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atomi che esplodono in attimi
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31/07/2005 Lo potreste incontrare anche voi Tommaso. Si..perché Tommaso ride e scherza con tutti….sconosciute o no.. magre o no..belle o meno…amici… parenti…bambini…preti o suore.. lavavetri ai semafori…venditori ambulanti…vigili urbani…. Tommaso cosi' combatte la sua timidezza. Tommaso dice SI a tutti…che sia al lavoro o a passeggio…al mare o in montagna…al bar o in piazza. Fa sempre e subito quello che gli si dice senza chiedere nulla in cambio. Tommaso segue con lo sguardo e sorride a tutte le donne che passano…e se ci sono due che si baciano..si mette una mano a coprire gli occhi e ride forte. Tommaso ha solo tre amici. Le uniche tre persone che non gli chiedono niente. Le uniche tre persone che lo aiutano quando ha speso tutto il suo stipendio per le donne che incrocia. Tutte le donne che lo incontrano..sanno di poter contare su di lui..e dicono che è un “bravo” ragazzo pronto ad offrire l’aperitivo o il gelato…ma niente più che “bravo”. Alcune giocano con lui e poi se ne vanno via prendendolo in giro. Tommaso è troppo facile da prendere in giro. Eppoi lui ci ride anche sopra. Almeno sembra a prima vista.
Ma quando Tommaso torna a casa si toglie il sorriso dalla faccia e diventa triste. Cerca disperatamente il suo cuore e quasi sempre lo trova a pezzi. Nessuna donna è mai riuscita a vedere cos’ha dentro lui..anche se la porta della sua anima la lascia sempre spalancata. Qualcuna se lo porta a letto….per curiosità. Non è bellissimo Tommaso ma neanche brutto..non è simpatico né deciso e tantomeno affidabile. Sembra un cane randagio che da sempre non ha idea di dove va’ il vento e il mare….e cosi’ non riesce mai a tuffarsi nella normalità degli altri. Tommaso guarda spesso le stelle…anche quando è seduto con noi a mangiare una pizza. E ci resta sempre il pensiero che persino la notte..se ne sta’ li’ a guardarlo… e pensa a cosa puo’ chiedergli. La notte non dovrebbe chiedergli nulla..anzi..dovrebbe aiutarlo ..con una magìa..ad incollare ogni notte tutti i pezzettini sparsi del suo cuore… Piove. Si in questo momento quassu’ nel profondo nordest…sulla pianura delimitate dalle Prealpi…PIOVE;-) Probabilmente finirà prestissimo..ma tira anch eun bel vento rinfrescante. Un’ora fa’ ho finito di sistemare il giardino…sudore e faticae ma anche benessere diffuso. Una doccia rigenerante..poi via sul divano ad asciugarsi e guardare la TV. Vedo con la coda dlel’occhio un movimento..qualcosa che è entrato dalla porta finestra che da’ sul giardino….un topo penso! Arghhhhhhh un topo? E pure abbastanza grosso penso…. Mi alzo pronto a fare sfracelli….do’ un’occhiata in giro..e lo vedo li’ nell’angolo. No non è un topo..ma semplicemente un piccolo riccio..piccolo si..non adulto. E’ bellissimo…io lo guardo e lui mi guarda diffidente a distanza di qualche metro….pronto ad arrotolarsi e sfoderare le sue armi difensive… Una sorpresa carina…mi piace quel piccolo riccio che senza paura ha varcato la soglia del mio salotto tutto a parquet e con pochi nascondigli… Forse è una vendetta consumata di proposito..magari ho disturbato il suo sonno la il tagliaerba…chissà. L’erba non era alta..e quindi me ne sarei accorto se fosse stato nei paraggi. Probabilmente viene dal campo..incolto.. oltre il giardino. Decido di provare a fare amicizia…come fanno i bambini quando vogliono un altro amico con cui giocare. Vado in cucina e prendo un cucchiaino di quelli lunghi..per i long-drink. Ci metto su del pan grattato ed inizio il balletto di “avvicinamento soft”….piano piano..senza movimenti improvvisi…Non ha mai tolto gli occhi da me…e quando mi sono abbassato mi è sembrato che non avesse neanche paura. Ho avvicinato lentamente il cucchiaino alal sua bocca e lui ….si è messo a mangiare veloce veloce. E’ stato fantastico guardarlo rilassato che mangiava… Ha finito tutto…mi ha gurdato per qualche secondo poi ..con un’andatura veloce che non mi sarei mai aspettata..è andato verso la porta finestra ed è uscito. L’ho seguito mentre attraversava il giardino..e spariva tra l’erba alta del campo giu’ in fondo… Spero che torni..magari con tutta la famiglia..cosi’ li adotto;-)))) Ah..ha smesso di piovere…è stata una cosa leggera.
30/07/2005 Lo ricordo quell’incontro di un giugno di tanti anni fa’… che tu sottolinei nel tuo primo sms ..per farmi capire chi sei. Un messaggio spedito dal fondo del tempo…mentre io ti rivedo com'eri ma non riesco a capire come sei adesso.….. non vorrei vederti…non vorrei rivederti dopo l’oblìo reclamato dal tempo.. che tutto trascina in fondo alla valle come il fiume..le pietre inerti. Chissà che colore ormai avrà il tuo vestito da sposa... chissà quante mani hanno stretto i tuoi seni e t’hanno afferrato i capelli….chissà quante bocche hai riempito di baci …li ricordo i tuoi baci…dolci e amari di rossetto e saliva, in quei giorni rapiti dal sole che si spalmava sul mondo. Quel giugno e quel cameriere sudato..quasi curvato dal peso del destino… che mi accompagno’ al vostro tavolo…ad elemosinare l’ultimo posto rimasto in quel ristorante. Ricordo i tuoi occhi dubbiosi ..e gia’ stavo partendo…ma la tua amica decise il contrario…Era lei che voleva le mie attenzioni…lei libera ed uscita da una storia crudele e selvaggia…. Lei..non tu ..sua amica da sempre e..sposata. Ma lei… la mia voglia improvvisa di te…. la lesse con piu’ chiarezza che il menu’ disteso solitario sul tavolo…e per tutto il tempo si avvolse nel manto della delusione…come donna tradita e sconfitta..col cuore offeso..ferito..sfiorito…. mentre tu distendevi la tua mano elegante per dirmi il tuo nome e per carpire il mio. Non potevo sapere chi fossi davvero, non potevo immaginare quanto fosse ruffiano il destino di un nome sopra i tuoi deboli sguardi… e così evitai di chiamarti per nome per tutta la sera. E' buffa la vita, a volte ti fa incontrare tante ombre che scompaiono ancor prima di poterle sfiorare... ma tu no..non un ombra..ma una donna reale…. ed io fui il primo uomo a trascinarti fuori dalla prigione di colonne alte e solenni … il primo ad averti... fuori dal tuo matrimonio. Non dissi nulla quando…dopo aver riaccompagnato a casa la tua amica… neanche 10 minuti…sorridente tornasti a riprendere la custodia del tuo cellulare..lasciata…oh che distratta…sulla sedia che prima occupavi. Non tentasti neanche una lieve difesa…quando ti portai a casa mia… Ridevi troppo ad ogni piccola battuta…di quel riso da donna eccitata che si riconosce….come se avessi gia’ deciso che quella sera un uomo dovesse riempirti di nuove emozioni…di nuovi profumi e sapori…riempirti di lui. Non riuscìi neanche a spogliarmi…tu eri gia’ in ginocchio tra le mie gambe… le tue mani alzarono la mia camicia e la mia schiena comincio’ a sanguinare di graffi disegnati dalle tue unghie decise mentre la tua bocca ….golosa e affamata accolse il mio sesso che feroce spuntava dai miei pantaloni. E fu un banchetto tuo solo… di labbra e di seni…lo bagnavi con la tua saliva e lo asciugavi con i tuoi capezzoli …poi lo nascondevi nel tuo solco profondo e lo stringevi in un morbido abbraccio…. Eri tu che comandavi quel gioco…liberandoti in un attimo della tua vita reale di donna che non era mia… tu da donna sempre oggetto di un altro…a donna che riprendeva il suo ruolo di padrona del piacere. Non mi facesti muovere…e neanche spogliare….il gioco continuo’ per un tempo indefinito… alternando piacere e dolore…pause profumate di umori colanti….affondi devastanti e giochi dolci di lingua…finchè nulla potei per resistere e con spasmi improvvisi mi svuotai dentro la tua bocca in attesa. Vacillai in cerca di aria e di qualcosa su cui appoggiarmi…con un ultimo sforzo caddi sul divano..mentre tu ti rialzavi…ti rivestivi di quel poco che ti eri tolta e superavi la porta scomparendo del tutto.
Ci incontrammo altre volte…mai in altri posti che non fosse casa mia..sempre di sera…per fare l’amore (per scopare dicevi)…mai per parlare…finchè non decidesti che il conto con lui era ormai pareggiato… e sparisti per sempre. Non ti ho mai cercato….so’ che il piacere orfano di sentimenti non crea dipendenza da un uomo o una donna….è come un’aspirina che si puo’ acquistare in una qualunque farmacia. Ritorni adesso…con mille sms…Forse hai tenuto il conto che devi pareggiare in tutti questi anni….forse non hai altri con cui andare…forse la tua vita è cambiata…o forse hai solo bisogno di misurare la tua capacità di dare piacere…che pensi di non aver più .. forse è solo un capriccio di donna dimenticata. Ma stavolta..no..non con me… non sento crescere il brivido da voglia di te. Il nonno di mia madre morì nella guerra del '15-18. Morì dissanguato. Lontano dalle tende..con la pioggia che cadeva fitta..tanto che nessuno ne sentì i lamenti. Morì alle quattro di mattina. Alle quattro di mattina la nonna di mia madre si svegliò, si alzò da letto, scese in cucina e incominciò a piangere. Sua sorella …che viveva con lei… la sentì. Scese giù anche lei… e le chiese perchè piangesse....."è morto.... Aldo è morto...l'ho sognato che mi sorrideva mentre stava morendo....è morto io lo so…da solo..su una terra bagnata di pioggia e di sangue…una terra che vorrei non avesse più fiori né alberi..e che vivesse sempre di notte ascoltanto le sue urla". La sorella scosse la testa…incredula… cercò di consolarla come si fa’ con una bambina… dicendole che il sogno era cattivo perchè la vita in quel momento era cattiva… e che persino sognare buono era impossibile. Ma la nonna di mia madre continuò a piangere il marito morto..Vestì abiti scuri, da vedova, già da quella mattina e prese a raccontare..piangendo..a tutti quelli che la salutavano.. del suo amore passato. Lo raccontava come l’amore piu’ grande… e diceva che era scappata di casa per lui.. perchè i suoi non volevano. Lui era il figlio di nessuno. Un N.N. scansato da tutti…che nessuna donna del paese avrebbe mai preso. Raccontava che scappò di casa ma non andò da lui. Scappò di casa e si fece ospitare da una sua zia comprensiva…. Dopo quella notte passata lontano…i suoi le permisero..anzi fu quasi un obbligo… il matrimonio. Lo raccontava buono e gran lavoratore.......dolce e gentile…che non le aveva mai fatto mancare nulla persino quando fu’ licenziato perché frequentava i sindacalisti.
Dopo due mesi arrivò una lettera dal fronte...-suo marito ha generosamente donato la sua vita alla patria..ecc.ecc.…..- ma la data di morte era sbagliata...diceva lei. Pianse come aveva pianto due mesi prima...e visto che non sapeva scrivere...andò dal parroco e gli dettò una lettera da mandare a chi comandava i soldati al fronte. Nella lettera diceva che non voleva indietro il corpo....dovunque l'avessero messo... perchè nè la data di nascita nè la data di morte corrispondevano... L’avevano voluto al fronte..gli avevano dato il fucile e vestiti da soldato…lo avevano fatto vivere dentro una trincea…dormire per terra..senza un riparo…mandato all’attacco e fatto morire… lei lo sapeva…ma se la data di nascita e morte erano sbagliati..beh allora…non era piu’ il suo Aldo ma qualcuno che apparteneva a loro e che non rivoleva indietro.… L’avete fatto diventare un altro da vivo…finì…..vi appartiene anche da morto. Il nonno di mia madre è restato a Redipuglia con la data della nascita e della morte esatta...... Non l'hanno mai voluto portare nel cimitero del paese e non so se fosse perchè non c'erano i soldi o perchè la nonna di mia madre non voleva che il marito morto...essendo in qualche modo vicino...potesse non essere d'accordo sul fatto che lei dovesse per forza risposarsi.... cosa che fece dopo un anno esatto...per quei quattro figli che lui le aveva lasciato e che da sola non poteva sfamare.... Ma sottovoce diceva sempre del secondo marito..."è come un pane rifatto…ma almeno nessuno ancora me l'ha portato via". 29/07/2005 Il sorriso di una donna spesso dona frettolose confidenze…che sfociano in aspettative eccessive. Il sorriso di una donna elabora linguaggi misteriosi…segni intelligibili..li chiude in una rete complessa di incertezze sussurrate… di speranze intraviste…di voli entusiasmanti…di rovinose cadute…Il sorriso di una donna a volte si distrugge in agitazioni mentali…a volte si ricompone in devastanti complici SI. Ma una donna che ti manca..non c'è sorriso che possa farla dimenticare..
Nella periferia grigia…di quella grigia città…in quella fabbrica che spargeva odori di cotone e tessuti costosi… le donne con mani pazienti cucivano pezzi di abiti che loro avrebbero visto soltanto vestire donne giovani e perfette su riviste patinate. Quelle donne sapevano che esisteva qualcosa di diverso dalla fatica…solo sfogliandole. E Laura ogni volta parlava del suo uomo..che raccontava geloso…e che la picchiava…ma in realtà diceva che era buono e l’amava. Laura nascondeva i suoi lividi sotto maniche lunghe anche in piena estate. Ma a volte per le altre donne…durante la pausa per il pasto.. si spogliava..e mostrava la schiena..la pancia..i seni e le braccia. Le altre scuotevano la testa impaurite..disgustate..e le urlavano di lasciarlo…di denunciarlo..di fuggire da lui. Ma Laura sorridendo affermava che erano segni d’amore…segni inequivocabili di un uomo geloso che aveva il terrore di perderla… Manuela tornava ogni sera nel suo piccolissimo appartamento buio e polveroso…e si ritrovava da sola..senza la forza neanche per cambiarsi ed uscire. Di solito mangiava una minestra bollente e poi si buttava sul letto e si addormentava sfinita. Ma quella sera pensava a Laura e ai suoi lividi… Se li ricordava uno ad uno..poteva anche disegnarne perfettamente i contorni.. Si spoglio’ e si mise davanti allo specchio..il suo corpo era bianco..asciutto..segna alcun segno…i suoi seni piccoli e sodi..senza alcuna imperfezione…Una lacrima scese veloce…seguita da altre: si sentiva sola e perduta. Accese una sigaretta..tiro’ due boccate..e poi l’avvicinò al braccio..chiuse gli occhi e ce la spense sopra. Il dolore forte ed improvviso le piacque..quasi fosse un compagno atteso da tempo. Prese un coltello tagliente..andò in bagno..e cominciò a tagliuzzarsi la pancia piatta e compatta…e con la punta..incise il suo piccolo seno destro..lentamente..evitando tagli profondi… piccole ferite sparse ovunque cominciarono a sanguinare…Le disinfettò con l’alcool e le puli’… dolcemente.. con un fazzoletto ….. Quel bruciare la consolava..la entusiasmava quasi…e la faceva sentire viva e soddisfatta. Un ultimo sguardo al suo corpo non piu’ liscio e perfetto…ed ora poteva dormire…L’indomani in fabbrica avrebbe avuto anche lei segni da mostrare…e un lui geloso..con la paura di perderla…un lui buono che l’ama. Ad una persona sola.. spesso non basta inventarsi un Amore..deve anche disegnarlo piu’ assoluto degli altri.
28/07/2005 Oggi sento profumi fortissimi. Mi investono essenze di pomodori rossi degli orti…basilico verde lucido… i profumi della gente cosi' diversi..quel del cibo che stanno cucinando mani attente…e il caffè dei bar che incrocio... Mi capita ogni tanto di essere in balia degli odori. E' come sentirsi chiamare continuamente per nome. Non si puo' fare a meno di girarsi.
I muri di sasso sono uniti da ruvide mani e da cuori onesti..i muri di sasso sono precisi come alveari e racchiudono il calore della semplicità. I muri di sasso osservano l’orizzonte e vedono il tempo che passa cadenzato dal freddo della neve e dal caldo del sole... I muri di sasso sono sempre ricoperti da ricordi che puntuali scavano giorno dopo giorno. Quando i muri di sasso cadono..è perché sono ormai troppi i ricordi che li assaltano. Quando li incrociate..non toccateli..salutateli soltanto.
A proposito di questa cosa del "soddisfare" una donna, caro anonimo che mi hai scritto…..Bah.. non mi e' mai venuto in mente di metterla sotto quest'ottica. Sembra un'esame al quale l'uomo e' chiamato a presentarsi..pronto in tutta la sua prestanza… con l'unico e supremo fine di far andar fuori di testa e godere la sua compagna del momento (che magari possiamo immaginare li' …a braccia conserte…nuda..in curiosa osservazione...con lo sguardo ironico alla "e daje….forza…vabbe' … fammi vedere che sai fa' ..."). Non e' proprio un' immagine eccitante non ti sembra?. Non so’..mi parli di donne che si lamentano…magari forse molte di loro non hanno capito che concedersi non significa mettersi li’ in attesa…come un giudice di una gara di tuffi…. Non lo farebbe neanche “citofonare Giulia 3° piano” …bene attenta a non perdere il cliente no? Di sicuro io non ho mai conosciuto una donna che mi ha incontrato (ed ho incontrato) quale partecipante ad una gara…Eravamo un uomo e una donna predisposti al piacere…che poteva persino essere quello di una cena romantica.
Io piuttosto..da cattivo quale sono.. lamenterei un'altra cosa: questa attuale.. dilagante.. mancanza di auto-stima (con conseguente paura della donna che non sia una timida vergine e corposa insicurezza che ne scaturisce) da parte di molti uomini. Certo cosi’..neanche puoi provarci a… “soddisfare” una donna no?:-)))))) Secondo uno studio recentissimo..piangiamo troppo poco.. e troppo poco davanti agli altri. Eppure.. in fondo… soffriamo tutti degli stessi mali.. come diceva il primo Guccini . Abbiamo tutti una fastidiosa e beffarda bestiola dentro. ….abbiamo (tutti) i nostri momenti di nostalgia…. di disperazione… di scoramento… di autocommiserazione. Eppure spesso facciamo tutti finta di no… Fuggiamo lontani…pensiamo ad altro… mentre proteggiamo ed imballiamo il nostro centro fisico e mentale. E da lontano parliamo il linguaggio della forza e della resistenza….come se il pianto non facesse parte nella nostra natura. Ed ecco che ci usiamo violenza credendoci capaci di sopportarlo facilmente. Ma…sia chiaro.. tutti hanno pianto… tutti hanno detto almeno una volta le cose per quello che sono…tutti si sono raccontati senza inganno. Perché …in definitiva… il pianto e' questo. Non e' mica debolezza… non è neanche un attacco alla nostra (pensata sapendo di mentire) perfezione o un'ombra sulla nostra (pensata ma sapendo di mentire) integrita'. Il pianto è aprirsi…verso l'altro e verso l’alto e verso il fondo….è piacevole abbandono… è necessario istinto… è rumoroso silenzio…è unica e sola verità… è soprattutto l i b e r a z i o n e. In definitiva è come se la parte piu' sensibile di noi.. si esponesse ai venti …come se la nostra parte piu’ delicata avvertisse…capendoli chiaramente.. il male ed il bene. ..e molto oltre. Piangere è il solo modo che io conosca… per sentirsi vicini davvero.
La capacita' di desiderare piccole cose, azioni, e' qualita' di pochi. Meravigliarci della vita e quanto sia bella, immaginare serenità attraverso percorsi in cui volare aprendo le sole mani, e' come avvertire l'arcobaleno dentro gli occhi. Arrigo e i suoi fratelli sono uguali, dipendono totalmente dagli altri e a tutti danno fiducia e spesso, seppur diffidenti per istinto di sopravvivenza, non si accorgono di quanto male gli fanno e di come li utilizzano. Passano ogni tanto davanti alla vetrata del mio ufficio e battono forte sul vetro ridendo…fino a quando non li saluto con un sorriso ed un gesto della mano. Allora salutano anche loro e scuotendo felici la testa riprendono il cammino in carrozzella con i loro accompagnatori. Se volete, potete dire che siano duri a capire…perchè ancora oggi non comprendano a cosa serva tutto ciò che l'uomo si prodiga a fare, quando per loro e' solo e sempre ostacolo. Ok ok.. la nuova strada del mondo non si comprende con chiarezza qual’è, ma se per farla bisogna mettere insieme le pietre piu' belle di una montagna, il portatore di handicap..per le legge di un Dio simpatico e ammonitore.. e' una delle poche che brilla di colori lucenti.
Il mondo respira grazie alla follìa della diversità, questa è una regola naturale…checchèsenepensi… La diversità è alla base persino della costante evoluzione della vita perchè l'omologazione non è altro che il trampolino di lancio - statico - dell'inquinamento della nostra breve esistenza. Gli esseri inutili sono quelli che non imparano nulla dalla diversita' della pelle, odiano la prostituta, l'omosessualita', il barbone, il drogato, le altre religioni, vogliono un mondo di classe ..esteticamente incapibile..riservato a pochi..sterilizzato ... eccetera eccetera... eccetera. Persone a cui regalare isole bellissime…piene di cibo e di acqua…e di tutte le cose inutili di quest’era…e da lontano aspettare distratti che muoiano di..solitudine. Io penso che ci sia una perfetta relazione tra il tuo rassegnato niente..ed il tuo triste mai. C'é una causa latente che ti porta a chiudere gli occhi per ogni pianto confuso….e a entusiasmarti per ogni parola che sprofonda dentro frizzante. Quale relazione? Il tuo personalissimo infinito….che poi è il tuo tavolo di ogni giorno…anzi no..che poi è il tuo cibarti continuo di dolore impaziente. Nel rincorrere questa utopia non c'é felicità che tu possa veramente afferrare... ...non c'é mai stata per nessuno. E' come un morboso farti male… é un circolo tortuoso incontrollabile… monotonamente presente che ti porta a dare ascolto al tuo ormai contaminato istinto ..che è un rinnegato traditore di te..atea padrona. Forse basterebbe che fermassi la tua corsa affannosa in questa ricerca di un inutile… denutrito…arido.. affetto qualsiasi. Forse basterebbe che guardassi piu’ in la’…per dimenticare battaglie già perse ed inseguire finalmente vittorie di future guerre…eccitanti e incruente.
27/07/2005 E’ da una carta geografica…che può iniziare il viaggio…e da un foglio..bianco..da sporcare con segni di riferimento ..la pianura…la curva della collina..la montagna da oltrepassare…il deserto da evitare…la foresta da attraversare…il mare in cui arrivare…E cosi’..continui ad indicare paesi nascosti..ruderi improbabili…città da sfiorare….ogni puntino un sogno…mille sottolineature..mille sogni da realizzare. E’ una strada percorsa con la fantasia..si.. ma ti accorgi che già persino gli alberi hanno un nome…e i campi un colore…e le valli un umore… Ed ogni volta che ci posi lo sguardo..su quel foglio..ci vedi l’impazienza di partire…e distingui chiaramente una lingua sconosciuta..persone che ti osservano…nuovi amici che ancora non conosci. Tutto sommato..la vera magìa di un viaggio non è contenuta nel realizzarlo....ma nell’immaginarlo e..poi..nel raccontarlo.
(La luna era impegnata a far l’amore con il mare. La sabbia era ancora calda e le conchiglie si sgretolavano al suono di “streaaak” sotto i piedi. Il faro lontano illuminava commosso. I pesci nascosti agli sguardi disegnavano lenti e invisibili arabeschi nuotando in profondità )
“Non penso di essere mai stato amata, sai?” (L'odore di salsedine risvegliava i sensi e le onde schiumose riflettevano l'amplesso della luna, con il mare). “Non ti sei mai chiesto se qualcuno ti ha mai amato? Se sei stato indispensabile per qualcuno? Guarda il mare, per esempio. Il mare senza la luna non potrebbe esistere, non potrebbe muoversi. Guardali come si amano stanotte, le onde, la schiuma, il vento. Questo è l'amore, quando l'uno senza l'altro non ha ragione di esistere” Pero’ eh…sarebbe bello poter regalare un pezzo di se stessi…un pezzo qualsiasi..scelto a caso. Farne un bel pacchetto di carta colorata…..con un fiocco rosso… e …perché no?.. un bigliettino. Poi mandarlo a lei…ed immaginare che lo riceva con curiosità ..anche con diffidenza.…Poi lo scarti e quando lo vede dica “ohhhhhhhhhhh” piangendo e ridendo. Sarebbe bello poi che lo riponesse con cura nel primo cassetto..quello che apre ogni volta…ed ogni volta che lo vede lo senta un po’ piu’ suo. Questo probabilmente ci fa star bene..perché siamo sicuri che niente e nessuno potrà portarci via quel piccolo pezzo di noi..custodito da lei…protetto delicatamente in quel cassetto. Invece spesso noi regaliamo parole…a volte decorate d’amore…magari incartate in voglie colorate…forse anche infiocchettate di rosa dolcezza. Chi le riceve puo’ solo riporle nel cassetto della sua fiducia…per renderli veri..reali..credibili…e non avrà mai la sicurezza che qualcuno o qualcosa possa portargliele vie.
(Hei se qualcuna vuol regaalrmi un pezzetto di lei...parliamone..Io sono disposto persino a lasciarlo li' dove si trova..se ogni tanto mi permette di..ehm...guardarlo..acacrezzarlo etcetc):-))))))))))))))))) E’ strana questa storia tra un uomo e una donna….io un uomo che non ha bisogno di te…tu una donna che non ha bisogno di me!!!! Quale sarà dunque il filo segreto che ci lega? Cos’è che ti spinge cosi’ bella di umori liquidi…voluttà d’abbandono…seduzione infuocata… quando ti siedi a accavalli le gambe…scoprendo appena l'alto bordo di pizzo bianco….cosi’ tanto poco da sognare di riempirti adesso..subito..li’? Cos’è che mi spinge ad affondare in te..senza nessun rispetto o ritegno..solo colpi di reni e ansimo animale..che tu cerchi di contenere aprendoti tutta..a ricercare un orgasmo che preme..cos’è questa necessità di riempirti di getti infuocati..di vederti colare di me..da labbra gonfie e bagnate??? Non c’è nulla di me che ti appartiene..ne’ nulla di te che è mio…e dunque questo scoparci addosso da schiavi/padroni con le mani afferrate ai capelli…con le unghie che lasciano strisce di rosso…questo morirci addosso senza piu’ alcun respiro…che cosa mai vorrà dire? E perché ogni volta di notte…sul tardi…ti alzi nuda e sudata..riempita del mio piacere…e lo chiami al cell..cambiando la tua voce da roca ad assonnata/annoiata…guardandomi fisso… passeggiando piano davanti a me? Si..mi riaccendo…mi eccito forte…e tu continuando a parlare mi tocchi..mi lisci..mi afferri… e ti ecciti..ti accarezzi i seni..e scendi piu’ giu’…ed io già mi ritrovo ancora dentro di te…fermo ad aspettare che tu finisca quella tua solita vendetta consumata davanti a me..ma non per me…..Si tutto ritorna sui noti binari….ma quale significato dovrei…dovremo.. dare a tutto cio’? Ecco la domanda senza risposta…sempre rimandata alla prossima volta…ma mai potei udirla.
Era nato in mezzo ai monti…e conosceva solo un ruscello nervoso che diventava lento nella valle…dove giocava con navi fatte di carta che vedeva scomparire piano oltre la curva ad est. Le aveva sognate da sempre…ma quando, bambino, suo padre lo aveva portato al mare una domenica di agosto….aveva capito che le navi erano il suo futuro..il suo personalissimo tappeto volante per il lungo cammino che voleva percorrere. Così, a 18 anni, dopo mesi di sacrifici e di insistenze e di raccomandazioni..si era imbarcato. Per anni aveva navigato tutti i mari del mondo e intrecciato amori veri, ma quasi sempre senza futuro, in ogni porto toccato. Si era seduto al tavolo luminoso della libertà e a quello buio e umido delle aspre solitudini. Si era perso milioni di volte nei voli dei gabbiani, gustando la leggerezza felice di chi non ha pensieri e mille cose da fare. Aveva tracciato cerchi ipotetici in isole bellissime per ricordarle, aveva cancellato ricordi di terre aride e tristi. Aveva rincorso con lo sguardo delfini e spruzzi di acqua di balene…ma piu’ di tutto aveva raggiunto se stesso..navigando nell’oceano piu’ lontano e piu’ vasto: la sua anima. Adesso, però, è quasi vecchio e mi scrive che la voce del vento non ha quasi più nulla da raccontargli. Sempre più spesso, al tramonto, si sede a fumare davanti alle onde del mare, sognando la terra verde e selvaggia dei monti da dove è partito. E’ arrivato alla conclusione che soltanto qui, se solo potesse tornare, la parola orizzonte riacquisterebbe il senso dell' infinito. . C'è stato un attimo..un solo attimo...decisivo..lunghissimo persino qualche nanosecondo in cui avrei potuto baciarla. E' stato l'attimo dell'abbraccio prima di correre via in due direzioni diverse. L'ho sentito quel momento...ma tutto era andato cosi' bene che non potevo rovinarlo..sempre che sia stato possibile..rovinarlo. In quel nanosecondo mi sono seduto su una pietra ed ho riflettuto.. a lungo.. ho faxato il quesito ai centri fisici del mio corpo che hanno subito detto "fallo" e son corsi a tirar fuori cappellini e coriandoli. Ho telefonato ai miei sensi..che gia' erano in festa.... poi..poco saggio..ho mandato una mail alla mia ragione. Non lo faccio mai..credetemi...ma stavolta mi sembrava necessario...visto che..insolitamente...avevo davanti una donna appena conosciuta. La ragione mi ha vietato rigorosamente di baciarla. Beh di solito ignoro i divieti..che piu' che altro son messaggi ..sempre gli stessi..che ognuno di noi ha da quando si nasce. Stavolta non ho potuto farlo...perchè quella carogna della mia ragione...s'era messa d'accordo con la sua..almeno sospetto. Infatti tra le note mentali ho potuto leggere..scritto piccolo piccolo eh... un passaggio del colloquio . La sua ragione diceva alla mia "vai tranquilla lui ha letto..ha elaborato...ed non ha bisogno di tanta insistenza per capire che sarebbe meglio non farlo adesso". Che complottatrici pero'.... E cosi' ..dopo quel nanosecondo infinito..invece di abbracciarla...guardarla negli occhi e baciarla..l'ho abbracciata soltanto. Ma questa è l'ultima volta che do' retta alla mia ragione. Anzi glielo dico..spediro' il messaggio circostanziato...conpostaprioritariaeraccomandataconricevutadiritorno... tse'.
Bisognerebbe allenarsi a riconoscere i giornali ad occhi chiusi..semplicemente annusandoli. Il Corriere della Sera è facile da indovinare… per le sue forti essenze di denaro in vecchi e austeri palazzi…In sottofondo potresti avvertire anche un un po’ di cuoio e rimasuglio di tabacco di pipa. Repubblica invece sa di inchiostro di stampa..di tipografia..libreria…uffici affollati di gente in movimento. Per riconoscere la Stampa attenti che ci vuole del talento… visto che è quasi inodore...ma si avverte cmq un nonsochè di metallico e nell'indistinto ti colpisce l’essenza di smog torinese. L'odore del Sole24ore è naturalmente quello industriale..quasi di petrolio…accompagnato da un impercettibile odore di assegni. Magari non per caso il Corriere dello Sport ha un odore che ricorda quello delle palestre appena ripulite… quasi come la Gazzetta dello Sport che pero’ oltre al colore diverso ha un retrogusto di deodorante spruzzato nei locali. L’Avanti sà di cose inutili accantonate in soffitta..polverose.. Libero e il Giornale..se vi concentrate bene.. scoprirete che sanno di frutta di plastica..bella da vedere da lontano…ma non commestibile. L’Unità sà di antico sudore mischiato a dopobarba economico. Il Secolo ha un accenno di olio di ricino solo parzialmente coperto da quello della carta paglia… la stessa in cui si incartava la spesa molti anni fa’.
Provate anche voi..allenatevi ad odorare il giornale che comprate..scoprirete la sua anima e mille altre cose insospettabili. Potreste perfino intuire le notizie che ancora non avete letto… Magari riuscite a guidare e nello stesso tempo a leggere un giornale semplicemente annusandolo. Perché no?;-))) 26/07/2005
Aveva sempre avuto un corpo fantastico… perfetto. E da sempre..ossessionata..si specchiava per ore ed ore ad ammirarsi. Non si chiedeva da dove nasceva questo bisogno…non le importava affatto. Dava valore solo ai giudizi positivi degli altri…ed arrivava persino a non uscire con uomini bellissimi se non dopo che avevano dimostrato.. come lei voleva.. il necessario …totale entusiasmo. A letto si donava completamente…e con una furia devastante..tanto da stancare i propri partner solo dopo pochi minuti…Era insoddisfatta! Ma era bellissima… non c’era null’altro da dire…assolutamente bella..fantasticamente bella. Poteva indossare qualsiasi cosa, jeans, gonne corte…lunghe.. abiti firmati, anche semplicemente un costume…ed era cmq sempre perfetta. Non credeva che ci fosse nessuna più bella di lei e lo dimostrava il fatto che non aveva proprio mai avuto problemi nel trovare uomini: le bastava darsi un certo tono con un make up particolare di donna disponibile.. e passeggiare per qualsiasi strada della città… da quelle del centro a quelle di periferia. Gli uomini (ma anche le donne a volte) le si gettavano letteralmente ai piedi…ansanti e in attesa di un cenno…ma poi a letto…erano troppo gentili..quasi paurosi di poter..inavvertitamente..rovinare la sua bellezza. Ed erano anche troppo veloci..cosi’ veloci da non regalarle neanche un orgasmo.
Poi venne quella sera…come al solito davanti allo specchio subito dopo la doccia..prima di vestirsi ed uscire. Li’ nuda completamente nuda..fissa..a guardare la sua immagine capovolta. Era incredibile… e come ogni volta ne aveva piena coscienza.. si.. si piaceva.. moltissimo forse più di ogni altra volta. Era davvero innamorata di se stessa si..lei si amava! E stava li’..cogli occhi grandi e accesi…fermi sull’immagine…quando ad un tratto le sembro’ che lo specchio si offuscasse..e improvvisamente…una donna emergesse dalle trasparenze di vetro.. Era come se la copia di lei le venisse incontro..una copia perfetta.. identica.. viso..seni..fianchi..mani..cosce…assolutamente uguale: la bellezza fatta donna! Le venne incontro..nuda..e meravigliosa. Apri le braccia sorridendo e lei ci si gettò dentro senza pensare a nulla... sentì il contatto della sua pelle liscia e vellutata.. poggio’ le sue labbra su quelle di lei…entro’ con la lingua assaporando lo stesso sapore che l’accompagnava da sempre…anche il profumo era del suo profumo. Si guardo’ negli occhi di lei… grandi e azzurri profondi e le sussurro’: “prendimi, sono tua”…e l’orgasmo esplose…lei e se stessa…finalmente insieme. La bellezza..a volte..è una maledizione che non da’ alternative. E se fosse cosi’? e se le emozioni che vive un uomo durante tutta la sua vita fossero un numero limitato, sicuramente minore di quanto siamo portati a immaginare? Perché no? Al limite non potrebbe anche essere un'emozione soltanto quella che accompagna in modo assordante la nostra esistenza? Magari la prima volta che l'abbiamo provata ci ha marchiato per sempre..cosi’ tanto che in tutta la nostra vita non pensiamo a niente altro che ad inseguirla… senza mai raggiungerla nelal sua pienezza e senza mai restarne pienamente appagati. Come no..puo’ essere puo’ essere.
Vista così e' brillante…persino umida e lucida..come si conviene ad una bocca fermata ..vicino al mare..da uno scatto di macchina fotografica. Ma anche cosi’..scava dentro voglie di baci sfiorati, rubati..voluti..appassionati.. magari poi persi… per sempre….e poi morsi e saliva...e rincorsa..e passione..e sorriso..Vista cosi’..nasconde la lingua morbida… immaginata in una carezza lunga mille notti…delizia inanerrabile. La guardo ancora una volta, voglio che mi si disegni nella mente. Poi la chiudo..perchè aperta non da' scampo.
Nel sorriso di una donna spesso leggiamo frettolose conclusioni…che sfociano in una eccitante attesa. Ma è bene sapere che il sorriso di una donna elabora linguaggi misteriosi…segni intelligibili..li chiude in una rete complessa di incertezze sussurrate… di speranze intraviste…di voli entusiasmanti…di rovinose cadute…Bisogna sempre tener presente che il sorriso di una donna a volte si distrugge in agitazioni mentali scomponendo le tue certezze…ma a volte poco dopo si ricompone in devastanti complici SI. Il sorriso di una donna reclama pazienza spesso e quasi mai mente. Ma di una donna lontana..hai assolutamente bisogno del suo sorriso. Un sorriso che per te avrà un solo ed unico significato: mancanza.
25/07/2005 Un cielo represso.. quanto bastava a far paura ...e pioggia ...e vento fuori….dentro profumo intenso di sesso come eterna tortura. Strade e viottoli sterrati di campagna disegnati sulla pelle nuda…. carezze lievi…rassicuranti come onde costanti sulla spiaggia…. e mani che afferravano…graffiavano…si cercavano… si stringevano ... labbra che succhiavano..si muovevano cercando certe vie del piacere…lingue che lasciavano scie umide … seni che ritmavano colpi costanti… Amanti si... Amanti ma non sapienti…scelti dal mazzo …a caso..e lì consapevoli e tremanti di fronte all’esplosione di orgasmo che schizzava colori sui muri bianchi del nostro meravigliarsi. Complici, fragili... forti ma indifesi uniti da un filo teso allo spasimo…impercettibile...come raggio di sole… ma forte come bisogno d’amore. Non seppi mai il suo nome… né il destino le concesse l'attimo di darmi una porzione d'anima e non solo il corpo… da offrire al mio ricordo. Notte di un autunno inquieto..grigio di pioggia…desideri…. e umori che inzuppavano cosce lucenti e lisce….un autunno arido e assetato quanto bastava per essere preda di voglie anche se appena accennate. Forse fu l’acqua fredda che scendeva dai monti orgogliosa e battente…. o il respiro denso di sesso di una donna che inavvertitamente (o no) mi sfioro’ con il suo seno mentre cercavamo all’unisono riparo sotto un basso balcone…o forse il profumo dimenticato dell’estate morente… o il silenzio che sottolineò il rumore assordante dei sensi…. a far da sfondo alla mia carne bollente..... che fu scossa dal suo sguardo sempre più profondo ed eccitante…. Non seppi mai il suo nome, ...e lei neppure il mio…. fu così che non ci fu nemmeno un addio.
Adoro le tue parole.. lanciate con un sorriso.. come una manciata di perle…alcune cadono al suolo e restanoo ferme per farsi notare.. altre rotolano via e si perdono in angoli bui ....ma quelel che piu’ adoro sono le parole dai riflessi umidi e lucenti …che si lasciano raccogliere....eccitanti e affascinanti…
Forse inesistenti..forse no..eppure a guardar bene c'erano linee ben definite di autobus immaginari…Si.. si..ad un certo punto abbiamo anche creduto che fossero solo visioni di cuori impazziti di chi vive solo un autunno…tu che avevi detto si ad un altro uomo tra fiori e profumi e d’incenso..ed io che ti rubavo a lui nelle sere piene di vento… Ma era il pensiero di un attimo perchè le scintille che lasciavamo dietro di noi non erano calore dedicato ad una sola stagione. Tu puntuale… come sempre …apparivi alla finestra delle mie passioni … lanciando sguardi di strana curiosità che legavano..intrecciavano i frammenti della mia quasi deserta città….Ma poi..inventavamo dolcezza …come bambini che si rifiutano di diventare adulti.. e scivolavamo sui profili lisci ed ambigui di umide serate di sesso vissute di corsa... Ogni tanto tornava ….sopravvissuto a chissà quali battaglie … il tuo sguardo.. stanco… vuoto di ogni speranza… che viaggiava ..riconoscibile.. tra la foresta di altre mille tue essenze… E allora ..seria.. ti concentravi sulle linee confuse delle strade invisibili della mia mano….ed in silenzio cercavi di capire…un segno..per una domanda: chissà se andremo lontano oppure no. Non ti affacciavi mai su balconi trasparenti di ottimismo… chinavi sempre la testa verso il basso chiudendo gli occhi per infiniti istanti. Quando ti dissi che eri molto di piu’ dello sballo di una sera molto molto di più….guardasti i profili confusi delle colline ad est …e come naufraga senza speranza versasti tutta la notte lacrime fredde di impossibilità. Una sera.. tardi.. corresti via inghiottita da chissà quale incantesimo….mentre dietro volavano dolci e rassicuranti… per cercare di trattenerti…. le mie parole…… Non tornasti mai più…se non la voce impastata di pianto..ed io ogni volta ripetevo che tu eri stata molto piu’ di quello che parole possono dire molto di piu’ di quello che tu potessi pensare…..
E va bene… è ora di finirla con Nord, Sud, Est e Ovest! Propongo di presentare una legge di iniziativa popolare (la Costituzione lo prevede o no?) per abolire i punti cardinali! Ma vi rendete conto che svolta epocale? Mettiamo in crisi tutti quella della Lega Nord…i fighetti della East Coast….la finiamo con i Western… facciamo fallire le Ferrovie del Nord…. I Paesi occidentali si interrogheranno…non parleremo piu’ del medio oriente….basta col Nordest… chiamiamo i Poli Nord e Sud..quello di destra e quello di sinistra (come al parlamento) ..nessuno dirà mai piu’..io vengo dal Sud..io sono del Nord ..l’uomo dell’Est..la donan dlel’Ovest…etcetc…. Facciamo salpare le navi e alzare gli aerei dicendo semplicemente vai dritto e gira quando trovi un ostacolo.. E cosa ci frega poi se i venti vanno dove gli pare? Anzi dato che ci siamo…smettiamola pure con i nomi sfigati come tramontana, libeccio o ponentino! Ma ci pensate ragazzi? Il muschio magari sceglie un altro posto dove crescere… la Stella Polare indicherà solo se stessa..come voleva sin dalla nascita… e diventerà uguale alle altre che non indicano alcuna beata fava di punto cardinale. E la bussola? Fuorilegge..cosi’ nessuno mai piu’ la perderà. Insomma si tratta in definitiva di solo 500.000 firme… meno che i post contenuti nei blog di Libero. Eccheccevo’!
Intanto pensate anche anche voi ad una abolizione…chesso’ magari della guerra. Facciamo come nell’antichità… l’America vuol far la guerra all’Italia? Ok.. duello all’ultimo sangue tra Bush e Berlusconi! Chi vince pija tutto. Lo so lo so la perderemmo di sicuro…ma perlomeno ci facciamo 4 risate no? ;-)))) Fu una storia di unicità devastante unica ed irripetibile... ed ...ecco prima di lei.. una vita vissuta a colori su carta spessa, patinata..liscia e brillante.. i colori di tante donne assorbiti e rubati, sulla mia pelle e ben dentro di me.. e poi assurdamente lei.. E mi ritrovai lì .. tra miseri resti di giornali stropicciati e ingialliti, notizie andate e superate ..orfane di me e delle mie storie in cronaca rosa..uccise o forse morte di inedia ..di indifferenza… del poco calore rimasto.. I film vissuti furono proiettati in altrosconosciutopianeta a dare nuove illusioni o miraggi a improbabili alieni..ed io non ci fui..non più.. restai orfano di tutto il vissuto, spogliato e..tutti i miei drappi colorati di polvere antica.. diventarono carta scolorita di vita passata... che filò via ...come un aereo che da bambino lanciavo dai banchi di scuola.. come ultimo guizzo di ribellione...o forse come mezzo di trasporto dei miei desideri di futuro.. E fu vita con lei…fu un sentiero palpitato e parlato.. che mi colorò di voglia la pelle e le labbra toccando anche il cuore che sempre era stato vietato toccare.. E la volli come forse a pochi è dato di saper volere .. così ..senza barriere a delimitare misure né forma e quantità .. dare per dare ..dare per prendere ..dare e prendere per condividere..voglia per voglia ..intreccio profondo di attimi rubati alla vita.. con tutti gli sguardi a tentare altri sguardi…con tutti gli umori a tentar nuovi umori..ed i sapori nuovi sapori.. E sessi perduti e affamati scrissero di noi su bianche lenzuola o tovaglie di pizzo..luccicanti di occhi che si specchiarono nudi in desideri ormai non più creati o provati.. ma raggiunti. E fu quel raggiungerli che ci sparse confusi…come fiumi che distruggono gli argini faticosamente costruiti.. E ci fu allora l’addio…proprio come ultimo atto di nostalgia dei nostri frammenti di anima e corpo… sparsi ovunque su noi..
24/07/2005 Mi fermo al semaforo…rosso…e ti vedo…sei seduta su quel bidone rovesciato… al limite della notte.. da ore… o da mesi..anni.. chi mai puo’ saperlo? Aspetti due fari che sconvolgano il buio e si puntino su di te… due occhi che ti scrutino …curiosi..vogliosi…a volte con desiderio e disprezzo. Sei seduta su quel bidone rovesciato…che ricorda il suo colore solo da piccole isole gialle che hanno resistito al vento..alla pioggia… e rimpiangi il fango del tuo villaggio…l’odore della pioggia che si rovescia ..avara..i mille colori degli abiti ampi….la tua miseria….la tua libera…felice miseria. Aspetti che qualcuno ti chieda il prezzo…ti guardi…e decida se lo vali. Un valore che non cambia per una gonna corta…uno stivale elegante.. una borsetta alla moda… ma dipende dalle tue labbra di bambina…dal tuo seno pieno e sodo…dai tuoi occhi neri..o dalla tua acerba bocca dipinta di rosso. Sei seduta a metà di una strada ….aspettando..quasi pregando…. che qualcuno si fermi… perché ormai la solitudine mette paura..col buio che avanza. Aspetti qualcuno che accetti un prezzo…. per le tue cosce aperte…per la tua bocca..e quant’altro sia in vendita.… Un prezzo che comprenderà anche il tuo viso che porta il segno di pugni…la tua pancia che non riesce del tutto a nascondere rade bruciature di sigarette…i tuoi fianchi e la tua schiena che custodiscono ricordi di colpi che ancora ti fanno male…. Aspetti qualcuno che non acquisterà le tue lacrime…i tuoi ricordi…le tue paure…la tua solitudine…i tuoi sogni…le tue emozioni…ma solo qualcosa di caldo da riempire…perché è solo.. come te. “Quanto?” “50 Euro”….un prezzo ridicolo…per tutti quelli che hanno bisogno solo di un corpo per 10 minuti….un prezzo equo ..per te che lo vendi spogliato di tutta la sua anima. Il verde del semaforo mi trova distratto…un bipbip nervoso mi colpisce da dietro….fuggo via alla ricerca di altri sogni..senza guardare la realtà in agguato sul mio retrovisore.
Dobbiamo partire –disse-.. io e te….andiamocene via… prendiamo un treno…un aereo..una nave..e poi camminiamo fino a quando troveremo un campanile sconosciuto…che non ci appartiene….e fermiamoci…lontani io da un uomo che ha paura di perdermi e tu da una donna che ha paura di amarti. Andiamocene e che loro ci aspettino.. ci immaginino mentre siamo insieme …pensino a quello che avrebbe potuto essere e non è stato ..per paura. Io e te…dobbiamo partire…io e te con le nostre affinità chimiche…con i nostri desideri non urlati ma goduti… con le nostre curiosita'….le nostre dolci premure..Partiamo dai…andiamo a vedere qualcosa che ci prenda l’anima..qualcosa che ci affascini tanto da non poterla lasciare mai piu’… partiamo..andiamo a perderci tra vie sconosciute…a festeggiare tutte le notti in piazze deserte…a tenerci per mano..a respirarci addosso…ad affogare nei nostri sguardi…a baciarci davanti a tutti…a toccarci ..ad abbracciarci mentre la gente ci guarda…Partiamo…. andiamo a riempirci il cuore di battiti diversi…andiamo a pranzare in ristoranti sconosciuti…a far l’amore in letti mai visti…. Dobbiamo partire io e te…ho voglia di ignoto…di risposte…di urla e silenzi nuovi. Dobbiamo partire si… Ma non partimmo mai…perché poi rimanevamo li’ a far l’amore a lungo...e ci dimenticavamo di tutto.23/07/2005 Mi piacerebbe regalarti qualcosa di semplice…nulla di costoso o elaborato.. .Magari una sottile striscia di stoffa colorata da tenere sempre addosso… che ti stringa appena il polso… che ti si avvolga sulla carne con due giri di piacere appena accennato, suggerito. Un simbolo, solo un segno ..per dirti che io ci sono..su di te. Si …regalarti qualcosa che …quando meno te lo aspetti… ti ricordi il tono della mia voce mentre ti dico ti adoro... qualcosa che ti accarezzi dolcemente mentre stai lavorando…che si sposti con leggerezza mentre parli gesticolando con la gente… e che ti dia l'idea del mio sguardo fisso sulle tue mani. Una sottile striscia di stoffa colorata..che ti spinga a guardarla e a sorridere come se sorridessi a me…Vorrei regalarti qualcosa che ti abbracci…in quei momenti in cui vorrei farlo io.
Quand'ero piccolo mi tagliavano i capelli cortissimi, non dico proprio a spazzola ..ma quasi. Se andavo a giocare e correvo a lungo, arrivava il sudore che bagnava la nuca. La toccavo con la mano ed era una sensazione strana sentire la nuca bagnata tra le punte quasi pungenti della sfumatura. Bastava che mi fermassi per qualche minuto e il sudore rapidamente si raffreddava ma una goccia..una soltanto.. mi colava nella schiena… quasi a sottolineare che mi ero salvato appena in tempo da un’alluvione.
Non che mi dispiacesse andare dal “barbiere”. Era meglio che andare dal dottore o dal dentista, in cui pure ogni tanto bisognava andare..di solito quando né la nonna con le sue pozioni..né l’amica vecchissima della nonna con il suo piatto di acqua e gocce di olio..potevano guarire dalla febbre o dalle gengive infiammate. L'attesa in un posto in mezzo ad adulti… rendeva sempre il respiro corto e nell'aria e assieme alla polvere che navigava tra l'ombra e la luce che filtrava come lame dalle veneziane… fluttuava invisibile il presagio di un futuro misterioso e incontrollabile ..molto più grande di me. Ma dal “barbiere” quell'ansia era quasi piacevole ..mentre ero abbandonato sulla poltrona troppo grande… e lanciavo gli occhi sulla donnina nuda di piccoli calendarietti profumati...o su riviste di mesi addietro. Sapevo che quell’ adulto se la sarebbe presa solo con i miei capelli e le sue mosse, i suoi balletti, i suoi tic di forbici scattanti e pettine sempre in movimento lo rendevano un innocuo e divertente giocoliere. Guardavo i miei capelli cadere a ciuffi sul lenzuolo bianco da cui emergevo solo con la testa, li vedevo ormai senza più vita sul pavimento spazzati dalla scopa, senza che mi suscitasse più di una curiosa…. e forse compiaciuta e crudele… soddisfazione come si guardano i gusci vuoti delle noci appena mangiate…o il bastoncino ormai asciutto di un ghiacciolo gustato di domenica. Oggi non vado più dal “barbiere”..e non faccio piu’ il taglio “a spazzola”… le riviste sono le ultime uscite in edicola…l’aria è profumata da mille essenze…gli adulti sono sia uomini che donne…e chi mi “fa” i capelli è una ragazza curatissima ed esuberante ..che pero’ non danza come un giocoliere, ma si muove come un tecnico che ripara un televisore. Non c’è aria di magìa..ma solo di asettica professionalità. Rivoglio il “barbiere”! 22/07/2005
About il bacio perfetto…..Dai su facciamo un esperimento….ma mi raccomando..partecipate pero’…. Naturalmente ...ehm...se proprio non avete nessuno da baciare fatemi sapere…Faro’ un giro per l’Italia..per tutto il tempo necessario eh;-)))) Sono proprio buono eh!:-)) 20/07/2005 Mi svelavi al telefono… poco a poco.. il tuo corpo....perchè crescesse la voglia di te…tu femmina che ad occhi chiusi parlavi non ad un uomo ma al suo sesso che si eccitava al ricordo di amplessi già avuti ed al pensiero di altri futuri… E continuavo ad ascoltarti io …..e continuavi a parlare tu…come fosse qualcosa che potesse rimanere per sempre fra noi, come l'alito di vento che ci accarezzava mentre eravamo.. fermi… l'uno lontano all'altra! Mi riversavi concetti e gemiti lievi…. a cercar qualcosa che ci legasse come una corda impalpabile ed umida... un filo fatto di parole, che circondasse i miei fianchi e ti imprigionasse i seni. Una pioggia di parole/attimi che mi penetrava nel ventre e mi devastava i sensi. Cercavi qualcosa che ci ricordasse, come se non avessimo piu' memoria… l'inspiegabile affinita'… la lussuriosa vicinanza di voglie profonde come droga da cui dipendavamo. Ricostruivi momenti che ci avevano impregnato di umori mentre..mi dicevi.. facevi scorrere la mano sui tuoi seni gonfi per metter alla prova il mio desiderio. E ti immergevi in quel dire che mi scateneva… duro quasi dolente…. mentre vedevo apparire l’ultimo letto scaturito dalla tua mente…. mentre cancellavi immagini condivise e le ridisegnavi più il la’… in altro modo…varianti indecenti …perché crescesse la mia voglia di prenderti ancora. Mi dicevi che io restavo con te tutto il giorno…ovunque tu fossi..quasi una mano invisibile fra le tue cosce a scavare orgasmi che non potevi far vedere a lui…io come pallina d’oro..lucida e splendente..da custodire nel tuo corpo sdraiato davanti al mare che urlava la voglia di essere preso… io una pallina da accarezzare…dondolare in mano...ovunque..quando lui ti sorrideva e tu lo ricambiavi….una pallina da infilare calda sotto le mutandine…. trattenuta dal cotone che non la lasciava fuggire… e aspettavi..sussurravi…un attimo prima di alzarti per……….toccarla attraverso il vestito e spingerla lentamente dentro……..Ti fermavi ...ansante… assaporando il potere che tu avevi su di me…. Poi riprendevi….la tua voce al telefono…lenta e sottile…che mi ricordava quanto tempo fosse passato.. dall’ultima volta…mentre l’acqua corrente del rubinetto del bagno copriva le parole che lui..in salotto.. non doveva ascoltare. Una tortura vissuta per molto tempo…fino ad un agosto assolato in cui capimmo che la nostra passione era ormai molto piu’ fredda di un raggio di sole.
Ci sono giorni in cui la voglia brucia lo stomaco, provoca un fremito alle mani e ti ritrovi a bighellonare per casa senza fermarti, inseguendo un pensiero che, sibillino e vago, si prende gioco di te. Accarezzi l'idea nebulosa e suadente che all'ultimo minuto ti sfugge, scansandosi come una busta di plastica che scatta imprevedibile in balia del vento. Si..ci sono giorni in cui la voglia entra come per magìa nella tua vita e ti seduce più abile di un'incantatrice, tirando fuori dal cilindro spettri provenienti dal tuo passato e volti e corpi e voci e mani e odori diversi che si mescolano in un allettante visione che non chiede nulla in cambio. Una volta tanto.
Per quanto battesse il bosco per ore…non riusciva a trovare un tartufo che valesse la pena cogliere...Era senza un cane adatto perchè costava troppo. Ci metteva allora tutta l’attenzione possibile…spostava con il bastone l’erba alta…tastava il terreno..non toglieva mai lo sguardo dal suolo ma lui di tartufi non ne trovava neanche uno…per lui erano invisibili i posti dove crescevano quei maledetti. Fu il vecchio Aldo..detto “cobra” (per via che quando aveva bevuto un po’ troppo sembrava un serpente tanto faceva guizzare velocemente la lingua ) che coglieva interi cesti di tartufi in poche ore..e da sempre senza cane....a svelargli l’arcano: per scovare un tartufo non bisogna cercar lui, ma i suoi segni. Un colore acceso dell’erba, una pianta diversa dalle altre…o certi posti dove erano visibili alcuni insetti…alcuni animali…. e altre cose così.
Da allora, concentrandosi solo sui segni, cominciò a stanare le prime prede e in poco tempo diventò un ottimo raccoglitore di tartufi. Migliorò anche la sua conoscenza degli uomini perchè in fondo, sono come i tartufi: perfettamente invisibili e e difficili da cogliere. A meno che, ovviamente, non si cerchino i segni attorno. 19/07/2005 Stavano costruendo la casa dei miei genitori..e quindi anche mia. Avevo 11 anni scarsi..e confesso che ero curioso di vederla crescere giorno dopo giorno. Tempesta, detto “centimetro” per via del fatto che azzeccava le misure ad occhio, era il capo. Viaggiava su una FIAT 125 bianca, a cui aveva tolto i sedili posteriori per far posto a secchi, cazzuole, bolle e cemento pronta presa. Sorrideva e bestemmiava, mettendo in mostra i denti quasi gialli. Puzzava di vino da osteria e di Nazionalisenzafiltro, ma era buono di cuore e furbo quanto bastava. Ogni tanto a metà mattina arrivava con una mezzo chilo di mortadella, un pezzo di pecorino, pagnotta e due bottiglie. “Adesso si fa colazione”.. urlava ridendo. “Vieni qua pure tu” mi diceva “ce n’è per tutti”. Alla fine della settimana faceva conti approssimativi e pagava i suoi operai di sabato…prima che andassero a casa. Nessuno si lamentava del salario..perché comunque lui riusciva a trovar lavoro anche quando tutti gli altri bighellonavano per le strette vie del paese senza far nulla. Tempesta era figlio di Fulmine (nomi inventati direte voi..neanche per sogno…suo zio si chiamava Tuono), morto cadendo da una tavola a 6 metri di altezza..tavola che avrebbe dovuto essere una impalcatura. E lui a 15 anni aveva rilevato la piccola impresa di costruzioni. Dal padre aveva imparato tutto…lavorava con lui già a 10 anni. Altri tempi..si. Tutti mangiavano pane e mortadella meno Giovanni, detto “fighetto”, che era il posatore di mosaici nel bagno e di marciapiedi a pietra di fiume. Era un artista indubbiamente..ma era troppo pignolo per essere accettato da tutti gli altri. Aveva un figlio che studiava a Roma…che gli assomigliava in tutto..persino nella pignoleria. Un altro muratore era Pericle…silenzioso e magro. Al secondo bicchiere pero’ diventava logorroico e cominciava a gesticolare sbracciandosi come un forsennato. Era sposato e sua moglie era un’arpìa…arrivava persino a presentarsi il sabato sera a ritirare lei il salario del marito. Era la sua angoscia. Fulmine spesso gli passava qualche mille lire di straforo…e allora lo vedevi sorridere…dopo pero’ essersi guardato alle spalle che nessuno avesse visto. C’era poi l’ intonacatore… un certo CiroEsposito che veniva da Napoli… mezzo alcolizzato e lento..flemmatico. Non si capiva mai se la flemma derivasse dal vino o fosse un tratto del carattere. Il primo giorno di lavoro Fulmine quasi lo licenziò in tronco rendendosi conto di quanto poco lavoro avesse fatto…ma come ho detto era un buono. Ciro eccetera aveva un’Ape tutta ruggine e con lei si spostava ovunque: moglie davanti e i tre figli dietro sul cassone. Era una famiglia di persone dolci, inoffensive e molto simpatiche.
Cesare abitava a meno di 100 metri da dove costruivano la casa…ma era sempre in ritardo. Aveva avuto problemi con la giustizia per via di un furto di mucche, una ventina, e si era beccato due anni di galera.Era uscito e siccome i suoi erano mezzi parenti di Fulmine, lo aveva preso a lavorare con lui. Era un tipo strafottente..lavorava poco e male e non piaceva a nessuno. Ma duro’ poco..un giorno i carabinieri arrivarono e lo portarono via…a scontare chissà quale pena per chissà quale reato. Nessuno disse nulla..neanche Fulmine.. Il giorno dopo arrivò Gaetano..che aveva si e no diciotto anni. Arrivava la mattina stravolto come se non avesse dormito per tutta la notte (cosa che a diciotto anni puo’ accadere). Ci mise un po’ ad abituarsi ma poi in poco tempo si irrobusti’ e infine riusciva a portare persino due sacchi di cemento in spalla. In meno di 6 mesi arrivarono al tetto…e quando anche il tetto fu finito..Fulmine ci mise su un ramo verde di noce e fu festa per tutto il giorno dopo. Tavolone di legno, pasta, carne alla griglia e fiumi di vino fecero di quella giornata una giornata indimenticabile che ricordero’ per sempre. C’era emozione e allegria…e c’era anche l’orgoglio mal dissimulato di chi l’aveva costruita pezzo dopo pezzo..giorno dopo giorno. Ed è proprio in quella casa che io torno ogni volta che vado dai miei..perché loro abitano ancora li’ Credo che una casa debba la sua anima a coloro che la costruiscono…ne sono certo ogni volta di più. E’ una casa che ha la facciata allegra e buona come Fulmine…una linea seria come Giovanni, a volte è silenziosa come Pericle e in alcune occasioni la sua atmosfera riporta ai ritmi lenti e misurati di CiroEsposito. Ha i sottotetti ampi e strafottenti come Cesare ma piu’ di tutto la amo quando vi si respira l’entusiasmo di Gaetano. Oggi le case vengon fuori dalla catena di montaggio.. come auto costruite dalla Fiat... senza che resti nulla delle anime di chi le costruiscono... Datemi retta…se volete una casa vera…chiamate un muratore di nome Fulmine o qualcuno che gli assomigli. Ad occhi chiusi…mentre tu mi sussurravi parole al telefono..avrei voluto bagnarti le labbra ed il viso….con acqua.. come gocce di rugiada sparsi sui petali di rosa…Avrei voluto accarezzarti la mente.. perchè si spalancasse al mio bisogno di te, all’ansia di averti…convinto che alla fine il tuo corpo non avrebbe potuto sfuggirmi semplicemente girando ad un qualsiasi angolo di strada. Ti sentivo…io uomo impaziente..e ti cercavo lontano…in quei sentieri invisibili dove l’anima si scompone in mille piaceri. Ad occhi chiusi..mentre ti tornava la voce..ti voltavo e rivoltavo ..ti riempivo in ogni dove natura t’ha fatto accogliente….e incredulo tremavo di quanto i miei brividi fossero reali…. Ad occhi chiusi...accecato dal disegno delle tue labbra perfette mentre tu ridevi di parole giocose…le mie mani disegnavano esatte il profilo dei tuoi fianchi accennati..si spostavano piano ed annegavo le dita per rubarti profumi… Ad occhi chiusi creavo la scia..che esplodeva in penombra e accarezzava leggeri profili di seno… ad occhi chiusi calcolavo la giusta distanza tra le mie labbra e le tue… tra la mia voglia che risaliva e la parete immaginata dietro di te che non avrebbe piu’ dato vie di fuga al tuo ultimo dubbio.. Ad occhi chiusi mi appropriavo di ogni tua pausa pensandola nuda..di ogni tuo sospiro..che trasformavo in gemito..e rubavo ogni tuo istante pregando non durasse un secondo..Ma poi un brivido forte mi scosse e mi risvegliai lontano nel tempo e nello spazio….e tu continuavi a parlare ..ed io rispondevo a metà…Avevo bisogno di tempo per restare attento ad ogni parola che induceva continua voglia di te..ad ogni nome che mi assomigliava...sognando quelal stanza a metà strada tra il tuo lavoro e la casa…dove aspettarti in silenzio... senza un qualsiasi respiro che avrebbe velato i miei occhi e che come aria calda avrebbe appannato il desiderio che volevo gustare..vedere..Desiderio si…ma avrei voluto che fosse anche poesia, fiumi di pensieri e parole che s’impregnassero di te… Fu invece solo un volo radente…nel niente di una stagione che annegò con i primi freddi… Cosi’ era scritto nelle nostre anime che non ci venne mai in mente di leggere.
Li vedeva entrare nel bar e subito le dita correvano sulla tastiera a ricercare le note della “loro” canzone. Funzionava sempre. Aveva una memoria incredibile per i motivi preferiti dai clienti più assidui. Erano sempre canzoni d’amore..che li faceva sentire unici e speciali..che gli ricordava magari il loro primo incontro..o il primo bacio..o..o... Lui era diventato irresistibile agli occhi di molte coppie..perché si sa che alle note della propria canzone nessun essere umano sa resistere.
Lui era così che si guadagnava la loro simpatia e….. le loro mance generose. Aveva suonato per anni in quel pianobar, il più elegante e frequentato della città, collezionando decine di migliaia di “grazie” e di sguardi dolci da coppie felici e innamorate persino americane, inglesi…francesi. Ora è vecchio e non suona più. Ma pensa spesso a quei tempi, più con tristezza e amarezza..che gioia. Ha scoperto che lui..che conosceva tutte le canzoni degli “altri”.. non ha mai avuto una canzone che fosse “sua”. ..perché non aveva mai incontrato una donna con cui davvero condividerla. Tu mi riempi i sensi…. No.. non è proprio un riempire il tuo…è un passare e ripassare davanti a me ad instillarmi goccia su goccia di note voglie… un ondeggiare lieve di spalle.. elegante di schiena… e ritmico di gambe gettate in alto ….E’ piu’ un tentativo riuscito di farmi allineare lo sguardo ai tuoi fianchi accennati sotto un tessuto leggero…senza nulal sotto…perché io lo stracci…E’ un continuo sottolineare i movimenti dei tuoi piedi quasi fossero devastati di brividi. Tu mi riempi gli occhi chiusi a pensarti…che poi è un cadenzarmi attorno con i tacchi violenti di scarpe rosa-prova-a-prendimi … E tu sai che io ti sento..…ti vedo..senza perdermi un tuo gesto..che poi è parola..che poi è lievito infaticabile di desiderio-eccitazione…che poi è….. è…..E tu lo sai che il mio sguardo crea dal niente il tuo corpo di femmina… …anche se ritieni che le persiane chiuse ti mettano in salvo..Tu leggera ..ferma.. dietro una barriera colorata a cristalli liquidi……che vorrei stringere forte e affondarci le dita……tu..proprio tu mi riempi gli occhi..… mi dai e mi togli….per ricordarmi che sei li’..…che esisti davvero.……. Tu.. in realtà non sai ancora.. che io voglio tutto...fosse anche solo su quella panchina ormeggiata alla fine del mondo.
Stavo prendendo a calci un sasso. Camminavo lungo il sentiero di pietra che unisce la casa alla cantina. Lì sotto sono custoditi quelli che per mio padre e soprattutto per mia madre sono il risultato di un lavoro lungo e certosino che inizia spesso un anno prima…insomma veri e propri tesori: salse, conserve, peperoni sottaceto, zucchine e funghi sottolio, tartufi sottovuoto, salumi di ogni genere e…..il vino. Per mio padre il vino è parte integrante di un rito che si ripete da anni. Ha un bel po’ di viti che arredano una piccola collina al di sopra della vecchia casa ..ormai rudere..del nonno. E’ in una posizione ottimale..ma si sa che a 700 metri sul livello del mare..tra alte montagne..il sole è avaro e veloce. Cosi’ subito dopo la vendemmia, mio padre prende il camioncino di Gugliemo (detto..ehm..Cacarella..per via di quella volta che..durante le solite battaglie indiani e cowboys tra bande di ragazzini … Giuliano -detto Sandokan- lo prese prigioniero lo legò ad un albero e se lo dimentico’ li’ per tutta la notte. La mattina lo ritrovarono piangente che se l’era fatta sotto)…e se ne va’ nelle vicine Marche..dove il sole e la pianura permettono all’uva di maturare dolce e succosa. Quando torna..prepara il torchio a mano (ne avete mai usato uno? E’ una lavorazione faticosissima e lenta..che dura anche giorni a volte) e pigia le due uve mischiate. Ne vien fuori un buon rosso “ferrari” . Ma lui ne lascia sempre un po’ della sua… da parte. Quando è finita la lavorazione del vino “per tutti i giorni”..lava bene il torchio e con un atteggiamento quasi “religioso” lavora la sua uva vergine. Ne vien fuori un rosato che non supera i dieci gradi (quindi neanche vino si potrebbe chiamare)..leggermente acidulo come dovevano essere i vini antichi. Alla fine ne vengono fuori si e no un duecento bottiglie… Come reliquie vengono tirate fuori solo in occasioni importanti: come quando io torno a casa per qualche giorno ad esempio. D’estate è magnifico: fresco di cantina scende leggero e dissetante…ed ogni volta che io lo assaggio..alzo il bicchiere e dico “un’opera d’arte”. Mio padre sorride orgoglioso gongolando….mia madre, che non beve vino, scuote la testa. Era proprio una bottiglia di quel vino che avevo in mano quando stavo per calciare quel sasso..posizionato sopra un altro piu’ grande…arrotondato. Era perfetto quel sasso…quasi un rigore..giusto a una decina di metri da i due paletti che reggevano i fili per stendere la biancheria. Ero in uno stadio…qualcuno si era alzato e al di sopra del silenzio dei più in attesa che io calciassi…urlava “Dai su..tira..fagli vedere..mettiglielo nell’angolo alto”.
Sarebbe stato un gol bellissimo me lo sentivo... Il portiere non avrebbe potuto fare niente. Sarebbe stato un tiro imparabile, di quelli che “Bisteccone” avrebbe definito “eurogol” Sarebbe stato…… sarebbe stato un tiro memorabile se quella dannata radice di quel dannatissimo pino non si fosse interposta tra il piede e il sasso. Porca miseria. Mi son ritrovato in un volo plastico ..neanche tanto al rallentatore.. L’istinto di salvare la bottiglia c’era..ma c’era anche la ragione che pressava urlando “buttala lontano che è pericolosa”. Così ho fatto…io infortunato con un ginocchio sbucciato per terra..e sul muro un’impronta quasi indelebile solo come un’opera d’arte puo’ fare…proprio in corrispondenza di dove avevo lanciato la bottiglia di vino. Vicino a me a destra..il sasso che..tranquillo…mi guardava beffardo. Sento lo stridore di una sedia che si sposta di gran fretta. Sapevo che era mio padre. Dopo un minuto esce con le stampelle dalla porta e mi vede per terra. Io l’ho immaginavo come il medico della squadra che veniva a rimettermi in sesto con la bomboletta miracolosa di ghiaccio spray . Sentivo evidente la delusione degli spettatori che mi avevano visto sbagliare un rigore facile facile. “-Porca eva.. il VINO”. Ha detto solo questo, mio padre. Tutto il contrario di mia madre che preoccupata a cominciato a curarmi la sbucciatura con il vecchio desueto alcool denaturato…che non fa’ nulla…se non farti sentire un dolore atroce. Insomma..dopo 10 minuti finalmente..ci sediamo a tavola. Vado per prendere la bottiglia del vino e mi ritrovo in mano una di quelle del “rosso ferrari”. Sospiro…e mi adeguo. Forse tutto sommato è stato mio padre quello piu’ deluso dal fatto che abbia sbagliato un rigore decisivo al novantesimo...e non era neppure allo stadio!:-))) Tarcisio detto “stampella” asciuga le posate con mani inesperte e un po’ tremanti….Sono solo una coppia.. le asciuga e le posa bene in ordine in un angolo della tavola. La tovaglia è di plastica, che costa meno...anche se d’estate i gomiti ci si appiccicano come fosse chewingum. Mentre è intento nel suo recente lavoro..mi sussurra..quasi a scusarsi.. che è costretto a farlo da poco..da qualche mese…da quando sua moglie, per via delle ossa, non puo’ stare in piedi e neanche a sedere su una sedia. In tutta la sua vita..mi dice raddrizzandosi…mai asciugato posate o qualsiasi altra cosa della cucina. Gli spunta persino una lacrima..quasi che ciò che stava facendo fosse l’ultima offesa..l’ultima ingiustizia patita…Ha un moto di rabbia improvvisa…e scaglia un piatto nel lavello. Va’ in mille pezzi perchè il braccio che sembra trasparente e cascante è ancora forte se guidato dalla disperazione. Poi si siede..si asciuga col dorso della mano gli occhi e mi dice…”capisci? Cosa potrà ancora succedermi… succederci”? Ed io mi sento a disagio..gli ho solo portato del pane..zucchero e caffè..come mi capita di fare il lunedì. Per gli altri giorni ci pensano altri vicini. Silvana...sua moglie..è sul letto..con i cuscini che l’aiutano a stare quasi seduta… Il passato di verdura è pronto..lo versa sui piatti senza accorgersi che si sta scottando o forse neanche sente il calore... Prende un cucchiaio ..entra in camera…teneramente e lentamente la imbocca. Io li guardo. Saluto con un cenno Silvana..lei alza una mano minuta ed io gliela prendo e la stringo piano.. Si vogliono un bene dell’anima. Lei è felice di averlo vicino e lui è felice di far questo…anche se non lo ammetterebbe mai.
Sulle pareti gli anniversari contati dal dopoguerra, per la stanza gli ultimi lievi rumori di liti e le rumorose armonie di carezze. Sulla credenza una fotografia in bianconeroormaigiallo di lui impomatato di brillantina e di lei capelli al vento come lo sguardo. Fieri. Il cucchiaio gli scivola un attimo dalle mani e cade per terra rumorosamente….lui impreca..gli occhiali di lei si abbassano e lo rimproverano. D'amore. Lui finge di dirle che “smettila che poi quando toccherà a te imboccarmi chissà quante volte ti succederà”..e lei finge d'imbronciarsi: in questo modo portano a spasso l'amore fra la tavola e il salotto e il letto da più di mezzo secolo. Tarcisio ha perso una gamba che io avevo due anni ed abitavo lontano centinaia di chilometri. Un incidente su una strada di montagna, con una Vespa, mentre tornava dal lavoro…rimase per ore in un canale al fianco della strada…finchè qualcuno che si era fermato insospettito da una lunga frenata…non lo ritrovo’. Quelle cose che pensi sempre tocchino a gente che non conoscerai mai.. o che quando passi butti lo sguardo dentro l'ambulanza per vedere com'è messo quello che stanno portando via. Tarcisio e Silvana. Si rincuorano sempre fingendo che il destino con loro poteva anche esser diverso. E sempre mi ricordano che quel giorno che io avevo ancora due anni lui poteva perder pure l'altra gamba. Poi prende le stampelle e mi accompagna alla porta e mi saluta con una mano sulla spalla. Scendo le scale di pietra e mi allontano veloce …contando i miei passi….colpevolmente egoista..perché felice che ci siano tutti. 18/07/2005 A volte ritornano respiri già spesi…e li ritrovi li’..perfetti..come panni stesi.. senza che nulla sia poi cambiato..senza che nessuno abbia dimenticato.
Senza più forza e senza una parola.. stesi sul letto con il fiato in gola… con i volti persi..ed i capelli sparsi.... con le mani avvinte… e le tue labbra non più dipinte... con le dita intrecciate mille volte baciate…la voglia pressante che urla ghignante... la tua voce che intona ritmi colanti e la mia che si spezza come mille sospiri su stretti tornanti . Se potessi tornare …di nuovo a sognare.. leggerei prima il mio cellulare …per imparare a memoria i fraseggi dei tuoi mille colanti messaggi…. Di quelle bollenti promesse…sceglierei le meno sommesse…. quelle in cui il diverso piacere esalta la voglia di amare…. come urlo chiamato e goduto ..e poi nascosto tra il nostro vissuto. Ma..siamo noi... noi con le voci rotte…al tramonto di una notte..ignari della nebbia laggiu’ nelle valli…ma testimoni del galoppo di mille cavalli..testardi.. a coprire col loro rumore le urla dei nostri orgasmi d'amore….e siamo noi..sempre noi..qui ancorati a improbabili moli …..poco innocenti per dormire da soli… malati di ansioso possesso e troppo colpevoli per vivere di uniche parole di sesso…Siamo noi..tra la veglia ed il sonno….stelle confuse che ancora non sanno…disperse…indifese…divise da un sentimento senza pretese…ma incredibilmente capaci di essere unite dall’alito caldo di labbra rapaci… Siamo noi…ancora noi…due gocce d'acqua che scivolano sopra un vetro lucente …inclinato…liscio e tremante…sapendo che non possiam più tornare indietro..al presente. Maledetta alba..che confondi i pensieri…che trasformi certezze in dubbi come bagnati bicchieri…e maledetto orizzonte che crei la distanza mentre vorrei che fosse tutto qui..in questa stanza….E allora torna tu…notte impudente…a prendere i nostri respiri di mente…vieni.. nascondici al mondo e regalaci un buio profondo.. che accolga la nostra passione come un fiume in piena che non sente ragione….vieni….esplodi notte rubata dai mille pensieri di donna voluta. Quel rosso vivo e caldo.. gli ricordava un altro posto..un’altra età. Gli ricordava lei e quel suo sguardo dolce e profondo che lo rapiva e non lo lasciava andar via per ore ed ore. Lei aveva una giacca a vento dello stesso rosso quel pomeriggio del primo bacio nel Parco, sotto un albero colorato di autunno. Rivide le sue braccia che le accarezzano la schiena attraverso la giacca rossa e la vertigine che provò quando le labbra si incontrarono con quelle di lei. Il sapore e la morbidezza di quel bacio lo costrinsero a chiudere gli occhi, E da allora aveva sempre amato quel rosso così vivo e caldo…lo stesso rosso che si spandeva sulla sabbia attorno a lui in quel deserto iracheno intriso di odio. E come in quel bacio…chiuse gli occhi
17/07/2005 E’ assolutamente certo che una donna che ti chiama “Angelo” non vuol altro che risvegliare il “Diavolo” che è in te…:-))))
Ripesco un post di un paio di anni fà... Tentando di fare ordine nel mio PC...mi è capitata la sua foto. Cavolo pero' ..certe cose fanno esplodere emozioni anche a distanza di anni...con un semplice clic su un .jpg. (ehm..è un post per adulti...mi raccomando):-)) E’ una sera qualunque di pioggia e di freddo ed io sto correndo sull’autostrada verso un odore di donna impegnata a far uscire lui dalla sua casa (cosa mai dirà? Che ha mal di testa..che è stanca e deve dormire?)... quasi un odore che m’appiccica sempre più intenso l’ansia al respiro. Sulla corsia di sorpasso corro contro la mia impossibilità di resistere a richiami di pelle…di parole suadenti e colanti usate al telefono…Avrei anche una donna che mi ama , che mi riscalda ogni tanto l’anima e il cuore con tenerezze e parole che nessun’altra mi dice. Paziente m’aspetta ed accetta i miei frequenti dinieghi, i miei slanci improvvisi dove divarico il cuore mentre lei vorrebbe divaricare le gambe a cavalcioni sul sesso. Ma non posso rubare il corpo e lasciare intatto il cuore ad una donna che m’ama….meglio graffiare quello di una donna che mi vuole part-time…come uomo da orgasmo sicuro e che poi se ne va ad asciugarsi altrove. E’ quest’ultima che invece mi strega in questa notte di nuvole e pioggia a dirotto, che m’ha rapito fino alle prime ore dell’alba… quando il bianco della luce scontornava il profilo immaginato dei suoi seni ancora protesi….mentre lei al telefono dimessa chiedeva a che ora stasera… Ed eccomi qui…che infilo l’uscita di questa città…Trieste..che dicono mitteleuropea..ma che per me è solo puttana..adagiata su colli con le cosce aperte al mare…. L’SMS è categorico….”aspetta..c’è lui”…mi fermo..c’è un bar. Non ho voglia di nulla…un decaffeinato…. mi costringo ad ordinare..il barista mi guarda e sorride…ed io mi sorprendo a pensare che lui sappia perché sono li’…impossibile è vero..ma l’ansia di amante esplode ad ogni piccolo rumore… Mi siedo e sfoglio un giornale…senza leggere nulla…attento solo al rumore della suoneria del mio cell…..entra una donna sulla 50ina..con il viso rosso di freddo…ordina un amaro e si siede poco piu’ in la’…..è triste ed ha gli occhi lucidi…evito di incrociare lo sguardo…riconosco quel tipo di donna..se solo ci scambi una frase qualunque…ti scarica addosso per ore tutta la sua vita triste e disordinata fatta di bevute e di amori ormai persi…..Entra un ragazzo ed esce di corsa… niente sigarette in quel bar….poi entra LUI…e nello stesso momento suona il cell…non posso rispondere non me la sento…mi alzo la suoneria è in “ascendente”.. e tutti mi guardano… alzo il mio cell..fo’ finta di leggere il nome di chi mi chiama..lancio un ufff..ne piano ne’ forte…rispondo con “ti chiamo io sono occupato adesso”…e riattacco…mi avvicino nervoso alla cassa e mentre sto’ pagando il cell ricomincia…alzo gli occhi al cielo aspettando il resto e forte chiedo al barista “il confine è lontano da qui?”…lui mi guarda pensoso e comincia con un “dopo il primo semaforo giri a destra………” e continua imperterrito ed io che annuisco con gli occhi fissi sui suoi e la mente in subbuglio…e il cell smette di suonare….per un attimo..e poi ricomincia. LUI si avvicina a pagare e mi guarda divertito…mi giro ed esco….Il freddo mi si precipita addosso…mi fermo..non voglio andare in macchina…non almeno fin quando LUI non vada via con la sua….e allora rispondo al cell…li’ sotto la pioggia e il vento…lei è arrabbiatissima…ed io cerco di spiegare…ma le mie parole sopra le sue non si capiscono..allora urlo “stai zitta”…e il silenzio cade…le spiego i fatti con calma…lei risponde remissiva e quasi eccitata…quell’urlo l’ha devastata…come uno schiaffo che riempie di umori…..LUI esce ed io abbasso la voce…parlo come se lei fosse all’altro capo del mondo e non a 300 mt…LUI parte..arriva al semaforo svolta e scompare. Mi calmo…respiro forte….ho bisogno di qualcosa di forte…rientro al bar …il barista mi guarda e mi chiede se forse non avevo capito la strada da seguire…no le rispondo..vorrei un cognac…vero..forte….devo purtroppo tornare indietro..problemi…ma grazie per tutto…. Il liquore scende piano e bollente…tutto ritorna nell’ovvio…la tempesta finisce…il respiro si calma…pago ed esco ancora una volta…parcheggio la macchina nel solito posto..al buio..nascosta tra due siepi..in mezzo a coppi rotti e barattoli vuoti….Guardo il cancello semiaperto che mi aspetta…senza esitare lo varco e lo chiudo….la porta di casa si arrende al mio tocco…entro al buio…solo una luce fievole giu’ in fondo….non chiamo..non dico nulla..in silenzio percorro il corridoio ed entro nel salotto…profumatissimo di non so’ che…ma buono…e rischiarato da molte candele poste ovunque…lei non c’è. Mi tolgo la sciarpa ed il giubbotto di pelle..lo lancio sopra una sedia…mi guardo attorno….la chiamo piano…e la porta del bagno si apre..lei esce di corsa e mi travolge..perdo l’equilibrio e cado su un divano che scricchiola incazzato…..senza parlare ci riempiamo la bocca di morsi, respiri e saliva….mi sbrana e mi sveste…tutto nello stesso momento…e quando vola la mia camicia a piccoli scacchi vedo un rosso fugace…una striscia che pare uno strappo…le blocco le mani…ma non posso fermare il suo viso che impazza contro il mio…finche non le prendo i capelli e dolorosamente la tiro indietro da me….e resto di sasso….la sua bocca sembra piena di sangue e il suo viso pieno di ferite…..mi fermo cogli occhi sbarrati…e lei ride forte….si alza…allarga le gambe…si mette le mani sui fianchi e ride sguaiata….ed ecco che ci arrivo…è rossetto…labbra riempite di rossetto hanno fatto scempio di me e di lei e della mia camicia….e vedo che anche gli occhi son truccati pesanti….sotto ciglia allungate e tirate all’insù…….e mi eccito! Non qualcosa di visto finora…non quel brivido intenso ma lungo…..ma un’esplosione immediata…mi alzo l’afferro e la lecco sul viso…la bacio la ingoio…le succhio saliva…la mordo..lei mugola e risponde colpo su colpo mentre le sue unghie rosso fuoco mi graffiano ovunque…."Fottimi" mi urla.. non mi piace la parola, ma mi piace in questo momento, non l'avrei mai detta, avrei cercato un sinonimo o un sostantivo, un altro verbo magari ma "fottimi" si... rende meglio l'idea di questa donna stasera puttana… anche se è lei che si muove davvero…sale e poi ridiscende senza darmi pace col suo ginicchio fra le mie cosce… senza darmi il tempo di capire, senza darmi il tempo di reagire, senza nemmeno lasciarmi pensare se sbatterla li’ in piedi o gettarla sul marmo per terra… ma il divano è dietro di me…mi getto all’indietro e lei sopra si incolla…con quel sapore di dolce rossetto che lascia sete in gola e voglia di farle male….ah..si, mi piace... lei scivola piano mi azzanna i capezzoli…il dolore colpisce ad aumentare la voglia di lei…una voglia bestiale…primitiva…di donna da usare come piacere assoluto…..e lei scivola ancora..i suoi seni mi schiacciano il sesso…che risponde durissimo a questa carezza….e scende..lasciando tracce di rosso ovunque… come colpi di coltello su carne pulsante….scende e si ferma …lo prende…lo osserva…lo lecca e lo bacia…lo ingoia e mi guarda……….ed io voglia di esploderle dentro….che limito togliendomi dai suoi occhi indecenti…..e getto indietro la testa a gustarmi banchetto di lei…rumoroso banchetto…duro banchetto per denti avvezzi a dare piacere….o dolore per bloccare il piacere…lo sento il suo morso…che sembra staccarmi brandelli di sesso…e mi inarco portando le mie mani a controllare i danni…no nulla..respiro…la guardo con odio..ma lei allarga le cosce…si porta un po’ avanti e si immola sul mio sesso lentamente e poi quando giunge in fondo mi stringe dentro…percezione di muscolo che mi masturba leggero dentro di lei…. e le sue labbra che aspirano la mia aria mi danno il sapore che è lei che mi sta fottendo davvero. Cavalca sicura tenendo le mani sulle mie spalle..artigliate..graffiate anche loro…cavalca sempre piu’veloce…..vomitando parole che sanno di sesso… afferro i suoi fianchi e la fermo appena un istante... sento che non resisto, che sto per impazzire, che sto per salire sulla cima più alta per poi lasciarmi cadere... e ma lei comprende e si toglie….si abbassa e mi morde forte…ed io non resisto..lo schiaffo la colpisce diretta…come il dolore che lei mi ha appena dato… e la fa vacillare. Controllo..nessun danno apparente…ma ancora il dolore persite….mi pento…”scusa” sussurro…il mio sesso è ormai steso in riposo assoluto….quasi testimone critico di quanto ho appena fatto….”scusa”..ripeto…e lei ride forte e mi assale piu’ selvaggia di prima…mi morde le labbra…si struscia addosso come serpente sinuoso…respira forte…mentre ripete fottimi…sbattimi….. e allora mi alzo..la giro..le sue mani sul bracciolo del divano..i suoi capelli nel mio pugno a tirarla…e la infilo da dietro…trovandomi in umida carne….bagnata di umori che sembrano immensi…ed il profumo di sesso si sparge ovunque mentre la cavalco forte guardando la sua schiena incurvata le sue cosce larghe e i suoi glutei in cui rimbalzo ad ogni colpo…come un’onda che torna indietro dopo avere impregnato la spiaggia…..Ogni colpo piu’ veloce dell’altro..ogni colpo è assordato da siii…ogni colpo è chiamato e voluto ancora piu’ forte..ancora piu’ dentro….finchè la sento improvvisamente afflosciarsi gridando…cosi’ di colpo…senza che ne abbia avuto sentore…lei è spalmata ansante sul divano ed io li’ in piedi con la voglia di cadere per terra…sudato e distrutto… La lascio ai suoi moviemtni al rallentatore…col suo profumo di donna sbattuta….e vado in cucina…apro una bottiglia di acqua e mi attacco al suo collo bevendo e affogando…mentre un rivolo gelato mi scende addosso…rabbrividisco e torno in salotto…lei è ancora li’…dipinta di rosso…di orgasmo e di 5 dita riconoscibili appena…che la fanno uguale ad un’indiana selvaggia che riposa tra coperte di bufalo……mi avvicino..e mi siedo vicino a lei…le accarezzo la fronte con un dito…che poi passa sul naso…bello non l’avevo mai notato cosi’ bello…e che si ferma sulle sue labbra…lei apre la bocca..me lo morde…piano…ride complice e mi abbraccia…mi bacia dolcemente…mi sussurra parole dolcissime…e cosi’ sudati…umidi…abbracciati….ci respiriamo addosso ai nostri corpi feriti…strisciati…morsi…dolenti…..Mi tocca..e il mio sesso esplode come se stesse aspettando dolcezze…..ricoprendoci entrambi…..esauriti di forze e di sospiri. Dopo un’ora mi son risvegliato…l’ho presa in braccio..dormiente..e l’ho portata a letto….mi son fatto la doccia…vestito e prima di andare mi son chinato su di lei e l’ho sfiorata con un bacio alle labbra…..”ciao amore” mi ha sussurrato……Sono uscito…..e lungo la fredda e piovosa autostrada ..tra uno starnuto e l’altro per via dei capelli ancora bagnati …mi son chiesto se quell’ “amore” era per me o forse nel sonno mi ha scambiato per lui…..Di certo non saro’ io a chiederglielo! 16/07/2005 ''Riesci a immaginare l'infinito?'', mi chiese lei…stanca…abbandonata sul letto…al buio…profumata di piacere appena goduto….assorta a lanciare il suo sguardo tra le stelle curiose che spiccavano..violente…sul quadro tra la cornice della finestra aperta….. ''... io non ci riesco…eppoi la vita non ci ha abituato al pensiero che qualsiasi cosa ha un inizio…poi finisce?''
Avevo gli occhi chiusi…piacevolmente disteso tra aromi che mi ricadenzavano ..come in un rap…i gesti appena conclusi….quegli occhi chiusi dopo aver fatto l’amore..quando scorre dolcissimo il piacere dell’ essenza di donna addosso. Pero’ ci pensai…e sorrisi ricordando le infinite (quelle si) passeggiate notturne tra amici della mia adolescenza…seri ed attenti ad elaborare ipotesi aliene e di risolvere i problemi del mondo in una manciata di ore….pieni di entusiasmo e di vino. Li vidi..mi vidi..in quel cammino tra le nebbie luminose della voglia di “dire”…”fare”…che a molti non porto’ …come sempre succede…la pianura assolata di un futuro sereno. E mi venne una risposta rapìta…colorata di paradossale evidenza…eppure cosi’ intraprendente nella sua semplice pochezza: “parti dalla fine di ogni cosa…subito dopo…c’è l’infinito''… Riflettei su cosa avevo detto…rassegnato a lunghe dissertazioni che ci avrebbero preso forse ore…ma lei sospiro’…si mise a sedere…passo’ le mani fra i lunghi capelli.. e assenti’. Si giro’ di scatto e mi venne addosso…vestita solo dei suoi mille sapori e profumi…mi bacio’ piano e mi disse “si..è vero…come ho fatto a non capirlo prima?”. La abbracciai stupìto….avevo detto qualcosa che lei aveva capito…ma io neanche un po’! Mi afferrò...mi prese per mano e mi porto’ alla finestra… “La vedi quella laggiu’? è una stella –sorrise- e sai perché so che è una stella?…perché finisce con i suoi contorni…e tutto quello che subito inizia poi..riporta all’infinito….ecco..hai ragione.. l’infinito è tutto quello che inizia dopo i contorni visibili”…… Confesso che rimasi affascinato…..e pensai che dopo tutto niente è impossibile per una donna ancora umida d’amore vissuto in una notte di stelle. 15/07/2005 Davanti al frigo..nuda e ansimante di orgasmo vissuto…portasti la bottiglia di vino bianco e profumato..alla bocca. Lo gustavi ad occhi chiusi ed io vedevo il piccolo rivolo che sgorgava dalle tue labbra..bagnava il tuo collo..disegnava i contorni superiori dei tuoi seni poi si raccoglieva nell’ampia valle che li divideva e scendeva come umida carezza..brillante e veloce… saltando il tuo ombelico teso…..Lo guardai..sospirando..in attesa dell’attimo che non volevo mi sfuggisse…. E quando quel cammino umido scomparve tra i tuoi peli scomposti di battaglia appena conclusa..io mi gettai…scivolando sotto di te in ginocchio…ti afferrai i glutei e mi preparai eccitato a prendere al volo..con la mia lingua …. quella prima goccia che..lenta si staccava ..decisa e delusa…per il suo volo verso terra. Sorpresa ti fermasti…e tra mille brividi che ti attraversavano la pelle…la tua e la mia...mi bagnasti ..ridendo..la testa col vino rimasto…poi lascivamente scivolasti a terra…e mi baciasti violenta. Sento ancora in bocca quelal goccia di vino che conteneva tutti i sapori ed i profumi del tuo corpo abbandonato al piacere.
14/07/2005 Massì...e se davvero esistesse il destino?…e allora si potesse anche dare al destino un senso..non credete?… Se ci fosse qualcosa..qualcuno..a cui dare una giustificazione dei giorni vissuti.....magari il perchè di una vita in bilico tra lucide eresie e preghiere ad un Dio…a volte persino umano….E se..magari.. ci fosse la possibilità di guardarsi chiaramente dal di fuori…..se..se..se….. finalmente uno potesse darsi una ragione assoluta del proprio essere! Invece c’è un movimento continuo di inquadrature veloci.. di un beffardo e strambo regista che gira di continuo.. detta le scene dei miei inusuali cammini…Un regista attento che neanche umano sembra…tanto che dall’alto di una nuvola ..sotto tre stelle….ad est della galassia di Andromeda… non mi chiede mai se la parte mi piace. Eppure le domande sono tante…e le risposte troppo poche e silenziose… e se..ad esempio..anche l’odio fosse una limpida forma d’amore? un veleno lento che tiene in vita? E se il sapore dei baci altro non fosse che una trappola invisibile? E se gli odori di di un uomo e una donna fossero autonomi e si cercassero per sempre anche se mai una volta si sono incontrati? Nessuna risposta…lo vedete anche voi!..Non mi rimane dunque che lasciare aperta la porta …contando su olfatti miracolosi di chi ha stelle per occhi.
Non ho perso l'abitudine di pranzare...purtroppo:-)) Dato..poi..che nessun di voi ancora mi ha invitato a pranzo...devo provvedere da solo. Neanche risparmiare mi fate....vi ho lasciato mesi fa'....ma sempre tirchissime vi ritrovo:-))))))))))))))))))))))))))) ma vi voglio bene lo stesso....
Una emozione arriva improvvisa.. penetra…sconvolge. Trabocca l’adrenalina… esplode…si sparge…E poi brividi….e l’emozione svanisce..
Ma possibile? Deve pur esistere un luogo dove si possano registrare le emozioni. Un luogo simile ad uno specchio persistente.. davanti al quale mettersi e poi abbandonarsi per rivivere emozioni vissute...... Esiste? Essu' ditemelo no....:-))))))))))))) 13/07/2005 Gli alieni hanno deciso di invaderci. Proprio ieri..dopo aver attraversato decine di galassie…sono atterrati lentamente col loro disco volante in un campo vicino San Daniele del Friuli. Un contadino stava zappando l’orto…ma la sera prima era andato al cinema a vedere “la guerra dei mondi”.. Li guarda e capisce al volo la situazione. Così.. quando gli alieni si avvicinano e gli chiedono “è questa la terra?” lui, senza agitarsi… continuando a zappare… senza nemmeno alzare la testa risponde “no”. Sono ripartiti delusi e son convinto che non si faranno mai più vedere. A volte andare al cinema aiuta no?;-)))
TADAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA...rieccomi qui dopo quasi 3 mesi! Intanto rassicuro tuttissimi...nessun problema..sono stato e sto' benissimo. Ho semplicemente staccato per un po'...(come d'altronde avevo fatto l'anno scorso..quasi nello stesso periodo). A volte mi capita lo "stress da abuso"...e allora mi occorre un po' di sana solitudine. Rieccomi caricato. Mio padre tutto benissimo... e..facciamo le corna...nulla mi preoccupa. Periodo di intenso lavoro naturalmente...visto che siamo alle soglie delle ferie.
Vi raccontero'..strada facendo...Intanto vi ringrazio di cuore...delle vostre preoccupazioni nei miei ocnfronti..siete davvero molto carine...mille baci a tutte:-))) |
il caos ordinato--Vi prego di non entrare spettinate o nude nel mio blog: nel primo caso non vi faro' entrare...nel secondo non vi farei uscire...v'ho avvertito eh!
ah..se volete sbranarmi meglio che lo facciate su
MSN silvio_3@hotmail.it
o via mail ipotetico_s@yahoo.it :-)
AH..CHI ENTRA E NON LASCIA COMMENTI SI ASPETTI CHE GLI SI SPEZZINO UN PAIO DI QUELLE UNGHIE CHE CURA AMOREVOLMENTE E CHE UN TACCO DI QUELLE SCARPE CARINE SI ROMPA IMPROVVISAMENTE TSE':-))
====PORTO L'HARD (sic) SU IPOTETICO2.SPLINDER.COM=== diversifico insomma:-))
biondograno diana71 L'HARD (soft e non) DI IPOTETICO...DI IPOTETICO L'HARD (soft e non) --ASSOLUTAMENTE VIETATO AI MINORI DI 18ANNI!!!!!! lacorregionale nologogirl:-) zenzerocandito zygadena |