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atomi che esplodono in attimi
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30/09/2004 Oggi sono andato a pranzo con Frà. Era da molto che non frequentava piu’ la cerchia di amici…da quando praticamente si è innamorato di G. e G. di lui. Insomma dopo circa 6 mesi..oggi mi si presenta Fra’ in ufficio alle 12.30. -Ohhhhhhhhh il figliol prodigo-…urlo.. e lui sorride..ne’ allegro né triste…un po’ lento..quasi pensieroso. “Passavo di qui…che ne dici di andare a pranzo da qualche parte? Ho un paio di ore.” Andiamo “da Gardo”..una vicina trattoria per camionisti famosa per la velocità del servizio..se ordini i piatti gia’ pronti…e per la qualità decorosa. Scelta obbligata per chi non ha tempo..comenoi. Ci sediamo.. ordiniamo… parliamo delle cose dei nostri mondi ormai un po’ lontanucci…eppoi ..improvvisamente..comincia a parlare di se’ e del rapporto con G.... Le cose non gli vanno benissimo.. Si..lei è carina..gentile…bella (molto)..vivono insieme da 5 di mesi..lei lavora ma torna a casa presto la sera…cucina..lui la aiuta..è coccolosa etcetc..ma..ma..ma a letto è un po’ tirchia. Spesso passano anche 10 giorni prima che si convinca a fare l’amore…e quando lo fa….non ci mette entusiasmo…si si ci mette dolcezza..e comprensione…ma costringe Fra ad un rispetto nell’intimità.. oltre ogni logica… e lui non si sente a suo agio. “Dai mitico –mi sussurra- dammi qualche dritta che mi risolva questo problema”…Lo guardo sorridendo..come faccio sempre ogni volta che qualcuno mi chiede un consiglio…io che odio darne…ma ..costretto..cerco sempre di non esagerare. La cameriera porta il primo…io mi concentro sulla pasta al pomodoro…comincio a mangiare e prendo al volo il silenzio obbligato..per pensare a G.… a due anni fa….quella breve relazione con lei…neanche tre mesi…e a quel suo modo di essere piu’ mamma e donna che femmina. Ricordo benissimo quant’era bella ed eccitante..e quanto difficile era farle perdere la testa cosi’ tanto da farla correre sotto le lenzuola pronta e calda. Ma il modo c’era…e lo scoprìi per caso..quando una sera le alzai la voce…durante una discussione…e notai il suo sguardo…il suo respiro..i suoi occhi…e mi accorsi che lei era una donna che voleva essere presa…voleva appartenere…voleva dipendere da un uomo. E tutto fu’ poi straordinario…..lei diceva “no..stasera..non ho voglia”..ed io che le rispondevo alzando la voce “Si…tu stasera vieni a letto con me”..e lei si eccitava…faceva l’amore appassionatamente…diventava un’altra..senza inibizioni senza dubbi…senza che ci fosse qualcosa che non le piacesse fare. Praticamente bastava un si piu’ deciso..inequivocabile.. e lei dava tutta se stessa. Fra’ non sapeva di questa lontana relazione con G.….solo una persona ne era a conoscenza..e non faceva parte del nostro giro.…Non sapevo come aiutarlo…o meglio non sapevo come dirglielo…si sarebbe accorto che qualcosa non quadrava se gli parlavo chiaramente. Arriva il secondo e decido di usare la vecchia tattica…gli parlo di “un amico” che aveva avuto suppergiù lo stesso problema…e di come l’aveva risolto. Lui mi guarda..non capisce…vedo che non ha messo bene a fuoco “Ma…-mi dice…devo darle qualche schiaffo”?.. “Ma scherzi?-rispondo- cosi’ poi lei ti tira qualche coltellaccio e ti manda in ospedale” e rido… “No..no..devi fare il duro..ma solo a parole…sai –continuo- molte donne..nell’intimità…vogliono che l’uomo conduca il gioco…che non sia li’ a mendicare le loro attenzioni..ma che le esiga. Ce ne sono altre che magari agiscono al contrario….G. ..da quello che ho potuto capire da te.. sembra che appartenga alla prima ipotesi..ma posso anche sbagliare eh”. “Ma sia chiaro pero’…che se fai questo tentativo…devi limitarti solo all’intimità…se lo facessi anche nel quotidiano…davvero va a finire che G. ti tira qualcosa”…..Mi guarda ancora…non mi chiede altre spiegazioni…tutto concentrato sulle mille domande che lo assillano…conoscendolo..una in particolare credo: ce la farò a sembrare un duro??… Restiamo in silenzio un paio di minuti…poi parliamo di altro…non vuole entrare nei dettagli..ed io l’assecondo. Finiamo di mangiare ..usciamo..mi riporta in ufficio…ci salutiamo….apre la porta…si gira verso di me schiarisce la voce..la indurisce (si fa’ per dire..ci vuole anche la voce adatta per certe cose) e guardandomi mi fa “No..tu stasera scopi eccome!”…esplodo in una risata e batto le mani…e finalmente anche lui ride…cosi’ tanto che quando l’accompagno in macchina…porta con se un singhiozzo devastante. Prima di andare..con fare complice..mi dice “hei..questa cosa non la diciamo a nessuno vero?..mi raccomando!” ..”No..rispondo..ci mancherebbe…ma anche tu non dirla a nessuno… anzi io e te non ci siam proprio visti oggi eh!” Ricomincia a ridere di gusto…mette in moto e se ne va…seguito dal mio saluto con la mano…e dal pensiero che ci son certi uomini che non sono attenti..e che quindi non scoprono mai davvero quel che le donne che amano vogliono da loro…
Bea(trice) era conosciuta per l'affitto delle bici...d’estate..ai turisti. Era appassionata di film e ne parlava coi clienti per ore...mentre Mario..suo marito.. tra un ricovero e l'altro nella casa dei "matti"… l'ascoltava ...seduto su una vecchia grande sedia...con un sorriso immobile e gli occhi pieni di febbre. Un'estate vedemmo spesso Bea… da sola… custodire il parcheggio..Mario a quei tempi stava bene...spesso andava dai cugini in campagna e stava via per settimane intere per poi ritornare ..indeciso e timido...con olio e vino in pacchi di carta gialla pesante. Bea era comunque allegra..quasi ballava tra la trama di un film e l'altro.. che raccontava a chiunque si fermasse un momento nelle sue vicinanze....Passo' l'estate..l'autunno malinconico ci avvolse e torno' a suonare la campanella della scuola regalata da un chissaquale ministro.. in altri tempi. Una mattina l'eclisse oscuro' i tetti ..le case..le vie..gli alberi…tutto. Nel piazzale della scuola ci riunimmo ..chiassosi ma anche un po’ timorosi..per osservare il cielo. Il vento soffiava mentre il prof. di matematica e fisica ci spiegava…con termini adatti.. cosa stava avvenendo tra la terra.. il sole e la luna. Noi ..eccitati…. quasi fossimo unici testimoni di un incomprensibile incantesimo… ci gustavamo ogni attimo..dietro lenti affumicate... della vista del sole che pian piano spariva..e speravamo potesse portare con lui ogni tragedia del mondo... I guaiti dei cani lontani..il chiacchiericcio insistente delle galline…i muggiti potenti che uscivano dalle stalle… non riuscirono pero’a coprire le urla disperate di Mario. Pianse ed urlo’ per tutto il giorno….vagò di notte sotto la luna… lanciandole maledizioni per aver cercato di rubare il sole. Bea …al mattino.. preparo’ e mise fuori le valigie.. fece il bagno al marito…. gli fece bere..con pazienza..imboccandolo...il caffelatte… e lo vestì come se dovesse andare ad una festa. Sotto un cielo grigio che minacciava pioggia.. andarono via con un taxi'..verso la casa dei “matti”. Torno’ dopo tre giorni… accese la stufa…. fece il caffè d'orzo mischiando alla polvere le lacrime amare dei suoi tanti giorni tristi….La sera ando’ dal parroco…e se ne torno’ con un cartello scritto a mano “VENDESI” che attacco’ con un chiodo alla porta della sua casa. Dopo un settimana Bea parti’ ….proprio mentre parcheggiava accanto al marciapiede un camioncino pieno zeppo di mobili e scatoloni. Nessuno la vide più... ma dopo qualche giorno…cominciò a girare la voce che avesse raggiunto Mario nella casa di cura… facendo finta di essere impazzita.
29/09/2004 Si sentiva un intruso..in quell’alba….quando il sole bianco evidenziava le fenditure dei monti ancora bluscuro…. Aveva vinto la resistenza del sonno..per uscire li’..sul terrazzo.. ad osservare coi suoi occhi il vigore del solito rito…. La metamorfosi monotona… ripetitiva… silenziosa.. del giorno..narciso.. che ogni ventiquattro ore ripete se stesso.. ritagliando..come forbice eterna.. quei monti …dal fondo nero dell'universo. Lui.. stanco di essere .. guardava ogni raggio di luce che esplodeva….e in quel nero lento a diventare grigio e poi colori forti.. si sentiva a disagio….. lui l’intruso…a spiare un sole bianco..interminabile e lontano..forte…vivo.. ma che poteva sparire semplicemente posando una mano sugli occhi… E lo sentiva il rumore…dell’energia di atomi che bruciavano gridando alla luce tornata…una specie di ritmo..che si spargeva col suo respiro….tutt’uno con lo scorrere della sua vita. Un messaggio chiaro: non farlo! Ma si sentiva un intruso..e non era un banale contrapposto tra chiaro e buio… la luce..lo portava all’esistenza come un tragico tormento… glorie disattese…delusioni come ferite sempre aperte….la sua vita era insufficiente all'esistenza…. Si sentiva di aver ragione...tutto sommato la morte gli sembrava l’unico istinto di bellezza… una bellezza assoluta e allontanata dai sensi.. dalle passioni… e da ogni richiamo al piacere.
Ci sono donne che ti passano accanto e profumano di diverso. Profumano di fascino, sensualità, profumano di vero e, spesso anche di sesso. Le vedi camminare in mezzo alle altre, e hai l'impressione che il mondo le sfiori appena. Non stanno in mezzo alla gente. E' la gente che sta intorno a loro. Guardano lontano e dentro di se'. Le vedi che arrivano camminando come se si dondolassero, come se cullassero il loro corpo..in attesa di un orgasmo. Ed allora hai due possibilità...o fuggi terrorizzato...oppure ti avvicini e le chiedi se puoi passarla a prendere stasera. Se non sorride mentre risponde..lascia stare ritenta piu' avanti....se invece sorride di qualsiasi sorriso….qualunque cosa ti dica...anche se ti lancia parole dure..anche se ti dice che è sposata o fidanzata...anche se ti offende..... tu dalle il tuo biglietto col num di cell...... è quasi sicuro che ti chiamerà prima o poi:-)))) Questo perchè quelle donne sono spesso abituate solo a sguardi pieni di promesse mai mantenute e ad apprezzamenti detti a voce alta in pubblico.... ma non resistono a due occhi che si piantano nei loro e a parole decise ed inequivocabili. Quindi non abbiate mai paura...le donne..prima.. si commuovono davanti agli uomini con la paura negli occhi....ma poi li odiano.
28/09/2004 Iraq, due italiane rapite liberate a Baghdad - Jazeera ( Mar 28 Set, 17:58)
DUBAI (Reuters) - Le due volontarie italiane rapite e tenute in ostaggio in Iraq sono state liberate e consegnate a un diplomatico italiano nella capitale Baghdad.
E' ancora lui. Io non so cosa sia il desiderio di una donna. Lo conosco da sempre! Lo chiamo per nome, un nome che rimane lo stesso in lettere ma è diverso per significato.E' ancora lui. Lui e l'ode. Il desiderio mi parla attraverso drappi di colore rosso …e fuoco azzurro. Lo guardo. Ci parlo. Lo accolgo. Ma l'ode no. Come si fa? Potrei provare ad immortalarlo in lastre d'ambra… in celluloide sottile…. in nastri magnetici…ma è impossibile sorprenderlo fermo…lui si rinnova…si muove continuamente nella mia anima….è inafferrabile. Eppoi non so chi sia. Lo conosco e basta.
Lui si diverte…disegna comete bollenti nelle frasi.. accende fiamme di mille colori…dove si specchiano sorrisi e folti capelli..corpi bagnati …. visi. Lui gioca…il colori esplodono…spariscono..poi tutto ricompare come sequenza di atomi che si aggregano…in nero lento. Spesso non lascia spazio…corre veloce…come volesse uscire da una dissolvenza..premendo sottopelle con una violenza inaudita. Ma un'ode per lui..no.. come si fa? Usa mezzi incredibili…a volte addirittura posso vederlo attraverso il display del cellulare… uno dei miei occhi più recenti. Sto’ li’…fisso il suo nome e mi ritrovo in spazi personali ristretti… quasi uno zoom al 500. Lui continua il suo costante cammino ignaro dell'ansia.. della paura.. del tempo che torna indietro.. di me. Mi ricorda Johanna in "My Old Gibson Guitar": voce e anima senza poterne vedere i confini. E tutto diventa un rapido movimento di palpebre… lancette sovrapposte… tempo sfilacciato in metallo tagliente… fiabe sonore in fabbriche abbandonate…ma lui non si ferma..non ha pausa.. continua a infierire..crudele.. e getta nell'incredulità della mia passione una moltitudine di caratteri in grassetto… intraducibili… Ma un'ode no! Come si fa? Non sapete che le fiamme azzurre non si possono raccontare? E forse neppure scrivere?….Posso dirvi solo che lui si muove continuamente seguendo ritmi ideali di percorsi mai neppure immaginati…sempre diversi.. Ed io posso solo seguirlo con lo sguardo… per vedere mani, seni arroganti, labbra gonfie di baci..cosce invitanti…lingue saettanti..carezze totali e gesti umidi umidi umidi… io posso solo essere li’..per vederlo infine ridere di gusto oppure spegnersi temporaneamente in malinconia o ancora incazzarsi a lettere maiuscole. Lo seguo con i pensieri e mi accorgo dei suoi attimi di pausa… della sua immobilità apparente… del suo muoversi alla ricerca di soluzioni attraenti….delle sue risposte aperte ad altre domande che richiamano risposte aperte. E allora ad un tratto vedo piovere parole, sensazioni, emozioni ….mi soprende una tempesta di pensieri.. mi nevicano addosso sorrisi che dissolvono il nero lento….e riaccendono ad uno ad uno i colori… Ma un'ode no! come potrei fare? Non so chi sia. Lo conosco soltanto il mio desiderio che corre: che si riposi un attimo..ed io scrivero’ quell’ode. Viviamo..ciechi.. cambiando attimo dopo attimo… e forse non siamo attenti..non percepiamo la nostra continua metamorfosi....noi che torniamo noi..poco più in la’.. la trasformazione dell’identico.....…Spesso un semplice incontro da’ il via a metamorfosi incredibili. Noi siamo abituati a guardare il tempo come una linea retta… spezzata da tratti verticali piccoli o grandi …che sottolineano gli eventi e li fissano nella memoria/storia.…..Invece quell’incontro ci fa’ pensare ad un tempo come spazio senza spigoli.... come un insieme di cerchi che si toccano...per ogni attimo un inizio ed una fine che combacia con l’inizio di quello successivo... (inizio/fine all’infinito) ….. I sogni, i desideri, il piacere che derivano da quell’incontro..frantumano il tempo in un’anarchia di cerchi/immagini che hanno valori solo per noi..non riconducibili ad altri….e la nostra realtà..cosi’ come fino ad allora vissuta e pensata…(lineare, ordinata e organizzata ) esplode e si frantuma in una serie irrepetibile di successioni storiche e si trasforma in un caos di cerchi..a volte addirittura concentrici: eccolo il miracolo che spicca da una visione circolare degli attimi di vita....visioni senza angoli..come un corpo di donna controluce!
“Ho avuto in dono dalla vita un cavallo bianco su cui ho girato e dondolato a piacimento, finché non è passato il controllore a chiedermi il biglietto” (T.Terzani-“Un altro giro di giostra”)
Ti aspettavo…mi son seduto sul divano…ho spento tutte le luci…emozionato come quando leggo i tuoi libri..o ci passo soltanto vicino ed il tuo nome mi sorride. Ho aspettato..davanti alla TV…neanche uno zapping..fermo li’…testardo.. su quel canale…finchè la tua barba bianca non ha fatto brillare lo schermo…e la notte era scesa … la luna alta. Si..lo sapevo che saresti venuto… Tiziano... ... si sei proprio Tu …ed è come se tu fossi vivo ancora…da qualche parte…forse in Cina..in India..chissà: sai ancora tutto di noi.. come va il mondo… ed hai le idee chiare su come invece dovrebbe andare.. Ti sento parlare…toscanaccio disincantato… e ti risento ridere forte..di quella risata piena che ti fa’ spassoso nella tua serietà (e mi sono commosso..pensando ad una di Mantova di tanti anni fa’)... e ti osservo mentre spargi a piene mani la tua "inguaribile" speranza…. Ce l'hai fatta ancora una volta... ed ancora una volta probabilmente in pochi ti stanno guardando…ma è troppo universale perché non viaggi lontano..magari a piedi come te…il tuo messaggio diverso..semplice: “e se all'odio provassimo a contrapporre la non-violenza? Se alla forza opponessimo il rispetto? Se alla rabbia e all'orgoglio proponessimo semplicemente la pace? Declino il verbo “Assenza”… ogni volta che tento di correrti incontro per abbracciarti... sei sempre un soffio più in là…che cammini piano verso un orizzonte chiaro …ma per i piu’ sconosciuto. Non per me…fortunato…ti ho conosciuto molto tempo fa’… e non ho potuto seguire il tuo percorso senza restarne toccato.. senza esserne in qualche modo cambiato. Grazie Tiziano (Anam.. «il senza nome») Se non lo conoscete…ecco i suoi libri… “Pelle di Leopardo” (1973)..sulla guerra in Vietnam “Giai Phong! La liberazione di Saigon” (1975) ..l’unico giornalista che resta a Saigon dopo la fuga degli Americani “Holocaust in Kambodscha” (1981) primo giornalista in Cambogia dopo l’intervento vietnamita “La porta proibita” (1985)…. Dopo l’arresto in Cina (dove viveva) per attività controrivoluzionarie “Buonanotte, Signor Lenin” 1992…in viaggio in Russia…fu testimone del crollo dell’Impero Sovietico.. “Un indovino mi disse” (1995).. viaggio in Asia..senza prendere neanche un aereo (l’indovino gli aveva detto che sarebbe caduto) “In Asia” (1998) la continuazione del viaggio.. “Un altro giro di giostra” (2004).. viaggio alla ricerca di se stesso durante la sua malattia letale. 27/09/2004 Il nonno di mia madre morì nella guerra del '15-18. Morì dissanguato. Lontano dalle tende..con la pioggia che cadeva fitta..tanto che nessuno ne sentì i lamenti. Morì alle quattro di mattina. Alle quattro di mattina la nonna di mia madre si svegliò, si alzò da letto, scese in cucina e incominciò a piangere. Sua sorella …che viveva con lei… la sentì. Scese giù anche lei… e le chiese perchè piangesse....."è morto.... Aldo è morto...l'ho sognato che mi sorrideva mentre stava morendo....è morto io lo so…da solo..su una terra bagnata di pioggia e di sangue…una terra che vorrei non avesse più fiori né alberi..e che vivesse sempre di notte ascoltanto le sue urla". La sorella scosse la testa…incredula… cercò di consolarla come si fa’ con una bambina… dicendole che il sogno era cattivo perchè la vita in quel momento era cattiva… e che persino sognare buono era impossibile. Ma la nonna di mia madre continuò a piangere il marito morto..Vestì abiti scuri, da vedova, già da quella mattina e prese a raccontare..piangendo..a tutti quelli che la salutavano.. del suo amore passato. Lo raccontava come l’amore piu’ grande… e diceva che era scappata di casa per lui.. perchè i suoi non volevano. Lui era il figlio di nessuno. Un N.N. scansato da tutti…che nessuna donna del paese avrebbe mai preso. Raccontava che scappò di casa ma non andò da lui. Scappò di casa e si fece ospitare da una sua zia comprensiva…. Dopo quella notte passata lontano…i suoi le permisero..anzi fu quasi un obbligo… il matrimonio. Lo raccontava buono e gran lavoratore.......dolce e gentile…che non le aveva mai fatto mancare nulla persino quando fu’ licenziato perché frequentava i sindacalisti.
Dopo due mesi arrivò una lettera dal fronte...-suo marito ha generosamente donato la sua vita alla patria..ecc.ecc.…..- ma la data di morte era sbagliata...diceva lei. Pianse come aveva pianto due mesi prima...e visto che non sapeva scrivere...andò dal parroco e gli dettò una lettera da mandare a chi comandava i soldati al fronte. Nella lettera diceva che non voleva indietro il corpo....dovunque l'avessero messo... perchè nè la data di nascita nè la data di morte corrispondevano... L’avevano voluto al fronte..gli avevano dato il fucile e vestiti da soldato…lo avevano fatto vivere dentro una trincea…dormire per terra..senza un riparo…mandato all’attacco e fatto morire… lei lo sapeva…ma se la data di nascita e morte erano sbagliati..beh allora…non era piu’ il suo Aldo ma qualcuno che apparteneva a loro e che non rivoleva indietro.… L’avete fatto diventare un altro da vivo…finì…..vi appartiene anche da morto. Il nonno di mia madre è restato a Redipuglia con la data della nascita e della morte esatta...... Non l'hanno mai voluto portare nel cimitero del paese e non so se fosse perchè non c'erano i soldi o perchè la nonna di mia madre non voleva che il marito morto...essendo in qualche modo vicino...potesse non essere d'accordo sul fatto che lei dovesse per forza risposarsi.... cosa che fece dopo un anno esatto...per quei quattro figli che lui le aveva lasciato e che da sola non poteva sfamare.... Ma sottovoce diceva sempre del secondo marito..."è come un pane rifatto…ma almeno nessuno ancora me l'ha portato via". non cominciate a chiedervi cose strane eh....l'avro' scritto 4 anni fa:-)))) calmeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee:-))
Questo tramonto che sale.. sa di sesso….di lenti gesti che si ripetono…di malinconia..piacere e dolore… di muscoli duri e tesi… di ritmi d’amplesso… sudore che scende...di onda di orgasmo……….. Poi respira scendendo....di rosa e di grigio…di cielo indulgente... di bocche che amano… di passi di danza.. di occhi che distillano il tempo..chiusi.. di piedi nudi sull’erba..di pioggia sottile..di corpi umidi..stanchi..assopiti…………è già notte.
26/09/2004 Ubriacati di me… e trascinami nel mare dei tuoi sogni…colorati di schizzi di piacere…
Balla per me…vestita di poco e d’autunno…balla per me….alza la gonna…con le dita smaltate accarezzati le gambe…scosta quelle mutande.. inutili e bagnate… agitati… bella e sensuale… …assorbi questa musica totale…afferra il tuo seno velato di nero…. mostrami il corpo ad occhi chiusi e piega la schiena pallida… voltati….invitami al tuo banchetto di sensi…fammi entrare dentro di te….. toh..vi fo' un regalo...uno spazio pubblicitario da riempire (e non cominciate con "CERCASI uomo di RAZZA perchè il BASTARDO l'ho gia' avuto" eh:-)))
Pensieri indecenti ..si staccano da me…rotolano impazziti…rimbalzano sulla tua immagine ferma sullo schermo… vagano veloci sbattendo contro le pareti in cerca di un’uscita…non la trovano…tornano ..sfiancati..dentro di me…li accolgo..li tranquillizzo …li convinco a rifugiarsi tra le mie dita…apro la finestra..li riscaldo..mi concentro…li lancio il piu’ forte possibile..sfidando la notte..la distanza..persino la fantasia…………………..ricadranno su di te sulla tua pelle color miele..sul tuo ventre in attesa….sul tuo seno accogliente…sulle tue labbra infuocate…..tra le tue cosce aperte…….
25/09/2004 Liliana è qui…né più né meno che un’immagine su un foglio lucido di carta….. è proprio Liliana.. i suoi occhi..il suo sorriso..e quelle fossette sulle guance…e li’ vicino Luigi..Carlo..Giovanna ed io…. 18 anni ..una gita della scuola… e quelle sue dita che mi toccavano..e che nessuno avrebbe mai potuto notare..se non ci fosse stata una foto….questa foto. Ricordo che quando la vidi considerai solo le sue labbra e la punta del suo seno…che spingeva decisa contro la sua maglietta azzurro chiaro… Mi sembro’ subito sapore vissuto … linguaggio comune…come il casino di voci fuori scuola..o il rumore di un motore a tutto gas dentro un’officina. La prima volta nell’auto di papà…..il silenzio delle vigilie di attimi importanti…le toccai i capelli..non si mosse..era tesa…la baciai..rispose piano..affondai la mano nell’incavo scuro delle sue ascelle…e una significante gocciolina mi bagnò la punta del dito…. era viva… ed era li’… Mi colorai la lingua del suo pallore...e l’abbracciai…si mosse.. i miei sensi andarono oltre le stoffe che la ricoprivano..la sentii nuda e vera… e mi si fermò il respiro…si..lei c’era. Percepii il suo alito caldo addosso…il suo gomito si incuneò tagliente nel mio ventre..il suo avambraccio pressò dolcemente il mio petto…le tolsi i capelli dal viso e……non ricordo piu’ nulla se non il numero esatto di molecole che le rubai…e quell’umido intimo che mi impregnò le labbra. Mi nutrii ancora per molto del suo profumo e la consumai sfiorandola insistentemente con lo sguardo di giorno e abbracciandola forte di notte.…e lei divenne sempre più bella. Poi una sera l’aspettai invano sul muretto del mulino diroccato..vicino al fiume. Il giorno dopo dissero che era partita..suo padre..carabiniere…era stato trasferito. Liliana non c’era più ..e solo allora mi accorsi che la stavo aspettando da sempre… per questo il suo arrivo non mi aveva stupito….mi venne in mente che a volte..in passato.. mi era parso di incontrarla.. altrove.. in altre emozioni…ma mai così vere.. come quelle provate per e con lei. E mi chiesi dove fosse andata…certo troppo lontano. Tenni per molto tempo lo sguardo lanciato… fisso…. in un punto remoto dell’orizzonte…là dove spesso si perdono i pensieri degli uomini incapaci di riconoscere il presente che vivono. Poi l’orizzonte pian piano muto’…e divenne piu’ vicino..finchè non ando’ oltre la parete di fronte…tutto cesso’… e tolsi il suo spazio a Liliana .. ormai impalpabile e adeguatamente assente… Ma quelle fossette sulle guance…restarono come ultima reliquia da conservare..
Liliana non esisteva piu’ nella mia memoria…fino a ieri. Come se fosse ..a quel tempo..un embrione di ricordo di un futuro impossibile. Lo riconosco ancora…dopo tanto tempo…..il tuo profumo di pelle morbida..di seta. Si…sento correre..come fosse ieri.. il rivolo di rugiada d'estate fra le tue gambe aperte…e le
gocce lente di sudore lungo la tua schiena….e ho ancora negli occhi quei brividi leggeri che disegnavano sentieri da seguire sui tuoi seni ampi…..si..lo vedo che non è cambiata la linea elegante del tuo collo .. sempre cosi’..teso..dal sapore di rosa delicata. Si..(non guardarmi così… c’è lui che beve il caffè…ma attento ci osserva…) si..le mie mani hanno ancora tra le dita il velluto del tuo corpo toccato mille volte… i miei occhi conservano la visione del tuo corpo lucente… bagnato di umori e bollente di passione… si.. la mia bocca riconosce ancora il sapore della tua carne di femmina …quando il mattino ti sfiorava e la notte ti avvolgeva…e tu ti avvicinavi languida e nuda…….si puoi vederlo anche tu..il mio sesso è eccitato al ricordo di te umida…bagnata… aperta come un frutto maturo… succoso..tenero…. No..non sfiorarlo…non puoi pensare che lui non se ne accorga. 'sta storia del gomito praticamente mi ha tolto due giorni di lavoro...e il risultato qual'è? ho bruciato questo sabato..e forse metà della domenica:-)) Poi ad ottobre impegnato per SAIE Bologna e Smau Milano..novembre per Sign...insomma quasi quasi lavoro nei we e riposo nei giorni feriali:-)))
24/09/2004 Ed ecco che sbava...sconfina..sprofonda nel foglio di schermo virtuale...quasi gocce d'inchiostro...a volte grumi di nero rimasti tra l'indice e il pollice...son punti..son righe. E' banale il mio dramma di blando poeta...la mia ispirazione sparisce là dove lo schermo finisce.
Un giorno inventero’ una tortura…che va dai baci..ai morsi..alle carezze. Ti serrerò le labbra con i denti…ti affondero’ le unghie dentro i fianchi..…ti bagnerò di voglia la tua schiena……Saremo amanti…e come i lemming ..per istinto od avventura....ci schianteremo sull’orgasmo per scogliera……..poi…aumenteremo la tortura.
l'assolo del tuo corpo......il cielo si apre.
Pensavo a noi V.… luci testarde di anime inquiete… polvere di stelle esplose all’inizio del tempo…calore di brace nascosta a cercare ogni alito di vento che ci ridìa speranza… ...lo pensavo..mentre tu mi parlavi ..alla fine di un inverno..volando leggera su ampie vie strette di un'antica città…piena di gradini deserti verso l'infinito…..Ed io non avevo timori …. il tempo e lo spazio non mi sembrarono misure.. ma solo sentieri per ali in cerca di nuove nuvole piene di pioggia violenta… ali..pronte a spiccare il volo ad ogni sommesso richiamo…. Ma infine tu mi ricordasti che noi non siam altro che l'eco delle nostre parole…neanche urla sospese negli occhi... ..dove il mondo si riflette sempre chiaro. Io non riuscìi piu’ a respirarti…. qui…quando estate ormai non fu più…e il vento neanche si fermava a parlarmi di te... Avevo gli occhi confusi per quella storia ben viva nei limpidi vicoli della memoria….segnata da piccoli righe la’ dove ti ho persa …qui ritrovata….e ancora piu’ in la’..perduta di nuovo. Pensai allora davvero che la notte è la vera carezza… nessun alito di vento sulla pelle può dare sollievo quando prende la tristezza… Alzai gli occhi e mi tuffai in quel mare di stelle per spezzare le cime inchiodate sulla tua banchina… e mi lasciai trascinare al largo…. senza catene …oltre un orizzonte mai conosciuto.
Tu restasti li’ ..insolitamente delusa..... seduta tra le fronde nuove e verdi di un amore ... senza dimenticare del tutto i miei passi leggeri sul sentiero del tuo corpo……E ancora stai li’ ad aspettare …ogni tanto mi chiami per nome….ma io non posso risponderti: gli uomini come me sono ombre affamate di luce…quadri colorati sospesi nel nulla in attesa di essere ridipinti sempre di nuovo….lancette ferme che non misurano il tempo. Gli uomini come me…prendono un altro vento…quando si accorgono che una donna ha la sua vera occasione tra le braccia di un altro. 23/09/2004 DEDICATO A TUTTI COLORO CHE AMANO LA DONNA DI UN ALTRO;-)))))))))))) (oggi mi sento buonissimo…ma davvero davvero... e quindi spargo...speranze:-))))) qualcuno mi ringrazi eh!
Infine…si regalerà la prima rosa…. intrisa del suo profumo..… e di tutti quei profumi che restano nell'aria in quelle notti devastanti passate insieme a te…. La comprerà scegliendola lentamente…accuratamente…fra mille e mille..…gialla… Con i suoi petali accarezzerà il suo corpo.. sfiorerà il suo sesso… e si riempirà di quella dolcezza che tu le dai ma che non ha da lui. La poserà sul tavolo e la guarderà con amore… pensandoti… mentre il suo compagno la toccherà incredulo e già eccitato….pensando che sia per lui. La sfiorerà con un dito innocente mentre… curva sul pavimento… lui la cavalcherà.. sudato e stremato. Ne strapperà un petalo quando… sdraiata sul divano… alzerà le gambe per non sentire nulla…. e lui le entrerà dentro senza amore... Guarderà con amore quella rosa … e i respiri affannosi di lui..le parole animali di sesso…non arriveranno al suo cuore… perché a proteggerla ci sarà quel petalo giallo tra le sue dita. Poi verrà da te… con lo sguardo puro e altero di chi ti ama davvero…. e ti regalerà una rosa gialla a cui manca un petalo…..e tu lo sai. Tu sorriderai respirandola ad occhi chiusi perché sai che quella sarà la tua donna… e non ti importa se il petalo mancante non lo vedrai mai. Sai che l'ha messo in una piccola scatola di fiammiferi…in alto..in cucina……Quando sarà piena di petali gialli…è la sua promessa…lei fuggirà da te. 22/09/2004 Sentimmo un appoggiarsi al vetro…uno strofinarsi leggero… e un sussurrio che sembrava narrasse di immense lontananze. Le vedemmo..all’improvviso…erano scarne, smilze figure esili, a ridosso della nostra ampia vetrata. All'interno della grande stanza io e lei (persi in un'unica dura discussione …al buio… lividi e quasi piangenti di rabbia) ci fermammo e ascoltammo in silenzio quel sommesso vociare di corpi lievi. I muri sembravano umidi di scroscio insistente di pioggia fitta che cadeva sul piazzale esterno e sulla strada vicina… e ogni levigatura e muratura interna sembrava assorta ad ascoltare il costante rimbalzare sui vetri delle gocce.
Le fini stoffe chiare delle bianche figure apparivano leggere e fluide… premute contro la vetrata chiusa…. argentate di gocce sottili di pioggia. La prima sembrava si nascondesse… come a sfuggire quasi ad un rimprovero…. e i suoi occhi erano socchiusi..come in un immobile momento di abbandono…sembrava avvolto dal dolore (la stanza buia in silenzio raccoglieva le espressioni stupefatte di me e di lei…. immobili nella penombra….. persi nella sorpresa). A capo chino, l'angelo teneva le mani strette, che si muovevano piano con vicendevoli lente carezze a rincuorarsi. Stava dritto in quell'abito lucente che scendeva sino a coprigli i piedi …e noi fummo sicuri che avesse un peso reale e non fosse tenuta in piedi dallo spirare forte dell'aria. La creatura trsite..volgeva lo sguardo alla sua compagna… e quell'incrociarsi di sguardi tenui chiedeva la quiete al temporale che ritmava i gesti lenti. Lei gli stava dirimpetto e seguiva perplessa il movimento di quelle mani mentre lasciava la sua veste bagnarsi contro il muro. Il vento, che aveva accresciuto ora la sua forza… gliene sollevava i lembi e la inzuppava dell'acqua accumulatasi sul piazzale. Le loro espressioni erano gravi. Fummo presi da quegli occhi che si scambiavano lunghi messagi muti ….e la sofferenza che ne trapelava. Il volto meraviglioso ed austero dell'angelo in piedi fece una smorfia a cacciare il pensiero e tese la mano alla compagna accovacciata. Lei non accetto' l'invito ma cominciò a levarsi piano. Lui le sorrise e lei allargo' le braccia annuendo….un lampo illuminò il cielo, ed una raffica di pioggia chiuse le ante proprio mentre i due angeli si stavano abbracciando… Corremmo entrambi a spalancar le vetrate per rapire il loro volo ….ma il luccichio sconsolato delle creature pallide già aveva ceduto il posto alla via deserta. Ci guardammo io e lei..sorridemmo..intrecciammo le nostre dita e ci baciammo a lungo. Nessuno credette mai a quei due angeli davanti alla nostra vetrata, in quella notte dolorosa di pioggia. Ma se vi ritroverete in simili piogge cercate con lo sguardo, oltre i vetri delle finestre, una coppia di angeli chiari, presi per la mano a ricercar se stessi prima di mettersi in cammino, certi di non essere visti da nessuno. Guardateli e prendete fra le braccia la persona che amate…..e sarete felici anche se nessuno vi crederà mai ..che si sia trattato di angeli. Via... via corriamo via da qui… nascondiamoci agli occhi del mondo… non abbiamo il tempo ne’ la voglia di spiegare a tutti che è solo un minuto che ci conosciamo… via via corriamo a sbarrare ogni finestra della nostra alcova.. non abbiamo che attimi da percorrere….
Lascia che le parole scorrano come sangue nelle vene e sommergano il brusìo di ciechi che incontri ovunque….. ecco..il tempo ... è giunto adesso! Contrasto di maglietta chiara aperta su pelle nuda…gli occhi violentemente chiusi… le mani aperte contro un muro e la voglia che esplode nel ventre… che sparge visioni.. ...passione… dolore e piacere…piccoli lividi…da adorare nelle sere tristi.
La tempesta dentro ……e fuori il tuo corpo ansioso…alla ricerca di mani che devastano al ritmo lento del vento di settembre…....e tu immobile… in attesa …tra scrosci di umidi umori …..lampi di brividi improvvisi….ferma…ferma…cosi’ ad aspettare il piacere da ultima indecente carezza… Fissava le macerie ed i sassi sul terreno calcinoso e inerte della sua mente… polvere grigia e bianca… abbandonati lì da chissà quanto tempo. Guardava quel riquadro ed era vedere poi la sua anima, stesa giù piatta e sterile, coi lati geometrici e netti che la separavano dal mondo. Eppoi la rete del desiderio… verde ….attorno… per difenderla o per contenerla, forse, che non soffocasse il prato della sua voglia di lei, che viveva poco piu' in là, oltre la strada. Lei era il suo sole, nei periodi che esisteva batteva tutto il giorno nel suo cortile e un muro alto lo difendeva da tutto. Ed allora.. l'asfalto della sua anima.. si accendeva di bagliori ignoti... Se guardava il suo cuore..pulsante e abbagliante, netto nella cornice scura dell'asfalto, gli sembrava una porta abbattuta, luminosa, che collegava la terra (lui) al cielo (lei), li separava e li univa allo stesso tempo! Ma lui sapeva che, seppur sembrassero uniti, dovevano esistere, perché non si confondessero, terra e cielo, alto e basso, un uomo e una donna, (2, la legge del 2) per tenere in vita il mondo. Pensava alla sua passione per un riquadro di luce (lei) nel buio dei suoi pensieri: pensava ai suoi gesti in cui ritrovarsi. Eccola qui.. reale, tot. metri quadrati di vaniglia, con un rilievo appena accennato di profumi e sapori, non ancora segnata dai vortici terribili di uragani. Luce calda e aria fresca da bruciare la gola. Doveva socchiudere la porta, avvicinare la terra al cielo, onorare questa infinita possibilità che reggeva il suo universo, di cui nessuno sapeva nulla tranne lui e lei! Doveva girare con fatica il rubinetto incrostato di passati corpi caldi e disponibili..di profumi invadenti dall’essenza forte di eccitazione e far scorrere la prima acqua dopo tanto tempo, rendere fango grigiastro la polvere fine, lavare i sassi e le macerie. Doveva lanciare un segnale, perchè fosse compreso ai due lati della porta. Trovare una carriola di ferro ed un badile. Scavare il terreno inerte, raccogliere pietre, mattoni, rottami rugginosi confusi nella sua mente. Trovare tutte le radici della sua vita passata, ancora modellata attorno ai corpi che ne avevano segnato l'avventura quando crescevano al buio umido di una terra viva ed esploravano tutti gli attimi in cerca di nutrimenti …da succhiare e portar su, per poi gettarli vuoti tra lenzuola stropicciate. Eppoi doveva ritrovare il fusto ormai scomparso di alberi un tempo vivi che vedeva nella mente al limitare della porta abbattuta ove il presente sfumava nel passato, il reale nell'immaginario, la finzione nel ricordo (2..ancora 2...sempre 2). E quei segni di un passato (che noia la sua incapacità di prevedere!), quelle pietre dure, quelle radici consunte...doveva portarle al di la' dell'asfalto...al di la' della strada...poco piu' in la' del cortile... e seppellire il tutto con poca terra destinata al calpestio dei piedi veloci dei tanti bambini che giocheranno sul prato. Bambini: un'altra essenza ... un'altra vita...non avvinti dai suoi ricordi nè tormentata dai suoi pensieri.... Doveva affidare quei resti ad un metabolismo piu' forte, che li assimilasse e li disperdesse, che li liberasse dai ricordi resi vivi di nuovo, come tutto nel mondo rinasce se cambia posto e affronta una nuova pioggia. Doveva prendere poi una...anzi...due (inevitabilmente 2) zolle di terra, nel campo di lei.., sotto l’albero del suo collo e per le strade del suo corpo caldo e languido, con un po' di sapore di latte&sesso e pezzetti di radici umide di lei. Doveva portarle nel suo ritaglio luminoso....confonderle col terreno a loro estraneo, curarle con l'acqua che ormai scorreva facile dal suo corpo... proteggerle con lo sguardo, assillarle con la sua curiosità, starle accanto senza toccarle, col respiro trattenuto, in attesa di un segno in risposta ai suoi pensieri. Doveva accogliere lei... desiderarla come non mai. Cosi' dalla prima zolla....sarebbe nata l’amicizia! ... sarebbe cresciuta improvvisamente, favorita dal sole che avrebbe infuocato quella porzione di terra e... ne era sicuro..... la vedeva già. Le radici sarebbero cresciute tranquille, avrebbero trovato percorsi fra le macerie rimaste e le fessure del terreno della sua anima.... nutrendosi di poco. Il tronco robusto e dritto sarebbe salito deciso verso il cielo, non ingannato dall'ombra di altri alberi nè deviato da ostacoli di altri uomini e donne. La chioma si sarebbe allargata maestosa, sorretta da rami robusti che l’avrebbero spinta su a superare i tetti di tutte le case vicine... e avrebbe sparso tante ghiande e foglie nel prato, sulla strada, nel cortile..... I germogli avrebbero spaccato le ghiande verdi e viola e sarebbero filati in alto....bianchi, quasi trasparenti prima, e una fogliolina tenera in cima si sarebbe spiegata lucida, come umida di un parto appena avvenuto. Poi ad un tratto...le braccia furenti della passione avrebbero tagliato quella quercia possente dell’amicizia .... altre mani inconsapevoli (la voglia assoluta di lei) avrebbero asfaltato il cortile dei buoni propositi.. e la luce sarebbe stata assorbita totalmente. Ma la seconda zolla ..presa a tradimento tra le sue cosce profumate… confusa dal ritmo dei suoi fianchi... trafitta dal sapore della sua schiena... mimetizzata nei suoi sospiri ... si sarebbe mossa improvvisamente! E lui ne era sicuro..(oh se ne era sicuro!)....che la seconda zolla (2..assolutamente 2) segreta, infiltrata di radici, coperta del muschio dei suoi desideri indecenti.. intrisa dell’umido della sua bocca, si sarebbe destata finalmente....si sarebbe aperta al mondo... sarebbe cresciuta invincibile nel buio e la pianta sconosciuta della voglia assoluta di lei… forte e bella avrebbe allargato le crepe del terreno dell’ovvio, sarebbe giunta alla luce e salita veloce e splendida, troppo terribile e affascinante, troppo dura e tenace per essere affrontata. “…Sarà –pensava- un ibrido furente, forte e fecondo come la quercia, resistente e tenace come una ginestra, duro come pietra per vivere fra polvere e sassi e come l'ailanto sarà flessibile, adattabile, pronto a farsi accarezzare dal vento.... avrà rami possenti come braccia protese al cielo e dai suoi rami cadrà come neve.. una pioggia lieve di fiori bianchi...densi di vita... che scenderanno piano..in vortici lenti a fecondar la terra... fiori bianchi su nero asfalto...bianco su nero a tracciar forme di vita, a disegnar vignette mutevoli.... tre riquadri ogni giorno per coprire il mondo. La seconda zolla: la passione, la voglia dei suoi baci..la voglia delle sue labbra ..la voglia dei suoi seni..la voglia di entrarle dentro per non uscirne piu’..la voglia ..la voglia..desiderio prepotente e indistruttibile..!!! Resisterà e non sarà scalzata, scelta dal caso in un mondo nato dal caso.... dove gli uomini inventano regole che credono universali e se ne illudono e se ne gloriano.... celebrano riti orgogliosi...brindano folli... confondono le luci con le stelle... l'amore con l'allegria.... la vita con le notti insonni...un mondo dove gli uomini si gettano alla rinfusa sui sentimenti umiliandoli.... Si perchè gli esseri umani sono prigionieri inconsapevoli nel cerchio dell'unica legge che governa il mondo ed è a loro sconosciuta: il 2.. un uomo e una donna, l'amore e l'odio, coraggio e …e ……e….” Chiuse gli occhi e si addormentò felice quella sera.
21/09/2004 Ancora ..al telefono..parli inebriata..ricca di effusioni...parole con cura ricercate..e svenevoli gesti. Ancora..dopo anni.. mi chiedo se lo fai per i liquori che bevi fin dal mattino...o per soprendermi almeno una volta distratto...oppure..come credo..per nascondere il tuo modo di soffrire più a te stessa che ad altri....
E mi viene in mente Osho di vui dovete leggre il bellissimo libro: "Quell'oscuro intervallo è l'amore". "Quell'oscuro intervallo è l'amore... dove la morte e la vita si incontrano.... dove la morte e la vita si abbracciano....s'innamorano l'una dell'altra...e si sciolgono in un orgasmo" La mente è una spugna… il cuore è acqua corrente. Perché si ostina ad assorbire invece che correre? ...questo disse ad un certo punto Gabriele. Quella sera era “in palla”.. davvero! E ce n’eravamo accorti tutti… una ventina di amici… la baita accogliente con uno strano camino circolare e aperto al centro della stanza.. corollato da panchine di legno massiccio piene di cuscini..Magnifico. E lui era “in palla”!!!. Una cena allegra fatto di tanti piccoli assaggi ..poi tutti attorno al fuoco.. grappa a volontà. Non si era ubriacato.. non ce la faceva piu’ a subire l’attacco forte e doloroso di grosse dosi di alcool… pero’ aveva bevuto! Improvvisamente..senza che nessuno potesse poi dire come fosse successo... si ritrovò a parlare tra il silenzio di tutti…e piu’ parlava e piu’ lo ascoltavamo attenti..e gli occhi luccicavano..e si sentiva solo lo scricchiolio della legna che ardeva… e lui parlava di lei... Maria Antonietta..senza mai dire il suo nome..la sua città..la sua età..senza parlare di lei insomma. Parlo’ di Speranza..Libertà…di Amore..di Mancanza.. di Solitudine..di Miti..di Vita&Morte… di Essere e Avere…. di Coraggio… di.. di.. di.. di.. alle 4 del mattino nessuno voleva ancora andarsene a dormire. “L’ amo..questo è pacifico. (disse improvvisamente) Non la capisco…questo è altrettanto pacifico! Ma come sempre si dice…non si puo’ capire tutto!” ...asseriva mentre prendeva la lettera dalla tasca interna della sua giacca e ce la leggeva a voce alta…confuso da toni ondivaghi. Una lettera cortissima dove i NO importanti si mescolavano a SI ininfluenti “E’ troppo complessa Maria Antonietta! ...sentenziò rimettendo la lettera in tasca…(per noi era invece un discorso semplice semplice…costruito da una donna dolce per non ferire un uomo senza speranza) capira’ alla fine che l’Amore è semplice semplice…come lo scorrere dell’acqua. Perché non ascolta il suo cuore?” ...la voce roca e lenta ci ammaliava tutti….quasi non ci muovevamo per paura di far esplodere nel nulla quell’atmosfera malinconica e cullante….. No..non è possibile che strappi le foglie a quell’albero cresciuto per poi disperderle… non è ancora giunto, non giungerà mai, il tempo di smettere di sognare. Cosa sono poi la concretezza e la solidità e la ragione se non traghetti che portano fatalmente ai rimpianti? Cosa le toglierebbe amare anche me? (quell’ “anche” ci interrogò a lungo) Quali dolorose porte aprirebbe se facesse l’amore con me? (e tutti si chiesero in silenzio..l’amore?..non ci aveva ancora fatto l’amore?) Ha forse paura di quello che io potrei pensare di lei? Mio Dio..davvero per questo? Spero proprio di no…come puo’ venirle in mente che la persona che l’ama follemente possa giudicarla? Io l’amo..per quello che è e per quello che non è. Io la voglio cosi’ com’è e cosi’ come non è. La desidero .. l’adoro per com' è non per come lei vorrebbe essere!!! Il paradosso è che quest’ Amore alto e colorato..pieno di frutti che nessuno dei due coglie…potrebbe davvero far cadere i frutti lucidi e maturi… e poi grigio e scheletrito potrebbe seccarsi e precipitare mischiandosi alla terra confuso tra i mille amori finiti. Combatto perché non avvenga (e il tono era violento..rabbioso..). Se mi aiuta anche lei..coglieremo quei frutti che sono nati da noi e per noi….la mente è una spugna; il cuore è acqua corrente. Corri! ..(urlava piangendo piano) Mangiamo questi frutti allora. E berremo il vento e i frammenti di lacrime della mancanza, ricacciandoli in gola con grandi sospiri. Non ti promettero’ più di non toccarti(comincio’ a parlare col fuoco…. sembrava che non si fosse nessun’altro oltre a lui e l’essenza di Maria Antonietta che danzava col fumo che spariva verso l’alto….) …non ti faro’ anzi piu’ nessuna promessa! Tu mi togli il tempo che non ho..che disperatamente non ho! ed io mi appellero’ ai tuoi sensi: gli unici che mi capiscono..che son sicuro cercano i miei….che mi riempiono di passione e di carezze… che mi fanno respirare l’immagine unica del tuo corpo caldo sul mio! Se tu riuscirai anche a confondere i tuoi sensi, allora mi ritirero’ in buon ordine..con la consapevolezza pero’ che ho tentato..testardamente..di averti! E l’impossibilità diverrà meno dolorosa: come un marinaio che vuole entrare con la sua nave nel porto piu’ bello del mondo..si rendesse conto che il fondale è troppo basso…e allora seppur con tristezza punta la prua verso un porto ancora sconosciuto! ...fini’ la frase davvero con tristezza…ma questo moto arrendevole strideva…non era al suo posto. Tu sei il mio mare (continuo’ a voce piu’ alta) …fammi navigare sopra e dentro di te… questo io voglio! Se lo vuoi anche tu…accoglimi fra le tue braccia e scalda il mio cuore”…tacque…si affloscio’disperatamente e crudemente mentre qualcuno ricacciava indietro a fatica una lacrima.. il silenzio era infinito….nessuno di noi fiatava. Andiamocene via (disse) devo assolutamente parlarle ..presto..prestissimo.
Il “Messaggero Veneto” di qualche giorno dopo riportava in prima pagina la foto di un uomo ed una donna sconosciuti e di Gabriele. Il titolo grande, nero funereo recitava “DRAMMA DELLA GELOSIA” e piu’ in piccolo “rincasa, trova sua moglie in cucina con il presunto amante e li ferisce con un coltello da cucina. Incominciano ad esser tristi davvero queste giornate che regalano nuvole ed il primo assaggio di freddo… ed eccole…le donne infagottate....in quell'abbigliamento che inizia a divenir cosi' crudele...che violenta le forme gentili...le nasconde e le massifica. Quasi tutte uguali sembrano le donne che passano..se non fosse per qualche sguardo ancora pungente...o per una ciocca di capelli che si ribella ripensando..forse...al sole estivo e all'amore conseguente...consumato in riva al mare col sottofondo di ritmi latini a sottolinearne la temporaneità.......
CI SONOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO tse'
c'è voluto più di quanto mi aspettavo..ma da oggi mi hanno liberato (ho solo una fasciatura sul braccio sinistro eh....naturalmente dalle 9 di mattina in cui era stato programmato l'intervento..siam passati alle 3 di pomeriggio..e quindi la notte m'è saltata.....tutto benissimo eh. Ho visto che due donne hanno fatto casino nel mio blog...azzz...adesso chiamo una donna delle pulizie per rimettere a posto..poi nel pomeriggio..le sistemo a dovere tse':-))) L'asvessi saputo prima le avrei chiuse nel mio blog e per due settimane...me le sarei spupazzate a dovere:-))))))) sia chiaro voi due..la prossima volta meglio che vi portate una valigia con biancheria di ricambio eh:-))))))))))))))))) 19/09/2004 domani mattina non ci saro'...vo' in day hospital..perchè mi devono fare un taglietto al gomito sx e togliermi una piccola scheggia di osso...ma minuscola minuscola eh:-))) Sarà una cosa veloce..e indolore (anestesia locale) quindi mi raccomando...entrate pure nel mio blog..ma non toccate niente..non spostate niente..nessuna faccia le pulizie...non rubate nella mia cantina...non devastatemi il frigo..e non usate con altri la mia camera da letto ok?:-))))) Potete sempre lasciarmi un msg nella segreteria del blog...ma non usatemi il telefono a muro che la bolletta poi la devo pagare io:-)))))) E le scarpe toglietevele..ci son le ciabatte pronte dietro la porta...senno' mi graffiate il parquet...e ci mancherebbe pure questo tse':-)))))) a domani seraaaaaaaaaaaaaaaa
Forse inesistenti..forse no..eppure a guardar bene c'erano linee sconosciute di autobus immaginari…si si..l’abbiamo pensato che forse fossero solo visioni dei cuori impazziti di chi vive solo l’autunno…. Tu puntuale… come sempre …apparivi alla finestra delle mie passioni … lanciando sguardi di strana curiosità che legavano..intrecciavano i frammenti della mia quasi deserta città….e noi..inventando dolcezza …come bambini che si rifiutano di diventare adulti.. scivolavamo sui profili ambigui di notti vissute di corsa... Ogni tanto tornava ….sopravvissuto a chissà quali battaglie… il tuo sguardo.. stanco… vuoto di ogni speranza… che viaggiava..riconoscibile.. tra la foresta di altre mille tue facce… e ti concentravi sulle linee confuse delle strade invisibili della mia mano….e in silenzio cercavi di capire…un segno..in una domanda: chissà se andremo lontano oppure no. Non ti affacciavi mai su balconi trasparenti di ottimismo… chinavi sempre la testa verso il basso chiudendo gli occhi per infiniti istanti. Quando ti dissi che eri molto di piu’ dello sballo di una sera molto molto di più….guardasti le colline dell’est come naufraga…e tutta la notte versasti lacrime fredde. Al mattino corresti via inghiottita da chissà quale incantesimo….mentre dietro volavano feroci… per cercare di trattenerti…. le mie parole…… ma tu sei stata molto piu’ di quello che parole possono dire molto di piu’ di quello che persino io possa pensare….e non tornasti.
17/09/2004 Frida alla piccola stazione di Udine conosceva tutti e aveva luoghi che le appartenevano e che nessuno osava violare. Arrivava verso le nove di sera portandosi dietro alcuni grossi sacchi di cartone che erano la sua vita e i suoi averi: vestiti di seta rubati o trovati (diceva lei, ma poi si sapeva che erano testimoni della sua vita passata), lattine di birra vuote e piene (in tutti i supermercati della zona chiudevano un occhio) vecchi giornali che lei leggeva e rileggeva ad alta voce per ore ingannando il tempo sulla panchina del primo dei 6 binari. A volte si sistemava nella sala d'aspetto, vicino al condizionatore d'estate e al termosifone d'inverno e guardava facce, facce veloci, facce di passaggio, facce con smorfie di disappunto, facce allegre, facce stanche, facce dubbiose, distratte. Raccoglieva i biglietti del treno e dei tram di fronte alla stazione che la gente buttava per terra e li conservava in una scatola di legno avvolta da un nastro di tulle lilla…buttando quelli dei giorni passati..quasi un segnare il tempo attraverso carta che testimoniava viaggi di sconosciuti. Il pranzo non era un problema: la mensa dei frati laici dietro la stazione di polizia funzionava -e funziona- tutti i giorni anche a Natale Pasqua e Ferragosto….. e per la cena ci pensava il pizzaiolo grassottello e vivace napoletano che vendeva pizza al taglio li’ all’angolo. La leggenda diceva che era stata un'attrice di prosa rovinata da amori tragici e dall'alcool conseguente. Ancora adesso beveva un bottiglione di vino al giorno, di quelli da poche lire, che rubava o comperava coi soldi raccolti chiedendo l'elemosina: fiera e orgogliosa si sistemava sul binario 1 mentre stava per partire il Romulus per Vienna e persone piene di fretta gli allungavano i 50 centesimi a volte 1 euro.
Un giorno arrivarono due persone con la faccia caritatevole, il sorriso stampato in faccia di un dolce pesante e con una gentilezza arrogante la caricarono su un pulmino per il trasporto anziani e handicappati, acquistato con il contributo di una Banca di Udine. Resto' via un mese poi riappari' con un carrello di un supermercato cigolante pieno delle cose che era riuscita a recuperare. E da allora è restata li' tra il primo e sesto binario della piccola stazione di Udine …ma in piu' puoi respirare la diffidenza stampata sul suo volto senza età. Ancora oggi, a distanza di anni, se ti guarda e tu le sorridi stai attento: potrebbe fuggire se il tuo sorriso assomiglia a quello dei due uomini che l'hanno caricata sul pulmino. Molti non hanno ancora capito che nulla distoglie Frida dal pensare che non sta semplicemente allungando la mano ai viaggiatori frettolosi per averne qualche centesimo, ma sta interpretando la sua più grande commedia nel più grande palcoscenico del teatro più grande del mondo, pieno zeppo di gente che passerà dall'applauso… all'ovazione…al lancio di fiori che illumineranno i suoi occhi grandi e chiari di cielo. A volte...persone che consideriamo anime pie.."elemosinano" dalla vita un momento di autocompiacimento decidendo cos'è "meglio" per gli "altri"....senza prendere in minima considerazione la loro anima e i loro veri bisogni. Ho sete di altri canti (si nota?) che non siano il quotidiano fluire....In quest'arco di tempo indefinito..in uno spazio illusorio...virtuale...come un presepio in cui luci ingannano profondità inesistenti e scavano volti miniati..e drappi colorati...io mi immergo..tra profumi di muschio ed incenso...nell'oscurità che inebria e dilata i sensi....ed ecco che......a volte...per un istante solo vorrei essere tutto (sogni e follie) li' e ovunque...chiunque...senza limiti...perchè ..siatene certi...una vita sola non è affatto abbastanza!
ecco ci vorrebbe un urlo adesso....un urlo tagliente come un sole d'inverno..che scava nei cuori aperti facili prede di coltelli vibranti ferite infinitamente accese....un urlo...impetuoso e tonante..un urlo feroce che percorra per me le case, le vie...travolga la gente....un urlo che esca improvvisamente dalla sua tana di lupo...un urlo..voglio un urlo per me...senza che mi chiediate il perchè!
L’immagine in fuga di una donna lontana che riempie ansiosa valigie..affascina come la sconosciuta che si incontra in treno.
Uno sguardo incrociato nell’abisso inesauribile del silenzio è il timido appiglio al desiderio di appartenenza al medesimo viaggio ...alla medesima fermata (si meglio in prosa..direi (grazie senzatempoooo):-) La voglia di te mi ferisce continuamente…mi eccita come un adolescente davanti ad una foto proibita guardata di nascosto…e tu continui..sorridendo.. a scagliare ad occhi chiusi fiocine verso i miei abissi sapendo che colpirai perfettamente il bersaglio… Quello che non capisco è perché considero tutto questo come qualcosa di devastante irripetibile bellezza…….
Se, per caso, vi fosse capitato di incontrarlo..avreste detto che Luca prima di aprire bocca ci pensava due volte…abituato com’era a parlare solo se le parole erano precise..insostituibili. Cosi’ succedeva talvolta che al tavolino del bar…con gli amici…si fermava nel bel mezzo di una frase…nemmeno incespicava o ricorreva a parole approssimative..monche..similari… no! Poteva continuare solo se sulle labbra gli arrivava la parola giusta..quella che in mente gli vagava come liquefatta..eterea…gassosa e non riusciva a prender forma. Le prime volte…noi ci limitavamo ad aspettare in silenzio quella parola benedetta e…. quando arrivava… il discorso procedeva sciolto..fluente…elegante. Nel tempo..le interruzioni diventarono più frequenti..le attese sempre piu’ impazienti. Luca si bloccava esterrefatto..come colto di sorpresa da un altro pensiero ed allora erano lunghissimi minuti cogli occhi fissi al centro del tavolino…sgranati verso un particolare insignificante..tazzina o dettaglio di bustina di zucchero..bicchiere o posacenere. Se qualcuno gli chiedeva di continuare..magari interessato all’argomento…lui riusciva solo a balbettare..sempre tenendo gli occhi fissi sul tavolino “la parola..non mi viene la parola giusta”!..e se un altro gli veniva in aiuto con qualche suggerimento..si sentiva rispondere in tono quasi disperato “non è quella..non è quella che calza a pennello”…
Infine…noi cominciammo ad ignorare questi vuoti nei discorsi di Luca. Nessuno più…anche se con un certo impaccio…. dava importanza al fenomeno.. e così Luca col tempo ha smesso di parlare…ascolta i nostri discorsi senza intervenire..senza aprire bocca..con l’aria di uno sconosciuto capitato li’ per caso. C’è chi dice di notare sul suo viso una leggera smorfia…come una sottile contrazione della pelle attorno agli occhi.. mentre ripensa….assente…alle parole mancate..dimenticate.. che si accavallano..che non trovano il tempo di fissarsi..di prendere forma dentro di lui. Da quel momento… se qualcuno.. stenta un attimo a trovare la parola….guarda Luca con aria smarrita…e butta lì ….ridendo amaramente…la prima cazzata che gli capita in mente…. 16/09/2004 La pioggia lustrava l'asfalto delle nostre strade.. togliendone l’ultimo sole caldo... mentre pensavo all'autunno e al tuo viaggio lontano da me. La tua estate al sud era più dura a sbiadire.. mentre ricordavi la mia latitudine e il parallelo sul quale inciampavo appena allungavo il passo. Ma tu sai…che non furono le stagioni ad abbagliarmi ne le linee di atlante ad irretirmi..e che cercai invano di raggiungerti…perché ogni volta tu ti spostavi sempre piu’ in la’… Poi smisi..improvvisamente…quando le strade ricominciarono a brillare di sole…Eppure.. oggi…la tua voce al telefono cambia…dolce e sofferta…quando mi dici che ti manco….. invece la mia voce non cambia….lontana….cede parole veloci..perplessa soltanto al rovinoso tonfo di scatti….inutili.
E’ coperto ma mica piove...peccato mi piacerebbe adesso…ci vorrebbe una danza della pioggia...ma poi cos'è una danza della pioggia se non un esempio di preghiera inascoltata? Venezia coi suoi film è passato..senza che quest’anno sia potuto andare...Ermanno è sempre qui..e se ne tornerà ai Caraibi a fine settembre.....una donna continua a dire "voglio essere tua amica" ma è troppo bella per esserlo..! E che volete farci? Un'amica bella e affascinante mica la voglio avere! Pero’ nessuna brutta vuole d’altra parte diventare mia amica! Mah…. Avessi almeno l'aria di un intellettuale che ce l'ha col mondo.....ma niente...da me si aspettano sempre cose fuori dal normale…ma una strafiga amica proprio no…no;-))) Che poi io adoro...eccome se le adoro le donne...insomma perdo la testa facilmente e mi tuffo in storie assurde ..come se fossero piscine per bambini. Prendi ad esempio Roberta...un paio di anni fa… mi viene e mi dice "ok..senti..mi piaci...facciamo un we assieme..ma solo un we eh!"..."ok..mi piace ‘sta cosa" dico....Beh abbiamo fatto 'sto we ed io me ne sono innamorato....quando gliel'ho detto m'ha guardato come un marziano e m'ha detto "ok..ma solo per un altro we eh! Poi basta"... "ok mi piace ‘sta cosa" gli ho risposto.... e ci siamo incontrati anche in un altro...e sorprendetemente ho scoperto di non amarla! Dopo 15 giorni m'ha chiamato e m'ha detto "ho scoperto di amarti"... "ok" dico "io ci sto riflettendo su…ma che ne dici se passiamo il prossimo we assieme"?. E un altro we l'abbiamo vissuto...ma prima di andarcene mi ha guardato e mi ha detto "il prossimo we mi sposo....che dici riesci ad aspettarmi per qualche mese in modo che le cose si aggiustino"? E chi aveva il coraggio di dirle di no? Meno male che son due anni che non la sento ne' vedo! ...
sono stato assente per tutta la mattina... ma mi perdonate vero?:-))) Ma vi ho mai detto che chi lascia commenti nei miei post praticamente è come se firmasse un contratto per cui deve venire a letto con me entro i prossimi 5 anni?...non ve l'ho detto? azz...ma mi dimentico di tutto eh:-))))))))))))))))))))))))
15/09/2004 beh..a volte fo' delle scoperte bellissime... quanto lo odio mannaggia..non avrei potuto scriverla io questa?:-)))))
Solo l’amore, solo il conoscere conta, non l’aver amato non l’aver conosciuto. Dà angoscia il vivere di un consumato amore. L’anima non cresce più. (P.P.Pasolini) Tu mi balli addosso. No, non è proprio ballare il tuo…è un passare e ripassare ritmico davanti a me… un ondeggiare incessante di spalle..schiena e natiche e di miei pensieri indecenti….allinei al mio sguardo i tuoi fianchi foderati di seta…perché io lo stracci…sottolinei i tuoi glutei perfetti che immagino devastati di brividi. Tu mi balli addosso…che poi è un camminarmi attorno…con i tacchi violenti come come ballerina di flamenco … e tu sai che io ti sto guardando…senza perdermi un tuo gesto..che poi è parola..che poi è emozione.-…eccitazione…che poi è….. e tu lo senti il mio lontano sguardo sul tuo corpo di femmina… e ritieni che sei in salvo…che mai riusciro’ a stringerlo forte e affondarci le dita…. Tu mi balli addosso… mi dai e mi togli….per sottolineare eccitanti immagini conosciute…. Ma non sai ancora che io voglio di piu’..voglio tutto.
La donna.. sola… guardava il mare dal ponte e respirava il profumo sconosciuto della libertà: non era lì per cercare compagnia….come fanno di solito le donne sole in crociera… ma era proprio alla ricerca di quella solitudine totale che aveva a lungo desiderato e mai potuto gustare. Sorrideva a se stessa e ai suoi pensieri che la entusiasmavano perché erano ..malinconici ma colorati… raddolciti da ricordi delicati….. risvegliati da profumi….da amate immagini fuggevoli ….a volte da tiepide emozioni fiorite da memorie involontarie. Un uomo penso’ che sorridesse a lui e le guardò la profonda scollatura. Lei fece finta di niente per farlo andar via, ma l'uomo ritenne che fingesse noncuranza per attirarlo…(come fanno le donne che si sentono preziose..pensò). Ricordandosi che ogni occasione lasciata… è per sempre perduta… la donna fu dolorosamente colpita dalla sensazione che un giorno avrebbe potuto rimpiangere quell’uomo insistente. Guardò il mare sospirando e ancora per un istante cullò i suoi pensieri in sintonia con l'incedere ritmico del battello…poi sorrise."Una bella donna non può restare da sola in crociera…venga a cena con me" disse l'uomo pensando di essere stato molto acuto e intelligente. Lei lo seguì a malincuore... riflettendo sul fatto che anche gli appuntamenti con noi stessi, se mancati, diventano anche loro altre occasioni perdute.
Ci sono occasioni che si aspettano col cuore in gola...che speri avvengano il piu' presto possibile..che vengono chiamate a voce alta...sognate ogni notte..desiderate come la pioggia in un'estate torrida....beh poi ad un tratto magari improvvisamente ti si delinea chiaramente attraverso le parole di una donna....e tu? Tu hai preso un altro impegno! Non vi è mai capitato? Avete mai pensato di suicidarvi?:-))
Ricordo quel pomeriggio invernale in cui Francesco, allora detto Hyppo, senza pensarci tanto, passo' in bici accanto a Chiara e piegandosi su un lato le diede una sonora pacca sul culo... In poche parole aveva scommesso con noi che glielo avrebbe toccato. Certo Francesco non la conosceva. Da quella volta Chiara deve esserne stata segnata: se oggi si veste in maniera talmente provocante da risultare volgare, se non si fa nessuno scrupolo con gli uomini...forse...in piccola parte..è dipeso anche da quell'evento. Insomma..deve essersi accorta da quel gesto dell'essenza del medio pensiero maschile...eh ha trovato..di conseguenza..il modo per coglierlo al volo.
stamattina praticamente sono stato assorbito dal lavoro....pero' attente eh..che io vi guardo lo stesso:-))) non entrate mezze nude perchè potrei lasciare tutto..chiudere la porta e ..addossarvi contro un muro qualsiasi:-)) adesso pranzo veloce e torno
14/09/2004 Certe storie si ripetono all'infinito...traendo la forza di vivere dalla loro stessa fine…e ricorda l’uomo che abbatte gli alberi e ne fa’ carta..sulla quale poi trascrive tutto il dolore che questo gli provoca
Siate cauti…non cercate la bellezza nella grandezza…nell’assoluto..nelle totalità infinite… non la troverete mai: la bellezza è rara e minuscola… e la maggior parte delle volte invisibile ai più.
13/09/2004 Tu sai che è il momento di resistere affinchè il vento non disperda le tue foglie. E’ come dire che il tempo passa… ma è ancora l’ora di sognare… anche se è venuta l'età delle concretezze.. della solidità e..fatalmente…a volte dei rimpianti. A questo devi pensare …mentre dalla finestra vedi il sole che tramonta lentamente e i tuoi sensi sconfinano..diventano indefiniti… privi di recinzioni.. di limiti…Il tempo non cambia mai direzione…vivi tutto cio’ che ai tuoi occhi è imperdibile.. come i capelli lisci e lunghi che sorridono alle tue curiose incertezze…no..il tempo non cambia mai direzione..eppure tu puoi cambiare la tua.
Era una donna molto bella… ma lei ne era convinta solo a tratti. C’erano periodi in cui si amava e si piaceva…altri in cui si detestava. Aveva avuto molti uomini…avuti nel senso che ne aveva condiviso il letto…ma suoi davvero ne aveva “sentiti” pochi..un paio forse. La incrociai…virtualmente… quando lei lesse qualcosa che la colpi’. Non so’ ancora cosa fosse…ma ..mi disse… “tu mi conosci”. No..non la conoscevo affatto…. È impossibile conoscere davvero una donna se non si passano notti con lei sulla veranda…seduti vicini a parlare delle cose del mondo e della vita...e mille notti su un letto a scoprire le cose mai dette... E anche cosi’..forse mancherà sempre molto per conoscerla…perché mentre noi parliamo del passato..il presente scivola via.
12/09/2004 momenti..pensando al tutto
Così come sei adesso….adagiata sui cuscini del divano…in questo locale che sa di alcool e di fumo… cimitero..tutte le albe.. di miliardi di ormoni che finalmente trovano pace… qui..adesso..ti vorrei assolutamente. Se li’…profumata ancora di mare e di caldo sole di agosto... vestita di poco.. sorridente… ti muovi felina…e parli veloce con gli altri che ti attorniano non come corpi avvolgenti ma come frecce che ti indicano… e vorrei baciarti tutta…morderti e toglierti a brandelli ogni curva di carne…. Incrociamo lo sguardo e mi affronti a distanza…io seduto 5 mt più in la’..con altri che conosco per caso..….Ed ecco che cambi..la tua voce diventa più alta..sonora…e squillante… continuo a guardati…e tu con fare distratto… ti sfiori il seno… arrotoli sul dito un ciuffo di neri capelli… e continui a parlare con loro che ridono e si muovono per nascondere invano i loro desideri…. parli e mi ignori… come bisbetica indomata…. Ed io mi concentro… accarezzo con gli occhi le tue forme… e ne muoio….. il tuo fianco come duna del deserto… il tuo collo come lingua di mare che porta alla spiaggia…. parli e ridi, d'un riso argentino e provocante… e colpisci e distrai questa povera folla di illusi che ti sta intorno. Poi la tua mano si posa sulla coscia… e l’accarezza… cosi’ lentamente che nessuno potrebbe vederci un segno inequivocabile..….poi allarghi le gambe solo per me..e resti così …ad offrirmi la giusta promessa….…resti cosi’ il tempo necessario per dirmi che è ora che pensi al dove e quando. Mi alzo..mi guardi..ti guardo…..sorrido..sorridi..esco … ma che importa dove e quando…..so’ che posso averti.
buongiorno people...qui piove..è umido..e fresco troppo..e l'autunno è proprio arrivato. ci vorrebbe.....un caminetto acceso..un tappeto spesso e morbido... e una donna bollente:-))) chi mette il caminetto? chi il tappeto? e chi si offre volontaria?:-)))
11/09/2004 Vado a pranzo con un cliente....e proprio non mi andrebbe...ma il dovere è dovere:-)) Questo non fa altro che farmi perdere tempo...e quindi dovro' tornare nel pomeriggio a finire...e questo non è affatto "buono". Cmq vo'..mi raccomando voi non state qui dentro ..che il sole splende eh:-)
10/09/2004 Se ti fermi e pensi alla fragranza di una donna eccitata….inevitabilmente ti ecciti anche tu……quel profumo lo senti assolutamente in un certo modo preciso..non assomiglia a nessun altro….è forte ed impregnante… decisamente fantastico. Se pero’ stai con la testa da un’altra parte…. allora passa inosservato…come se nulla stesse accadendo. Quando una donna è eccitata persino lo sguardo cambia…diventa aggressivo e inequivocabile con evidenti lampi di lussuria……. E’ l’estate del 2003…sono a fare la spesa al supermercato… come al solito quasi al momento della chiusura serale…non so’ bene cosa prendere per cena…giro..mi fermo davanti al settore surgelati…una donna sui 35-40 anni è li’ che osserva dai vetri del frezeer…indecisa su cosa prendere… Guardo anche io…camminando piano…arrivo vicino a lei…. sfilo dietro per andare dall’altra parte…e lo sento! E’ lui..il profumo di una donna eccitata. Lei è ferma..tiene le cosce strette..in piedi..ogni tanto fa un piccolo movimento e un sospiro…è inequivocabile…è eccitata al massimo. Mi mi fermo facendo finta di essere interessato ad una zuppa di farro surgelata…sono a 10-15 cm da lei…il profumo assume un volume incredibile…lei si gira..mi dice “è proprio difficile scegliere”..e sento anche quella punta forte agliata che esce dalla sua bocca…Non so perché..forse pe run istinto naturale…animale..rispondo di getto “io se potessi prenderei lei” la guardo….lei resta fissa su di me come se stesse combattendo una battaglia dentro e ne aspettasse il risultato. Sospira…si guarda attorno…”adesso pero’…subito…e in macchina perché è troppo tardi e a casa mi aspettano”. Incredibile ..penso… ma non voglio far passare questo istante magico…sono le 19.20 usciamo..incredibilmente usciamo…lei carica la spesa sulla sua auto…io sulla mia. Partiamo..lei mi viene dietro..facciamo qualche km e ci fermiamo in un grande parcheggio vuoto di un’azienda….lei scende entra nella mia e riparto mentre penso a dove…in quale posto isolato posso andare…si..me ne viene in mente uno……il suo profumo di donna in piena tempesta ormonale riempie la mia auto…io guido e lei mi sbottona i pantaloni…è duro..il mio sesso è durissimo…lei respira forte…io guardo ovunque..sono le 19.35…è giorno pieno…prova a metterselo in bocca ma c’è poco spazio tra il volante ed il sedile…ci riesce..s’incastra…io guido..una sola marcia la terza…ogni tanto il motore va su di giri…specie quando lei affonda affamata e succhia avida da farmi quasi male…è aggressiva…caotica…ha voglie da soddisfare….nervosa e sbrigativa…. Si alza…le sue labbra sono bagnate…anche il mio sesso….me lo tiene in mano non lo molla…il mio sguardo passa continuamente dalla strada a lei..che si è alzata le gonne e si tocca forte tra le cosce…affonda tutto il palmo …lo preme forte…sempre piu’ velocemente…ad occhi chiusi emette costanti mugolìi…come nenia ripetuta....E bellissima questa scena..la mia eccitazione è alle stelle…..e non mi ferga niente che qualche camionista..dall’alto veda e suoni il clacson che sembra un boato….Finalmente prendo la strada di campagna…tutta buche…c’è in fondo uno spiazzo ed una vecchia rimessa di fieno…una strada senza uscite…se viene qualcuno non sarà possibile fuggire…ma non importa…a questo punto non ho piu’ pensieri razionali…lei si accarezza i seni…prende con dita i capezzoli..prima uno poi l’altro…e se li tira…l’altra mano non molla il mio sesso che sembra esplodere…parcheggio nel primo posto possibile…mi giro..la bacio..quasi svengo dal sapore della sua bocca…lei mi succhia la lingua..mi morde il labbro…è scatenata..spietata…vuole sentirsi piena ovunque…scendiamo…cosi’ mezzi nudi…la spingo verso il cofano della macchina..la giro..le alzo la gonna…scosto solo le mutandine senza togliergliele…e la riempio… lei grida..non di dolore..è aperta come mai ne ho vista una… ma di piacere…mi incita…spinge indietro il culetto…è bagnata..un fiume di umori lucidi avvolgono il mio sesso..lei è sempre piu’ aperta …i peli gia’ si attaccano a gruppetti…ad ogni colpo rimbalzo sui suoi glutei quasi dettasse lui i ritmi…allungo una mano e le afferro i seni..li tiro..li presso impazzito…non posso piu’ ragionare..le afferro i capelli..la tiro indietro e lei resiste…tiro piu’ forte ma lei resiste arcuando la schiena in modo innaturale e mi incita ancora… Come selvaggi ci muoviamo alla ricerca del piacere…….affondo dentro di lei con violenza…lo tolgo…fradicio e lo infilo senza dolcezza nel suo culo invitante..il suo urlo è immediato..ma non si ritira…spinge ancora di piu’….due colpi e torno dov'ero e cosi’ ancora e ancora…finche lei si irrigidisce…per un attimo dimentica di respirare e poi urla uno due cinque volte e si accascia distrutta sul cofano….che lucido non la trattiene…e scivolando per terra si gira…restando appoggiata alla ruota con la schiena…ansante…con le braccia abbandonate…il viso in alto..gli occhi chiusi,..il respiro che viene a fatica…Prendo in mano il mio sesso..lo tocco….e immediatamente vengo di schizzi che inondano l’auto..la gomma..e il suo viso…lei ad occhi chiusi..allunga la lingua e raccoglie quello piu’ vicino…e si ferma cosi’….mi tremano le gambe…non posso cadere per terra…è tardi..cerco un asciugamano che naturalmente non ho…uso il fazzoletto per pulirle un po’ il viso..lei non si muove…mi alzo i pantaloni….tanto vo’ a casa a far la doccia….lei non si muove ancora…rientro in macchina..sono le 20.30…glielo dico..lei apre gli occhi preoccupata…si alza..cerca di rimettersi a posto…prende la sua borsa…usa tutto quello che c’è di utile per sistemarsi…”Portami alla mia auto dai..che è tardissimo”….Per strada non parliamo..la guardo di sfuggita..il suo viso è ancora rosso..cosi’ il suo collo… come succede a molte donne quando hanno scopato… Arrivo al parcheggio..mi saluta con ciao e scompare. Arrivo a casa di corsa..mi getto sotto la doccia e ripenso a quanto è avvenuto...è incredibile...un uomo e una donna sconosciuti che si son trovati ad essere irrazionali nello stesso attimo...qualcosa di raro come una balena bianca. Non so’ neanche il suo nome…non l’avevo mai notata e non l’ho rivista piu’se non per caso…insieme ad un uomo… in posti lontani da quel supermercato. Non è rimasto molto di lei e di come era fatta…ma è rimasto molto di come tutto sia nato. A volte le cose accadono perché ci si trova al momento giusto con le persone giuste…con quali si crea un feeling immediato…che non dipende da parole dette ma dallo scoprire nello stesso momento il proprio desiderio e quello dell’altro…che coincidono. E allora tutto avviene improvvisamente…senza preparazione..senza tattiche o strategie….esplode..selvaggiamente…in mille fuochi colorati…poi senza altro rumore.. tutto torna nel normale…senza lasciare traccia che non sia l’immenso piacere provato… Non so’ voi..ma da quella volta io sto molto piu’ attento ai profumi delle donne che incontro…..ed ho smesso coi surgelati che si sgelano in poco tempo nelle sere d'estate.
finito il lavoro...domani mattina per qualche ora ci saro'..poi inizio il mio we... che non credo sarà mmolto brillante. Ma attenzione..a fine settembre e tutto ottobre saranno periodi in cui avro' molto tempo libero...quindi sia chiaro...nessuna di voi è piu' al sicuro.. e quindi prima di invitarmi a casa vostra...pensateci bene eh:-)))))
Era vissuto sempre all'ombra della vita. Non era nuovo agli scherni di un'esistenza fin troppo futile per gli altri. La sua colpa non era quella di non avere mai amato, ma di aver amato troppo. La gente ha sempre creduto che l'amore faccia parte di ogni nostro giorno, niente di più sbagliato…per lui l’amore ERA ogni giorno che nasceva!
Da molto tempo..il suo respiro si fermava sempre alla vista di Elena. Era bella, affabile e gentile… dolce come un frutto maturo. Portava spesso una camicetta lunga decorata a rose.. la gonna nera e corta che metteva in risalto le sue splendide gambe...ed un foulard che lescendeva sui seni.. I capelli lunghissimi che arrivavano ai glutei facevano risplendere il suo viso bianco di latte… un discorso a parte meritavano gli occhi, grandi e vividi che donavano immenso calore sensuale al suo sguardo…. il colore, verde smeraldo.. era sconvolgente; mai aveva visto nulla di simile. Il suo viso era perfettamente ovale sottolineato dai gentili lineamenti che si fondevano in curve dolci. La voce calda e lenta lo rapiva …ogni volta…fin nel profondo. Era la ragazza che di più al mondo desiderava. Non era fidanzata perchè, si sa (ne era convinto!) la bellezza è una maledizione. La voleva ma non avrebbe mai potuto arrivare a lei. Gente come lui non poteva permettersi di innamorarsi! Era una legge non scritta su carta…ma nel cuore di pietra degli esseri umani… ma lui qusta volta… l'avrebbe infranta! La fermò per strada e le disse ciò che provava..cogli occhi luci.. appassionato..dolce. Le prese le mani fra le sue..le parlo’…aspetto’ la sua risposta..ma incredibilmente lei lo derise… disse che non avrebbe mai potuto stare con lui neanche se fosse l’unico uomo al mondo. Il mondo si fermo’..le parole, come pugnali gli trafissero il cuore. Pianse davanti a lei in silenzio …cercando cogli occhi qualcosa che gli desse un briciolo di speranza..una mano cui aggrapparsi per uscire dal pozzo profondo della disperazione…. Poi… ad un tratto si fermo’..si asciugo’ le lacrime…guardo’ Elena e le disse “mi dimentichero’ di te”! Lei neanche rispose…si giro’ e riprese il cammino a testa alta. Lui con la vista appannata e la fronte devastata dalla fatica.. si trascino’ a casa gia’ spento dentro. Mi telefono’ Angelo la sera tardi e mi disse “vieni… si tratta di Emanuele”. Scavalcai il traffico e milioni di luci e suoni sapendo che era inutile: non c’era fretta. Arrivai…il silenzio copriva i pensieri…entrai e lo vidi …col busto adagiato sul letto e con le gambe penzoloni…le mani strette sulla coperta tesa…nell’immobilità silenziosa (ma piena di perché senza risposta) di chi si è tolto la vita. "E' gia’ notte" pensai. Nel silenzio della stanza notai che ci guardava beffarda la sua aguzzina… UNA SEDIA A ROTELLE! la voglia è di pressarti contro un muro...e prenderti..subito..con istinto animale..senza neanche spogliarti del tutto....perchè tu sappia che non so' resisterti....
Teneva schiacciato sulla testa, parato sin sulla fronte, quel cappello strano che gli aveva regalato suo padre e, che spesso, gli permetteva di nascondere il suo sguardo allucinato e quell'arcata sopraccigliare contratta in un cipiglio freddo e staccato, che lui desiderava smettesse di appartenergli. Giacomo lo accompagnavo io stavolta..l'aveva chiesto lui non potrei dirvi il perché. Ero solo un vicino di casa innamorato di vecchi film in bianco e nero che lui adorava. Spesso li guardavamo assieme, silenziosi e in agguato per riconoscere dalle sequenze se era la versione integrale oppure no. E lui era bravissimo a riconoscere le diversità..anche se solo si trattava della mancanza di un paio di battute. I suoi genitori me l'avevano affidato e si erano raccomandati che lo portassi a destinazione personalmente e mi assicurassi che fosse entrato dal "medico". Non so neanche io perché accettai. Ci incamminammo per quel breve tragitto sotto un sole d’autunno inoltrato…lui stringeva in una mano la borsa di cuoio piena di fogli strappati da periodici anche vecchi di anni e nell'altra una copia del quotidiano locale di cui leggeva solo i titoli. Entrammo nella saletta del medico… non c'erano che due persone un uomo e una donna (moglie e marito?). Nessuna delle due salutò, anzi si alzarono e si voltarono verso la finestra, che dava su un campo di basket affollato da ragazzi e sudore, quasi a distogliere ogni minimo tentativo di scambiar due parole. Il giornale fu la sua soluzione migliore per rendersi invisibile e quindi lo srotolo' e si appresto' ad osservarlo come un banchiere attento alla quotazione di titoli. Un bisbiglio dei due mi colse inaspettato… ma continuai a passare in rassegna le vecchie sedie in legno vuote nella penombra della sala d'attesa. La voce del medico giunse attraverso la porta, come il rimbombo autoritario e fermo di un giudice in un processo d'appello quando le sue decisioni inamovibili e secche appaiono come condanne certe. Giacomo dondolava sulla sedia a tratti quasi che la vista gli si fosse appannata e le foto del giornale si offuscassero dinanzi ai suoi occhi..Lo sorressi. Mi sorrise. Lo rassicurai con un cenno…il tremolio delle sue mani era ben coperto dal giornale! Il dottore adesso confabulava piano. Cosa stava mai svelando al paziente trepidante e pronto ad accumulare i segreti e le speranze che lo porteranno a vivere talmente a lungo da stancarsene? All’ennesimo mormorio dei due alla finestra un moto di rabbia mi colse….ma quelle due persone alla vetrata lo sapevano che Giacomo si nascondeva soltanto perché è una persona che viveva enormi interne pesantezze? Lo sapevano loro? Che il suo nascondiglio non era un ritrarsi infastidito o una sorta di eremitaggio creato nel caos ma una fuga sorda e atterrita, una perdita di confine, una ricerca di possibilità, una speranza estrema di riscoperta, il rifiuto parziale della razionalità e l'appropriarsi del tempo che gli risulti sufficiente per capire e che non si protagga poi oltre? E il dottorino al di là della porta, che tipo di reale aiuto poteva mai proporgli? Rabbrividiì un po'. Mi alzai! La sedia che stridette sulle mattonelle lucidate provocò il repentino girarsi dei due bisbiglianti osservatori del campo di basket ormai pieno solo di sudore semigelato. Mi apprestai a sollevare Giacomo, ma lui energicamente si alzò..il tremolio delle mani non c'era piu'. Mi sorrise. Uscimmo. Il giornale accartocciato nelle sue mani, il cappello nella medesima posizione di quando entrando.. si era seduto ad attendere segnali solo a lui noti. Le strade erano ormai illuminate. Lui si tolse il cappello..si lisciò i radi capelli.. e se lo rimise con leggerezza: si vedevano i suoi occhi luminosi e il sorriso sereno. Si giro', mi abbraccio' e mi disse "Li abbiamo fregati tutti amico!". Inizio' una danza improbabile dietro musiche inesistenti. Notai improvvisamente il freddo. Mi somigliava il freddo..talmente tanto da farmi credere che poteva essere bello rabbrividirgli dentro. Ancora oggi, quando per caso passo a prendere Giacomo perché venga a vedere la nuova cassetta di un film in bianco e nero, la vecchia madre ormai logora e trasparente come lucciola, si raccomanda che io…prima.. lo accompagni dal "medico" e mi accerti che entri … lui sorride strizzando l'occhio…abbraccia e bacia la madre….. e abbozza i passi del solito ballo improbabile. Ci sono attimi in cui son convinto che la felicità sia una cosa semplice…come un ballo improbabile su note di musica inesistente. Ma sono solo attimi.
09/09/2004 Quasi quasi mi vien da affermare che ...se l’anima è la parte/donna che è in noi..e quindi l'essenza più dolce, sensibile, intrigante, sensuale ecc.ecc…..che è in noi…beh allora…conviene assaporare appieno il profumo della nostra anima prima di iniziare a cercarne una perfettamente uguale in un'altra... bah..magari è anche vero:-)
Mangio grissini salati mentre osservo..mi immergo in una foto di ragazza mora..coi capelli lisci e lunghi...graziosa..affascinante..fantastica:-))) Ed ecco che i grissini diventano dolci...come le sue labbra pensate....I miracoli allora avvengono anche tutti i giorni!:-))
L’aria era quella di un’estate-autunno, un alone tiepido-fresco che stratificava l'atmosfera e si faceva più intenso in lontananza. Molto diverso dall'oro estivo techno-lampante-accaldato sul volgare…..molto più dolce…quasi come aureole di lamina attorno al volto di madonne rinascimentali….una specie di oro antico e colato ormai quasi bianco, quasi liquido e capace di permeare le nuvole, i rami stanchi di foglie di alberi….. e le cose. E il volto di lei assumeva, in questa strana luminosità, un'evanescenza da miracolo stagliandosi contro un mare lontano che lui non vedeva piu’…e che forse ormai era deserto. Sembravano trovare vita sulla fronte di Francesco due fonti di luce che si fondevano e si confondevano nel ricordo degli occhi di lei…che disegnava magie profonde. I tratti di lei risaltavano ovunque..come se avesse creato tutto imponendogli il proprio marchio….….I suoi tratti si… che un delicato quanto misterioso intreccio di cromosomi aveva voluto creare e l'eternità semplicemente illuminava e riscaldava, ma ….senza spiegazione… improvvisamente li aveva nascosti a Francesco…. (ma era da sempre che Francesco non “sprecava” neanche un secondo per guardare ciò che possedeva. Semplicemente era importante solo ciò che non aveva!).
I bisogni sono soltanto dei sogni raddoppiati. Tornava sempre la stessa frase, come un “diciamo che” contorto che cala nei discorsi più banali. Pensava di tutto, per non pensare di niente. Era certo che avrebbe dovuto trovare il coraggio di non rifletterci piu’. Gli piaceva troppo illudersi di aver fatto la cosa giusta in simili situazioni. Lei non lo stava aspettando né di fronte al mare né lontano lontano ai piedi del suo largo orizzonte…DOVEVA pensarlo e accettarlo a caratteri cubitali.... Poi, come gli era più facile, Francesco comprimeva le riflessioni (voluminose come schiuma) di quell’ora di sera, in una piccola parola-sussurro, quasi un sospiro (“già!”) Incoerente il suo reale significato, ma era il tono che le dava spessore. Tono colante di malinconia. E si aggrappava a quella fievole emissione di suono con tutta la sua forza, per annientare il coraggio di partire, tornare e cambiare…..scuoteva forte la testa per reprimere il desiderio di lei..ricordando quando la voltava..la prendeva .. la leccava.. e ne succhiava l’essenza mille e mille volte. Ricordava sempre come ossessione le sue mani addosso…. come pressatrici che plasmano in serie….piaceri. Si domandava: per lei che uomo sono stato? ( cacciatore di orgasmi magari… quasi a confondere e scompigliare scale di valori). E poi tutto tornava nel suo ordine. Si…e poi tutto tornava nel suo ordine. Questo gli diceva il pensiero che combatteva contro segmenti della sua vita…una guerra che affogava in lui il pensiero della sua bocca delle sue cosce..della sua schiena delle sue mani dei suoi seni pieni del suo collo delle sue spalle..e…e..e... e non aveva uno straccio di certezza Francesco che avesse fatto fatto bene a non rincorrerla! ERA sicuro di aver fatto bene! Valeva quindi la pena di sorridere e pensar bene del sole e estasiarsi..magari. (“Mica male !” avrebbe detto lei). Alla fine pero’ si trovava sempre davanti il suo profilo (non un profilo qualsiasi..il suo). Avveniva improvvisamente… come un raggio di luce riflesso da un’auto in corsa che svoltava l’angolo…. La sentiva crescere…salire.. e l'imminenza di una visione che lo riportava a lei… rendeva le cose solite di una bellezza struggente e dolorosa. Non credeva sarebbe possibile immaginarla più bella: una tela leggera, quasi impalpabile… con la luminosità soffusa (il mare vivido dei suoi occhi) e per cornice un intaglio di parole calde e forti e i fianchi di lei mille volte approdo per le sue mani disperate….. Forse..si chiedeva.. era disperata anche la sua perenne incapacita’ di prevedere dovuta..ne era certo..alla dipendenza infantile dai sogni….e si ritrovava davanti ad un mazzetto di belle immagini, nulla di concreto in mano, nessuna parvenza di pace nell'anima…. Sperava…mentendosi… in un giorno in cui avrebbe potuto sentire ancora la percezione della sua mano tra quelle di lei… ma..poi..affondando sulla sedia..sapeva di non avere chimere da seguire….possedeva gia’ troppe suole d'esperienza logorate. Ma il punto non era questo..gia’! La sua esperienza non era altro che una minima estensione del confine tra fine/inizio….costante e conseguente. Inutile lottare…la vedeva …e questa era la coscienza dei fatti. Era un po' come vedersi morire. La tela si appanna davanti ai tuoi occhi….. e ti da’ il tempo di viverla e capire….. Negli anni Francesco aveva bruciato il suo tempo.. con l' illusione di ricavarne di più che una manciata di fumo….. errori-notti insonni-amori-fiori d'autunno-pagine scritte-sospiri-lenzuola-corpi caldi-orgasmi-note-poesie. Lei però c'era stata sempre….. in lontananza ma reale. Un lago di luce dorata e profondo di calma e quiete ….e per lui, quindi…. per quanto la sua immagine si era confusa tra corse di fotogrammi accecanti …era ancora il solo placido lago dorato in cui annegare. “Non è affatto giusto che non finisca mai il tempo dei ricordi”…pensava mentre faceva cenno al cameriere di portare i “due soliti” per lui e per la bionda silenziosa tutta curve che le sedeva accanto, di fronte all’ampia vetrata...
E con te vorrei giocare… dipingere i tuoi desideri con colori nuovi ed i miei lasciarli come foglio bianco da riempire…. mentre ci lanciamo mille messaggi incostanti..per le vie meno distanti…continuo ad immaginare quale peccato potremmo commettere insieme…. che non sia solo averti.. accarezzarti… prenderti con foga mentre davanti a me cerchi con i tuoi nei miei occhi la fiamma ardente e costante della mia voglia si te… ma un peccato che ci faccia inghiottire da un inferno mai provato.
Prendo la mira con con calma…la prossima goccia deve cadere nel posto giusto… lì. Muovo piano la mano..la guardo mentre si stacca lenta dal vetro del barattolo… traccia nell'aria una linea gialla e profumata.. cade lenta…sicura..precisa.. esattamente li’. Un piccolo urlo di piacere ti sfugge dalle labbra…e mi guardi cogli occhi velati…guardo il tuo corpo vestito di miele e tremante…che si tende inarcando la schiena…. parli….sussurri roca… "ancora....ancora..ancora..."
vado a pranzo che ho fame...stamattina siete entrate persino in ciabatte..heii non si puo' eh:-)) se vi becco son guai! a poiii
allora questo we..sarà un we "corto". Ci son vari concorsi per "cortissimi" e abbiamo deciso di spendere un we per realizzarne uno. Naturalmente devo di corsa buttare giù alcune bozze di sceneggiature....ma si pretende troppo che in uno due giorni io possa fare il miracolo. Vabbe' che poi succede che improvvisiamo..d'altronde si va dai 60 secondi ai 3 minuti di video eh....pero' insomma da qualcosa si deve pur iniziare.
Ho pensato ad una cosa del genere (che può essere manipolata...cambiando persino l'argomento)..vediamo cosa ne pensate....(hei siate costruttivi eh...e forza con le idee..magari mi aiutate):-))))) UOMO SEDUTO DAVANTI AL COMPUTER – CON LA TESTA FRA LE MANI- DISTRUTTO DAL DOLORE…SOSPIRA..ALZA GLI OCCHI VERSO LA TELECAMERA E SCUOTE LA TESTA… L’uomo allunga la mano alla sua sinistra e la guarda .....parla a qualcuno fuori campo)..... (triste)...... “lo so..lo so..è tutta colpa mia……non sai quanto me ne penta.. (nervoso)..... non riesco a capacitarmi che sia potuto capitato a me!……….. (malinconico).....Fino a stamattina ti avevo…qui in camera mia..in piena forma…. (dolcissimo)..... adesso non ci sei piu’…e pensare a quanto di me ci sia in te mi fa impazzire…. (vivace..occhi pieni di speranza)..... spero sempre che si possa recuperare qualcosa..anche se il prezzo da pagare..lo so.. sarà alto..molto alto… (sostenuto)...... ma non posso aspettare..sperare e dannarmi l’anima per tutto quello che non ho fatto quando ancora potevo! (vivace)..... Avrei dovuto aver maggior cura di te..lo so..ho agito con leggerezza…ma io mi fidavo ciecamente di te…e mai avrei pensato che avresti potuto lasciarmi! (dolce)..... Ed invece lo hai fatto… da un momento all’altro..senza che nessun segnale potesse allarmarmi……e tutti mi avevano parlato bene di te……… (incaZZATO) …ma è proprio vero che non ci puo’ fidare di nessuno! Ho una rabbia addosso che mi viene da piangere.. (tono da vittima)..perché so’ che è colpa mia… mi vergogno anche a confessarlo..quanto sono stato ingenuo…ti ho affidato tutto..senza pensarci un attimo…..che cretino! (forte..violento).... Vorrei sbattere la testa contro il muro o prendermi a pugni come ho fatto stamattina con te…incredulo e pieno di odio…di fronte alla tua immobilità..al tuo testardo silenzio…… (urlato) Ma ho imparato..ormai sulla mia pelle che non posso fidarmi ne’ investire tutto su…..su…su…su… (pausa- campo lungo…mano sinistra che regge l’hd)….un hard disk.. Addio (lo getta violentemente nel cestino … si alza e se ne va).(zoom sull’hd nel cestino) FINE 08/09/2004 Ci son storie di unicità devastante uniche ed irripetibili... ed ...ecco che prima di quella donna.. si ricorda una vita vissuta a colori su carta spessa, patinata..liscia e brillante.. i colori di tante altre donne assorbiti e rubati, sulla nostra pelle e dentro di noi.. e poi..e poi… solo e assordantemente lei! E ci ritroviamo qui .. tra miseri resti di giornali stropicciati e ingialliti… notizie andate e superate ..orfane di noi e delle nostre storie in cronaca rosa..uccise o forse morte di inedia …di indifferenza… di poco calore.. I films vissuti ormai son solo proiettati in altrisconosciutipianeti a dare nuove illusioni o miraggi ad altre persone che noi non siamo..non più. Restiamo orfani di tutto il vissuto, spogliati di tutti i drappi ... colorati di polvere antica.. e diventa di carta la vita passata... e fila via ...come un aereo che, bambini lanciavamo dai banchi di scuola.. a fare dispetto chissà poi a chi...Smettiamo di gettar ponti su inutili futuri nostri desideri.. e ritroviamo la vita… la nostra .. come film palpitato e parlato.. …e tutto questo è per lei naturalmente .. lei che ci colora di voglia la pelle e le labbra senza mai toccare il cuore .. si la vogliamo ancora come sempre.. come a pochi è dato di saper volere ..dono di saper prendere e dare senza amare.. così senza tante barriere a delimitare misure né forma e quantità .. dare per dare ..dare per prendere ..voglia per voglia ..intreccio sublime di attimi rubati ..ma bisogna aver detto prima.. detto di saperci prendere… con tutti gli umori a tentare gli umori..e i sapori su nuovi sapori.. e sessi convulsi ed affamati diranno di noi su bianche lenzuola o tovaglie splendenti di occhi che riflettono nudi desideri mai inventati..creati..provati..e forse devastanti e irripetibili. .. Questo è cio’ che procura una donna diversa da tutte .... quando ci telefona ansiosa per capire se ancora noi siamo per lei… …..Tranquilla… sono ancora tuoi i nostri sensi impazziti ..la tua parola che lavora la mente .. plasma la carne ...e ruba il cervello.... e si…. la voglia si spande come riflesso di luce su specchio e cristallo….. Si la vogliamo…per una notte ancora o forse anche mille…non è importante! (riflessioni .. è accaduto..e accadrà;-))
Le 8,00 di mattina.. colazione nel solito bar. In un angolo seduta ad un tavolino..un cappuccino..una brioche… e una ragazza sui 15 anni…con i capelli scuri lunghi ma raccolti a coda….una sigaretta in una mano e il cell nell’altra….una borsetta piccolissima..bianca.. poggiata sull’altra sedia. Aveva piccoli brividi sulle braccia nude…come se facesse un freddo….che io non sentivo. Mandava messaggi e ne riceveva…in quantità…quasi lo stesso numero delle lacrime che le rigavano quel volto da bambina e le arrossavano gli occhi. Sono stato li’ in piedi a sorseggiare un caffè e a mangiar piano la mia brioche per 5 minuti….e non ho potuto fare a meno di osservarla. Non staccava gli occhi dal suo cell e piangeva…Ad ogni bip di messaggio ricevuto faceva una smorfia ansiosa…lo leggeva lentamente…chiudeva gli occhi e strizzandoli faceva scendere velocemente l’ultima lacrima umida che le era rimasta sugli occhi…poi ne scriveva uno lei..velocemente..quasi con rabbia…senza neanche guardare le sue dita veloci..ma concentrata sul piccolo schermo del suo cellulare. Confesso che mi ha intristito….confesso che volevo andarle vicino per dirle che non poteva cominciare a soffrire cosi’ giovane….per dirle che non è che all’inizio della sua vita…che le vere sofferenze sono quelle dovute alla morte dell’ultima speranza….che piangere per un amore perduto significa spesso non accorgersi di un altro amore che sta arrivando….si..volevo dirle che non ne vale la pena…. ma non potevo…avrei sbagliato a dirle cose che lei dovra’ scoprire pian piano durante la sua vita. Me ne sono andato…pensando che forse l’amore non c’entrava nulla…magari si trattava soltanto di una notizia triste..o forse stava piangendo per i problemi di un’amica…..qualcosa..insomma..che era possibile sistemare…recuperare…..qualcosa che le insegnasse cos’è la speranza.
07/09/2004 Nonostante tutto….. sei tornata davanti a me. Perfettamente davanti ai miei fianchi nervosi... alle mie scarpe stanche… ai miei jeans stretti e sbiaditi di uomo distratto. I tuoi seni, la tua camicetta bianca… … davanti (ti guardo ..li conosco)….lo so..io non sono uno dei tanti..sono stato il primo...ed è inutile che lo ripeti ancora… Ti guardo (ma non ti tengo stretta a me)…sento lo sforzo teso del filo invisibile dei tuoi pensieri che cercano soluzioni ad un problema non previsto (neanche per un solo brevissimo istante ti sento mia ma ti desidero….. non disperatamente come si può desiderare una donna che non si è avuta mai ma avidamente come per misurare quanto di me è rimasto in te dopo tanti anni).. Due labbra. Due labbra che mi sorridono. Due labbra che mi sorridono e che mi chiamano per nome (nessun effetto devastante in me). Mi parli con calma ..dolcemente..come parlano le donne che hanno sbagliato e che si credono perdonate (ho solo voglia di scoparti..fotterti..sbatterti)….parli e ti muovi leggera con gesti attenti e misurati. Mi stai davanti (ed io mi perdo nel tuo solito profumo di sesso&eccitazione)…sai di pianto…hai perso i tuoi gesti di sfida…..sai di fragilità…nessuna passione ritrovata. “Sbagliai a lasciarti, tu sei l’unico uomo che ho sempre davvero amato” (mi piaceva amarti…potrei di nuovo amarti… se tu non fossi qui..ora)…. Davanti ai miei occhi aperti mostri i tuoi seni pieni.. il collo morbido.. i capelli finissimi ..luminosi.. come candele attorno al cuscino…le tue mani che mi cercano ... le tue spalle dritte e arroganti…. il respiro una volta sicuro…ora impegnato a scusarsi (il mio sguardo scende voglioso lungo le curve eccitanti del tuo corpo). Rimango in silenzio… e tu assapori la vittoria (ho voglia di spingerti a terra e prenderti forte...per farti urlare di piacere…ho voglia delle tue carezze.. della tua bocca… ho voglia di perdermi fra le tue cosce… fartele aprire fino alla linea retta infinita). Te ne accorgi…sei pronta..sorridi vittoriosa..ti accarezzi i fianchi…ti lecchi le labbra... Sorrido anche io, prendo le chiavi della macchina e cammino verso la porta…sento il tuo sguardo trafiggermi..la apro ..mi volto e ti guardo quasi nuda ..furente...sorpresa ..in mezzo alla stanza.. “sei bella Valeria…sei una donna che accende fiamme devastanti…ma non vali l’assoluto piacere di una vendetta sognata da tanto tempo”…( Dio..quanto è difficile..a volte..dire di no).
Oggi proprio non mi va di far nulla...rispondo alle telefonate dei clienti e rimando tutto a domani (brrrr che giornata sara' domani!):-)))Ecco perchè pubblico a mitraglia...ma piu' che altro sono brevi racconti del passato scorso...che mi fa bene rivisitare:-)) Quindi non vi preoccupate..son mica impazzito eh:-)
(la voce divenne piu' chiara..il silenzio era rotto solo dal gorgoglio dell'ubriacone seduto al bancone. Marco si accorse del silenzio..si meraviglio' …si riprese e continuo' tutto di un fiato ma piu' attento a cio' che leggeva… ) con violenza gentile interveniamo… nell'equilibrato evolversi la frase finiva li' troncata, quasi recisa come una testa sotto la ghigliottina! Marco si accorse che gli avventori silenziosi stava riflettendo..senza ironia.. sulle parole ascoltate e anzi con un certo interesse. Paolo che si aspettava un diluvio di risate e scherni.. apri' gli occhi sconcertato dall'immobilità assoluta …giusto in tempo per vedere il dito accusatore di Marco, rosso, sudato in mezzo alla stanza "tu…tu…tu..sei uno scopiazzatore" -gli disse- e prima che Paolo potesse replicare…continuo'…" scopiazzatore da quattro soldi..ecco cosa sei!" Tutti lo guardarono scuotendo la testa…. "Non ci credete?…ma pensateci su.. ma volete ad esempio che Ungaretti non abbia mai scritto -pensiero-? E Leopardi allora? Avra' scritto -uomini- almeno 30 volte scommetto. D'Annunzio era quello dell' -equilibrato- lo sanno tutti..e Gigi Riva avra' detto almeno 100 volte -scomodo-!!! Il silenzio che ne seguì fu profondo quasi a meditare di meraviglia .."ma. hei..heiii..ma..ma..hi hi hi.-bofonchiò l'ubriaco appostato come un avvoltoio all'angolo del bancone- ma..GIGGIRIVA non era mica un poeta"! Marco urlò di rabbia scattando come una molla....appallottolo' il foglio e lo gettò addosso a Paolo e usci' maledicendo l'ignoranza di quella gente. Paolo raccolse la pallina e si avvio' verso l'uscita guardingo..cercando di non fare rumore...come se si aspettasse una pallottola nella schiena da un momento all'altro... aggirò l'ultima sedia e..prima che potesse aprire la porta..il vecchio cameriere curvo e stanco (ma non negli occhi) gli si avvicino' e sussurro' " E' probabile non si tratti di poeti" Paolo resto' quasi su una gamba sola…sorrise al vecchio e lo ringrazio' abbracciandolo: il vecchio cameriere aveva trovato in un attimo l'ultimo verso della sua poesia! Erano due settimane che lui ci stava provando inutilmente. Il sole non riusciva ad illuminare l’uomo vecchio seduto sulle panchine sotto gli alberi di Piazza I° Maggio a Udine. Aveva sulle ginocchia un sacchetto pieno di pane secco e di grano.Ci metteva dentro una mano minuta, quasi trasparente, tirava fuori un po’di chicchi e briciole e li gettava vicino in modo che i piccioni gli andassero a beccare tra i piedi. Aveva poi un cappello....né nuovo né vecchio... fatto a tesa larga... tanto da poterci mettere sopra un po’ di chicchi. E così aveva piccioni sui piedi e sulla testa. C’erano bambini vicini a lui e madri e coppiette. Gli unici a divertirsi erano i bambini, gli altri sembravano un po’ seccati da tutti quei piccioni e dai danni che ne potevano venire. E c’erano biciclette, tutte quelle biciclette che hanno sempre invaso Piazza I° Maggio. Passavano lentamente i ciclisti ma neanche si accorgevano del vecchio, dei piccioni e dei bambini. E filavano svelti senza guardare anche i portaborse eleganti degli avvocati impegnati, nel vicino tribunale, a raccontar storie che mettessero a posto altre storie che mettessero a posto altre storie e..cosi’all’infinito. Anche gli amanti (lei falsamente noncurante qualche metro piu’ avanti di lui) lanciavano in tutte le direzioni i mille sguardi degli ansiosi, ma non si accorgevano di lui. Eppure il piu’ staccato da tutto, il piu’lontano da tutti era il vecchio. Non guardava nessuno, pur sembrando guardare tutti. Lui stava con i piccioni e i piccioni stavano con lui. Di triste in quel vecchio non c’era niente e piu’ dell’idea per noi di “solitudine” c’era uno sguardo malinconico e lontano, quasi a seguire la parte ultima della sua parabola discendente.Non uno sguardo freddo, ma indenne, non afferrabile.Lui era con i piccioni sopra la storia, sopra la sua storia, sopra quella di tutti gli altri. E allora ti veniva in mente, in quel suo abbandono, che lui era la storia di tutti e la storia della sua vita messe assieme..incastrate tra loro come le radici delle piante acquatiche di uno stagno. Una storia che adesso dava solo ai piccioni chicco dopo chicco, gesto dopo gesto, e che i piccioni non ci avrebbero mai raccontato.Quante migliaia di storie muoiono ogni nostro attimo di vita.
Se non ci fosse il tempo a separarci… come tenace barriera liquida di burrascosa attesa… se non ci fosse tanto spazio a nascondere i nostri invisibili occhi……..saremmo abbracciati a cercarci segreti dentro un letto senza che alcuna notte ci separi e senza che il sapore acido della mancanza allunghi la mano per divenire angoscia…… C’è pero’ a mitigar dolore la mia amante luna…che insistente sparge i suoi sogni in cui mi appari bella come mai nessuna.
Il vento dolce..
Il vento violento.. Il vento crudele... Il vento coraggioso.... Il vento forte.. Il vento sincero.. Il vento profumato.. Il vento tenace.... Il vento inopportuno... Il vento beffardo Il vento veloce... Il vento contrario.. Il vento......così come la nostra vita. 06/09/2004 Se salvare un fiore
è recidere le sue radici .......... muoia il tutto e voli il seme su nuova terra fertile Bene..domani per entrare ci vuole un look da donna disponibile..allegra..simpatica. Unghie perfettamente laccate..rossetto acceso..ciglia voluminose e sguardo innocente.....vestito corto...balconcino..debitamente in evidenza...e sorriso costante:-)))
La vita non lo aveva mai accontentato fino in fondo. "E poi" disse fra se' e se' "non mi rimangono piu' molte cose da provare". Non aveva mai capito a cosa servisse esattamente l'arrocco nel gioco degli scacchi, ma non era molto importante: non aveva mai giocato a scacchi. "Pero', avrei potuto essere un buon scacchista" pensò. Certo, e magari anche un campione di golf. Ma cosa gliene importava ormai? Indossava un trench stile Humphrey Bogart. "Non ho mai visto un film di Humphrey Bogart" ricordò meravigliato. "Anzi, non so nemmeno come si scrive esattamente il suo nome"....ed era una lacuna mica da poco...questo significava che la sua vita non era stata così densa di esperienze come aveva pensato fino ad allora! Ma, alla fine, che cosa cambiava questo? La via che conduceva alla stazione di Gemona del Friuli era immerso nella luce vermiglia del tramonto. "Che frase banale" pensò. "Immerso nella luce vermiglia del tramonto…". Non era mai stato capace di rendere bene le immagini con le parole. Non era nemmeno mai stato capace di rendere bene le parole con le parole o le immagini con le immagini, neanche a parlarne. Non aveva mai provato a rendere con le parole immagini che visualizzino parole o rendere con le immagini parole che parlino di immagini. Ma, dopotutto, che importanza poteva avere ormai? Il treno, ovviamente, era in ritardo. "Non ho mai visto un treno puntuale"pensò. Ma forse non l'aveva mai visto nessuno. E nessuno aveva mai visto un capostazione senza baffi o una biglietteria automatica funzionante o un vagone senza una suora. Ma questo, a conti fatti, NELLA MISURA IN CUI, come si diceva un tempo, non cambiava nulla, meno di quanto il salto di un bambino possa modificare l'asse di rotazione della terra. Nulla. Rien. Nothing. Nichts. Nada de nada. Così si sedette sotto la pensilina ad aspettare. Anche la stazione, ovviamente, era immersa nella luce vermiglia eccetera. Il treno non arrivava. E il capostazione aveva i baffi. E sulla biglietteria automatica avevano attaccato col nastro adesivo un foglio di carta a quadretti con su scritto "guasto". E accanto a lui stava seduta una suora con un valigione. In fondo non aveva poi avuto tutti i torti quando aveva pensato che non gli rimanevano più molte cose da provare. Ormai aveva già visto tutto. O quasi. Alla fine, ovviamente, il treno arrivò, ma lui si mise ad aspettare davanti al vagone sbagliato. "Non mi sono mai messo ad aspettare davanti al vagone giusto, ecc.ecc.ecc.." pensò. E le parole erano parole, le immagini immagini, i capistazione capistazione, le suore suore e le biglietterie elettroniche guaste, erano biglietterie elettroniche guaste. E la persona che aspettava non scendeva. "Ma certo, che sciocco!" pensò "Mi sono messo ad aspettare davanti al vagone sbagliato". Stava aspettando una ragazza che, alcuni anni prima, era stata lì lì per diventare la donna della sua vita, o quasi. In realtà non aveva mai incontrato la donna della sua vita e forse non l'avrebbe incontrata mai. Specie se continuava ad aspettare davanti al vagone sbagliato. Decise di spostarsi da lì e di mettersi davanti al vagone giusto. Ma qual'era il vagone giusto? Dal vagone successivo stava scendendo un gruppo di suore. Dal vagone precedente nessuno. La biglietteria automatica, dietro di lui, era sempre guasta. E la stazione era immersa in una luce vermiglia e le parole erano parole e le immagini erano immagini e lui non riusciva a capire quale fosse il vagone giusto. E non aveva mai capito a cosa servisse esattamente l'arrocco nel gioco degli scacchi. E non aveva mai visto un film di Humphrey Bogart. "Che vita senza senso" pensò. Decise di rimanere immobile davanti alla biglietteria. Il treno ripartì. La folla si dissipò. Rimase soltanto lei. Aveva un largo cappello di paglia con un nastro rosso e una piccola valigia. La voluminosa chioma bionda fino alle spalle era mossa leggermente dalla brezza primaverile ("Un'altra frase banale!" mormorò fra sé e sé, mordendosi la lingua). Era bella. Si chiamava Cloe. Non si vedevano da quattro anni. Ne avevano di cose da dirsi! Eppure si incamminarono lungo il viale della stazione in silenzio, lo sguardo abbassato, un sorriso imbarazzato su entrambi i volti. Alla fine lei non ne potè più. Scoppiò in lacrime. "Hai ancora quell'orribile trench stile Humphrey Bogart" urlò. "Non cambierai mai, mai! E' impossibile! Ed io che mi ero illusa….." Cloe torno'..anzi fuggì verso la stazione, singhiozzando. Lui rimase immobile in mezzo al viale, la bocca semiaperta, gli occhi afflosciati. Avrebbe voluto trovare le parole adatte per descrivere il suo stato d'animo in quel momento, ma non era mai riuscito a rendere nemmeno le immagini con le parole, figurarsi i sentimenti! Si sedette su una panchina, distrutto, affranto, completamente svuotato. Dopo quella terribile esperienza, non gli rimanevano veramente più molte cose da provare. Forse avrebbe potuto ancora diventare un buon scacchista. O magari un campione di golf. Ma che cosa gliene importava ormai?
C'è sempre qualcuno che aspetta una persona che lo aiuti a cambiare....ed altri che si aspettano di cambiare la persona cui tengono... Ma spesso pensano che accada naturalmente..senza intervenire. Che buffa questa continua corsa no? Furono giorni di confusione quelli, il mio equilibrio rimaneva perplesso al cospetto di te, al tuo sguardo chiaro in cui valeva la pena immergersi…alle tue labbra arroganti… al tuo collo deciso..ma soprattutto al tuo profilo che mi regalava..in ogni momento.. la calda sensualità orientale. Ed oggi…mi chiami per disseppellire …come ascia di guerra… ricordi di tenerezza e di lussuria.. E’ un po’ come ridisegnare ricordi cancellati: è impossibile ricordarne i colori originali.
E’ cambiato..nel tempo.. qualcosa che ha bisogno di storia ..e la tua storia mi hai raccontato..... conoscevi Udine..e non di sfuggita..vecchie memorie le tue, per niente sbiadite..hanno avuto ben tempo per ancorarsi ai tanti ricordi di un nitido quasi abbagliante.. terra di frontiera … terra straniera per una bimba vestita di sogni..ma quanta frontiera vissuta ! straniera ed accolta da terre in cui continuavi a restare la stessa straniera di sempre..anche adesso, in sardegna, la terra promessa con l’uomo che hai scelto…....Sei li’ quella senza radici e senza radici lo sei davvero..le hai lasciate sul Carso... in frontiera ...una terra spremuta di cuore graffiato...ingoiato forse da foibe ingorde di te e della tua giovinezza....e tu storia l'hai..e ne avevi di tante ...di belle e di sante e di maledette tutte comprese in quell'album che di te racconta la storia sui colli, le corse sui monti del Carso, del Grisa, di San Michele...e castelli incantati ..vissuti ed anche abitati..ora da fate , ora dall'orco, da re e da regine, da fiere… di musica nei parchi....e di fiori e di uccelli e spettacoli di luci e di suoni, ed ancora ..fucili e cannoni e ..santuari..supremi insulti alla vita..fiori di sangue infilati all'occhiello di tanti fanciulli in trincea come te..quando tu non eri ancora neppur venuta alla vita... Guardavi (ed immagini ancora) ..all'ombra del castello.. di fianco alla tua casa a picco sul mare… orizzonti d'azzurro di luce.. a Duino....questa eri tu ...ed ora rivorresti quel castello.. che spiasse il tuo corpo in movimento e i tristi pensieri di una donna che ha fallito del tutto scommettendo sull’uomo sbagliato (ma tu non potevi saperlo)... E’ pensi sorridendo che quel castello sia ancora assai compiacente di compiacerti.... ora che è più facile aprirti al cospetto di chi riconosce colei che torna a riprendersi tutto il piacere negato….forse è cosi’..forse….. massi’..torna a prendere la tua terra… Sara ...è un tuo diritto e questo pensiero ti appartiene....ne puoi fare un morbido sogno dove poterti adagiare… finalmente serena di tanto girare… e provare…e cercare… senza che nulla che davvero ti appartenga ti sia capitato di trovare....ma non aspettare... hai pianto abbastanza…non puoi piu’ appoggiarti a nessuno…. Fallo ora.. prima che troppo di lui ..resti dentro di te..quanto dentro può pensare di starti..... Vai...fuggi..è tempo ormai.
(dedicato ad una donna che soffre perché vorrebbe fuggire… ma ha paura di sbagliare ancora) 05/09/2004 Aveva sempre avuto un corpo fantastico… perfetto. E da sempre..ossessionata..si specchiava per ore ed ore ad ammirarsi. Non si chiedeva da dove nasceva questo bisogno…non le importava affatto. Dava valore solo ai giudizi positivi degli altri…ed arrivava persino a non uscire con uomini bellissimi se non dopo che avevano dimostrato.. come lei voleva.. il necessario …totale entusiasmo. A letto si donava completamente…e con una furia devastante..tanto da stancare i propri partner solo dopo pochi minuti…Era insoddisfatta! Ma era bellissima… non c’era null’altro da dire…assolutamente bella..fantasticamente bella. Poteva indossare qualsiasi cosa, jeans, gonne corte…lunghe.. abiti firmati, anche semplicemente un costume…ed era cmq sempre perfetta. Non credeva che ci fosse nessuna più bella di lei e lo dimostrava il fatto che non aveva proprio mai avuto problemi nel trovare uomini: le bastava darsi un certo tono con un make up particolare di donna disponibile.. e passeggiare per qualsiasi strada della città… da quelle del centro a quelle di periferia. Gli uomini (ma anche le donne a volte) le si gettavano letteralmente ai piedi…ansanti e in attesa di un cenno…ma poi a letto…erano troppo gentili..quasi paurosi di poter..inavvertitamente..rovinare la sua bellezza. Ed erano anche troppo veloci..cosi’ veloci da non regalarle neanche un orgasmo.
Poi venne quella sera…come al solito davanti allo specchio subito dopo la doccia..prima di vestirsi ed uscire. Li’ nuda completamente nuda..fissa..a guardare la sua immagine capovolta. Era incredibile… e come ogni volta ne aveva piena coscienza.. si.. si piaceva.. moltissimo forse più di ogni altra volta. Era davvero innamorata di se stessa si..lei si amava! E stava li’..cogli occhi grandi e accesi…fermi sull’immagine…quando ad un tratto le sembro’ che lo specchio si offuscasse..e improvvisamente…una donna emerse dalle trasparenze di vetro.. Era come se la copia di lei le venisse incontro..una copia perfetta.. identica.. viso..seni..fianchi..mani..cosce…assolutamente uguale: la bellezza fatta donna! Le venne incontro..nuda..e meravigliosa. Apri le braccia sorridendo e lei ci si gettò dentro senza pensare a nulla... sentì il contatto della sua pelle liscia e vellutata.. poggio’ le sue labbra su quelle di lei…entro’ con la lingua assaporando lo stesso sapore che l’accompagnava da sempre…anche il profumo era il suo stesso profumo. Si guardo’ negli occhi di lei… grandi e azzurri profondi e le sussurro’: “prendimi, prendimi...fammi tua”…e l’orgasmo esplose…lei e se stessa…finalmente insieme. Tutto era cambiato. Non mi va di parlare di me. Non ne sento il bisogno…non trovo le parole…. D’altronde come si puo’ fare? Che significato ha dire..a chi mi sta di fronte “ciao..io sono silvio..sono un consulente aziendale..lavoro per questo e per quello….etcetc”… senza parlare poi dei “sono alto..ho tot anni..ho una cicatrice qui..un’altra la’..etcetc...”. Chi mi ascolta saprebbe di me neanche un grammo di piu’ di quel che sapeva prima.
Ma raccontare cosa faccio..quali emozioni provo…che cosa mi piace..cosa non sopporto….come sento..cosa vivo…in quale modo amo…cosa mi aspetto dalla vita…parlare di tutti i miei dubbi e le mie certezze….ecco questo si..mi va. Le donne che ho amato (a parte qualche eccezione) mi hanno domandato diverse volte chi sono. Pensieroso…ho sempre eluso le loro domande. Allora nel tempo ho cercato una risposta adeguata..frugando nella mia mente..nel mio cuore..tra le pieghe dei miei sensi ed ho elaborato qualcosa del tipo: “io sono solo uno spettatore…che alza uno striscione enorme che invade gli schermi con su scritto: scambio favole”. E quindi d’ora in poi.. a chiunque mi domandi “Chi sei?”, senza esitare…tiri subito fuori la sua favola da scambiare:-))))) Torniamo al baratto insomma..altro che euro. domenica impegnata..spero solo di mattina.. perchè tornare dalle vacanze e ritrovarsi immerso in un casino di lavoro non è proprio il massimo della libidine eh....cmq vi invidio..liberi con a disposizione una domenica intera per farvi i cz vostri...mica una cosa da poco eh?:-)))
04/09/2004 Lui non era un libro qualsiasi…ne era convinto! Oh..si.. la colla teneva unite le sue pagine come tutti....aveva una copertina a colori come quasi tutti…veniva sballottato qua e la’ come tutti gli altri (forse addirittura piu’ di molti altri che intristivano polverosi su scaffali di legno e di metallo)…ma si sentiva molto diverso: lui era analfabeta e ne era consapevole! “Uffa..ma perchè nessuno mi insegna a leggere?” urlava agli altri colleghi che sghignazzavano e lo guardavano come fosse pazzo: loro accettavano il fatto di essere analfabeti…senza nessun problema….perché da sempre e per sempre così sarebbe stato. Era un romanzo … uno di quei romanzi dolci e commoventi che riguardavano l’amore…il tradimento..la passione…e con un finale naturalmente carino (uomo e donna innamorati..brutto ceffo che si mette in mezzo…peripezie…colpi di scena e “vissero insieme innamorati, felici e contenti”….(scusate se vi ho anticipato il finale…ma val la pena leggerlo comunque eh). Lui..il libro…non sapeva quale storia avesse dentro di se’ (che fosse bella se lo “sentiva”..hei anche un libro può avere il sesto senso eh!) e anzi ci fantasticava spesso…quando solo e abbandonato sul tavolo del salotto…passava ore ed ore ..a volte giorni…cosi’ ripiegato su se stesso ad immaginare fate..regine..cavalieri. La donna che l’aveva acquistato qualche giorno prima …lo lasciava spesso solo ….poi a volte tornava ..si distendeva sul divano..si toglieva le scarpe..allungava le gambe e..finalmente lo prendeva in mano. Aveva le mani profumate ..ed il libro si beava di questa essenza a lui sconosciuta…gli piaceva molto….così tanto che cercava di trattenerne un po’..per alleviare poi..la sua solitudine. Lei lo sfogliava attenta e lentamente….. e lui all’inizio soffriva molto nel sentire le sue mani addosso. Pian piano si accorse che la donna ogni volta…lo fissava per qualche ora… e la volta dopo ripartiva cogli occhi dallo stesso punto dove aveva interrotto . Il libro analfabeta non sapeva che la donna lo stava leggendo ed era abbastanza a disagio nel sentirsi osservato così spesso e cosi’ a lungo dappertutto (e la privacy?…. si domandava). Poi la donna venne a casa una sera con un uomo….e cosi’ smise di aprirlo e lo rimise tra gli altri su uno scaffale…non vi dico che periodo di crisi passo’ …preso in giro dagli altri e incapace di dare un senso alla vita che aveva appena vissuto tra le mani di quella donna….(forse era anche un po’ geloso…ma non l’avrebbe mai ammesso!). Rimase molto a lungo li’ abbandonato…poi una fredda sera d’inverno quella donna tornò sola a casa….era triste la vedeva…si sedette sul divano…rannicchiata con la faccia tra le mani…..e stette li’ a lungo…poi ad un tratto si alzò..venne verso lo scaffale e….. lo riprese in mano… si proprio lui….lo strinse al cuore..tornò sul divano e….. cominciò a leggerlo ancora una volta. Ma stavolta per il libro cominciò un'avventura straordinara! Fissando gli occhi di lei che ogni tanto lasciavano uscire una lacrima che lo bagnava (di dolore? commozione? Boh.. lui che ne sapeva?), si vide riflesso…lui si..proprio lui… con tanti segni piccoli e vicini vicini…e ..non ci crederete…ma specchiandosi …ad un tratto… iniziò a leggersi!!!!! Da quel momento la vita che prima era monotona..senza senso e piena di problemi comincio a prendere significato ..... quando leggeva cose tristi incitava silenziosamente la donna a girare le pagine velocemente e al contrario chiedeva una carezza quando c’era l’amore e la gioia e l’allegria. E il libro capì che lui era una storia, una storia bellissima, a volte dolorosa, a volte commovente.... non era la donna che lo rendeva vivo ma era lui che riempiva la donna di emozioni. E si sorprese pensando che non è facile vedere gli altri e capire se stessi a meno che gli altri non riflettano nei loro occhi le nostre pagine. Al prossimo nuovo vostro libro siate tenere..e spalancate bene gli occhi: loro hanno solo questa possibilità per leggersi (cosi’ come gli uomini).
Se avessi potuto esser te... mi sarei amato di più.... ma tu eri tu ed io ero per te...Poi ho scoperto di esistere....ed è stato allora che è finita........
03/09/2004 Ricordo bene quella sera d’inverno..la festa della mia amica… che al solito esagerò nel dimostrare chi fosse….in quella villa che fu di mercanti veneziani…dove i soffitti sono altissimi e quasi si respira ancora aria di spezie orientali….. Vini dei colli del friuli…e cibo esotico…mille antipasti improbabili…e pasta condita da verdure…ognuna diversa…carni delicate senza salse …dolci senza crema ne’ panna…frutta fresca e dissetante…..le solite cose che rispecchiano l’anima di Eleonora ..che conoscevo da molto tempo e della quale per un po’ avevo condiviso il cammino e molto altro. E’stato nella sua grande taverna…quasi assordato da musica tecno..che Eleonora mi ha presentato S…. cosi’ quasi di sfuggita. Le ho sorriso..uno di quei sorrisi inconsistenti…distratti ma almeno da sembrar vogliosi di esser grati a colei che me la stava presentando come se fosse la cosa che al mondo mi interessasse di piu’… Due parole ci siamo scambiati…poi lei se ne è andata. Ho continuato a parlare con Giorgio..che è stato a letto per due settimane…distrutto da un qualcosa che comprime le vertebre della sua spina dorsale…..parole di speranza le mie…senza che davvero sapessi che cosa mai potrà fare per queste sue ricadute continue….. Ci siamo seduti allora…quasi a mitigare i miei sensi di colpa per farlo stare in piedi…sofferente. La gente ballava…la musica era cambiata ….molto piu’ soft dal vago ritmo latino…qualcuno gia’ cominciava a barcollare dal troppo alcool gustato…altri ballavano stretti….e una figura veloce si siede alla mia sinistra…mi volto ed è lei..S… le sorrido e per la prima volta la guardo davvero…piccoli piedi da geisha…attaccati ad una caviglia sottile…un vestito nero con una spacco vertiginoso laterale che lei subito mette in risalto accavallando le gambe….mora..occhi neri….labbra carnose ma non troppo…pelle bianchissima ma piccolina dall’alto del mio 1,90….. le mani disegnate da qualche artista….due seni piccoli ma decisi…proporzionati….quasi una bambolina di porcellana…ma senza quel senso di delicatezza artificiale che molte ispirano. La sua fede nuziale a sottolineare donna sposata su un dito in miniatura..fantastico. Parliamo…ridiamo…beviamo (non troppo…conosco il senso dell’inadeguatezza fisica e mentale al risveglio dopo una aver esagerato con l’alcool)…e non so’ perché domande e risposte ce le sussurriamo nell’orecchio…come se la musica potesse coprire il senso di quel dialogo inutile…tipico di quelli che si sono appena incontrati senza conoscersi… Ed ogni volta che le rispondo avvicinandomi…sento il suo profumo non leggero e fresco..ma caldo e penetrante…Lei ride ogni volta…e getta indietro la testa mettendo in risalto la sua gola liscia che attrarrebbe di sicuro qualche vampiro…ed i suoi denti bianchissimi…regolari…da vegetariana. Suo marito ..si chiama R. e mi conosce…mi dice… si, abbiamo condiviso un paio di giorni in una Fiera di Napoli…io consulente dell’azienda in cui lavora e lui responsabile dell’area Sud….si ricordo…mi piacerebbe salutarlo (lo dico ma senza particolare enfasi). Mi spiace ..dice..se n’è andato perché domani deve tornare a Roma…ci son problemi da risolvere… e lei appoggia il suo gomito minuto e nudo un po’ sopra le mie ginocchia e appoggia il viso sul palmo della mano…guardandomi mentre parlo….mi trovo un po’ in difficoltà… non posso ballare con lei…troppo bassa per me…mi sentirei a disagio (e di sicuro anche lei)…Smetto di parlare…pensando che si tolga..ma nulla…passa qualcuno che conosco mi saluta..lo saluto alzando appena gli occhi…da lontano mi guarda Eleonora con un sorriso felino…..no non mi sento a mio agio! Vuoi qualcos’altro da bere? Le chiedo….allora lei ritira il suo gomito (cosi’ accuminato che quasi lo sentivo dentro la coscia) ed il suo viso (cosi’ assolutamente bianco e profumato)…..e mi dice..dai si andiamo a prender da bere. Mi alzo e le faccio strada verso il bar….verso Eleonora piu’ sorridente che mai….e lei da dietro mi prende la mano quasi avesse paura di perdersi in 100 mq di taverna……la sento quella sua mano sottile e delicata..elegante ma caldissima…no non sudata..solo caldissima. ..e non mi sento a mio agio…Arriviamo al bar…felice di dover usare tutte e due le mani per aprire una bottiglia di Verduzzo dolce e dal colore dell’oro….si avvicina Eleonora…si sorridono e prendono i due bicchieri che porgo…mi giro per riempire il mio…e in un attimo sono sparite entrambe. Sollevato (ma anche un po’ dispiaciuto…mi stavo abituando all’idea di lei che mi seguiva ovunque) le guardo mentre dall’altra parte della stanza ridono e parlano…mentre ogni tanto lanciano uno sguardo verso di me (o forse semplicemente…penso…da questa parte). Torno verso la mia sedia (chissà se sarà ancora libera) e nel tragitto mi fermano Claudio che vuol sapere se il mercato è in crisi oppure no …alzo le spalle per dire chenneso’….non fo’ parte del gotha della finanza…Francesco interessato all’ultima stampante digitale che ho acquistato…vieni a provarla gli dico….e quando arrivo alla sedia..lei è gia’ li’! Non ha piu’ quel sorriso divertito di prima….ma ha gli occhi neri intensi che sono illuminati da altro….E’ l’una…mi dice…peccato che faccia cosi’ freddo..altrimenti mi sarebbe piaciuto fare un giro nel parco. Gia’ il freddo (penso che ho avuto fortuna….anche se usciamo al massimo si rischia qualche bacio veloce prima di rientrare al caldo)…pero’ possiam farla lo stesso una passeggiata veloce all’aria fresca…qui tutti fumano e sta diventando pesante….butto la’! Lei mi guarda e mi dice..non ancora..fra una mezzoretta ci facciamo due passi. E ricominciamo a parlare di futilità …sin quando lei seria mi dice che è laureata..ha 34 anni e che da quando si è sposata non lavora piu’…quindi si annoia moltissimo…suo marito sta via anche per settimane intere…etctec….(No..penso..non si sta rendendo disponibile…ha semplicemente bisogno di qualcuno con cui parlare)…eppoi mi dice che lei ancora non vuole avere figli che le ruberebbero tutto il tempo (stridente il rapporto annoiata/troppo impegno per gli eventuali figli)…. eppoi mi dice improvvisamente che è molto tempo che lei non fa’ l’amore! Mi sposto a disagio sulla sedia e mi impegno in un discorso caotico…pieno di pause…imperfetto e irreale…sul fatto che molte donne praticano l’astinenza…poi sui modi piu’ bizzarri di indurre il proprio uomo a scaraventarsi sul letto…poi una disquisizione filosofica sulla differenza tra far l’amore ..soddisfacente….e far sesso..insoddisfacente (ma quando mai!)….lei mi guarda divertita…si fa una risata di quelle piene…cristalline …che tutti per un attimo si girano….eppoi con le linee umide di lacrime da riso ancora sul viso mi viene vicino e mi sussurra..andiamo a fare un giro nel parco dai…. Uff penso anche questa è andata…il freddo fara’ il suo dovere di scudo (intendiamoci..non è il pensare di dovermela eventualmente portare a letto che mi metteva a disagio…ma semplicemente il fatto che era lei a menare le danze…a decidere quasi che io fossi una preda li’..indifesa….essi’ questo mi faceva incazzare). Ci vestiamo pesanti…lei si mette persino una sciarpa davanti alla bocca (ah che bello!) ed usciamo al freddo….le macchine coi finestrini gelati…una patina bianca sull’erba ovunque meno che sotto gli alberi…. Ci incamminiamo rasentando l’edificio della vecchia villa enorme…senza dire una parola…con il mio respiro che crea nuvole gelate….Bello il freddo…risvegliante…frizzante…duro e amico. Facciamo quei duecento passi verso ovest (con le vecchie ville puoi costruirci una bussola) e prima di arrivare in fondo…si gira e torniamo indietro…all’altezza del portone principale mi tocca il braccio…mi chino per ascoltarla oltre la sciarpa e lei mi dice che deve andare in bagno (sai il freddo..insinua)….Annuisco e la spingo piano verso l’entrata…so’ dove’ il bagno…ma lei mi fa cenno di no e mi indica qualcosa lontano ad est….la guardo interrogativamente..lei infila la sua mano dentro la tasca del giubbotto e mi tira decisa….la seguo pensando per un attimo che voglia farla all’aperto…cosa da suicidio. Dopo un centinaio di passi lei si avvicina ad una porta…toglie una mano dalla tasca con un chiave tra le dita…apre ed entra….la luce si accende….ed io fermo ancora fuori…so’ che li’ c’era un magazzino tempo fa’….mi chiama piano…entro e vedo una stanza carina..arte povera..un letto grandissimo..alto…il riscaldamento al massimo (ecco a cosa serviva la mezzora…..di sicuro Eleonora è una complice!)…..lei che si toglie il giaccone pesante e corre verso….il bagno. Chiudo la porta per lasciar fuori il freddo e mi siedo sul letto a riflettere….Dopo un po’ sento acqua che corre…una doccia? Una vasca da bagno?….sara’ stato il freddo o l’incazzatura per il fatto che quello non era piu’ il magazzino che conoscevo..o forse semplicemente un riappropriarsi di coscienza…e allora dico basta…mi arrendo! Mi spoglio..mi alzo…chiudo a chiave la porta….sale ovvia e automatica la mia eccitazione …quasi dolorosa l’erezione repentina…..vado verso il bagno…lo apro ed entro! Lei è li’..che mi sorride come sorride una vincente….sotto la doccia che sparge fumo leggero per la stanza..ampia e calda. Non mi fermo…entro dentro la doccia…la prendo in braccio..le mie mani sulle sue natiche dure..piccole..…la appoggio alla parete ed entro dentro di lei…..lei incrocia le sue braccia sul mio collo e risponde colpo su colpo gemendo forte….Non ho il senso del tempo…..non ho neanche il senso di cio’ che sto’ facendo…ma bastano neanche tre minuti lei viene..forte…urlando cose senza senso…altri due colpi…lo sfilo ..adagio lei a terra e le vengo addosso….tutto cosi’…senza neanche baciarci…neanche accarezzarci..senza nulla..solo sesso animale..duro…veloce..devastante…sotto una doccia bollente…e scivolo a terra ansante…esaurito…ad occhi chiusi….come una bomba che esplode ed i cui resti ..ormai inerti…si spargono attorno. Restiamo cosi’..intrecciati e in silenzio…coi battiti del cuore smorzati dall’acqua che continua a scendere…finchè allungo una mano e la chiudo…….un attimo di brivido per il cambio repentino di temperatura.. Lei apre gli occhi..mi sorride…sale sopra di me….è piccola..tutto è concentrato in lei…mi bacia…uno di quei baci che vale un orgasmo…dolce e possessivo…voglioso e profondo…lungo…profumato e dal sapore forte…..mi bacia e si abbandona sopra il mio corpo….siamo bagnati…persino i capelli…se non ci fosse il riscaldamento al massimo rischieremmo di ammalarci……asciughiamoci le sussurro…le accarezzo i capelli e le sfioro le labbra….lei si alza…trovo gli asciugamani e la asciugo piano…e per la prima volta osservo il suo corpo minuto..i suoi seni accoglienti e arroganti…le sue cosce toniche….una piccola pantera nera…dalla pelle bianca….la asciugo da dietro..strofinandola piano…lei mi si getta contro…è piccolina…il mio sesso le si pianta sulla schiena poco sopra le rotondità delle sue natiche…ma lei si muove sinuosa…ed io mi eccito ancora…….la sua mano non mi da tregua…..e allora corriamo sul letto…stavolta no..stavolta voglio godermi attimo dopo attimo…accarezzo le sue caviglie delicate…le circondo con la mano, come se fosse il suo polso durante l’amplesso. …e il mio sguardo ..che lei sente addosso come luce perpetua……la percorre possessivo passo dopo passo. ..e mi sorprendo a pensare la voglia che ho di mangiarla, giocarla, insultarla e perdonarla, stringerla e segnarla, cacciarla e richiamarla…morderla e leccarla, legarla e abbandonarla, tornare e consumarla…… e lei è un fiume in piena…assaggio il suo sapore forte e speziato…ed è tutto un camminare delle mie dita sulla sua pelle, piccole formiche che s'arrampicano tra spalle, braccia e fianchi….per tuffarsi ancora tra il suo pelo folto..nero e intriso di piacere. Si alza improvvisamente appoggia le sue piccole mani sul mio petto e mi fa sdraiare….eccola seduta sopra di me..e aperta..i capezzoli duri e in tensione …le sue cosce nervose….in silenzio assoluto…neanche respiriamo….appoggia il suo bacino al mio…fa scivolare la sua mano tra le mie e le sue cosce…mi afferra e mi porta dentro di se’….poggia le sue mani sul mio stomaco..alza piano il suo bacino eppoi lo riabbassa abbandonando la sua testa che ciondola quasi senza piu’ nervature…occhi chiusi…sorriso di inspirazione ed inspirazione…e continua cosi’..mentre io impazzisco di puro piacere…afferro i suoi seni….li lascio… tiro i suoi capelli verso il basso quasi pauroso che mi faccia uscire da lei…. E ancora e ancora..lei continua..aumentando i ritmi e la forza dei respiri…. Poi le sue mani…improvvisamente artigliano i miei capelli e la sua cavalcata diventa violenta…veloce…assoluta… e grida ad ogni colpo e ad ogni colpo io grido…sono in apnea…sento il dolore dei capelli tirati…ed il piacere di sentirmi ben dentro di lei….che continua e continua finchè sento colarle il suo piacere ed il suo urlo assordante …ma non si ferma…distrutta e sudata…quasi bambola senza muscoli che non siano quelli delle sue cosce…..e continua… si ferma..un attimo…si sfila e scivola in giu’..e sento la sua bocca afferrarmi…non scivolare..proprio afferrarmi…guardo … la vedo riempita di me… la sua mano a tener fermo il mio sesso….non si muove..ma sento il risucchio potente…e la carezza di lingua…ed esplodo..subito..devastato come albero da ciclone…alzo il mio bacino e curvo la schiena fino all’impossibile……..e cado in trance quando lei risale il mio corpo…e mi infila la lingua nella mia bocca…la sua lingua che sa di me e di lei….e restiamo cosi’..a baciarci per minuti interi…corpo sudato su corpo sudato..mani su mani…labbra su labbra…… Qualcuno bussa ed io mi risveglio….sono le 4….interrogo lei con lo sguardo…lei sorride e si alza…va ad aprire la porta..ed io timoroso mi infilo nel letto….è Eleonora…con due cioccolate calde e fumanti in mano…entra mi guarda e ride forte….S. le si avvicina e le sfiora le labbra….prende le cioccolate e mi si avvicina…Eleonora ancora divertita le dice “ha telefonato tuo marito…gli ho detto che sei stanca e che dormi da me”…… saluta con un bacio lanciato dalle dita e se ne va……..Ci siamo assopiti..quando mi sono svegliato lei non c’era piu’…mi son vestito senza fare la doccia….dovevo tenere il piu’ possibile il suo profumo ed il suo sapore addosso……magari non sarei riuscito piu’ ad assaporarli. Nessun sms nè una telefonata...nulla..neanche da parte mia…! I significati...inutili...pensavo venissero fuori poi..quando tutto si sarebbe calmato... ma non è stato cosi’: a volte..e dobbiamo accettarlo…viviamo attimi che per ricordare con gioia non dobbiamo rivivere più.
Questi giorni di fine estate..passati ad occhi chiusi… sospeso tra desideri e umori…tra ricordi e pigrizia mentale e fisica: momento arido quanto basta ad esser preda delle proprie passioni. Ma non c’è… ora..voglia di gettarmi su corpo profumato ed eccitante di donna… non in questo momento…magari domani ..si… Rumino invece storie passate…per cercare brividi nel rivedere linee di disegni appena accennati..storie di una notte che non hanno lasciato immagini consapevoli..ma nascoste tra le pieghe di archivi mentali disordinati… Quelle donne.. svanite dopo una notte troppo breve per dire che sia stata vissuta... briciole invisibili di loro nel mio letto..sulla mia bocca… sulla mie labbra… sul mio sesso…. che chiamato…si eccita.
Lo chiamano amore furtivo…. quello che due sconosciuti vivono nel momento assoluto del primo incontro… ed entrambi sanno che potrebbe essere l'ultimo… sanno che è probabile non ce ne siano altri in futuro…ma questo non li ferma… D’altronde non c’è via di scampo…quando i sensi comprimono l’anima e la riducono al silenzio. Quanti profumi addosso…di baci e di umori..di sorrisi e di seni…di schiene inarcate…di giochi proibiti…di dolcezze infinite… e quanti sapori rubati ai fianchi e alle cosce…a lingue e ginocchia…a dita impregnate di piacere… Tutto ora ..a distanza di tempo..diventa visibile e assume importanza..posso vedere i contorni di ognuna…per troppo tempo evanescenti… e a volte mi sorprendo a pensare che sarebbe bellissimo averle ancora tra le mie braccia..e ascoltare di ogni istante ciò che hanno da dire... gustarle di ogni dettaglio….. e poi interrogare i loro pensieri… tenerle accanto non solo per quell’attimo vissuto da pazzi saggi... Ma questa vita scorre in un solo senso… si nutre di sensazioni e lamenti e dell’impossibilità di tornare alla fonte. A volte si dimenticano i nomi, di certe storie non si trova la rima… a volte ci si perde e basta... a volte ci si trascina guidato da movenze di donna…e a volte si ignora quel bagliore luminoso di occhi colpiti da un raggio di sole….per poi ricordarlo a distanza di tempo…si..non c’è altra possibilità che perdersi..stavolta conscio..negli occhi di una donna ……ancora. 02/09/2004 Se concentro le mie onde cerebrali ..pigre… sulle frequenze di quanto finora ho lasciato perdere di te… mi accorgo che niente….che non sia assolutamente tu.. davvero mi manca. Indiscutibile. Dopo ogni telefonata lunghissima la tua presenza che mi scoppia dentro mi lascia annegare frammentato in un liquido che nulla ha di “anestetico”. Infuocato. Un liquido bollente come sangue di passione che sale alla testa appropriandosene… indebitamente… fino a farla impazzire. Ineluttabile. Un'esplosione ricomponibile in sintesi periferica che dagli estremi congiunge al centro..forse un po’ in basso.. disegnando ovvie ipotesi. E io arranco sorpreso con la certezza di non poter procedere…. costretto a cedere sulle linee del parquet che una dopo l'altra mi guidano dal letto della camera al salotto alla cucina. Annebbiato e incostante procedo e so di averti sognato mentre stringendoti a me con le mani sul mio collo mi baciavi feroce in un corridoio tanto buio da non vedere. Il tuo profumo. Il tuo sapore. Niente altro. Cose che gli esseri umani non possono neanche immaginare;-)) Ebeti sorrisi sgorgano a torrente….mi attraversano lasciando tracce permanenti. Fammi credere di essere legato a te. Oggi voglio credere che tu sia legata a me. Senza la consistenza del tempo e dello spazio. Come un'idea fissa o una mania. Come un'ossessione.
Vorrei appoggiarti deciso a quel solito muro .. che profuma di bianco dipinto da poco… e lasciare che tu chiuda gli occhi…in risposta al mio assalto…. Vorrei poi accerchiare le tue labbra con le mie..e forzarle..umido e prepotente… per annegare nella tua bocca.. E bella così non ti avro’ mai vista: abbronzata e nascosta dalla poca luce…col sospiro posato sui seni nudi…che ritmano il piacere che verrà… e linee interrotte di rosso sulle tue labbra che un poco aperte aspettano la carezza della mia lingua... e i tuoi capelli neri che voluttuosi scendono senza coprire le vene pulsanti del tuo collo…..Voglio…voglio una foto di noi contro quel muro che ci accoglierà…e terrà con se’ per molto tempo.. i segni dei nostri orgasmi sudati.
01/09/2004 Lacrime …gocce che ti bagnano gli occhi..si raggruppano…scendono ti sfiorano il naso....restano un attimo sospese sul lato delle tue labbra e poi giu’..ad inseguire la scia umida tracciata dalle altre che…insensibili..non si sono fermate…E corrono..corrono..a bagnarti il mento..il collo .. il cuore. Ci vorrebbe una mano che si posi sulle tue…ma forse poco potrebbe per asciugare il tuo volto bagnato da ricordi dolorosi..o da una mancanza eccessiva…Ci vorrebbero labbra che sfiorino le tue…o magari una voce che ti ricordi che il cielo è ancora troppo bello.
Ma spesso tu sei felice nel sentirle scendere….non le asciughi…non vuoi che qualcuno le asciughi per te… Spesso ti piace che scendano a bagnare la tua vita passata…lacrime che vorresti spendere tutte oggi…per non averne piu’ in futuro….lacrime che sappiano di te... del te che eri…e che speri possano portarlo via con loro e nasconderlo nelle profondità della terra: si… potrebbe avvenire. Aveva deciso di vivere…finalmente.. senza di lei….era sicuro che fosse l’unica cosa che poteva ridargli la serenità perduta: ma i pensieri..gli ammonimenti..i sensi di colpa..continuavano ad inseguirlo….senza tregua. Spesso usava la televisione per distrarsi…perdersi in altri mondi: la lasciava accesa per tutto il tempo che restava a casa…sperando che avrebbe finito per ubriacarlo di parole e suoni…ma poi quando si accorgeva dell’idiozia che ne usciva a fiotti… toglieva il cavo dell’antenna e restava li’…a contemplare..per ore i puntini sfrigolanti dello schermo vuoto. Quando poi distrutto andava a letto provava ad uscire dal suo corpo per guardarsi da un angolo..lassu’ in alto. A volte ci riusciva e conquistava cosi’ un’insensibilità confortevole e solida. Non durava molto pero’…si addormentava di quei sonni nervosi…che portavano a sogni in bianco e nero…ansiosi e paurosi: pero’ al risveglio…non se li ricordava e questo lo faceva ben sperare.
Tutto era iniziato perché l’aveva conosciuta. Non aveva mai pensato che potessi avvenire…per anni aveva ignorato la sua esistenza…non l’aveva mai vista…non aveva mai provato le emozioni esplosive dovute alla sua presenza: ma adesso….adesso…non poteva fare a meno di lei! Inizialmente era un po’ scettico…diffidente…ma poi si era reso conto di quante cose mai provate lei lo riempiva. E pensava: non potro’ vivere felice senza di lei….e ringraziò tutti gli dei del mondo per questo regalo. Col tempo pero’ si accorse che lei non lo lasciava mai….ovunque andasse…persino al bagno. Lo seguiva..lo ammoniva…lo consigliava…lo sgridava..lo impauriva..e piu’ di tutto faceva in modo che lui non potesse mai mentire…si commuovesse per le disgrazie altrui…si preoccupasse di tutte le ingiustizie…e piu’ di ogni altra cosa..c’era il fatto che pretendeva di avere una concezione decisa ed inequivocabile su cio’ che era il bene e il male. Pian piano un barlume di pensiero cominciò a prender forma: tornare allo stato precedente! Sapeva benissimo che la cosa sarebbe stata difficilissima…perché il solo pensiero di star lontano da lei…gli provocava ansia..mal di testa…tachicardia e mille altri disturbi dolorosi. Aveva persino attraversato la stadio del profondo disprezzo per se stesso…incapace di combattere per staccarsi dal controllo di lei. Aveva elaborato migliaia di piani geniali…aveva viaggiato…era stato per un mese in Africa come volontario…in Asia come viaggiatore…ma lei non lo lasciava mai….testardamente con lui! Oh..si aveva vissuto degli attimi in cui sorprendentemente era restato solo….ma bastava un suono..un profumo..un sapore e subito tornava da lei e lei si riavvicinava a lui. Testardo continuo’ a provare a liberarsi di lei…senza risultati apprezzabili…poi una mattina…improvvisamente…non la vide….non ne percepi’ ne’ il profumo ne’ la presenza…giro’ gli occhi ovunque…nulla! Si alzo’ e lei ancora non c’era..ando’ al lavoro…e neanche il pensiero di lei lo sfioro’. Si ritrovò a cena nel solito ristorante e non rimpianse la sua non-presenza…. Incredibile..senza quasi renderne conto era passata un’intera giornata senza di lei…e non c’erano evidenti segni di astinenza…e soprattutto senza che neanche il minimo ricordo di com'era stato vivere con lei lo attraversasse. Da quel giorno riuscì a farne a meno…come aveva sempre desiderato. Alzo’ lo sguardo al cielo azzurro e sospiro’ felice…..”massi’ –concluse- dopotutto si puo’ fare a meno dell’anima".... Verso mezzogiorno apri' fischiettando la finestra del suo ufficio al 37esimo piano e si getto'...felice di essere libero. |
il caos ordinato--Vi prego di non entrare spettinate o nude nel mio blog: nel primo caso non vi faro' entrare...nel secondo non vi farei uscire...v'ho avvertito eh!
ah..se volete sbranarmi meglio che lo facciate su
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AH..CHI ENTRA E NON LASCIA COMMENTI SI ASPETTI CHE GLI SI SPEZZINO UN PAIO DI QUELLE UNGHIE CHE CURA AMOREVOLMENTE E CHE UN TACCO DI QUELLE SCARPE CARINE SI ROMPA IMPROVVISAMENTE TSE':-))
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biondograno diana71 L'HARD (soft e non) DI IPOTETICO...DI IPOTETICO L'HARD (soft e non) --ASSOLUTAMENTE VIETATO AI MINORI DI 18ANNI!!!!!! lacorregionale nologogirl:-) zenzerocandito zygadena |