre un bianco stupore si stampa sul mio viso… nei miei occhi increduli e lucidi.. così grati di questo benvenuto da vivere ogni volta che torno a casa. Tocco la solita zolla di terra e la faccio scivolare fin sotto le unghie.. mentre sale la voglia di rotolarmici sopra fino ad addormentarmi. Pregusto serate di carne cotta alla griglia e di pasta fatta in casa.. di affetto assoluto.. che esaudisce desideri adolescenziali…. serate di discorsi che vengono da lontano..come favole senza tempo..di pensieri per molti scaduti.. di desideri avverati. Amo incondizionatamente questa mia terra..creata dalla cultura del vecchio popolo cui appartengo che l’ha vissuta per millenni…questa terra che ogni tanto trema stizzita…perché altre terre cercano di spingerla via.. questa terra che sa vivere all'ombra di facciate di cattedrali e dentro uomini duri..solidi…questa terra che si allunga al tramonto… che accetta sorridente turisti ormai stanchi di una dura giornata di viaggio…Amo questa mia terra che quando verrà il momento di lasciarla…conserva ..gelosa.. il mio posto per quando tornero’.
postato da ipotetico | 15:07 | commenti (6)


17/08/2005
E’ poco oltre il ruscello…la casa di Elia, il vecchio..rude…forte contadino. La terra gli appartine ma Elia sa che la terra non è sua. Forse è per questo che in quella mattina… presto.. esce di casa …con pelle dura e bruciata e la faccia scura come se ci battesse il sole contro. Sale la collinetta tra i filari….assorbendo l’aria che …prima che il giorno sia fatto.. è pesante…acre e gli impregna le narici e lo stomaco mentre cammina. Quella sensazione la conosce..gliel’ha insegnata la terra fin da quando era bambino….è la forza fertile…che si sparge e pervade…lo misura….è quella forza che distingue la terra che fa buon vino dalle altre…ma è anche quella che fa’ l’uomo piu’ forte. E glielo diceva anche suo padre che l’aveva imparato da suo nonno e così per generazioni..che una terra che è sempre stanca non è una terra buona…. La terra deve essere scura..e l’uomo come la terra….Cammina attento ad ogni segnale e di tanto in tanto tasta un chicco d’uva….strappa una foglia secca… calpesta una grossa zolla. La terra hai suoi tempi..inesorabile e macinolenta come un vecchio frantoio..e gira col girare delle stagioni…proprio come gli uomini che coltivano…la amano..la proteggono. Viene sera e l’ombra del vecchio contadino torna dal colle a casa …e si siede su un vecchio muretto di sassi..oltre la parete che da’ a ponente..Lancia sguardi pacati..ricopre d’affetto ogni asperità..ogni albero e cespuglio della sua terra..che non è sua. In lontananza  la fila disordinata di persone che vanno via..dopo aver raccolto le pere per tutto il giorno..ai piedi della collina..sull’altro versante. Il vecchio ottantenne contadino sente un profumo intenso di terra…e  muore…cosi’.. senza cerimonie ….senza alcun preavviso muore..in maniera silenziosa e solenne… come muore un vecchio albero stroncato da una folgore. Il vecchio contadino muore una domenica di fine settembre.. regalando sguardi alla sua terra forte..che non sarà mai sua..perché non lo lasceranno riposare tra le sue zolle…ma lo immoleranno inutilmente ad un’altra terra..che non sarà mai fertile.
postato da ipotetico | 21:18 | commenti (12)

Qualche anno fa’. Inverno freddo…San Valentino ed io non ho nessuna da festeggiare. Seguo quindi volentieri una mia amica malata di danza in un teatro di periferia dove viene rappresentato una specie di musicalmadeinhome da una scuola di danza del posto. Non ho nulla da fare..l’argomento è sconosciuto per me…intendiamoci lo conosco ma non ci ho mai perso una serata per seguire questo tipo di arte. Lei è estasiata dal fatto che possa finalmente spiegare a qualcuno cosa sia davvero la danza e cosa rappresenti per coloro che la coltivavano…con tanti sacrifici..ma anche con tanta felicità. Mi rassegno ad ascoltarla..eccitata mentre mi parla..quasi che fosse in quel momento impegnata a riscaldarsi dietro le quinte prima di entrare sul palco…decisa a far sognare il pubblico… muovendo il suo corpo alla ricerca di percorsi noti solo a lei. D’improvviso le luci si abbassano piano..fino a spegnersi del tutto…una musica assordante esplode…le tende si aprono e dai lati si muovono ragazzi e ragazze...inseguiti da fari luminosissimi.... che..inizialmente sembrano ignorarsi…poi costruendo percorsi ritmici e affascinanti arrivano faccia a faccia..fermi ed ansanti….abbracciati….La musica rotola veloce…ondivaga..dai toni ora accesi ora lenti…e all’improvviso compare lei…C…e tutto si dissolve….C. si muove come fosse colore adagiato su tela…vedo le sue braccia…i suoi polsi cinti di cuoio leggero ornato di stemmi… il suo costume che definisce le forme del suo corpo…ma piu’ di tutto vedo che è felice. Muove le gambe seguendo il ritmo della musica…anzi quasi che fosse la musica a seguirla…sono ipnotici i suoi gesti…sensuali…e quasi mi sembra di essere in un tempio orientale di 2000 anni fa ad osservare la danza sacra di una dea. Rimango stordito e confuso….C. continua il suo incedere..si muove con l’eleganza ed il calore di una stella…mi fa appoggiare la schiena alla sedia con un sospiro….ma lei continua e tutti gli altri scompaiono ..anche se ci sono…ma ormai confusi con i drappi di scena…con il pavimento…Solo lei rimane sulla scena. Adesso corre…come una cometa nel cielo…vedo persino l’aria che fende con il suo viso…vedo la danza dei suoi capelli che sembrano accompagnarla nel suo volteggiare…e vedo il suo corpo che sembra scivolare sulle note di musica che prende forma…lo so è la mia mente…ma le note le vedo..che l’accarezzano e rimbalzano piano sui suoi fianchi…sui suoi seni..sulle sue cosce…..ammirazione e paura….e eccitazione…si mi eccito…ma resto fermo..nessuno puo’ vedermi..mi incurvo leggermente. Eccola si sposta…lei è davanti a me…sorride. Non sorride a me…non mi guarda..la felicità si esprime nei suoi occhi..nella piega delle sue labbra…gira si guarda attorno senza notare niente….ha un drappo di fuoco che l’avvolge…e sta attenta solo a quello….Una marcia antica di tamburi palpita e smuove il teatro silenzioso…lei si muove ancora…tiene la testa alta e dritta..i suoi occhi brillano…le sue gambe si muovono quasi fluttuanti…corre..piu’ forte…spicca il salto…ricade leggera come piuma…tutto si ferma..la musica lei…e.. improvvisamente mi accorgo degli altri. Attimi di immobilità…scroscio di applausi…C. si alza si inchina…poi si muove in fila con tutti. Resto fermo…la gente si alza..io resto fermo..la mano della mia amica mi scuote…la guardo..non capisco cosa mi dice…lei ride…riprendo il senso del tempo e del luogo…”andiamo a mangiare una pizza” mi dice divertita. “Si” rispondo..andiamo. L’ho conosciuta 10 giorni dopo quella serata al teatro tramite la mia amica che sembrava molto divertita della cosa. Ci siam persi di vista poi ritrovati ad un pranzo a maggio per la chiusura della stagione teatrale… Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro nelle campagne friulane….e abbiam fatto l’amore in piedi…sotto un albero di non so’ quale frutto..mentre piccoli petali bianchi e rosa che avevano il profumo del suo corpo ed il sapore della sua bocca ..ci scivolavano addosso copiando la sua danza fissata nella mia mente. E’ durato solo 4 mesi..poi lei è partita per Londra dove proverà a diventare una grande della danza. Ancora oggi..ogni albero pieno di fiori bianchi e rosa mi ricorda la danza di C. e la sua felicità nel viverla.
postato da ipotetico | 16:07 | commenti (6)

L'addio è un tramonto muto che ferma l'onda del tempo …è una resa completa e improvvisa come un cadere d'uccelli  cui le ali non reggono più.
postato da ipotetico | 15:51 | commenti (6)

La mia ombra fugge. Non so’ se sia la notte o il passo veloce…ma ha cambiato velocità. Come se si spingesse avanti..con i piedi ansiosi di un desiderio erotico... Dentro una notte…ho visto un cielo finalmente stellato..vasto come gli occhi in cui sono mille volte naufragato.. e spiagge remote recintate da scogli…fiumi che scorrono lenti per ridurre spazi all’errore. E’ il gioco di sempre. La propria ombra che fugge misura la geografia divenuta improvvisamente limitata..come abbaglio d'amore e visione di abbracci: le note sabbie mobili di uomini e donne.
postato da ipotetico | 11:02 | commenti (4)


16/08/2005
L'ho rivista dopo molti anni... G. quando la conobbi abitava appena fuori il mio paese…e il suo lavoro continuo era soltanto quello di disegnare, ampliare e ridefinire i suoi margini di richieste immediatamente accolte dai suoi… in base a capricci momentanei. Ricordo che la prima volta che entrai a casa sua…me la fece girare tutta….quasi a voler sottolineare il suo potere. Della sua infanzia possedeva ancora tutto tutto… una casa di bambola alta un metro..a tre piani...con cucina, camera da letto, bagno, soggiorno e stanza per ospiti. C'era poi un intero guardaroba in miniatura… e ancora pettini e spazzole… asciugacapelli per i capelli di fibra sintetica..che potevano allungarsi ed accorciarsi a comando. Aveva robot antropomorfi con articolazioni snodabili…fortezze volanti..centri elaborazione dati…poi addirittura un agente segreto in trench che portava in una valigetta nera molte maschere per assumere identità differenti…… Spesso..mi raccontava… il giocattolo dopo poche ore l’annoiava e quindi finiva abbandonato in qualche angolo..o in fondo ad un armadio o a un cassetto. La carcassa restava a testimoniare che i suoi desideri di tiranna bambina dovevano essere esauditi appena fossero stati espressi..e che lei poteva mettere a morte all’istante ogni buffone di corte….perché non le sarebbe costato nulla rimpiazzarlo. Nei suoi primi anni d’infanzia si era specializzata nella distruzione degli oggetti. Se si trattava di una bambola..le strappava gli occhi..martoriava il suo corpo di plastica e poi la gettava dalla finestra…in giardino. Ma una cosa rendeva umane quelle infatuazioni e quei repentini voltafaccia nei confronti dei giocattoli: l’attrazione tra lei ed il giocattolo…la stessa attrazionexl’oggettocheleapparteneva… che l’ aveva spronata a portarmi a casa sua quella sera….complice un impegno improvviso della sua amica che ci aveva lasciato soli nel bar piu’ carino del paese. Ma io non ero un suo oggetto…almeno non ancora…e per questo cercava di “comprarmi” offrendomi la somma che riteneva giusta…. E lei parlava…mi raccontava di quando, sulla soglia dell’adolescenza, due modelli si imposero: sua madre e le sue amiche. Della prima spiava con curiosità i rituali dell’abbellimento: le matite per gli occhi, i rossetti..le lenti a contatto..i gioielli..i tailleur..le scarpe alte coi tacchi. Quel modello sarebbe divenuto operativo più tardi…(ed io ne ero testimone). Con le seconde si instaurò una gara di emulazione…e lei non tardò ad imporsi. Ebbe tutto cio’ che esisteva… alla moda….i diari scolastici..lo zainetto….le scarpe da tennis..i maglioncini e le giacchette che costituivano altrettanti catalizzatori dell’invidia altrui…distintivi di appartenenza ad una classe e allo stesso tempo titoli indispensabili per ottenere prestigio personale (e odio/invidia che spesso la costringevano alla solitudine). Con quei giacconi imbottiti di piumino d’oca, con quei jeans scoloriti e firmati, con quei maglioni dai disegni selvaggi…ma di puro shetland- lei girava come un generale pieno di medaglie..stellette e croci di guerra. I vestiti…..allora erano quasi esclusivamente quelli a pungolare il suo interesse e le sue facoltà di calcolo e di giudizio estetico: le vetrine e le riviste di moda erano per i suoi occhi bellezza pura. Lasciava sedurre la propria vista dalle coreografie di colori. Mi tiro’ fuori alcuni capi appena acquistati e me li descrisse dettagliatamente…affascinata dalle tonalità …. cullandosi nell’adorazione di un corsetto chiuso sul davanti da un laccio nero….presentandomi le potenzialità seduttrici di un lungo abito nero con profondo spacco laterale…e poi giubbetti di pelle ..maglie aderenti … sottile biancheria intima..….tutto Chanel….Armani…Valentino….(non ne capivo nulla…ma restavo sorpreso dal suo respiro veloce e dalla sua ansia emozionata che si rincorrevano quando toccava quelle stoffe). Ormai si sentiva nella parte di una regina che ostentava le sue ricchezze….quando mi abbagliò con piu’ di cento orologi alla moda ….che avevano il destino di diventare consumo di massa e rarità per collezionisti. La villa aveva moltissime stanze, una di queste era completamente dedicata alla musica. Aveva una collezione incredibile..dagli ultimissimi successi a tutto ciò che vi fosse di sperimentale e desueto. Era…mi accorsi…una vera esperta riguardo agli aspetti tecnici della riproduzione del suono. Aveva scelto il suo impianto stereo…che mi presentava come fosse una venditrice di un negozio specializzato… dopo lunghi studi ed innumerevoli confronti eseguiti con l’aiuto di cataloghi e riviste specializzate. Mi portò nella sua camera … stracolma di gingilli, scatoline, statuette…foto……e ..sparpagliati dappertutto… decine..centinaia di campioncini di profumo.... Un portaritratti con cornice d’argento racchiudeva una fotografia a colori che rappresentava lei con un maglione a collo alto…. sullo sfondo si vedeva la villa enorme e in piedi dietro la panchina un ragazzo in giacca e cravatta con i capelli a spazzola le appoggiava protettivo una mano sulla spalla. Entrambi sorridevano guardando l’obiettivo. Quel ragazzo figurava anche in altre foto sparse per la stanza: sul bordo di una piscina…con un bicchiere di spumante ad una festa..cingendo con un braccio la vita di lei…di fronte al fuoco di un falò notturno su una spiaggia mentre appoggiava la sua guancia a quella di lei. Le chiesi se fosse il suo ragazzo…lei scrollò le spalle e non rispose….un altro giocattolo pensai… Sugli scaffali…che ricoprivano tutte le pareti della stanza…accanto ai libri della sua infanzia..c’erano tutti i libri scolastici e vari romanzi di Steel… Robbins, ,W.Smith,, Follet….e mille altri. Lei leggeva soprattutto d’estate…mi disse…e non smetteva mai se non aveva finito tutto il libro…si tuffava nella lettura e si immergeva nel personaggio…mi guardo’ negli occhi e mi fece l’esempio di quella volta che leggendo di una ragazza che tendeva ogni fibra del suo corpo nell’approssimarsi dell’orgasmo ignara del fatto che l’uomo che la penetrava fra pochi attimi l’avrebbe uccisa con un rasoio….. lei si sentì li’ come fosse lei…fece salire il piacere e quando lui brandì il rasoio …lei venne come mai le era accaduto. Non mi fece effetto…ormai sapevo chi avevo davanti… una donna che leggeva con grande rapidità…affascinata dalle passioni che scaturivano dal libro del momento…invidia, denaro e potere…adulteri, sodomizzazioni, incesti…onore e ideale dell’eroe….e che si masturbava nei momenti piu’ critici… leggeva ingurgitando in fretta quei cibi piccanti….e li faceva suoi…li prendeva..se ne appropriava. Mi disse che andava spesso al cinema con qualcuno..uomo o donna che fosse..e nei momenti piu’ eccitanti lei….stringeva le cosce…e aspettava l’orgasmo. Aveva 22 anni allora…ed io di più…era molto truccata, ma con gusto…profumata…curatissima. Improvvisamente resto’ in silenzio..mi prese una mano e mi guido’ nell’ampio salotto con le vetrate sul giardino…mi spinse sul divano e mi calo’ pantaloni e slip….il mio sesso era duro..(lui era gia’ stato comprato)…lei non mi guardava e non mi guardo’ per tutto il tempo… sembrava affascinata dalla sua pelle tesa e dalle grosse vene in rilievo su quel muscolo duro come osso….capìi subito che era un’esperta del gioco.. delle carezze…di lingua e di labbra….di tocchi e di affondi….. e li’ per molto tempo…mi portava in alto poi mi fermava…mi stringeva fino a farmi male..finchè lei era sicura che era passato il momento critico e ricominciava…lei inginocchiata per terra tra le mie gambe…mi fece venire solo quando stava venendo lei…e mi ingoiò per minuti..ferma…finchè non fu sicura di avermi svuotato. Quello era il capolinea di una successione canonica di corteggiamenti e sorrisi… e abbracci di parole e ostentazione di potere…..lo scopo finale era il possesso di quella cosa viva…addomesticata al suo piacere. Quella sensazione del “possedere” saturava la sua esistenza….tutto il suo spirito viveva in allerta..appena al di sotto della sua epidermide…e ne costituiva..penso…. il rovescio. Eppure lo scintillìo vorticoso in cui era immersa non le creava mai confusione..ed essa riusciva a mantenersi in equilibrio. La nostra relazione….all’oscuro di tutti….persino della sua amica….duro’ almeno 8 mesi…Mi incuriosiva questo “nascondersi”…quando tutto cio’ che lei faceva doveva necessariamente esser di dominio pubblico…pena l’inutilità. Lei appariva sempre come fuori da una vetrina…come se io fossi merce da acquistare…solo cosi’ poteva godere di questa sua conquista. Non la ebbi mai in modo convenzionale…ma solo nella bocca o da dietro….che per una legge che si era probabilmente inventata lei…significava il riequilibrio del prezzo di acquisto. Poi spari’…se ne ando’ con tutta la famiglia e non ne seppi più nulla. A distanza di 12 anni l’ho rivista l’anno scorso ..poco prima di Natale..…con un ragazzo molto giovane…in piazza…cappotto nero lungo…stivali neri…capelli lunghi biondi e lisci…trucco perfetto…mani curatissime..profumo elegante……mi ha visto e mi è corsa addosso..mi ha abbracciato…ho respirato il suo profumo..poi mi ha baciato..sulla guancia ma troppo vicino alla bocca…mi ha riempito di “ma quanto tempo….che sorpresa…come stai… dove stai…cosa fai…andiamo a bere qualcosa?”…Io son riuscito neanche ad aprir bocca…lei si è allontanata un momento ..ha parlottato con il ragazzo…lui ha alzato le spalle…mi salutato con una mano ed è andato via camminando con movimenti elastici e veloci….lei è tornata mi ha preso sottobraccio…(che profumo!) e siamo andati a bere un caffè io…ed un Rum liscio lei…Abbiamo parlato di mille cose…lei che vive a Roma…gestisce un grande negozio di abbigliamento griffato (sempre vestiti e vetrine)…quel ragazzo l’ha incontrato 10 giorni prima e l’ha subito “comprato”….i suoi sono ancora vivi… ha avuto una storia con un grande calciatore..ma è durata poco…non era presente quando lei voleva…e quando lui voleva lei non ne aveva proprio voglia..Non abbiamo mai parlato dei nostri incontri….ma della sua grande casa di un tempo..di ciò che essa custodiva…della sua musica..dei suoi libri…di tutto ciò che le piaceva….. poi mille parole sulla lei di oggi… su massaggi..palestra…alimentazione… Io avrò detto dieci parole in tutto…l’ho ascoltata…osservandola…pian piano divertito… poi l’ho interrotta alzando una mano..e le ho chiesto sorridendo “continui a rompere tutti i tuoi giocattoli quando te ne stanchi?”…lei mi ha guardato seria per qualche attimo…poi ha riso forte (molti si sono girati per guardarci)… si è ricomposta e mi ha risposto “si…non ne posso fare a meno…anzi sono diventata molto più crudele”….e i suoi occhi mi dicevano che era vero. “E nessuno ti ha mai comprata ed usata in tutto questo tempo? Possibile?”….ho replicato….. e lei “no…nessuno…perché nessuno mi conosce davvero…nessuno è entrato nella mia casa rivestita delle cose della mia vita….solo tu…e solo tu …ho sempre sospettato… hai avuto in mano tutto ciò che serviva per combattere ad armi pari con me…e non ho mai capito se le hai mai usate…le hai usate?”…..Confesso che non me l’aspettavo….non poteva essere…non mi risultava… almeno a distanza di tempo…che io avessi combattuto ad armi pari con lei…semplicemente avevo intravisto l’essenza di quella ragazza e mi sono adeguato nella mia “parte” di oggetto di piacere….traendone pari piacere. “non lo so…davvero non lo so!” Mi ha lasciato il suo biglietto da visita scritto in stile inglese…dorato…e l’ho riaccompagnata in albergo… mi ha lasciato baciandomi velocemente sulla bocca ed ho sentito persino per un attimo la punta della sua lingua dietro al mio labbro superiore… Son tornato in piazza…tranquillo…nessuna emozione travolgente….solo il suo profumo mi seguiva come ultima tentazione….poi il segnale di un sms ha attirato la mia attenzione…era una donna di cui ancora non conoscevo i sapori e profumi….….ho letto ed ho risposto ..stavolta eccitato.
postato da ipotetico | 21:52 | commenti (4)

Per ritrovare certezze nell'interpretazione della vita ..a volte basta solo ripercorrere con la mente noti itinerari...immoti angoli...musei..superbi laghi...strade...desuete logge...lungofiumi e marciapiedi calpestati da turisti..per aggiungere statue a statue..meraviglie mormorate a lato di transitate chiese….sorpresa di gesti inesplorati..albe vaganti e tramonti abitudinari... Ma spesso ci perdiamo su terre sconosciute..e non abbiamo la possibilità di ripercorrere noti cammini..perché il nuovo ci affascina…subdolo… e sembra possa portarci dritti a desiderate verità assolute. E’ questo il momento in cui bisogna pensare se lasciamo indietro qualcosa di prezioso.
postato da ipotetico | 21:34 | commenti (4)

Quando torno a casa a piedi...di sera ...quando arrivo in una piazzetta ..vedo sempre.. nella mezza oscurità …la testa della Pia..una signora di una settantina d'anni..vedova... che sbircia infaticabile da dietro la finestra del suo appartamento al secondo piano di un condominio.... Immagino il pezzo di strada visto dalla sua finestra..come l'inquadratura di un film: la notte..le macchine con i fari accesi...la gente che passa..qualche altra finestra illuminata. Pia sbircia immobile al buio...sbircia qualcosa che non le appartiene ma che poi porterà con se' per il resto della notte...magari sola col televisore acceso (solo immagini..niente audio) e il telefono staccato. Poi forse ripenserà a quei momenti dietro la finestra prima di dormire e farà..al limite... anche delle valutazioni a voce alta. E forse e proprio cosi'....una persona sola deve diventare.. col tempo… abile a carpire… anche da dietro una finestra… dalle vite altrui quel tanto che basta a migliorare la sua....
postato da ipotetico | 21:28 | commenti (1)

Una donna abbandonata chiude le finestre..spegne la luce.. e sceglie con cura una sola canzone…la ascolta più volte..si lascia trasportare completamente…cerca la tristezza..e chiude gli occhi per assaporarla. Una donna abbandonata ricorda tutte le parole…ogni emozione..le luci..il profumo della sua pelle…scava nelle proprie ferite voltandosi continuamente indietro alla ricerca dei “se” che sbattono sulle pareti della stanza senza trovare vie d'uscita. Una donna abbandonata quando la canzone finisce..la rimette di nuovo…per aggrapparsi a ciò che è stato... fingendo che possa tornare..per rivivere ogni nota sensazione.. Una donna abbandonata guarda nell’oscurità la propria disperazione..con la paura che possa dimenticare..che tutto torni improvvisamente al presente..e i ricordi smettano di pesare. Una donna abbandonata ha sempre lo stesso pensiero…l’ultimo della sera ed il primo della mattina….spera di avere abbastanza tempo per piangersi addosso..odia i sorrisi luminosi degli altri..e crede a tutti quelli che dicono di essere felici. Una donna abbandonata cercherà il conforto della sua migliore amica e da lei vorrà sentirsi dire che c’è ancora una possibilità. Ma poi una donna abbandonata coltiva il seme della propria amarezza..la cura..la bagna..e la fa’ crescere come pianta dell’odio (che la riporta all’amore vissuto) perché sa che ogni “se” incompiuto prima o poi puo’ scomparire…sa che infine arriverà a perdonare e a non ascoltare più la stessa canzone. Combatte perche’ ciò non avvenga…non lo vuole…pensa che se soffre lei..anche lui soffrirà. Ma non è così. Quando poi ne avrà la certezza..allora una donna abbandonata si darà la colpa di tutto.

 

Un uomo abbandonato chiude le finestre..spegne la luce.. e sceglie con cura una sola canzone…la ascolta una volta sola..si lascia trasportare completamente…maledice cio’ che pensa sia un’ingiustizia della vita ..e chiude gli occhi sentendosi impotente. Un uomo abbandonato ricorda tutto degli ultimi istanzi .. le parole esatte…lo sguardo per lui incomprensibile..e il silenzio caduto all’improvviso. Non ricorda più nel dettaglio ..le giornate passate insieme a lei..né il profumo della sua pelle…ma scava nelle proprie ferite voltandosi continuamente indietro alla ricerca del momento esatto in cui lei ha deciso di andarsene. Un uomo abbandonato quando la canzone finisce..non si alza per rimetterla di nuovo…non si aggrappa a ciò che è stato... fingendo che possa tornare..ma cerca di vivere sconosciute sensazioni di vendetta immaginata.. Un uomo abbandonato vive nell’oscurità la propria disperazione..con la paura che non possa dimenticare..che nulla sarà come prima…..e i ricordi non smettano mai di pesare. Un uomo abbandonato ha sempre lo stesso pensiero…l’ultimo della sera ed il primo della mattina….spera che gli altri non gli piangano addosso..e prova i sorrisi luminosi da regalare in pubblico al mondo...perché deve far credere a tutti di essere felice. Un uomo abbandonato coltiva in privato il seme della propria amarezza..la cura..la bagna..e la fa’ crescere come pianta dell’odio (che lo riporta all’affronto subìto) perché sa che mai il ricordo puo’ scomparire…sa che non arriverà mai a perdonare e che cercherà di ascoltare la nota canzone insieme ad un’altra. Combatte perche’ cresca l’odio per lei…lo vuole…pensa che se lei soffre … lui sarà felice. Ma non sarà così. Un uomo abbandonato mai si darà colpa davanti agli altri di un abbandono doloroso….ma dirà sempre che..conoscendola..doveva aspettarselo.

postato da ipotetico | 09:14 | commenti (6)


15/08/2005
Quel ragazzo derideva il vecchio che lentamente beveva un bicchiere di vino con tutte le difficoltà derivanti dalle sue magrissime mani tremanti …L'ho guardato dritto negli occhi e lui..ridiventato serio..smise e se ne andò. Tutto questo mi ha fatto chiaramente capire che il disprezzo della debolezza è la debolezza di questa società ..che insegue… imperterrita… sogni di eterna potenza. In questa sua corsa … spesso persino dentro le buie maleodoranti fogne dell’ignoranza … dimentica la temporaneità della vita e delle cose…teme di piu’ uno sfregio sulla guancia che la morte…trae la propria felicità dall’infelicità degli altri…. Se si potesse fermare il mondo un attimo…a mescolare ciò che siamo e ciò che siamo stati…scopriremmo che quel saremo altro non sarà che solare…limpida…divina debolezza.
postato da ipotetico | 22:31 | commenti (4)

Sergio…detto Gengis Kan… lo trovavi sempre a passeggio per le vie del centro… vestito di scuro e con gli occhiali neri…. Aveva circa 35 anni…e ..a detta di tutti..non aveva mai avuto una donna…Per un po’ lo si vide.. seduto sulla panchina della piazza… con una benda colorata sull'occhio destro. Poi smise di portarla….Un giorno mi avvicinai…mi misi a sedere accanto a lui.. e parlando del piu’ e del meno…cercai di capire il senso di quella benda. “Allora tu mi hai visto con la benda sull’occhio destro eh!” “Beh tutti ti hanno visto ..credo”….”si ma solo tu mi hai chiesto il perché!”…era soddisfatto…io un po’ meno..perché sicuramente era sul punto di raccontarmi una storia lunghissima... E cosi’ fu.. “Dicono tutti che io non ho una ragazza…tse’..imbecilli! Io ce l’ho..ma solo non è una ragazza come le altre…è molto di piu’: una principessa! (mi guardò in silenzio….sgranai gli occhi e annuii…per farlo andare avanti)…si chiama Zhi Nu la Tessitrice e vive nel bordo orientale della Via Lattea….Suo padre è l’imperatore celeste! (Lo guardai..feci il mio sguardo meravigliato migliore…e buttai la’ un...) “no..davvero? ma è una notizia bellissima questa!”… “shhhhhhh non alzare la voce….ho qualche problema sai? C’è un certo Niu Lang che mi sta cercando…è uno che dice che Zhi è stata promessa a lui. Non è neanche un principe..pensa tu!..Insomma questo qui è uno che rompe…ed io devo continuamente combattere per tenermi la principessa. Ahhh è bellissima…la vedo quasi tutte le notti….e la prossima volta..promesso.. ti portero’ la foto! Cmq proprio un mese fa’ ..mentre passavo vicino al fiume…quel vigliacco di Niu non mi ha spinto da dietro? E sono andato a sbattere con la faccia su una pietra….e ho dovuto portare una benda..ma solo per far contento il medico eh!”.. “Ma come fai a vederla tutte le notti se è così lontana”..mi venne d’istinto… E lui mi rispose.... (come si risponde bonariamente ai bambini piccoli quando si parla di cose da grandi).. che lo spazio è solo una dimensione.. una convenzione …e che invece l'eternità è qui e subito per chi ha in testa idee chiare!
Qualche anno dopo… per colpa d'una cura a base d'elettroshock …riuscirono a separare Sergio dalla sua principessa che tesseva nei pressi della sperduta Via Lattea…Maledetti medici! Per lui furono momenti veramente duri. Poi pian piano passo’ la tempesta….ed oggi Sergio e Zhi si sono ritrovati ed il sorriso è tornato sulle labbra di Gengis Kan…e sembra che abbia sconfitto di brutto l’altro pretendente perché non è stato piu’ visto con la benda e a volte addirittura e possibile incontrarlo senza gli occhiali scuri.. e cosi’ poter ammirare i suoi furbi occhi a mandorla.

(Andai a suo tempo..senza speranze.. alla ricerca di qualcosa che riguardasse Zhi Nu La Tessitrice…ma scoprìi con meraviglia che effettivamente esiste…ed è una leggenda cinese…E nella leggenda c'era anche Niu Lang...che li' ebbe la meglio..ma con Gengis Kan non c'è stato nulla da fare;-))  eggia'..Anassimene aveva ragione: "il mito è l'ombra del futuro che ci si riflette addosso."
postato da ipotetico | 17:43 | commenti (1)

Esco in questa giornata nuvolosa…e mi fermo a far colazione al solito bar. Incontro ..dopo tanto tempo…e saluto S.: barba lunga..capelli spettinati…vestiti spiegazzati… non in buona forma insomma. Parliamo…ridiamo un po’..sveliamo quel poco che puo’ interessare all’altro della vita vissuta. Sua moglie è piemontese..la conoscevo..faceva la centralinista in un’azienda con la quale collaboro. Non è venuta con lui in Friuli..è rimasta a casa…non se la sentiva..mi dice lui. Ci salutiamo..chissà quando mai ci vedremo ancora. Eppure..sospetto…prestissimo. Infatti quando se n’è andato.. m’è venuto in mente che chi ama si sente come fosse un oggetto dell’altro….e nello stesso tempo considera la persona amata… un proprio oggetto. I termini son forse duri..ma il senso in fin dei conti è questo.  Amare vuol dire anche accorgersi di essere fatti di carne...cioè riscoprire la propria fisicità..corporeità. Ecco perché è facile capire che cosa significa "sentire" che “ha smesso di amarci”: siamo praticamente diventati invisibili. Quando ci vengono a mancare quegli occhi che ci hanno desiderato...quelle mani che ci hanno accarezzato..insomma tutto cio' che ha sublimato anche la riscoperta del nostro corpo....ecco che il corpo stesso ridiventa oscuro...completamente azzerato. Chi smette di amarci ci comunica che non si accorge più del nostro corpo. Io penso che noi ci accorgiamo davvero della nostra "carne" solo quando amiamo e siamo amati ...perchè nell'amore… nel desiderare e nell'essere desiderati noi davvero ridiveniamo corpo ...anche se attraverso mani magari diverse. Ma perché ci fa’ tuttaquesta “menata”..direte voi? Beh…per dire che è facile scoprire.....chi non è più amato: è chi trascura se stesso fisicamente....perchè la l’essere trasandato che quella persona mostra al mondo ...ci racconta inequivocabilmente di un corpo che nessuno in quel momento desidera!… Ecco perché ho pensato che S. non si senta piu’ amato. (Lo so a volte vo' a dosi massicce di pippe mentali ;-))))
postato da ipotetico | 09:42 | commenti (4)


14/08/2005
Ahmed ha dieci anni.. ma sembra più piccolo visto da vicino..quando noti la rassegnazione stampata sul suo viso scuro…eredità di generazioni e generazioni. Ahmed ha dieci anni, ma sembra più grande quando lo vedi tirare sassi con la fionda verso soldati lontani. Non ricorda il viso di sua madre.. perché tante donne l’hanno preso in braccio dopo che la sua casa fu rasa al suolo da un’esplosione nella notte. Ahmed non sa leggere…non conosce la Storia..ma solo l’ingiustizia…. non sa cosa sia l’etica e come è facile costruirla nel benessere…ma sempre a posteriori e solo dai vincitori. Ahmed sa solo che non ha una casa.. né cibo… né diritti senza i quali è impossibile vivere..e per i quali, quindi, bisogna combattere..tutti..anche lui. Ahmed vive con una fionda addosso..si sente un uomo e sente di avere la responsabilità di combattere per i diritti del suo popolo. E quando veloce esce da un angolo…e lancia quell’unico sasso….sogna che se avra’ preso bene la mira..potrà di avere una casa e un lavoro..una moglie e dei figli…ed un piccolo campo da arare…ed alberi da frutta e un piccolo gregge di pecore….E quando si getta al riparo riuscendo a schivare pallottole vere di veri soldati…crede che il suo Dio sia con lui. Ahmed ha nel cuore le tante madri e i tanti padri dei quali ha visto scorrere il sangue…ma non è triste..perché non conosce altro che una guerra perduta…sassi contro pallottole…pianificazione militare contro istinto ribelle… potere contro utopie. Ahmed ha mille speranze…ed è fiero e coraggioso… braccato come tutta la sua gente...ha paura…a volte… del rumore degli elicotteri..dei carri armati…ma piu’ di tutto ha paura degli attimi di silenzio assordante..dopo le esplosioni.. Ahmed muore in una notte di luna piena…quando si incammina da solo verso i soldati…e lancia il suo sasso colpendo un elmetto.. Ahmed muore sentendo uno sparo e un dolore violento vicino al suo cuore. Ahmed muore..e cadendo abbraccia una pietra… Ahmed muore sorridendo pensando che ormai gli appartenga..perché l’ha conquistata in combattimento. Ahmed muore…ma di pietre da conquistare ce ne sono ancora miliardi….come le persone che invece di sassi..lanciano solo indispettiti sguardi distratti.... Poi quando un'ingiustizia li tocca..allora urlano..sperando che altri pensino anche a loro.
postato da ipotetico | 18:09 | commenti (5)

Il cielo è pieno di nubi…minaccia pioggia. Cammino veloce..non ho l’ombrello e non vorrei che cominci a piovere proprio ora…Attraverso la piazza….quasi deserta..vedo Gianni fermo.. col cappello di stoffa pesante in mano…con la sua aria da zingaro.. il suo sorriso fisso eppure con gli occhi timidi… “Ciao Gianni -dico- cerca un riparo che fra poco piove”…. “iiiiooo ……aaaaaspetto….iiiil… ssssole”..risponde. Alzo ancora una volta lo sguardo e le nuvole sembrano ancora piu’ nere…”oggi credo che sia impossibile che esca…magari nel pomeriggio chissà”…”nnnnoooo mmmmi haaaaa ddddetto dddddi aaaaaspettarlo qqquiii”!”…. risponde…..Scuoto la testa pensando alla sua sofferente (?) situazione di ragazzo down e proseguo… Sto’ quasi per arrivare sul marciapiede…ed il cielo si rischiara improvvisamente…quasi un dito gigantesco si fosse immerso in una nube…. e appare per un attimo….solo per un attimo… un luminoso raggio di sole. Gianni ..colpito in pieno da quel raggio…-l’unico luminoso e colorato tra tanto grigio attorno-..alza le braccia al cielo e comincia ridere forte…poi corre in cerchio con le braccia larghe..quasi mimasse un volo…Le nubi si richiudono e il grigio torna ad imperare sul mondo…Gianni si mette il cappello ed imbocca allegramente una via secondaria..sparendo. Io resto li’..fermo e perplesso…non riesco a capire se sia stata una coincidenza….o un segnale forte di qualcuno lassu’..che vuol sottolineare senza ombra di dubbio..a chi va il suo amore. Cammino veloce verso casa…so’ di esser stato testimone di qualcosa di sorprendente…ma so’ anche che a nessuno importerà: noi siamo ormai abituati … presi come siamo ad autocelebrarci ….a definire “miracoli” solo azioni realizzate dalla bravura di altri esseri umani…. Qualsiasi cosa venga dal di fuori…è solo leggenda da raccontare ai bambini..nelle fredde sere d’inverno.
postato da ipotetico | 10:49 | commenti (9)


12/08/2005
E allora…divaghiamo oltre l’usuale…e usiamo occhi nuovi. Ad esempio. Amarsi non e' come viaggiare “fatti” in una dimensione oltre il mondo..senza nulla toccare..senza che ci si possa sporcare…. dove niente altro puo' dire… e niente altro si puo' sapere… ma tutto si “percepisce”. Anche le persone piu' passionali o timide…o arroganti..o crudeli…o menefreghiste…davanti all’amore riescono a dirsi le cose migliori. Ci sono spiegazioni…si puo' cercare il perche'… che cosa e' successo… cosa se ne pensa.. cosa si desidera fare. Ci sono cose che si sanno ma che si ha paura di dire. Ma si sanno. E quando si sanno si sanno… c'e' poco da nascondere. Allora avanti…si apparecchi la tavola..gli antipasti..i primi i secondi..persino la frutta il dolce e il caffè. Tutti a mangiare. Poi, con il tempo.. magari si riuscirà a salpare davvero…e finalmente riuscire… dopo adeguata rincorsa… a staccare veramente i piedi da terra. Ma non troppo presto…si rischia di spiaccicarsi sul pavimento “apperòchemalechefa’”. E funziona cosi'… perchè le persone non sono un film. E figurarsi poi se riescono ad autoproiettarsi sullo schermo!
E lasciarsi non è affatto come alzarsi da una tavola dove si' è mangiato per molto tempo con appetito… e con aria seria… aggiustandosi il nodo della cravatta…. dire "grazie di tutto…e' stato un vero piacere.. ma adesso devo andare". Poi uscire dalla porta tranquillamente ed educatamente. Quando ci si lascia…persino le persone più civili riescono ad inventarsi le cose peggiori da dire. Non ci sono spiegazioni.. non si puo' dire perche'… cosa e' successo.. cosa ne pensi.. che dobbiamo fare. Non ci sono cose che si sanno ma non si vogliono dire. E' che proprio non si sanno. E quando non si sanno non si sanno… c'e' poco da chiedere. Via.. tutto all'aria…piatti.. bicchieri.. insalatiere.. tovaglioni…posate e cesti di frutta. Tutto per terra. Poi… col tempo… magari…si potrà salvare qualche briciola di pane… o una fetta di torta buona … Ma intanto ci si rotola fra i cocci. E succede cosi' perche' le persone non sono equazioni. E non si risolvono con una calcolatrice ed eventualmente una lavagna
postato da ipotetico | 17:01 | commenti (14)

Bisognerebbe tornare all'essenziale spartana cattiveria e relativa saggezza delle elementari. Quando la maestra si assentava per qualche minuto a turno i più secchioni della classe (e quindi io mai, naturalmente) venivano chiamati a scrivere alla lavagna i buoni e i cattivi. Ecco, se il mondo fosse così ancora! Essenziale. Lavagna, gesso e cancellino. Dopo essere stato nominato 'capoclasse' ad interim, l’aguzzino di turno si piazzava soddisfatto davanti alla lavagna. Quindi si tendeva quanto più possibile per arrivare in alto e poi calare giù con mano incerta una linea smozzicata a dividere a metà la lavagna, la classe, il mondo. Poi, il temporaneamente Dio… ovvero lui, col gesso in mano, il sorriso serio come solo può essere quello di un bambino con il potere in mano scandagliava ogni banco in cerca di prede. Aveva qualche torto da vendicare? Paolo tra i cattivi. Era robusto perché si faceva ogni giorno 5 km a piedi per andare a scuola e.. gliel’avrebbe fatta pagare? Silvio tra i buoni. Potrebbe aver bisogno di studiare insieme l’aritmetica? Barbie tra i buoni. Naturalmente, poco prima che arrivasse la maestra i cattivi venivano cancellati in fretta. Atto di generosità? Macché... perché mai farsi dei nemici? Già da piccoli si comincia ad agire per interesse… sia per vendicarsi che per perdonare. Ma almeno tutto poi restava com’era, senza conflitti..senza una violenta reazione a catena che non sia stata quella di aspettare il proprio turno alla lavagna.

BUONI ! CATTIVI


Io sono pronto eh..attente:-))))
postato da ipotetico | 15:03 | commenti (17)

Dai su..divertiamoci un po'. Pensa un attimo ad esempio  ……..che ti capiti in mano un libro ..diverso! Intendiamoci.. rilegato come tutti ..con la copertina a colori o in bianco e nero..magari con la scritta dorata..…uno di quei libri che tu sballottoli qua e la’ come molti altri…oppure che intristisce polveroso su uno scaffale.… E adesso pensa che questo libro..pur se analfabeta… ne sia consapevole! Immagina quanto sia deluso…magari stressa tutti gli altri libri vicini con un “Uffa..ma perché nessuno mi insegna a leggere? Sarà pure un mio diritto no?”. Non li senti gli sghignazzi dei suoi colleghi che semplicemente accettano il fatto di essere analfabeti…senza nessun problema...come se fosse nella naturalità delle cose? Mettici poi che questo libro sia
un romanzo rosa… uno di quei romanzi commoventi che riguardano l’amore…il tradimento..la passione…e abbia un finale carinissimo ( chessò un uomo e una donna si conoscono in biblioteca e si innamorano..ma un brutto ceffo vuole lei…e dopo molte peripezie e lotte…finalmente riescono a “vivere insieme felici e contenti”).
Certo lui ..il libro…non sa quale storia contiene (ma che sia carina se lo “sente”..già..perché ti comunico che anche un libro può avere il sesto senso eh!). Magari curioso com’è ci fantastica spesso…solo e abbandonato sul tavolo del salotto…quando passa ore ed ore ..a volte giorni…cosi’ ripiegato su se stesso ..a sospirare. Ma tu pensa..tu che l’hai acquistato tu che lo lasci solo per ore…quanto lui desideri che ti distenda sul divano..ti tolga le scarpe..allunghi le gambe e..lo prenda in mano. Stai certa poi che se tu hai anche le mani profumate (ahhhh…il tuo profumo) il libro ne resterà estasiato…e cercherà persino di capire di che essenza si tratta…Te ne ruberà ogni volta un po’…. cosi’ almeno quando tu lo ripiegherai…sarai sempre con lui. Si sentirà meno solo ..ecco. Non ti accorgi poi che quando tu inizi a sfogliarlo….. lui chiude leggermente gli occhi e si rilassa sotto le carezze delle tue dita? Si accorge anche che tu ogni volta…dopo averlo preso in mano… lo fissi per un po’… e la volta dopo riparti cogli occhi dallo stesso punto dove eri arrivata..(chettecredi!) . Il libro (analfabeta si ma non certo scemo) sa che lo stai leggendo ma è cmq un po’ a disagio nel sentirsi osservato così a lungo dappertutto (e la privacy?….penserà). Poi magari una sera torni a casa con un uomo….e cosi’ smetti di aprirlo e lo rimetti tra gli altri su uno scaffale. Non ti dico che periodo di crisi passa quel libro…preso in giro dagli altri e incapace di dare un senso alla vita che ha appena vissuto tra le tue mani….Specie adesso che vede.. con un certo fastidio…che stanno “sfogliando” qualcun altro.. (forse è anche un po’ geloso…ma non lo ammetterà mai !). Lo lasci a lungo li’ abbandonato…ma poi una fredda sera d’inverno magari torni da sola a casa….triste.. affaticata..delusa. Lui ti vede…che ti siedi sul divano…ti rannicchi con la faccia tra le mani…..e stai li’ a lungo…Ti osserva ansioso anche quando… ti alzi..vai verso lo scaffale e….. lo prendi … si lui.. proprio lui….Sente il tuo battito violento quando lo stringi al cuore…..ma è felice che tu torni sul divano e….. cominci a leggerlo. Stavolta..magari.. per il libro comincia un'avventura straordinaria! Va a finire che lui corona il suo sogno. Puo’ essere che lui fissandoti gli occhi .. che ogni tanto lasciano uscire una lacrima che lo bagna (di dolore? commozione? Boh.. lui che ne sa?), si veda riflesso come in uno specchio…lui si..proprio lui… e vede tanti segni piccoli e vicini vicini…e ... fissando fissando..(non ci credi eh atea!) …ad un tratto… inizia a leggersi!!!!! E subito la sua vita cambia... prende senso e significato ..... Cosi’ quando leggi cose tristi ti incita silenziosamente a girare la pagina velocemente e al contrario chiede una carezza quando c’è amore, gioia e allegria.
E’ cosi’..ed è inutile che scuoti la testa e sorridi ironicamente tse’….Il libro capisce prima o poi quello che lui contiene..no anzi che “è” una storia bellissima e commovente”....Lui finalmente si rende conto che non sei tu che lo rendi vivo ma è lui che ti riempie di emozioni… facendoti dimenticare il dolore della solitudine. Questo libro è l’unico che davvero ha capito che non è facile vedere gli altri e capire se stessi se gli altri non riflettono nei loro occhi lucidi le nostre pagine. Fammi un favore allora…dai un’opportunità anche al prossimo nuovo libro che leggerai… cerca di essere un po’ piu’ tenera…spalanca bene gli occhi: lui avrà solo questa possibilità per leggersi.;-)))
postato da ipotetico | 09:49 | commenti (11)


11/08/2005
Bea(trice) era conosciuta per l'affitto delle bici...d’estate..ai turisti che venivano al paese. Era appassionata di film e ne parlava coi clienti per ore...mentre Mario..suo marito.. tra un ricovero e l'altro nella casa dei "matti"… l'ascoltava ...seduto su una vecchia grande sedia...con un sorriso immobile e gli occhi pieni di febbre. Un'estate vedemmo spesso Bea… da sola… custodire il parcheggio..Mario a quei tempi stava bene...spesso andava dai parenti in campagna e stava via per settimane intere per poi ritornare ..indeciso e timido...con olio e vino in pacchi di carta gialla pesante. Bea era comunque allegra..quasi ballava tra la trama di un film e l'altro.. che raccontava a chiunque si fermasse nelle sue vicinanze ad attaccar "bottone" ....Passo' l'estate..l'autunno malinconico ci avvolse...i turisti sparirono.. e torno' a suonare la campanella della scuola regalata da un chissaquale ministro.. in altri tempi. Una mattina l'eclisse oscuro' i tetti ..le case..le vie..gli alberi…tutto. Nel piazzale della scuola ci riunimmo ..chiassosi ma anche un po’ timorosi..per osservare il cielo. Il vento soffiava mentre il prof. di matematica e fisica ci spiegava…con termini adatti.. cosa stava avvenendo tra la terra.. il sole e la luna. Noi ..ragazzi nè grandi nè piccoli..eccitati…. quasi fossimo unici testimoni di un incomprensibile incantesimo… ci gustavamo,dietro lenti affumicate, ogni piccolo movimento del sole che spariva......sperando potesse portare con lui ogni tragedia del mondo... I guaiti dei cani lontani..il chiacchiericcio insistente delle galline…i muggiti potenti che uscivano dalle stalle… non riuscirono pero’a coprire le urla disperate di Mario. Pianse ed urlo’ per tutto il giorno….vagò di notte sotto la luna… lanciandole maledizioni per aver cercato di rubare il sole. Il paese si mobilitò..finchè qualcuno con molta pazienza e forza..riuscì a prenderlo e a dargli un calmante. Bea …al mattino.. preparo’ e mise fuori le valigie.. fece il bagno al marito…. gli fece bere..con amore..imboccandolo...il caffèlatte… e lo vestì come se dovesse andare ad una festa. Sotto un cielo grigio che ...per sottolineare qualcosa di inusuale accaduto...si era improvvisamente annuvolato e minacciava pioggia.. andarono via con un taxi'..verso la casa dei “matti”. Torno’ dopo tre giorni… accese la stufa….fece il caffè d'orzo mischiando alla polvere le lacrime amare dei suoi tanti giorni tristi….La sera ando’ dal parroco…e se ne torno’ con un cartello scritto a mano “VENDESI” che attacco’ con un chiodo alla porta della sua casa. Dopo un settimana Bea parti’ ….proprio mentre parcheggiava accanto al marciapiede un camioncino pieno zeppo di mobili usati e scatoloni. Nessuno la vide più... ma dopo qualche settimana…cominciò a girare la voce che avesse raggiunto Mario nella casa di cura… facendo finta di essere impazzita.
postato da ipotetico | 17:04 | commenti (2)

Prima era solo una sensazione. Adesso mi sembra una tendenza che si fa sempre piu' forte. Mi guardo intorno e vedo fermento. Parlo con gli amici e sembrano  tutti presi da una voglia ireffrenabile di cambiare.. che aspetta solo un qualsiasi pretesto per esplodere. L'orizzonte e' decisamente cambiato…c’è poco da dire…che la guerra finisca o no…che il prezzo del petrolio scenda o meno..che i terroristi colpiscano o no..le cose comunque si sentono diverse. Forse perche' le vogliamo diverse. Quello che mi stupisce è quanto numerose siano le persone che hanno voglia di approfittare di questo momento per prendere decisioni azzardate che non avrebbero mai avuto il coraggio di prendere prima. Non c’è un’età in particolare…anzi sembra quasi che piu’ si è giovani e meno si vuol rischiare. Il sistema sembrava fino a qualche anno fà …un tranquillo treno lento che correva verso il futuro.. sul quale bisognava solo riuscire a trovare un posto a sedere. Anche se piaceva poco… anche se si aveva la sensazione che andasse troppo piano..ci sembrava cmq un viaggio rilassante e tranquillizzante. Oggi quel treno è fermo..e molti lascerebbero il loro inutile posto a sedere…per percorrere a piedi nuove strade. Tra l’altro la sua immobilità rende più facile lo scendere che l’aspettare che si metta in movimento. Dai finestrini non si vedono piu' strisce indefinite di colore… ma campi e nuvole…case ..persone …paesi…laghi.. fiumi fino ad ora sconosciuti. Si ha voglia di saltare giu' e mettersi camminare…allontanarsi da quel treno fermo ed imboccare una strada sterrata…per finalmente accorgersi di un languorino in pancia.. perche' e' mezzogiorno e nell'aria c'e' l’odore forte e semplice del pane...
postato da ipotetico | 16:24 | commenti (1)

E’ sicuro che la bellezza vince sempre il vuoto: anche se per un solo secondo si affaccia..riesce ad impregnare tutti i lati delle cose..ad entrare nell’anima…e ti fa accorgere del potere che ha di stravolgere il mondo ricostruendolo a partire da ogni singolo atomo..da ogni unica fibra… La bellezza è quel fluido liquido che rimodella i veli dell’apparenza  creando improvvisamente qualcosa di nuovo che porta sgomento agli occhi e al cuore e armonia perfetta ai sensi ....  La bellezza….non è un semplice corpo di donna.
postato da ipotetico | 15:54 | commenti (1)

Rimugino su quel soffio vitale…Adamo ed Eva…e poi su mille altre cose. In definitiva di una donna mi occorre solo la chiave di una porta…anche se fosse quella di Barbablù… per l’accesso al segreto oblìo…Dite che vale poco? Mannò..è il solo modo per vivere un brivido...e poi  per tesserne un altro…poco piu’ il là…piu’ tardi…e poi ancora…ancora…
postato da ipotetico | 11:30 | commenti (7)

Occorrebbe andare piu' in la'..osare.. e finalmente percepire l’attesa come un amplesso unico..devastante.... da vivere correndo..dimenticandosi persino di respirare. Ma mica è così semplice come si crede...l'attesa ci inganna vestendosi di ansia.
postato da ipotetico | 11:23 | commenti (1)

Ci son donne che si dimenticano subito…altre che non si dimenticano mai. Ci son donne che si dimenticano quando le hai davanti e ti mancano quando sono lontane. Ci son donne che “vivi” e dimentichi immediatamente non appena spariscono dalla tua vista. Ci son donne che ricordi solo perché le hai dimenticate…ci son donne che dimentichi per non essere travolto dai ricordi… ed infine ci son donne che ti mancano quando le guardi negli occhi, e le dimentichi non appena sai che non potrai piu’ farlo. Che tu voglia ricordarle o dimenticarle non ha importanza: ogni donna ha in sé il germe del ricordo e della mancanza. Quando una donna se ne va…prega che tu non ne sia rimasto contagiato
postato da ipotetico | 10:12 | commenti (10)


10/08/2005

About un’ora di TV.

Il tragico ormai non ha più cittadinanza …non per motivi che noi “umani neanche immaginiamo”…ma semplicemente perché ormai non ha più cittadinanza l'emozione. L'emozione mei TG è sentita come devastante… quasi fosse diventata imbarazzante. Il sentimento del tragico fa saltare qualsiasi ordine sociale e personale. Per controllare il tragico gli uomini che controllano la TV hanno inventato ritualità.. anche sacrificali…che prevedono molte parole e sempre le stesse immagini…filtrate “per il nostro bene”…mai nude e crude sottolineate dal silenzio. Ma sia chiaro..per tutti..che una società senza il sentimento del tragico..senza l’emozione vissuta ..(non solo raccontata!).. è una società che lentamente muore… è una società che si autodistrugge. E' una società che non fa’ vedere i propri fantasmi …ma che ce li racconta come si racconta una favola ai bambini. Queste rimozioni si pagano con la malattia….dell’ignoranza. Incurabile.
postato da ipotetico | 21:48 | commenti (3)

A volte una giornata inizia alle 18.30 anziché la mattina al risveglio. Mi ficco sotto la doccia…capelli compresi…il cellulare è spento…non sono mai riuscito in vita mia a far la doccia e a rispondere alle chiamate. Esco.. mi asciugo in fretta…sono le 19.00. Mi vesto esco..coi capelli ancora umidi..accendo il cell. 3 chiamate senza risposta…mi appresto a richiamare..Hermann fa’ prima..mi dice che mi aspetta a Tricesimo.. dal suo amico…. Ok..lo saluto..e dato che ci sono chiamo X per sapere qualcosa su un impegno a breve..che da sicuro è diventato quasi impossibile. Non è una cosa semplice come pensavo inizialmente… anzi col tempo i problemi si sono moltiplicati…e tutto sommato forse conviene azzerare il tutto ed rimandare in silenzio a “mai”. Non è semplice neanche dirlo al telefono…propendo per il no assoluto..ma non capisco cosa ci sia che si ribella in me….cerco di spiegare..la logica mi aiuta..ma qualcosa mi urla dentro che sono proprio un fesso. Ma questo lo sapevo da tempo…la fesseria è la mia migliore amica…praticamente mi ha salvato la vita mille volte. Cmq dopo quasi tre quarti d’ora tutto resta come prima… Saluto e stacco…i msg son diventati 4… cerco di rispondere per scusarmi almeno…ma il cellulare è scarico..fritto..cotto…senza piu’ voce. Era questo che i bip continui cercavano di dirmi. Mi rimetto in macchina sperando che M. l’indomani mi perdoni. Alle 20.30 sono da H… Prendiamo la sua auto e di corsa andiamo verso San Lorenzo dove ci aspettano….Arrivati a Udine..H. cambia itinerario..ed entra in centro…lo guardo interrogativamente..mi dice che deve salutare una persona..dato che l’indomani parte e resta fuori almeno 6 mesi. Parcheggiamo…pioviggina…facciamo cento passi..il bar è grande e illuminato..splende quasi come i suoi prezzi..… saluta il titolare..abbronzantissimo..appena tornato dall’egitto…un bicchiere di prosecco..un’oliva…sono le 21.00.. il mio cell è spento il suo suona in continuazione…mente e risponde che siamo quasi arrivati… Rientriamo in macchina…viale Venezia..statale pontebbana…corre troppo..ha solo 4 punti sulla patente… mi dice se voglio guidare io…”non se ne parla neanche” dico…io i miei 20 punti ce li ho ancora tutti…Sono le 21.30.. mette la freccia e gira..non riesco a dirle NOOOO..abbiamo già imboccato la strada sbagliata….si ferma..manovra..torniamo sulla via principale..e scoppiamo a ridere..il suo cell suona a manetta…Si ferma ancora davanti ad un grande bar…. “e adesso?” “compriamo qualcosa per farci perdonare..cosi’ almeno non facciamo brutta figura”….. mi sembra un’ottima idea…ma poi penso che in un bar non è che si trovi granchè. Entriamo.. il titolare ha i capelli bianchi…in ottima forma..ma anziano: roba da Hermann. “Ha dello champagne?” “si certo…..due flut”? “No..ci servirebbero almeno 5 bottiglie” Il barista ci guarda.. ci soppesa..sorridiamo rilassati…. “Ehm..si ne avrei anche 5 bottiglie..ma sono di Veuve Aubel ‘92… ho una piccola scorta che uso per me quando occorre…potrei anche vendervele ma costano carette.. (noi continuiamo a sorridere) … diciamo che potrei farvi il prezzo che pago io (sic) e…. si insomma…ecco….praticamente….. 56 euro a bottiglia”.. Non abbiamo idea se quella del ’92 sia stata una buona annata o meno (dal prezzo non si direbbe)…cmq sia non perdiamo tempo…accettiamo… il barista sparisce per qualche minuto..poi torna con 5 cassettine di legno …Non controlliamo neanche..sono le 22.00.. paghiamo..il cell di H. praticamente si sta’ scaricando a forza di trilli. In auto…torniamo sulla statale…imbocchiamo la traversa giusta…campi…pioviggina sempre…se prende male una curva usciamo di sicuro…22.18 parcheggiamo finalmente nel parco. Prendiamo le cassette…entriamo in casa di Fra’…e veniamo investiti di grida di saluto (il vino evidentemente stava gia’ girando da un po’)…H. naturalmente prende in mano la situazione e alzando una bottiglia di Veuve urla che abbiam fatto tardi soltanto perché abbiam dovuto girare chissà quanto per trovare lo champagne migliore (le menzogne in un ambiente eccitato da gioia e alcool sono sempre benvenute)…e adesso…avanti col rito…. Stacca una sciabola dalla parete (sempre la solita..si vede dalle tacche sul filo della lama)…e lasciandola scivolare sulla bottiglia..con un colpo netto e preciso…fa’ saltare il tappo innaffiando quelli piu’ vicini. Tutto cambia..ed è come se fossimo li’ da ore…. Tutti davanti al megaschermo col bicchiere in mano a vedere quegli 8 minuti di corto realizzato in meno di un giorno…Non l’avevo mai visto neanche io…cosi’ montato. E’ davvero venuto bene..perfetto direi….. Finisce..fra gli applausi..siamo una quarantina… mi avvicino al tavolo lungo..mangio qualcosa…Hermann (che fa la parte del gay truccatissimo in cui si trasforma la bella ragazza dei sogni) sta’ scherzando ad alta voce sul fatto che a lui non è stato riconosciuto alcun premio….ma che con i sottotitoli in spagnolo ..che lui fara’ mettere…è sicuro che in sudamerica lo premieranno ovunque… Mangio prosciutto..sono tranquillo…saluto quelli che conosco…corre verso di me la ragazza protagonista del corto…è carina…anche se ha i seni un po’ troppo grandi per la conformazione del corpo…mi abbraccia..felicissima anche che tutto sommato del suo nudo si vede solo la parte di dietro….E’ il suo primo premio in assoluto…come attrice protagonista… Non è neanche giusto dirle che questo non significa che diventerà una attrice di successo….ma poi perché mai rovinarle la gioia?..La musica comincia a diventare assordante…attorno qualcuno comincia a chiedermi come si fa a scrivere una sceneggiatura…sorrido..e cosa ne so’ io? vorrei rispondere… Ma poi me la cavo con un “è facile..tutti possono riuscirci…basta un’idea semplice…scriverla non come un racconto ma come qualcosa che deve esser detto con le immagini in movimento” insistono con un che significa?.. capisco che sono fregato…sospiro e mi preparo ad un lungo monologo sulla differenza tra il guardare e leggere ed il guardare e vedere….ma qualcuno mi mette una mano sotto il braccio mi volto ed è B… Non la vedevo da almeno un anno…da quando si è sposata praticamente…ed è finita la nostra storia..parallela. Ma subito mi son ricordato che è un’amica del regista… E’ sempre la stessa…bella..ma ha anche un non so’ che di vissuto adesso…di dolce..come se il matrimonio le avesse tolto spigoli virtuali. “Ve lo rubo un attimo..scusate” Mi tira via…mi guida verso l’uscita che da sul parco…ci fermiamo a prendere un ombrello..piove fuori. “Grazie –le dico- stasera non mi sento proprio silviodafesta…mi hai salvato” Usciamo..ha miracolosamente smesso di piovigginare…si stà bene…il parco è ampio…intersecato da viottoli illuminati fiocamente. Passeggiamo…parliamo…ci raccontiamo tutto cio’ che abbiamo fatto in questo anno di lontananza. Lei è felice..il suo matrimonio va’ a gonfie vele. Non ve avevo mai dubitato.. è molto flessibile (come il suo corpo) e si adegua facilmente se il fine è essere felici. Mi dice che adesso vorrebbe dei figli…ma ci son problemi…che pero’ le hanno assicurato..sono risolvibili. E’ ottimista..mi piace B. per questo: una ragazza di 28 anni che non ho mai sentito pensare o parlare in modo negativo. Vuol sapere delle mie storie…una ad una..vuol conoscere l’anima delle donne che ho incontrato..lei sa che io sono prima un cacciatore di anime e poi..eventuialmente.. un cacciatore di orgasmi. Annuisce…chiede precisazioni…ride…mi prende un po’ in giro…tengo il mio braccia sulla sua spalla e lei attorno alla mia vita…sembriamo due innamorati..ed invece siamo un uomo e una donna che stanno impiegando bene il loro tempo…parlando della vita..delle emozioni…di albe e tramonti passati e presenti. Il futuro è temporaneamente cancellato.. fantastico: la domanda che ogni volta esplode (ma cosa succederà poi? Ma cosa faremo poi?) stanotte non esiste…semplicemente perché non ha alcun valore. Il tempo è immobile…solo i nostri passi su foglie cadute e bagnate e il nostro parlare piano ci ricordano che stiamo vivendo…una occhiata all’orologio…sono le 4.00. Ci guardiamo..è tempo di andare…torniamo verso la casa…saliamo i gradini…lei mi ferma..va un gradino piu’ avanti..si gira mi abbraccia e mi bacia…dolcemente..a lungo…Mi perdo tra i suoi profumi…e mentre rispondo al bacio…mi accorgo di quanto io sia indifeso in questo periodo. Qualcuno esce dalla porta ci stacchiamo…ci guardano..li guardo spietato…e non si permettono nessuna battuta..salutano e se ne vanno. Lei mi sorride ed entra…se ne andrà quasi subito. Io recupero Hermann…allegro piu’ del solito…barcollante… aspetto che saluti..lo carico in macchina e lo riporto a casa. Per tutto il viaggio non riesce neanche a dire una parola sensata…Parcheggio sotto casa sua..lo aiuto..si butta sul letto vestito…gli metto una coperta addosso…chiudo le luci…esco..prendo la macchina e torno a casa. A letto..non riesco a dormire..No non è il pensiero di B….. è stato semplicemente come uno squillo senza risposta di una donna ormai felice con un altro… uno squillo per dirmi “sono viva…tutto va benissimo”…. Non è neanche il pensiero di Hermann…che deve partire…e spero non si senta male. No..forse è il pensiero per una donna che ha bisogno di attenzioni…o di una donna di cui desiderare le attenzioni….oppure è il mio corpo che si rifiuta di riposare perché sa’ che dovrà rimettersi in moto in meno di due ore……..

postato da ipotetico | 15:50 | commenti (5)

Leggo sul giornale “Jonah Lomu torna in campo. Con la maglia del North Harbour Rugby Football Club di Auckland “. Si..vabbè..direte..chi cz è Lomu?;-))) Con calma su…Nell’ottobre del 1995 ero a Bologna…allo stadio…insieme al mio amico Tony Monibidin..veneto..1.97 per 120 kili di muscoli…giocatore di rugby ..seconda linea. La partita non era di calcio..ma di rugby ITALIA-ALL BLACKS. Non c’erano piu’ di 10.000 spettatori..il rugby da sempre prende l’anima solo dei puri..di quelli che pensano che il risultato sia dovuto al sacrificio..al confronto fisico e mentale…di quelli che sono convinti che una gara sportiva finisca al fischio dell’arbitro…poi tutti tornano persone normali..giusto onore ai vincitori…giusto tributo ai vinti che anche se inferiori…perché hanno pur sempre combattuto con lealtà. Cosa sconosciuta al calcio…(ed ai milioni di suoi tifosi). Il calcio sta al rugby…come le frasi sui biglietti dei baci perugina ..alla poesia. Ed il rugby è poesia…e gli All Blacks sono una poesia nella poesia. Nel 1995 in quella partita c’era Jonah Lomu… che l’anno dopo..malato di nefrite..prima fu sottoposto a chemioterapia e poi in seguito ..proprio due anni fà..costretto ad un trapianto di rene. E’ già in campo…ed io ne sono felice. Gli All Blacks vinsero quella partita per 70 a 6…e Lomu fu l’inafferrabile dio che riempiva di luce lo stadio. Non importo’ che l’Italia perse…eravamo davanti alla magia fatta sport…una guerra incruenta giocata su un rettangolo…rispetto del nemico..uomini orgogliosi che lottano anche se sanno che nulla potranno contro gli altri…gli attacchi e le difese..le mischie…e quella palla ovale…non rotonda..che sembra dire che la verità è nella non perfezione. Gli dei in campo non erano professionisti…non facevano cioè quel mestiere nella vita…c’era di tutto..allevatori di pecore e artigiani …meccanici dentisti per i neozelandesi e per gli italiani…negozianti o contadini…commercialisti o marinai. E fu li’ la prima volta che vidi dal vero la “haka”. La haka e una danza rituale di sfida al nemico dei Maori…inizialmente usata per aumentare la propria aggressività e far paura agli avversari…quel “Ka mate, Ka mate, Ka ora, Ka ora” cadenzato..e mimato con i movimenti del corpo..non è altro che un richiamo al mito della nascita del primo uomo e del sole. Ora è diventato piu’ qualcosa di folkloristico..ma vi assicuro 10 anni fa’..sentirlo a Bologna…metteva brividi dentro. Ricordo quella bellissima giornata e ricordo anche il bagno di folla…quando dopo un’ora gli altleti..senza manager…direttori tecnici..procuratori…uscirono a piedi..tutti italiani e all blacks a regalare autografi…magnifici e umili nella loro grandiosità. Amate il rugby..andatelo a vedere se vi capita…forse vi affascinerà…e smetterete di avvelenarvi litigando per quattro fighetti che rincorrono una palla rotonda solo se pagati profumatamente.
postato da ipotetico | 14:59 | commenti (3)

Siamo spinti a “sentire”… pensare… e cercare qualcosa per cui vale la pena vivere.. amare… sperare.. soffrire. Ma non basta cercarlo…bisogna volerlo. Si invoca spesso la libertà per se’..ma nulla vale se non si spiega anche a quelli che pur sentendosi liberi ..non sanno ancora.. che non è un regalo ma una conquista. Non basta cercare il brivido del piacere… occorre entusiasmarsi…altrimenti a cosa mai serve la fiamma…se non ci si può anche bruciare? Ma cosa sarà mai bruciarsi…se non si è in grado di sopportare il gelo?…. Non basta sognare… ci vuole un grande sogno.. e non basta guardare ma occorre riconoscere… è poco dir di immaginare il proprio futuro…se non si è interessati a crearlo. E non basta indicare un traguardo…se non si sa scegliere la strada buona per arrivarci.. e per sceglierla bisogna comunque prima almeno cominciare a mettersi in cammino.. E quando si è certi che è quella giusta…non basta partire da soli…è meglio invitare anche gli altri… tutti….persino quelli che non hanno più il coraggio di ricominciare.… Desiderare è facile… ma si deve volere… e non basta volere….occorre agire per conquistare ciò che si vuole… e non basta per questo solo la buona volontà…bisogna anche usare la fredda ragione… E sempre ..comunque.. bisogna scatenare una enorme emozione…. non il solito sentimento comune.. ma profonda diretta..assoluta..grandiosa passione. Ed eccolo ..infine.. il sentire..pensare e cercare qualcosa per cui vale la pena vivere.. amare… sperare.. soffrire…
postato da ipotetico | 10:57 | commenti (14)

La pioggia lustrava l'asfalto delle nostre strade.. togliendone l’ultimo sole caldo... mentre pensavo all'autunno e al tuo viaggio lontano da me. La tua estate al sud fù più dura a sbiadire.. mentre continuamente mi ricordavi la latitudine e il parallelo sul quale inciampavo appena allungavo il passo. Ma tu sai…che non furono le stagioni ad abbagliarmi ne le linee di atlante ad irretirmi..e che cercai invano di raggiungerti…perché ogni volta tu ti spostavi sempre piu’ in la’… Poi smisi..improvvisamente…quando le strade ricominciarono a brillare di sole…Eppure.. oggi…la tua voce al telefono cambia…dolce e sofferta…quando mi dici che ti manco….. invece la mia voce non cambia….lontana….cedendo parole veloci..perplessa soltanto al rovinoso tonfo di scatti….inutili.
postato da ipotetico | 09:32 | commenti (11)


09/08/2005
Le 8,00 di mattina.. colazione nel solito bar. In un angolo seduta ad un tavolino..un cappuccino..una brioche… e una ragazza sui 15 anni…con i capelli scuri lunghi ma raccolti a coda….una sigaretta in una mano e il cell nell’altra….una borsetta piccolissima..bianca.. poggiata sull’altra sedia. Aveva piccoli brividi sulle braccia nude…come se facesse un freddo….che io non sentivo. Mandava messaggi e ne riceveva…in quantità…quasi lo stesso numero delle lacrime che le rigavano quel volto da bambina e le arrossavano gli occhi. Sono stato li’ in piedi a sorseggiare un caffè e a mangiar piano la mia brioche per 5 minuti….e non ho potuto fare a meno di osservarla. Non staccava gli occhi dal suo cell e piangeva…Ad ogni bip di messaggio ricevuto faceva una smorfia ansiosa…lo leggeva lentamente…chiudeva gli occhi e strizzandoli faceva scendere velocemente l’ultima lacrima umida che le era rimasta sugli occhi…poi ne scriveva uno lei..velocemente..quasi con rabbia…senza neanche guardare le sue dita veloci..ma concentrata sul piccolo schermo del suo cellulare. Confesso che mi ha intristito….confesso che volevo andarle vicino per dirle che non poteva cominciare a soffrire cosi’ giovane….per dirle che non è che all’inizio della sua vita…che le vere sofferenze sono quelle dovute alla morte dell’ultima speranza….che piangere per un amore perduto significa spesso non accorgersi di un altro amore che sta arrivando….si..volevo dirle che non ne vale la pena…. ma non potevo…avrei sbagliato a dirle cose che lei dovra’ scoprire pian piano durante la sua vita. Me ne sono andato…pensando che forse l’amore non c’entrava nulla…magari si trattava soltanto di una notizia triste..o forse stava piangendo per i problemi di un’amica…..qualcosa..insomma..che era possibile sistemare…recuperare…..qualcosa che magari le avesse fatto capire..che c'è sempre la speranza che non ci abbandona mai.
postato da ipotetico | 14:30 | commenti (6)

Tu telefonavi ed io provavo e riprovavo i cerchi concentrici.. quelli che si allargavano spandendo voglia animale di te .... la prima volta ricordo che era un sussurro... ti voglio ti voglio... ma poi diventò un grido assordante. La coscienza, la consapevolezza, la sicurezza, la ragione..il centro..anche lui si perdeva.. e mi sentivo dannatamente vivo! Al desiderio la ragione comune non sapeva opporre che la vulnerabilità della sua intuizione..dare l'anima ogni volta senza mai perderla, e poi sorprendersi di essere rimasti se stessi...rinnovandosi senza cambiare durante..... illudersi di essere padroni del tempo....fare zig invece di zag al limite.. (una stronzata!!). Pensai che fosse meno grave sbagliarsi..e andare fino in fondo col mio errore… piuttosto che avere ragione e fermarsi a metà sulla strada di quella devastante passione....Il mio e il tuo desiderio non erano mezze misure..e la luce era .(.è ..e sara' sempre).. tenuta in vita solo dalla follia e perseveranza. Non fui capace di darmi i tempi giusti, la pazienza …prima virtù dell'età adulta …fu addirittura devastante. Il tempo, inesorabile tempo, questo era il mio continuo nemico che sfidavo a duello senza soluzione di continuità. L'ambivalenza tra sesso e cuore non esisteva per noi…che partivamo sempre dal sesso per non sbagliare mai….. Il rischio piu' grande fu non correre rischi e ogni garanzia assicurata fu la inequivocabile sicurezza di non farcela. Questa fu la logica della nostra storia che attraversò stagioni: mi soprannominasti “cacciatore di orgasmi”…e allegra mi chiamavi …costringendomi (felice) a rubare te..le tue sere e il tuo letto ad un altro uomo. C’ero perché non avevo alternative: mi davi il tuo corpo e i tuoi umori e la tua allegria senza che tu volessi altro da me che il piacere…ed io sarei stato un ipocrita se mi fossi riempito la testa di scrupoli! Ma adesso..a distanza di tempo che tutto ha mitigato…adesso che nessun brivido evidente la tua voce mi trasmette…adesso non ce la faccio a venire da te …perché sento che..purtroppo.. ho perso molto della mia amata ed odiata follia.
postato da ipotetico | 12:21 | commenti (5)

Lo vedo ogni mattina…io passo veloce in auto e lui è sul piccolo terrazzino davanti alla porta di casa..che fuma... Non so’ quando si alza dal letto con l’aiuto della moglie..una esile e silenziosa cilena..so’ solo che a qualunque ora io passi per andare al lavoro..lui c’è. Lo vedo e lo saluto con un gesto della mano..non lo conosco…ma si sa che a volte due persone spesso si scambiano un saluto solo perché girano tutti i giorni lo stesso angolo incrociandosi. Lo vedo infagottato d’inverno…con una maglietta verde d’estate. Lavorava all’estero poi un giorno è tornato cosi’..un virus sconosciuto lo ha attaccato…e costretto su una sedia a rotelle. Mi saluta con un gesto della mano anche lui…non riesco neanche a vedergli gli occhi..la distanza non è poca dalla strada. A volte mi sembra concentrato su qualche pensiero…di cui intravedo i contorni tra il fumo denso della sua sigaretta….Penso che vorrebbe rincorrere la sua ombra che sola si muove attorno alle pareti di quella casa che è tutto il suo mondo! Magari come quando bambino scivolava sull’erba per arrivare per prima a scavalcare la siepe, e correva cosi’ forte fino ad incrociare le gambe per poi cadere… e rialzarsi con le ginocchia sbucciate. Forse pensa “Potessi ancora avere la forza! Risentire identico quell’odore di erba, misto a fiatone che inumidisce la terra mentre m’inseguo e mi bagno di fatica e saliva. Potessi ancora avere la forza e sentire la mia bocca che si addolcisce con le more mature appena rubate al vicino.” Magari si guarda le scarpe..pulite.. e desidererebbe che si infanghino mentre le affonda tra la riva del canale che passa poco lontano..per sentire ancora il timore e la gioia che da’ il pericolo di caderci di dentro. E si dice…“Potessi risentire la voce ansiosa di mia moglie mentre la saluto, apro la porta e le grido che vado, non importa dove, che comunque io corro via. Senza che mi debba seguire ovunque per spingermi, senza che mi dica quella maledetta menzogna che “domani..tesoro..tutto cambierà”. Ma non posso non sospettare che lui ci creda, ci creda davvero, che se volesse.. senza quella sedia… potrebbe attraversare la strada, guardare a nord e a sud, ad est ed a ovest.. per poi tornare indietro da solo. Scommetto che lo vuole.. lo pretende.. se proprio non può tornare bambino… correre al fiume e scorticarsi le gambe… lo vuole e lo pretende in cambio del fatto che non può più tuffarsi nei rovi e graffiarsi le braccia e la faccia. Eppure è sempre li’ su quella terrazza che guarda il suo piccolo grande orizzonte, che per quanto sterminato possa sembrare, conosce a memoria sapendo pero’ che non ci puo’ volare….quell’orizzonte che per quanto distante sia gli intristisce i pensieri perchè non ci puo’ mai spendere neanche il solito sogno: se solo potesse correre al canale ed impigliarsi la maglia tra le spine dei rovi!
postato da ipotetico | 10:32 | commenti (3)


08/08/2005
Le innamorate respinte si siedono su una sedia scomoda e osservano a lungo un fiore al centro del tavolo… bevono una bevanda calda… mentre con una mano si accarezzano piano l’altra…. Le innamorate respinte si aggiustano continuamente i capelli…guardano fisso… non sorridono…non vedono… tengono le gambe composte anche per ore…. ferme….si mordono le unghie….hanno lo sguardo a volte deluso ..e per qualche attimo malinconico. Le innamorate respinte stanno in silenzio…titubanti se chiamare la loro migliore amica per dirglielo… Le innamorate respinte sono rapite dalle cose colorate….odiano le distrazioni e corrono con gli occhi sul dispaly del cellulare al primo squillo per vedere se è lui. Le innamorate respinte piangono come se non l’avessero fatto da tempo.. e le loro mani che tengono la fronte..danzano a ritmi dolorosi. Cancellano e riscrivono i loro pensieri….aggiungono e tolgono ipotesi…. parlano senza far rumore… deglutiscono lentamente tristezza e lacrime. Le innamorate respinte ….non si curano se le lacrime bagnano i loro vestiti..mordono spesso il labbro inferiore….rileggono all’infinito l’ultimo incontro decisivo... . Le innamorate respinte hanno le mani caldissime…diffidano di chi le consiglia di lasciar perdere e si attaccano a chi invece sparge parole di speranza… Le innamorate respinte …sentono freddo dentro… hanno il terrore della solitudine…non la amano ..adorano la “loro” canzone…e la rimettono in continuazione. Le innamorate respinte non smettono di aver cura di sè stesse…e pregano molto piu’ a lungo….Qualche volta si alzano di scatto….e vanno verso la finestra..…ma poi tornano..commosse.. lentamente a sedere…. Le innamorate respinte si accorgono che fuori comincia a far buio..e freddo…loro sentono il tempo…..sa che le allontanerà da lui. Le innamorate respinte sono donne e se ne rendono conto…ragionano sulle cose che si possono ancora fare… hanno gli occhi delusi di chi ha scommesso e ha perso…….Se si innervosiscono scoppiano a piangere..… parlano poco….ma non vogliono ascoltare le storie degli altri. Le innamorate respinte non sopportano i dolori delle illusioni…ma sanno che è fin troppo facile perdere la testa appena qualcosa o qualcuno riempie il loro vuoto. Le innamorate respinte ….sono diffidenti e scortesi …restano abitudinarie….mai distratte….se fanno cadere qualcosa la raccoglieranno..poi si scuseranno con estrema serietà. Le innamorate respinte si definiscono sempre tali….hanno in mente la realta’ e non cercano di spiegarla attraverso parole caotiche e improbabili. Le innamorate respinte sono sempre nervose e disincantate perche’ sanno che la vita ha voluto indurirle….e cercano di farlo capire agli altri… Ma tutte le innamorate respinte sanno che per un Amore vero si puo’ ancora rischiare tutta la vita che resta.

Gli innamorati respinti si siedono ai bar con i tavoli di legno ed un fiore al centro… ordinano bevande calde… hanno la sigaretta perennemente accesa…e la mano che sostiene la testa abbandonata di lato…. Gli innamorati respinti si passano continuamente i capelli fra le dita…guardano il giro… non sorridono…fissano qualcuno..ma non vedono… si stropicciano gli occhi… tengono le gambe accavallate anche per ore…. fanno ciondolare un piede….si mordono le unghie….hanno lo sguardo a volte spaventato ..e per qualche attimo sognante. Gli innamorati respinti si schiariscono spesso la voce con timidi colpi di tosse….e accendono un’altra sigaretta…(i loro accendini non funzionano mai bene ) mentre un’altra è ancora fumante nel posacenere…si fanno cadere la cenere addosso e si puliscono senza curarsene. Gli innamorati respinti sono rapiti dalle cose immobili…. sono sempre assorti ed un po’ passivi…odiano le distrazioni e le persone che li fissano con curiosità. Gli innamorati respinti..alzano gli occhi solo per guardare se, per un miracolo inusuale, lei entra dalla porta…e, mentre continuano a piangere dentro, piegano la testa di lato con un ritmo doloroso. Cancellano e riscrivono i loro pensieri….aggiungono e tolgono ipotesi…. parlano senza far rumore… deglutiscono lentamente. Gli innamorati respinti prendono il bicchiere dal tavolo senza guardare….mordono spesso il labbro inferiore….rileggono all’infinito i loro pochi pensieri... . Gli innamorati respinti hanno le mani umide e fredde…sono sempre insicuri di se’ e sicuri degli altri…stanchi e insoddisfatti…e sentono freddo dentro… soffrono di solitudine…ma la amano follemente..adorano musica classica…quando pensano qualcosa che gli da nuova speranza muovono il capo ritmicamente in senso affermativo.. Gli innamorati respinti sono sempre spettinati e sembrano sempre poco curati…gesticolano piano quando cercano un motivo valido e..seppur atei.. rivolgono parole ed occhi al cielo….Qualche volta si alzano di scatto….quasi per andarsene…ma poi tornano lentamente a sedere…. Gli innamorati respinti non si accorgono che fuori comincia a far buio..e freddo…loro non sentono il tempo…..ne hanno sempre troppo poco. Gli innamorati respinti sono bambini e se ne rendono conto…agiscono d’impulso.. senza ragionare… hanno occhi innocenti che il giorno prima non c’erano….se si innervosiscono diventano lievemente rossi…sono sempre discreti… parlano poco….e non ascoltano le storie nuove degli altri...perché non gli interessano. Gli innamorati respinti sanno che vivono di illusioni…e sanno che è fin troppo facile perdere la testa appena qualcosa o qualcuno riempie il loro vuoto. Gli innamorati respinti ….sono inaffidabili e discontinui…non sono abitudinari….spesso distratti….se c’e’ qualcosa che possa essere fatto cadere….di sicuro lo faranno cadere..poi si scuseranno con estrema calma ed un sorriso triste. Gli innamorati respinti non si definiscono mai tali….hanno in mente un’altra realta’ e cercano di spiegarla attraverso parole caotiche e improbabili. Gli innamorati respinti sono sempre disperati e nervosi perche’ sanno che..così.. la vita non ha nessun significato….e cercano di dirlo agli altri… Ma tutti gli innamorati respinti sanno che l’amore e’ l’unico senso della vita.


postato da ipotetico | 21:15 | commenti (6)

Una giornata calda.. afosa.. oggi...qui a nord est. Le montagne che normalmente sembrano cadermi addosso.. tanto sono vicine...si nascondono dietro una foschia umida..che sparirà solo se cadranno gocce violente di fresca pioggia. Sono momenti come questi..sonnolenti e pigri..in cui si cerca l’intimità ...più che ricercare ispirazione nei i colori smorzati che macchiano indecisi l’orizzonte. Si.. ci son momenti in cui si cerca la solitudine..che è molto piu’ di un cercare di se stessi in silenzio…molto più. Ad esempio perchè non l’ho baciata quella donna quando ne ho avuto la possibilità? Ma quale possibilità….poi? Come quale? Lei parlava..veloce..e gesticolava disegnando arabeschi come fossero cornici preziose intorno al suo corpo minuto e assolutamente desiderabile. E’ strano come i ricordi poi diventino perfetti persino nei dettagli (il disegno delle labbra…gli occhi leggeri e luminosi…le dita affusolate…il sorriso vero e aperto..le lunghe gambe fasciate da tessuto blu scuro..le curve appena accennate di seni…la schiena dritta che sfuocava in una pennellata di glutei piccoli che potevano stare nel palmo di una mano ampia…) …è come se si avesse in qualche parte del corpo una cam accesa che registra immagini a suo piacimento…perché poi tu possa recuperarle e tenerle in memoria. “Baciala”…mi dicevo…è qui..vicina..basta inchiodare i suoi occhi con uno sguardo vero..senza dubbi.. e lei ti inviterà aprendo leggermente le labbra. “Baciala”…quasi un eco continuo….mentre lei parlava di cose che le appartenevano..e che non avrebbero mai potuto appartenere a me….anche se gliele invidiavo…non a lei..ad altri. “Baciala”….diventava un urlo…quando camminavamo abbracciati..che a me sembrava stretti stretti…ma che poteva essere solo un “ti tengo compagnia”. Eppoi “Baciala” ora..seduti vicini in quel ristorante trovato per caso…davanti ad un piatto mai gustato..ma buonissimo..forse anche perché ero con lei. Ricordo chiaramente che la forchetta mi sfuggì di mano..e cadde sul piatto vuoto riempiendo la stanza di un rumore assordante….la ripresi veloce…ma troppo tardi..mi guardai in giro e davanti c’era una giovane ragazza (forse la figlia del titolare) che mi guardò e rise…ma di un sorriso complice..non di scherno…Probabilmente lei poteva vedere quel “Baciala” trasbordare dai miei occhi e prender forma reale. E dai “Baciala”..qui..in piedi ..davanti all’auto..io appoggiato ad un manifesto pubblicitario e lei perfettamente davanti..vicina….tanto vicina…i suoi deliziosi fianchi accennati a portata di dita. Qui si che la puoi “baciare” ..qui dentro l’auto…impregnata del tenue..delicato..suo profumo di donna. E quando seduti su una panchina…davanti ad un lago quieto e sconosciuto…sotto alberi silenziosi e curiosi..al “Baciala” quell’eco mentale aggiunse “stronzo”…capìi che non l’avrei fatto. “Dai che ti riporto a casa”….non lo dissi io..o non mi accorsi dirlo. Mi pentìi subito…ma qualcun altro dentro di me prendeva autonome decisioni..e non potevo davanti a lei mettermi a litigare con me stesso. Per l’ultima volta “Baciala” adesso che sei fermo al semaforo…ora o mai piu’… Ma nulla..non potevo.. Mi fermai sotto la casa che le assomigliava nelle sue linee pulite ed eleganti….ci guardammo..un bacio sulla guancia..veloce….ci guardammo ancora…e all’improvviso…senza che potessi prevederlo.. lei mi sfioro’ le labbra con le sue…Rimasi fermo alla ricerca del suo sapore..non lo avevo..non c’era.. era stato troppo veloce. “Baciala” ora..adesso…è il momento…le presi piano la testa..e lei mi guardò…mi avvicinai..sentivo il suo respiro..era pronto….Nel minuscolo lasso di tempo che impiegai per coprire il tragitto tra il mio viso ed il suo….i miei sensi e la mia mente si radunarono in una chiassosa conferenza plenaria…combattendo violentemente ognuno per imporre la propria soluzione. Vinsero entrambi… sfiorai delicatamente…senza lussuria…le sue labbra con le mie..stavolta attento a rubarne tracce di sapore e profumo che mi rimanessero per sempre... Lei mi guardò sorrise e scese salutandomi. Partìi senza guardarla..non potevo…mi sarebbe venuta voglia di rimanere li’ e pregarla di non andarsene. Guidai a lungo senza trovare la strada del ritorno…quasi in circolo…in apnea..senza alcun pensiero..vuoto..quasi che me li avesse presi tutti e portati con lei. Mi fermai a prendere un caffè…e davanti ad una barista 60enne con i capelli quasi bianchi…sorriso e gesti da saggia…i miei pensieri riaffiorono ordinati e precisi nella mia mente. Li lasciai li’… tornai a casa. Aspettai che si concedessero piu’ in la’. E son tornati…proprio ordinati e precisi come li avevo lasciati. E solo adesso posso ricordare la bellezza di quell’incontro…di cui non avevo assolutamente paura…ma che sin dal primo momento si rivelò “diverso”…sorprendente…e per me ebbe il valore del nuovo..del mai vissuto… Non ero in ansia..ero soltanto “delicatamente preso”. Mi ritrovai davanti una donna di una specie sconosciuta…adorabile ed affascinante in qualsiasi cosa dicesse o facesse..in ogni suo gesto..persino nel rispondere al telefono al suo compagno che forse era in pensiero….e che probabilmente le disse..senza che io potessi sentire… “fai la brava mi raccomando”….e lei rise rispondendo “anche tu”. Non c’era nulla in lei che potesse provocare voglie indecenti e improvvise…c’era invece quel sottile fascino che non ti permette di distrarti dal suo viso…anche quando ti indica un palazzo..un monumento.. una strada. E’ un’attrazione che si insinua attraverso il tuo sistema nervoso…e lo controlla..in modo che lui selezioni in tempo reale cio’ che è inutile guardare…fare..dire. E’ come trovarsi sotto una cascata ….non puoi fermarla od afferrarla…puoi solo spogliarti..e farti bagnare dall’acqua limpida e fresca che scende veloce… In realtà quella cascata non è tua e non puoi renderla diversa…ma la carezza dell’acqua che scende…ti appartiene! Un donna che stava riscoprendo se stessa…in maniera veloce…che non aveva ancora movenze e parole che..al suo cospetto.. scatenavano raptus improvvisi…ma solo dolci passaggi che ti aprono le sue porte poco a poco…senza cigolìi che distraggono o metton paura. Una donna che quando ti stava di fronte non aveva bisogno di domande per darti le risposte che cercavi…che quando ti abbracciava accarezzava i tuoi sensi e li coccolava..li teneva tranquilli..anche se in tiepida tensione. Una donna che quando ti camminava vicino ti faceva venir voglia di gesti dolci..di parole sussurrate…di scaldarle piano le mani …di guardarle i capelli..di metterle una mano sulla spalla piu’ che su un fianco. Una donna che quando mi guardava mi rilassava…e qualsiasi cosa diceva..io non sentivo il bisogno di fermarla a metà. Ma una volta che i pensieri tornano..in fila indiana…ordinati..riposati…ecco che la stessa donna….ormai lontana nello spazio e nel tempo..scatena pensieri umidi di passione mai sentita…fa’ esplodere visioni colorate di gesti di possesso…di baci profondi….di corpi avvinghiati….di gambe intrecciate…di profumi di sesso sparsi ovunque…di carezze di piccoli seni…di dita che disegnano contorno di labbra…di sentieri di schiena da percorrere fino laggiu’ in fondo. Prima di incontrarla le avevo detto che volevo io l’unica cosa che nessun uomo aveva mai avuto. Ricordo che quando ci passai quella giornata indimenticabile…non rammentai neanche questo dettaglio…preso com’ero in quel delizioso “perdermi” in lei. Baciarla si…lo feci infine…ma non fu’ un vero bacio…molto di piu’: quel debole sfiorare le sue labbra…ebbe lo stesso sapore di una magnifica e lunga notte.. al riparo..fra le sue braccia.
postato da ipotetico | 14:51 | commenti (7)

Se, per caso, vi fosse capitato di incontrarlo..avreste detto che Luca prima di aprire bocca ci pensava due volte…abituato com’era a parlare solo se le parole erano precise..insostituibili. Cosi’ succedeva talvolta che al tavolino del bar…con gli amici…si fermava nel bel mezzo di una frase…nemmeno incespicava o ricorreva a parole approssimative..monche..similari… no! Poteva continuare solo se sulle labbra gli arrivava la parola giusta..quella che in mente gli vagava come liquefatta..eterea…gassosa e non riusciva a prender forma. Le prime volte…noi ci limitavamo ad aspettare in silenzio quella parola benedetta e…. quando arrivava… il discorso procedeva sciolto..fluente…elegante. Nel tempo..le interruzioni diventarono più frequenti..le attese sempre piu’ impazienti. Luca si bloccava esterrefatto..come colto di sorpresa da un altro pensiero ed allora erano lunghissimi minuti cogli occhi fissi al centro del tavolino…sgranati verso un particolare insignificante..tazzina o dettaglio di bustina di zucchero..bicchiere o posacenere. Se qualcuno gli chiedeva di continuare..magari interessato all’argomento…lui riusciva solo a balbettare..sempre tenendo gli occhi fissi sul tavolino “la parola..non mi viene la parola giusta”!..e se un altro gli veniva in aiuto con qualche suggerimento..si sentiva rispondere in tono quasi disperato “non è quella..non è quella che calza a pennello”…
Infine…noi cominciammo ad ignorare questi vuoti nei discorsi di Luca. Nessuno più…anche se con un certo impaccio…. dava importanza al fenomeno.. e così Luca col tempo ha smesso di parlare…ascolta i nostri discorsi senza intervenire..senza aprire bocca..con l’aria di uno sconosciuto capitato li’ per caso. C’è chi dice di notare sul suo viso una leggera smorfia…come una sottile contrazione della pelle attorno agli occhi.. mentre ripensa….assente…alle parole mancate..dimenticate.. che si accavallano..che non trovano il tempo di fissarsi..di prendere forma dentro di lui. Da quel momento… se qualcuno.. stenta un attimo a trovare la parola….guarda Luca con aria smarrita…e butta lì ….ridendo amaramente…la prima cazzata che gli capita in mente….
postato da ipotetico | 10:52 | commenti (6)


07/08/2005
“Ascolta Marco…si sente il mare”. Appoggiando il suo orecchio alla conchiglia Marco senti’ meravigliato il grido della marea. Lo aveva ascoltato con la bocca aperta…incantato a domandarsi chi fosse stata la persona tanto cattiva da rubare la voce delle onde e nasconderla in quella fessura che sapeva di salato. Poi qualche anno dopo nacque Luca….era nato muto …e Marco era corso piangendo alla spiaggia per cercare una conchiglia con dentro la risata del fratellino. Aveva trovato pero’ solo onde…e con rabbia aveva odiato a pugni stretti quel mare crudele.
Scoppiò gassosa la linguetta di una lattina…….”dai ragazzi.. facciamoci un’altra birra!”…Marco si liberò dai pensieri della sua infanzia scrollando la testa come un cane bagnato. Aveva ceduto ai ricordi…lasciando che Michele raccontasse un nuovo suo inconfessabile segreto confidatogli da chissàchi…e che era impossibile tacerlo a quell’ora di notte..davanti al mare di Lignano…noi…vociante platea ubriaca di amici insabbiati in mezzo ad una duna….. Continuammo a decapitare Beck’s…e mentre il fiume biondo ci inondava…ci mettemmo in silenzio a pensare alle incredibili cose che si riescono a vedere dietro i fumi alcolici che il sangue soffia alla testa. Marco ruttò mentre lanciava la sua lattina come una bomba inesplosa fra le altre già vuote. Pochi risero…non eravamo in tanti quella notte…faceva molto freddo ed il vento mulinava agli occhi troppa sabbia invadente…e se non bastasse..il mare sembrava sul punto di mangiarsi tutto. Marco si alzò e si diresse verso la riva …come se avesse scorto in testa un altro ricordo. Lo perse subito di vista…si ritrovò coi piedi affondati in quella fanghiglia perfetta per fare i merli delle torri dei castelli d’estate…si sbottonò la patta e prima di pisciare in acqua…meccanicamente si guardò attorno per assicurarsi di non esser visto….e si fermò col mento sulla spallo destra. Là..poco più avanti c’era Gianfranco..impegnato in una lotta contro le onde stregate nel loro lento ritorno di marea. Impugnava come arma un bastoncino secco e difendeva nel suo delirio il grande cuore di Lara che aveva disegnato sulla spiaggia…cercando di proteggerlo inutilmente dall’aggressione di un mare rumoroso. Marco sorrise..distorcendo il suo visto in una smorfia di dolore…finchè le nove birre bevute schizzarono nel mare…Quasi in contemporanea il vento esplose in un tuono…ed una pioggia improvvisa cadde su di noi…fermi..senza voglia di alzarsi e fuggire. Marco allargò le braccia e cominciò a ridere forte….il tutto dava l’impressione di un film horror. Un altro tuono..un altro lampo..gelò il terrore sul suo viso…guardò verso Gianfranco..ma lui si era arreso ed era fuggito sotto la pensilina di un ristorante chiuso dall’ultimo sole di settembre. Lo imitammo..bagnati e infreddoliti…improvvisamente lucidi. Marco no..Marco rimase sulla sponda del mare…le mani allungate in avanti…i pugni chiusi “hei ..ridammi la voce di mio fratello”..urlò….ma il mare gridava feroce tenendo impassibile i suoi occhi contro quelli di Marco. Tuonò ancora e più forte…e un nuovo lampo illuminò quella sagoma orribile di mare in tempesta..coi suoi tentacoli che avviluppavano nel buio tutto il visibile…e mentre una testa di drago lassù in alto alitava fuoco in saette…. Marco cadde in ginocchio piangendo. Cinque minuti dopo tornò fra di noi…e disse “andiamocene…fra poco sarà l’alba…ed il mare racconterà altre storie…che io non voglio ascoltare”.
postato da ipotetico | 11:29 | commenti (8)

Il mare di tanti anni fa..una vacanza di agosto. Impressa nella mente la sua bocca. Lei che sbocciava fra l'ammirazione di tutti.. lei così donna già a ventiquattro anni appena festeggiati... lei con le zie che non la lasciavano un attimo da sola. Una donna nata per sedurre, per seminare cuori infranti e corpi dolenti di notti di passione. Io che la guardavo ogni volta che la incrociavo… Lei che mi guardava con occhi di fuoco..quasi urlasse “prendimi”. Io che mi fermavo alla stessa gelateria….e prendevo lo stesso gelato…solo per poterle guardare i capelli profumati da vicino. Io che mi sedevo un tavolo più in là..perchè lei sceglieva sempre quello con un posto libero vicino.
Lo capìi subito.
Capii subito ..che sarebbe successo quella sera, quando una delle zie si impiastricciò di gelato all’amarena..lo stesso di semrpe. L’altra zia cerco’ di rimediare con acqua gassata….ma il danno era troppo evidente.. cosi’ la accompagno’ a casa perché potesse cambiare vestito. Lei rimase in quel tavolino all'aperto. Poca gente attorno… due camerieri con la stessa divisa. Ci alzammo lentamente e raggiungemmo la spiaggia senza dire una parola. Non fu una decisione ma una necessità. Le luci  striavano la sabbia fine. Mi stringeva la mano… per non farmi vedere che tremava. La mia era sulle sue spalle ed esercitava una lieve pressione che le attraversava la spina dorsale come quei fulmini estivi che squarciavano il cielo. Il buio blu ci coprì come un piumone a fiori. Dentro solo noi. Solo i nostri corpi curiosi di osservarsi durante l'orgasmo e di donare piacere per poi riprenderlo subito dopo. Solo la sua mano davanti alla bocca per mitigare un gemito imprevisto prima di venire.
postato da ipotetico | 10:42 | commenti (2)


06/08/2005
Pensava a tutti gli amori che aveva avuto e si accorse che per lo piu' si era trattato di storie brevi, vissute intensamente, ma non piu' lunghe di una stagione. Ricordava Maria, con cui era stato qualche settimana; Elena che aveva amato tutto un inverno. Con Debora aveva trascorso quasi un anno. Di Serena non ricordava nemmeno bene se erano stati amanti solo qualche giorno o se era stato l'incontro fuggevole di chi vorrebbe conoscersi, ma non ha la forza sufficiente e neanche la voglia di dividere il tempo con qualcuno. Il tempo: certi amori, durati relativamente a lungo, avevano il sapore di una notte. Altri, durati qualche settimana lasciavano una traccia piu' profonda, come se ora, a distanza di anni, riconoscesse a quelle storie la possibilità….. l'unica vera possibilità…… di una relazione duratura. Non sopportava l'idea che il tempo potesse allentare i legami, fare di intense passioni amorose banali storie domestiche che odorano di abitudine e ipocrisia come la moquette di certi salotti. No: ogni relazione travolgente doveva spezzarsi al suo culmine, prima che all'innamoramento potesse sostituirsi l'affetto, la stima e qualsiasi altra cosa che non avesse il sapore di un'avida sete in un torrido pomeriggio estivo. Pensava all'eterno dubbio: meglio spegnersi piano piano oppure improvvisamente scomparire?
postato da ipotetico | 19:12 | commenti (1)

Una donna… si scopre di volerla davvero quando comincia ad essere così presente che è quasi prepotenza il pensiero di lei.. E si cade in un gioco dove si cerca di dominare ma anche di essere dominati ...di sorprendersi per cose ovvie…di immaginare gli stessi istinti .. gli stessi desideri.. ovvie scoperte antiche e sempre nuove..ripetute..perfezionate.. cesellate sulla pelle e nell'anima .. No..non è una cosa semplice come si potrebbe credere….
postato da ipotetico | 19:09 | commenti (4)

Una giornata splendida oggi...con le montagne che sembrano cadermi addosso tanto sono vicine...Una pausa..piccola..dal lavoro agostano (che sembra rompere ma che è molto rilassante visto il silenzio del telefono) ..un caffè nel giardino dell’ufficio….a guardare il cielo che mostra un sole vivido e si colora...E’ molto bello..più di quanto ricordi dei colori dei tramonti e delle albe stagliate sulle montagne di quando ero bambino…ma forse solo perché da bambino non si nota il trascorrere dei giorni. Sembra un po' il tipo di colori che ho sempre visto nei grembiuli delle donne appena sposate.. quando mi accarezzavano i capelli.. nella bottega del pane della nonna...magari pensando che fra poco anche loro avrebbero avuto un bambino. Ho il sospetto che siano passati secoli, da quando volevo fare il pompiere o l'astronauta, da quando il futuro aveva la consistenza della sottile nebbia di campagna e cambiarlo ogni giorno mi faceva sognare anche da sveglio...E c'erano solo progetti..idee in quantità industriale. In realtà non sono cambiato..ma è proprio questo che mi fa ancora stare a bocca aperta davanti allo spettacolo delle montagne e del cielo...sulla scia indecisa di nuvole lontane che scivolano  pian piano...nuvole che al tramonto ...con un ritmo che fa pensare al respiro della terra che si assopisce...cambiano colore dal viola al nero..fin quando ..insieme alla campagna...vengono avvolte dallo bluscurissimo estivo della notte. I colori della mia terra erano diversi ...è vero...ma anche qui..in questa nuova latitudine...i colori nascono e muoiono con il passare delle stagioni...e quasi mi sembra di stare ancora a casa...e bambino. Ed è tranquillizzante il fatto che io possa cmq guardare il cielo di qualsiasi terra calpesti...un cielo che non mi sono guadagnato nascendoci ma che cmq mi appartiene.
postato da ipotetico | 16:53 | commenti (2)

Sarebbe il caso di adeguare i nostri respiri.. alla nostra corsa lenta ….come è lenta l’acqua quando il fiume muore nel mare…sarebbe il caso di considerare l’attesa ..calda e serena… come il sole torrido di ogni sonnolenta estate. Inutile far finta di perdersi senza mai essersi sul serio incontrati.. seppur testimoni di baci assoluti..di carezze per unirsi..senza ruoli.. senza età. Sarebbe meglio cercarsi oltre le ripetute speranze..oltre il nulla dei silenzi..al di là di altalenanti gioie e preoccupanti sospetti.. Sarebbe meglio cercarsi dentro di te…di me. Perché mai sentirsi come bicchieri di vetro rifiutati senza bere…colmi dell’ansia di un volere che non trova il giusto sentiero? Non dobbiamo scoprirci troppo spesso oppressi .. da noi stessi…chiusi dentro un silenzio per prigione. Noi no.. non siamo pianeti al guinzaglio…che girano senza incontrarci mai.. ma passi ritmati da incessanti stagioni che.. rischiarati da falci di luna….battono i sentieri che ci porteranno ancora una volta vicini. Proviamo allora a reinventarci.. invece che alzare le mani vuote o mentalmente ruotare una serie infinita di immagini passate e falsate dall’attesa… proviamo a respirare forte e convinciamoci che se ora bussassimo alla nostra porta…noi saremmo li’..pronti da sempre ad accoglierci.
postato da ipotetico | 10:58 | commenti (9)


05/08/2005

Solo l’amore, solo il

conoscere conta, non l’aver

amato non l’aver conosciuto.

Dà angoscia il vivere di un

consumato amore.

L’anima non cresce più.

(P.P.Pasolini)

postato da ipotetico | 21:26 | commenti (3)

Giuro che glielo avevo detto…ancora e ancora…ma non mi volle credere. Ma lei testarda nella sua inesperienza…a tutti i costi..lo volle quel bacio. Non un semplice bacio…non un bacio da innamorato..dolce..ma un bacio assoluto…pieno di voglia colante….un bacio che non arrivasse dall’anima..mi disse…ma dai sensi eccitati (e mentre parlava lei mi accarezzava il sesso..lo stringeva attraverso i pantaloni…premeva i suoi seni piccoli e sodi contro la mia spalla…mi stordiva col suo profumo di donna “pronta”…ma donna non era..non mi sembrava: piu’ attratta da curiosita’ che da desiderio pensai…ne ero certo). Eravamo in macchina e lei aveva solo 22 anni…un fidanzato appena laureato..un cane e un criceto… un appartamentino di 35 mq….e 12 esami da dare. “Ti affitto la mia bocca…-mi disse- niente usufrutto…né contratto durevole….ti affitto la mia bocca per qualche attimo..usala per un bacio come se fossi la tua amante piu’ desiderabile. Dovevo solo riportarla a casa….praticamente era una sconosciuta…che mi aveva chiesto un passaggio alla fine di una cena aziendale..dove mi era stata presentata come una stagista…figlia di non so’ quale dipendente. Era tardi..ero stanco…e la sua mano che si era impossessata di me…aveva lunghe dita magre e unghie corte….ed io la osservavo…mentre…senza riuscirci…cercava di portarmi al limite del piacere…..La guardai e le dissi.. “un bacio non è una cosa qualsiasi…se nessuno ti ha ancora ti ha annegato con un bacio fatto solo di sensi…di istinti animali…potresti non scordartene piu’….potresti confondere me con quel bacio…e potrei diventare per te necessario..perché ancora non sai che è invece il bacio che è droga e di quello ne avrai sempre piu’ bisogno…non certo di me…. Ma per capire questo potresti soffrire moltissimo…credimi”. Rise nervosa e spavalda…i capezzoli duri gia’ tendevano la camicetta chiara passando attraverso il suo reggiseno. “E’ una balla” rispose….”baciami..e andiamocene a casa che è tardi”. “No…andiamocene ora!” “Baciami o urlo”…la guardai preoccupato cercando di capire se fosse una minaccia…e allora appoggiai la mia bocca alla sua e la baciai piano..un attimo..neanche il tempo di accorgersene. Tolsi la sua mano su di me…e le dissi “ciao..buonanotte”. Lei resto’ ferma a fissarmi….attimi che sembravano rallentati…poi scoppio’ in una risata ironica…battè le mani lentamente e mi disse “che roba…neanche all’asilo…neanche un bacio fra fratelli puo’ esser piu’ casto! Hai paura vero? Paura che poi non potrai fermarti…che poi non mi resisterai piu’….paura perché sai che questo è un gioco e la piu’ forte son io”..quell’ “o” finale le si fermò quasi in bocca..le mie mani avevano afferrato i suoi lunghi capelli chiari…e le mie labbra stavano mangiando le sue…che sentivo morbide e indifese….non tento’ neanche una vaga resistenza…la mia lingua non incontrò nulla se non la sua…e poi il suo palato…e ancora la sua…le rubai la saliva…i sapori…i profumi..le rubai persino la lingua che succhiai piano..le rubai il respiro…e le rubai il senso del tempo e dell’equilibrio…le rubai la certezza che si trattasse di qualcosa di poco importante. Quando mi scostai dalle sue labbra ormai gonfie.. la sua testa ricadde contro il sedile..e la sua bocca resto’ aperta..i suoi occhi chiusi… Scesi…le aprìi la portiera..l’aiutai a scendere…lei si muoveva come un automa…”buonanotte..le dissi…pensi di poter fare questi dieci metri per arrivare al tuo appartamento”? Non aspettai la risposta …e poi neanche mi guardava…fissava qualcosa che io non potevo vedere. Risalìi in macchina e tornai stanco a casa. Furono giorni di sms roventi…i suoi..e di silenzio…il mio….di mille appuntamenti… i suoi…e di altrettanti silenzi…i miei. Finchè un giorno la ritrovai sotto casa…sembrava come fosse appena scampata ad un incidente mortale…curva come se le facesse male lo stomaco..”Fammi entrare” mi disse “No…sali in macchina che ti riporto a casa”…..Sali’ ubbidiente…aveva un’aria ferita..dimessa…la pelle tirata come fosse percorsa da pensieri dolorosi. Mi parlo’..mi disse che avevo ragione..mi disse che quel bacio era stato devastante per lei…e mi raccontava di questa nuova scoperta…dell’ansia…dei sogni…dei risvegli sudati di notte…della voglia di non uscire..di restarsene sola a rivivere ancora e ancora e di piu’ quel momento come fosse stato registrato in VHS. La calmai…fermai in macchina sotto un albero grande e saggio. Le dissi che quel bacio era un bacio di rabbia e che non poteva..lei..prenderlo come un bacio da amante eccitato: piu’ un bacio da nemico…le dissi. Mi guardava in silenzio…aspettando che le risolvessi il problema. Ripetei che lei non doveva ricordare me ma solo quel bacio…e che la persona che l’amava gliene avrebbe dati molti altri piu’ intensi..piu’ forti..piu’ belli. Scese triste..con le braccia abbandonate lungo i fianchi…stanca si avvio’ su un marciapiede sconnesso.
Ci siamo rivisti a distanza di anni…per caso…in un parco…io a leggere un libro seduto su una panchina e lei che passava spingendo una carrozzina…
Si fermo’..si sedette..mi sorrise…”ciao” …“ciao”..restammo in silenzio per molto tempo…mentre la gente sonnacchiosa di tardo pomeriggio ci passava davanti. Poi lei si alzò…mi guardo’ e cominciando a spingere la carrozzina di un paffuto bambino…sussurro’ “ho tentato..ma io quel bacio non l’ho potuto mai dimenticare”…..
La vidi allontanarsi e scossi la testa….avevo ragione…sono i primi veri baci quelli che non si possono dimenticare..e gli uomini o le donne che li danno.
postato da ipotetico | 20:44 | commenti (1)

Bisognerebbe sorprendersi ogni tanto...magari basterebbe solo il ritrovarmi ad avere la voglia  di  mangiarla... girarla..giocarla..insultarla e perdonarla... stringerla e segnarla.. cacciarla e richiamarla…morderla e leccarla.. legarla e abbandonarla......eppoi tornare e consumarla.
postato da ipotetico | 16:45 | commenti (2)

Ti riprendono…biondissima…seduta sui talloni…mentre guardi …centro metri avanti… una linea che nessuno vede….I tuoi occhi chiari sono leggermente dilatati…come se fossi calda ed eccitata…ma il tuo viso è serissimo…concentrato… bevi ossigeno a lunghe sorsate come se fosse acqua in una torrida giornata di agosto….. Abbassi la testa…pensi ai tuoi prossimi movimenti…ripassi ogni muscolo del tuo corpo. Ti alzi…altre intorno a te…ma tu sei bionda..cogli occhi azzurri….bellissima da questo mio tranquillo posto di osservazione. I capelli sono imprigionati in una coda lunga….li guardo risplendere al sole… i tuoi occhi sono cerchiati…come stanchi di una notte di passione… poi il campo di allarga…..altre otto figure in movimento… sciolto..caotico…eppure riconducibile alla stessa meta: richiamare all’azione i propri muscoli. Un attimo di immobilità….nove figure si allineano…un ginocchio a terra…una gamba allungata dietro..a cercare un punto fermo per la spinta iniziale…le mani larghe..le dita come artigli allineate ad una riga bianca… Un suono..e anche l’altra gamba si allunga…un po’ meno..dietro ad appropriarsi del secondo punto di spinta….Ti inquadrano ancora…per un attimo …scopro le tue spalle chiare…larghe che mi stupiscono per la perfezione… il collo nervoso..i muscoli in tensione…le labbra unite in una smorfia improbabile….uno sparo..campo lungo… esplosione di movimenti…ti seguo….ti vedo gettata in avanti..che sembra sia impossibile che resti in piedi…piccoli passi veloci e potenti.. sembri una tigre che corre verso la preda…allunghi i passi…ti riallinei... ti distendi… carichi... passi profondi… il tuo corpo risponde..sodo e affascinante… perverso… in questa corsa..mentre come lama sottile fende corridoi di pista.. Un ultimo sforzo… e il boato del pubblico…alzi le mani al cielo…..una medaglia è tua dea bionda…non d’oro come sei tu…ma d’argento come il riflesso delle tue unghie corte. Aspetto il replay…almeno un ralenty…per ammirare il ritmo dei tuoi fianchi ….impegnati in danza eccitante.
postato da ipotetico | 16:12 | commenti (1)

Nell' attesa ..i pensieri si dilatano dentro notti che iniziano sempre più tardi e non faccio fatica a riempirle con la sola preoccupazione di non poterle riempire di te. E mi tengo il da fare e m’impegno cervello e serate che in altre occasioni non avrei voluto per niente riempire. E di te mi rimane il rimandare, senza dare nell’occhio, come solo una donna sa fare, dire o non dire, amare o non amare, domani o dopodomani….. e devo sempre cercarti dove il piacere si confonde al dolore, per sentire l’essenza più profonda di me che fisso …tu preda.. e mi concentro sul tuo piacere fino ad illudermi di impossessarmi di anima, testa e pensieri che invece anarchici correranno sparsi senza padrone....come i pensieri di donna sanno fare... Ma io ti prenderò fitto e battente come un cecchino che inquadra nel mirino la preda e lascia il grilletto solo quando è convinto di aver fatto un lavoro decente. E ti ci vorrà poco .. meno della sensazione che trasmessa al cervello ti farà sentire calda e bagnata come terra piovuta sotto un temporale d’estate. E salirà il profumo che riempie i momenti che già si fanno ricordi…e sfalda emozioni fino a riallacciare il corpo al cervello…a renderti certa che mai non ci sarà nulla di meglio.....se non un'altra notte………………………..
postato da ipotetico | 10:27 | commenti (3)

Le persone che fuggono la realtà .. non hanno il coraggio di affrontarla. Si mascherano da sconosciuti e recitano. Recitare la vita e'  l’unico modo per loro di provare le emozioni e  le angosce necessarie..che altrimenti non si sentono dentro. Chi fugge la realtà…. non e' mai triste ma disperato…non medita ma soffre la solitudine...riesce a pensare ma non a riflettere.. corre invece che camminare. Chi fugge la realtà non vive ma fa’ spettacolo di vita…non cerca se stesso (di cui crede non sia rimasto piu’ nulla) ma fa’ finta di averlo trovato.... Chi fugge la realtà si parla allo specchio….e si racconta la vita di un altro che non conosce.  Chi fugge la realtà e viene scoperto..scompare per studiare una nuova storia da recitare…per non trovarsi impreparato con altri che non lo hanno mai incontrato...ma che potrebbero”sapere” …Chi fugge la realtà..recita..si illude di essere qualcuno credendo di non essere nessuno…soltanto perché si è troppo a lungo ingannato..e non si è mai perdonato.
postato da ipotetico | 10:16 | commenti (3)


04/08/2005
Non sai quante volte..in sogno.. mi sono fatto accarezzare dall’aria da te agitata…mi sono immerso nella polvere sollevata dai tuoi passi..ho sentito addosso la tua ombra ..che mi seguiva e ti disegnava su un muro di mattoni. Non sai quante volte ho desiderato di lanciarmi davanti ai tuoi passi.. per abbronzarmi al sole del tuo sguardo..per respirare ciò che respirava la tua bocca..ed essere frantumato in vortice dalla tua corsa sicura. E non sai quante volte ho sentito addosso la voglia di sentire una ciocca dei tuoi capelli rabbrividire contro la mia guancia.
postato da ipotetico | 22:23 | commenti (2)

Quando ho bisogno di star solo...amo le osterie nascoste..antiche..poco illuminate dove la gente chiacchiera e beve solo per chiacchierare… o per trovare il coraggio di farlo. Li’..dove Nessuno arriva e chiede un bicchiere di quello buono…li’ dove ci sono Allegro e Incazzato…Triste.. Pelato e persino Semplice.. il solo e semplicemente Semplice..Lì batte l’onda costante dell’amicizia temporanea… un’amicizia da popolo della stessa specie…senza retorica…riconoscibile da manciate di " ehilà" e " come va?"…Lì si sente odore di fumo.. di vino.. di legna da ardere.. di camicie messe ad asciugare vicino al camino.. Ma più che altro odore di assenza di sole. Se a volte non mi trovate..cercatemi purè....in quell' osteria..dove la gente semplice si ritrova a bere e chiacchierare… per passare tra uguali.. quelle notti inutili che non finiscono mai... Venite..vi offriro' un bicchiere di quello buono.
postato da ipotetico | 21:33 | commenti (8)

Se..percorrendo la vecchia strada che dalla Valnerina porta al mio paese..in prossimità di un ampia curva disegnata dal minuscolo torrente Sordo.. lancio lo sguardo a destra..affogata tra alti alberi fogliosi..vedo la vecchia casa dei miei nonni. E’..ormai.. un minuscolo agglomerato di sassi..a metà di una collina che domina uno spicchio di pianura pignolamente lavorato a riquadri: quasi una vedetta..consunta.. che testarda rimane al suo posto..anche se ormai nessuno ne avrà più bisogno. In quella casa ho abitato fino ai 10 anni..e quindi ne ricordo benissimo gli odori e i tanti angoli nascosti…segreti fortini da difendere nei miei giochi infantili. In realtà si trattava di due fabbricati. La casa vera e propria… e dietro a una cinquantina di metri.. un’ampia stalla con sopra il fienile. Mio nonno…socialista e perseguitato..era stato partigiano durante la guerra. Mia nonna e i suoi (5) figli vissero un anno e mezzo in una grotta nascosta sulle montagne ..con altre trenta persone.. per scampare alle ritorsioni dei fascisti. Mio padre..che a quel tempo aveva 14 anni..e due mie zie se la cavarono. Uno dei miei zii morì cadendo in un burrone….un altro fu preso e portato a Mathausen. Se la cavo’ anche lui..a costo di mille e milla sofferenze. Lo zio Alvaro..cosi’ si chiamava…mi porto’ a visitare Mathausen nel 1977. Neanche un anno dopo mancò. Quell’agglomerato di sassi..sta cadendo ormai…ma nessuno di noi ha mai pensato di salvarlo. Il nonno compro’..nel tempo..una casa per ognuna della famiglia dei suoi figli…e quando la nonna mori’..rimase l’unico ad abitare in campagna. Quando manco’ anche lui..nel testamento scrisse che quella casa non doveva piu’ essere abitata da nessuno..ne’ tenuta in vita. Era una casa che lui aveva costruito..e doveva morire con lui…come giusto pagamento per tutta la sofferenza che aveva patito. Mio padre e l’unica zia rimasta non hanno mai piu’ parlato di quella casa…quasi non fosse mai esistita. Io la guardo ogni volta…e mi sembra quasi un umano sacrificio al dio dell’ingiustizia e dell’odio che hanno attraversato (ed attraversano ancora) la vita di molte persone. E’ la prova che mio nonno non ce l’ha fatta a perdonare il mondo che ha permesso la nascita dei suoi persecutori e di altri milioni di persone… Quando sarà mia…spero che gli alberi l’abbiano ingoiata del tutto..cosi’ potro’ almeno pensare che mio nonno assaporerà il gusto dolce della pace..finalmente.
postato da ipotetico | 21:29 | commenti (3)

Nella panchina di marmo ormai liscio siede un vecchio, con un libro in mano ed una piccola povera borsa della spesa accanto..: si lamenta parlando al vento che la panchina è scomoda…ma in realtà non si preoccupa della panca…non gli dispiace parlare da solo…solo cosi’ riesce ad immaginarsi compagnia. Di là del viottolo di piccoli sassi bianchi..la ragazza non è felice… perché non riesce ad avere tutto al cento per cento… le sembra sempre di perdere qualcosa di speciale in ogni evento…come quando per un posto ti ritrovi in seconda fila invece che in prima…come quando arrivi secondo in una corsa a cui non ti eri iscritto…perché troppo facile. Il suo compagno le dice qualcosa di sgradevole perché lei ribatte stizzita…..Il vecchio si accorge che il ragazzo non sa che parole usare.. non deve dire cazzate….deve sceglierle che siano rassicuranti..vere..convincenti.
Lui vuole partire.. pensa che conoscere tutto il mondo sia la cosa giusta da fare… Lei vuole conoscere ogni singola foglia dell'albero sotto casa sua… cercare la saggezza nel piccolo.
La discussione incalza.. non è questo il giorno in cui sceglieranno una via da percorrere insieme. Il vento soffia….il vecchio si alza e torna a casa….lui che è costretto a cercare la saggezza nelle piccole cose…darebbe anche la metà degli anni che gli restano da vivere..pur di partire.
postato da ipotetico | 16:33 | commenti (7)

A volte succede che mi trovi specchiato in due occhi mai conosciuti, a stiracchiare il tempo necessario ad un viaggio. Rimango li’ senza fiatare, come se fuori cantassero cori ed io potessi ascoltarli davvero, ma davanti a me c’è soltanto un appiglio, un viso a forma di donna che uccide col pensiero il tempo necessario all’arrivo. La guardo, ma so già che rimarrà soltanto per poco, che ci vorrebbe del tempo prima che il suo respiro diventi anche il mio…la guardo e mi chiedo se con gli sguardi distratti che ogni tanto mi lancia riconosce il mio… fatto di desiderio, di voglia, che se poco potessi già starei a schiacciarle l’anima e il corpo. Ed ecco che il segnale vien dato, anche se non previsto, e le sue gambe lentamente si accavallano ed il suo smalto rosso vien posto a contrasto sulla trama velata d’un nylon intenso di calze che avvolge le gambe..ma non fino sopra…dove invece attrae l’immagine-visione di pelle nuda delimitato da una fascia di pizzo nero… Se salgo cogli occhi mi accorgo di quell’unico bottone di camicetta bianca che coraggioso trattiene forme generose di seni….e su ..ancora più in alto le labbra dischiuse..accarezzate dal rossetto “bagnato” che ricorda umido altrove E adesso è lei che mi guarda gli occhi ed il viso, come se da un momento all’altro dovesse spuntare una passione di carne, di pelle, di mani, di labbra e di umori….. Il treno rallenta..è la mia stazione…ma poi penso di non aver mai posseduto stazioni… ma voglie di donna si. E vorrei restare li’..in attesa di nuova partenza....ma in definitiva non occorre: quella donna è gia' stata mia..tutta.. anche se non ne ho neanche sfiorato il corpo.
postato da ipotetico | 16:30 | commenti

Il tramonto che sale.. sa di sesso….di lenti gesti che si ripetono…di malinconia..piacere e dolore… di muscoli duri e tesi… di ritmi d’amplesso… di lieve sudore che scende...di onda lenta di orgasmo……….. Poi il tramonto che respira scendendo di rosa e di grigio…sa di cielo indulgente... di bocche che amano… di passi di danza.. di occhi che accarezzano il tempo..chiusi e testardi.. sa di piedi nudi sull’erba..di pioggia sottile..di corpi umidi..stanchi..assopiti…e..e..e…è già notte.
postato da ipotetico | 11:19 | commenti (7)

Dipingeva nature morte e paesaggi campestri…lei curva sulla sua tela. Era capitato che mi chiedesse di posare per lei….con la promessa di mutarmi il volto nel ritratto anche se poi mi ritrovai a divenir geloso del volto che al mio posto fu mostrato. Nei pomeriggi passati in collina, a cercare la zona per un nuovo quadro, lei si portava appresso un piccolo cane scuro…e teneva sul capo un cappellino verde muschio. La vedevo serena tra i suoi pennelli, con qualche ruga attorno agli occhi…ed io che non ero abituato alla visione di rughe se non negli occhi dei miei nonni…me ne innamoravo ogni giorno di più. Quando facevamo l’amore…lei sbiancava sotto ogni mio colpo e gridava felice… poi mi abbracciava stretto..sempre troppo stretto…come se non volesse che mi alzassi. I suoi quadri erano semplici e colorati. Mai sono stato in grado di capire…a quel tempo..cosa lei ci trovasse in me, mentre spesso mi chiedeva cosa io trovassi in lei..poi mi baciava senza attendere risposte. Era il tempo delle grandi emozioni quello..racimolate ..inesperto..in cammini affatto ovvi…alla ricerca della vita…senza mai fermarmi a riflettere sul calore del sole. Poi dovetti partire per conquistarmi un futuro. A distanza di tempo….a volte il ricordo di lei curva sulla tela..… riaffora…ma solo per farmi tornare un senso di colpa per i suoi quadri che da semplici e colorati …diventarono scuri e complessi…senza speranza. Forse il tempo fa’ si che io esageri…forse non avevo alternative…forse è stata la cosa migliore che potevo fare…forse…ma perché non gliel’ho mai chiesto quando ancora ne avevo la possibilità?
postato da ipotetico | 10:42 | commenti (1)


03/08/2005
Arrivai di sera ..per incontrarla… immaginandola una ragazza capricciosa….che aveva bisogno di dimostrare al mondo che lei poteva avere tutto cio’ che voleva. Mi sedetti in fondo..in un bar di periferia.. quasi nascosto in un angolo buio.. deserto.. leggendo negli occhi degli altri clienti…. presunti padroni di ritmi diversi di vita…..evidenti interrogativi. Lei arrivo’….mi alzai…mi vide…s’incammino’ verso il mio tavolo col passo sicuro e ritmico.. col profumo eccitante… con lo sguardo velato d’ansia… e mi guardò come si osserva un passeggero fermo sulla pensilina di una stazione… sorrise e si sedette. La mia impressione fulminea fu che anche lei fosse una viaggiatrice casuale, di passaggio..sconosciuta… in attesa del prossimo treno.  D’altronde non c’era nulla di  consueto:  10 messaggi in una chat ed eravamo li’. Tutti ci guardavano ….ignari…eppur sembravano increduli che potessi respirare la sua stessa aria. L’impressione fu quella di una storia al buio che non sarebbe sopravvissuta neanche alal luce di una smeplice lampadina schermata.
Invece qualche giorno dopo tornammo ed il buio di quell’angolo…e della storia.. s'erano attenuati... come se una piccola finestra fosse stata socchiusa per far entrare un po' di luce.
Sembro’ subito una storia piccola, come molte storie nate per caso, niente carta da parati, nessun parquet, nessuna stufa…idromassaggio.. nè soffitti alti. Ma verso mezzanotte appariva ogni volta di piu’ gia' una storia calda e coinvolgente nel suo semplice spargere i nostri messaggi di tre parole: io ti voglio…io ti voglio. Ci incontrammo ancora per molti giorni e finalmente intravedemmo i tetti, le case bianche, i davanzali con fiori ed i panni stesi: eravamo tornati nel consueto! Fù cosi’ che scoprimmo una storia reale, mediterranea, bianca, sensuale e profumata, dura e concreta seppur coincisa. Passeggiammo a lungo con i corpi, i gesti, i sorrisi, le menti ed i cuori.
Mi ritrovo ancora a passeggiare dopo tanto tempo senza di lei e l'impressione non si è modificata: mi incantava il suo volto affascinante di donna che raccontava delal conquista del suo futuro mentre si riavviava i capelli guardandomi con desiderio. I sapori e i profumi di Tea portavano lontano partendo dalla cosa piu' semplice e complessa della vita: l’anima di una donna che crede al suo destino. Lei…fù una donna dove approdai per cercare qualsiasi insperata salvezza o forse per sentirmi definitivamente perduto. Si visse l'istante, riempiendo di sorrisi rassicuranti i mille dubbi di una relazione tra un uomo versosera ed una donna di 26 anni, all’alba del suo vivere. Poi un giorno mi disse: “Tu sai che ti amerò sempre!” La guardai dentro i suoi occhi chiari…..“Si” risposi mentendo..” Sospiro’ e sorrise, mi bacio’ a lungo dolcemente..“Grazie, fra un mese mi sposo”…furono le sue ultime parole che udìi prima che lei uscisse dalla porta e dalla mia vita.
postato da ipotetico | 21:44 | commenti (6)

Stanotte ho visto un bacio….Un ragazzo e una ragazza….lui scostante un po’ “bevuto”..lei appassionata….dolce…gatta.. che gli accarezzava la mano…lui s’è girato..eccitato dall'alcool....occhi lucidi di niente…  Le due bocche si sono sfiorate rallentando ... lei con gli occhi chiusi.. testardamente chiusi a catturare il fuoco del bacio e portarselo ben dentro di lei..come marchio indelebile…lui distratto..con lo sguardo che vagava oltre. Ho visto la lingua di lei... delicata macchia rosata… lentamente entrare nella bocca dell'altro…. L’ho immaginata morbida…profumata..umida….. lui con la bocca aperta senza assaporarne il gusto…senza raccoglierla dolcemente per gustarne il sapore…lei si ritrae ed ingoia la sua saliva e quella che ha catturato da lui..sempre ad occhi chiusi…..Lui..sbuffa..si guarda attorno per darsi importanza... chiama un cameriere e si fa portare ancora da bere. Un colpo basso per lei...che si tocca il fermaglio che le raccoglie i capelli… ornato da qualcosa che luccica come i suoi occhi…. Si stacca…. afferra una piccola borsetta bianca… si avvia verso l’uscita a testa bassa…forse sta piangendo. Lui alza le spalle…sorride sghembo...porta il bicchiere alla bocca..si accende una sigaretta e dice qualcosa a voce alta….che io pero’ non capisco….Una ragazza passa e lo guarda…sente le sue parole… diventa seria..allunga il passo..abbraccia il suo ragazzo…gli sorride e lo bacia camminando…tenendoselo stretto a lei quasi avesse paura che improvvisamente diventasse un altro. Il bevitore li guarda..scuote la testa…svuota d’un fiato il bicchiere e alza la mano per ordinarne un altro.
postato da ipotetico | 18:16 | commenti (5)

Gli angeli....stanno su di una gamba sola..pronti per essere o per andare. Misurano la voglia del mondo e i vuoti sparpagliati sulle macchie del sole ..tra le stelle.  Gli angeli a volte si avvicinano per intiepidire la nostra solitudine e per sentirci poi cantare…lasciano che le nostre lacrime impregnino le loro ali e pazienti aspettano i sorrisi dei nostri occhi..che le asciughino. Gli angeli a volte prendono sembianze umane che ci riempiono di gioia..e poi corrono via alla ricerca di altri che soffrono. Gli angeli a volte ci afferrano e ci portano ad osservare il nostro mondo dalla sommità di colline nebbiose..poi ci riportano giù sperando che la visione ci resti luminosa nel cuore.. Gli angeli a volte danzano sulle spiagge alzando la sabbia e i sogni salati da regalarci…e.. persino.. di primo mattino attraversano il cielo e le fredde statali zuppe di pioggia lasciando un calpestio nell'aria che il vento propaga. E’ quel poco che conosco degli Angeli.. questo loro arrivare… di traverso.. come una goccia di pioggia .....a dissetarmi… E voi…se ne incontrate uno…ricordate che gli angeli mai tolgono pietre dalla nostra strada..semplicemente ci indicano altri sentieri…poi spariscono.
postato da ipotetico | 10:05 | commenti (8)


02/08/2005
Scrivimi qualcosa...1..2..100 parole..qualcosa che sia nostro… come lo stesso sole che ci riscalda la pelle…come la medesima distanza che ci tormenta i sensi…. Scrivimi qualcosa per calmare il pensiero agitato … per accarezzare la memoria leggermente umida e morbida..parole come mani che massaggiano….parole che mi facciano nuotare nei tuoi occhi che non hanno risposte per le mie domande mute…ne' i miei per le tue.... Scrivimi qualcosa 500 parole..che ci leghino come la corda di Tarzan…come la tela di un ragno…come il filo di Arianna…. Corde/parole…. che mi abbraccino i fianchi e mi donino i tuoi seni…. Corde annodate di parole mai dette che mi penetrino nel ventre e mi facciano scorrere ovunque gocce di sudore...Scrivimi 1000 parole della dolcezza del tuo corpo …dei tuoi occhi..delle tue spalle..del tuo collo..delle tue labbra…scrivimi 2000 parole della tua schiena..ma non di chi l’ha avuta prima di me…..Scrivimi 10000 parole …..per quando non avro’ piu’ memoria …dei tuoi sapori e dei tuoi profumi….e per quando il buio aggredirà il sole e tu scomparirai….scrivimi 20000 parole per ricordarmi tutte le albe luminose ed i tramonti malinconici persi.. Scrivimi 100000 parole delle nostre voglie perchè qualcosa ci bagni così da restare...io e te... sorpresi ogni volta..leggendole…. Scrivimi 1000000 di parole incancellabili..che vadano oltre ogni logica…qualcosa di denso come i tuoi sospiri… qualcosa di liquido come i tuoi umori…Scrivimi…perché poi rimangano almeno di noi..le parole.
postato da ipotetico | 21:01 | commenti (11)

La poesia è un vino che odia la botte… un concerto alle 4 di notte.. una duna di sabbia innevata...una piuma dal nido scappata. La poesia è una donna spogliata…una gatta randagia adottata…un filo di lana strappato…un’onda del mare perduto. La poesia è una fabbrica di abiti usati…una vita di istanti rubati….un castello rimasto deserto..una nave ormeggiata nel porto. La poesia è una spremuta di sale…un colpo mirato e fatale…la fila rimasta alle poste…le linee dritte contorte.. la poesia riempie vuoti malmessi.. la poesia,come questa, è il parto sofferto di fessi….:-))))))))))))))))))))))))))))
postato da ipotetico | 17:32 | commenti (4)

La vecchina minuscola e delicata che abita nella casetta accanto mi ha detto che ha raggiunto la saggezza eccedendo in gioventù (la strada degli eccessi porta davvero al castello della saggezza?)…Adesso…mi dice..sa subito di chi fidarsi e di chi no…. Lei..ad esempio non si fida di chi non la guarda negli occhi..perché cosi’ facendo..o non le presta attenzione e non la considera sua pari…o non ha il coraggio di affrontare serenamente il suo sguardo. Non si fida di chi la chiama “sorella” invece che amica…perché evidentemente non ne capisce l’estrema differenza. Non si fida chi non si lascia chiamare “bambino”…perché evidentemente …è orgoglioso ed ha perso quindi la propria innocenza…Non si fida di chi fa’ troppe domande e non risponde alle sue…non si fida di chi suggerisce soluzioni senza dirlo chiaramente.. di chi le sorride davanti poi si gira ed alza gli occhi al cielo…non si fida di chi non si fida di nessuno.. e soprattutto non si fida di chi le dice “fidati di me”…perché lei ormai sa’ che la fiducia non si chiede mai..ma si guadagna col tempo e con le azioni.
La vecchina minuscola e delicata che abita nella casetta accanto…parla sempre chiaramente con la sua voce sottile…perché..mi sussurra ..complice..lei ormai puo’ permettersi di dire…”io mi fido di te”….”io non mi fido di te”.
postato da ipotetico | 16:30 | commenti (4)

Ci fu’ il tempo in cui io e lei ……..assediati dalla realtà…. fuggivamo l'uno nell'altra.. ognuno seguendo i propri pensieri…che poi ..sospettavo..si sfiorassero di nascosto. Io.. in preda alla febbre del vivere.. andando su e giù per la stanza…col telefono in mano.. le dicevo nervosamente che era improbabile che l'orizzonte potesse essere curvo per via del peso del cielo….le urlavo che era impossibile che le stelle potessero essere solo buchi in un telo nero….fori da dove Dio ci lanciava…con parsimonia.. le sue idee….e le urlavo ancora quanto fosse inammissibile pensare che un musicista da strada dovesse per forza diventare un eremita per sentirsi vivo…in un mondo di caos senza armonie. Allora io sentivo che lei si abbandonava sulla poltrona.. la sentivo sorridere diffidente verso questi pensieri… mentre ..per contro..mi raccontava i suoi eccessi… gli accessi a sue personali dimensioni di gradi superiori. Lei vedeva il mondo.. le cose… gli altri… come proiezioni accidentali di paure da combattere ma anche da incoraggiare… ed infine capire. Diceva che eravamo solo noi i responsabili virtuali della sofferenza altrui e… ignari del futuro che ci attendeva… dovevamo smettere di sperare senza agire. Il dolore come destino…il dolore come punizione per i peccati commessi da altri. E veniva fuori di lei una specie di coraggio civile….quasi un impegno verso il dolore altrui…. ma solo teorico..quasi solo come appunti al margine…. Io la facevo parlare…stupito per la sottile vena di voluta ingenuità e..in silenzio la lasciavo alla deriva…. Aspettavo pian piano che si impantanasse nelle sue stesse teoriche argomentazioni e……all'ultimo momento l'afferravo per non farla affogare nel niente. Per qualche attimo restava in silenzio perplessa… poi mi interrogava cercando la delusione nelle mie parole…nella mia voce… non trovandone sorrideva e mi prometteva un abbraccio lunghissimo…non appena possibile.. A volte mi sarebbe piaciuto che si fosse intestardita nelle sue finte ragioni… avrei voluto che lottasse anche contro le sue contraddizioni… avrei voluto che si fosse resa conto fino in fondo della parzialità dei suoi pensieri. Eppure quegli abbracci promessi mi erano indispensabili come le sue rese intellettuali. E mi ritrovai ad aspettare quel suo arrendersi con maggior ansia e con la paura di non trarne più il piacere che ne avevo sempre tratto. Lo ebbi il mio abbraccio…ma non era quello che avrei voluto. Fu un abbraccio di scommessa persa.
postato da ipotetico | 16:28 | commenti (1)


01/08/2005
Se attraverso un paese… conosciuto solo perché lo attraverso spesso..…a volte lo sorvolo per cercare di vedere angoli che non ho visto mai. Me li immagino dall'alto, le stradine strette, le case su case..villette con un giardinetto…gli orti..la stazione ferroviaria… le poste… i capannoni dove la gente lavora. E mi immagino chi ci vive … dentro le case… che magari esce poco.. o che lavora  da mattino presto fino a sera tarda …canticchia quando si fa la barba o quando rifà i letti.. chiude gli occhi e va dietro ai suoi sogni…Qualcuno sarà preoccupato…altri saranno felici.. C’è chi aspetta e chi ormai non ha piu’ alcuna speranza…chi sogna il futuro e chi non ne ha…Li penso come un fiume a tratti tranquillo a tratti in piena... Guardo dall'alto e mi chiedo quante siano le probabilita' che una di quelle persone incroci la mia esistenza. Quasi impossibile…ma ogni tanto ci penso… tanto per cercare di capire come sia possibile vivere all’oscuro della vita di miliardi di altre persone. Eppure è così.
postato da ipotetico | 17:32 | commenti (8)

Se potessi…scriverei le mie parole tra i tuoi capelli..con inchiostro nero.. sarebbero le parole di foglie cadute..profumate…delle promesse dovute…Se potessi riempirei di parole la tua mente….con inchiostro bianco..come sassi solidi e aguzzi pronti da scagliare contro pensieri tristi  e indifesi…Se potessi riempirei di parole la tua fronte…con inchiostro celeste.. per far sparire nuvoloni sospesi gonfi di sottintesi..e far di nuovo vincere un cielo limpido… Se potessi..scriverei parole sui tuoi occhi..con inchiostri dai colori trasparenti..per accenderti di infinite attese… Scriverei poi piccolissime parole su tutto il tuo viso..e sulle tue labbra accoglienti..come gocce preziose ..desiderabili..invadenti... Se potessi scriverei parole a lettere maiuscole sul tuo collo e sulle tue spalle..carezzevoli come la pioggia estiva leggera sulla valle..…Se potessi scriverei parole sulla tua schiena..iniziando da quelle inutili come la guerra e i sorrisi dei potenti…e finendo con parole di pace e di buoni intendimenti…Se potessi scrivere parole..con l’inchiostro rosso..sui tuoi seni.. sarebbero parole inaspettate..sentite…sognate…e poi ancora parole che artigliano i tuoi fianchi..come dita occupanti …mai ospitate..ma sempre sospirate…. Se potessi scriverei parole sulle tue cosce..con inchiostro luminoso..parole di maschio ansioso.. per la tua voglia di venire..e per i tuoi piccoli divieti a cui disubbidire… Avresti cosi’ tutte le parole che ho detto..o che ho creduto di dire…parole tracciate o dimenticate..quelle che hanno bisogno del perdono per esser pronunciate..dolci o sospettose…piene di rispetto o indecorose….quelle perdonate.. e quelle ormai dall’anima fuggite.
postato da ipotetico | 14:40 | commenti (3)


Esisti..ormai lo so. Mi chiami quando vieni su dalla strada a passo celere..il treno non partirebbe senza di te.. e ti sento affannata parlare tra un passo e l'altro ..lungo marciapiedi di case dritte vicine al mare.. che riversano..amplificandoli.. nugoli di parole ai passanti frastornati dal tramonto ormai accaduto. E tu con loro. Nel tuo lieto farti cogliere impreparata nulla appare piu' dolce del voler regalarti una carezza improvvisa... Il mio è un sopportare la mancanza di piogge… anche se quest'eccessiva arsura poca forza avrà contro l'acqua tenace nei mezzogiorno dei domani. Ti agiti..immagino.. il braccio teso ad indicar il tuo orizzonte coperto appena da un autobus annoiato. Nelle tue dita puntate all'infinito.. scintillìi veloci che rimandano ad occhi visti ma troppo distanti.
postato da ipotetico | 14:12 | commenti (1)

Si sentiva un intruso..in quell’alba….quando il sole bianco evidenziava le fenditure dei monti ancora bluscuro…. Aveva vinto la resistenza del sonno..per uscire li’..sul terrazzo.. ad osservare coi suoi occhi il vigore del solito rito…. La metamorfosi monotona… ripetitiva… silenziosa.. del giorno..narciso.. che ogni ventiquattro ore ripete se stesso.. ritagliando..come forbice eterna.. quei monti …dal fondo nero dell'universo. Lui.. stanco di essere .. guardava ogni raggio di luce che esplodeva….e in quel nero lento a diventare grigio e poi colori forti.. si sentiva a disagio….. lui l’intruso…a spiare un sole bianco..interminabile e lontano..forte…vivo.. ma che poteva sparire semplicemente posando una mano sugli occhi… E lo sentiva il rumore…dell’energia di atomi che bruciavano gridando alla luce tornata…una specie di ritmo..che si spargeva col suo respiro….tutt’uno con lo scorrere della sua vita. Un messaggio chiaro: non farlo! Ma si sentiva un intruso..e non era un banale contrapposto tra chiaro e buio… la luce..lo portava all’esistenza come un tragico tormento… glorie disattese…delusioni come ferite sempre aperte….la sua vita era insufficiente all'esistenza…. Si sentiva di aver ragione...tutto sommato la morte gli sembrava l’unico istinto di bellezza… una bellezza assoluta e allontanata dai sensi.. dalle passioni… e da ogni richiamo al piacere. Ma poi abbasso’ lo sguardo…tra gli alberi di un verde esagerato vide una ragazza che correva attenta al suo respiro…coi capelli raccolti in una treccia perennemente in movimento…con il viso lucido di sudore. Gli sembro’  bellissima .. decise che non poteva sacrificarsi all’alba di gran lunga meno affascinante di lei.
postato da ipotetico | 12:19 | commenti (2)

L'estate è il tempo delle magliette dai mille marchi e celebri frasi....Le vediamo ovunque...ma proprio dappertutto eh... Beh facciamo i bastian cotrari ed inventiamo una maglietta “psicologica”…che poi insomma..è semplicemente una normale maglietta che invece di esibire scritte verso l’esterno…le ha cucite all’interno. A cosa serve..??vi chiederete. Beh..è una scritta che puo’ leggere soltanto chi indossa la maglietta e naturalmente puo’ servire per un casino di situazioni. Ad esempio pensate al primo appuntamento con un maschietto che vi piace. Naturalmente un po’ di ansia c’è…mille domande…un po’ di insicurezza..etc.. Ed adesso pensate che all’interno della maglietta voi avete scritto “ce la faro’”..oppure “gli piaccio già”..etcetc…. Non aiuterebbe;-)) Insomma chiunque può scriversi addosso parole-caffè-camomilla-lsd- a cui attingere nel momento del bisogno ….con una semplice occhiata al risvolto interno della t-shirt.
Si tratta del rovesciamento del pensiero attuale che collega la gratificazione personale all'esibizione di qualsiasi marchio o parole. Le parole cucite all’interno tentano di affermare il principio che ci si veste per sé, non per chi ci guarda… e che l'autostima non dipende dal giudizio altrui. Mica male no? E voi…si si voi… quali parole scrivereste all’interno della T-shirt..vicino al cuore?
postato da ipotetico | 11:07 | commenti (3)

il caos ordinato--Vi prego di non entrare spettinate o nude nel mio blog: nel primo caso non vi faro' entrare...nel secondo non vi farei uscire...v'ho avvertito eh! ah..se volete sbranarmi meglio che lo facciate su MSN silvio_3@hotmail.it o via mail ipotetico_s@yahoo.it :-) AH..CHI ENTRA E NON LASCIA COMMENTI SI ASPETTI CHE GLI SI SPEZZINO UN PAIO DI QUELLE UNGHIE CHE CURA AMOREVOLMENTE E CHE UN TACCO DI QUELLE SCARPE CARINE SI ROMPA IMPROVVISAMENTE TSE':-)) ====PORTO L'HARD (sic) SU IPOTETICO2.SPLINDER.COM=== diversifico insomma:-))