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atomi che esplodono in attimi
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31/07/2004 “Ascolta Marco…si sente il mare”. Appoggiando il suo orecchio alla conchiglia Marco senti’ meravigliato il grido della marea. Lo aveva ascoltato con la bocca aperta…incantato a domandarsi chi fosse stata la persona tanto cattiva da rubare la voce delle onde e nasconderla in quella fessura che sapeva di salato. Poi qualche anno dopo nacque Luca….era nato muto …e Marco era corso piangendo alla spiaggia per cercare una conchiglia con dentro la risata del fratellino. Aveva trovato pero’ solo onde…e con rabbia aveva odiato a pugni stretti quel mare crudele.
Scoppiò gassosa la linguetta di una lattina…….”dai ragazzi.. facciamoci un’altra birra!”…Marco si liberò dai pensieri della sua infanzia scrollando la testa come un cane bagnato. Aveva ceduto ai ricordi…lasciando che Michele raccontasse un nuovo suo inconfessabile segreto confidatogli da chissàchi…e che era impossibile tacerlo a quell’ora di notte..davanti al mare di Lignano…noi…vociante platea ubriaca di amici insabbiati in mezzo ad una duna….. Continuammo a decapitare Beck’s…e mentre il fiume biondo ci inondava…ci mettemmo in silenzio a pensare alle incredibili cose che si riescono a vedere dietro i fumi alcolici che il sangue soffia alla testa. Marco ruttò mentre lanciava la sua lattina come una bomba inesplosa fra le altre già vuote. Pochi risero…non eravamo in tanti quella notte…faceva molto freddo ed il vento mulinava agli occhi troppa sabbia invadente…e se non bastasse..il mare sembrava sul punto di mangiarsi tutto. Marco si alzò e si diresse verso la riva …come se avesse scorto in testa un altro ricordo. Lo perse subito di vista…si ritrovò coi piedi affondati in quella fanghiglia perfetta per fare i merli delle torri dei castelli d’estate…si sbottonò la patta e prima di pisciare in acqua…meccanicamente si guardò attorno per assicurarsi di non esser visto….e si fermò col mento sulla spallo destra. Là..poco più avanti c’era Gianfranco..impegnato in una lotta contro le onde stregate nel loro lento ritorno di marea. Impugnava come arma un bastoncino secco e difendeva nel suo delirio il grande cuore di Lara che aveva disegnato sulla spiaggia…cercando di proteggerlo inutilmente dall’aggressione di un mare rumoroso. Marco sorrise..distorcendo il suo visto in una smorfia di dolore…finchè le nove birre bevute schizzarono nel mare…Quasi in contemporanea il vento esplose in un tuono…ed una pioggia improvvisa cadde su di noi…fermi..senza voglia di alzarsi e fuggire. Marco allargò le braccia e cominciò a ridere forte….il tutto dava l’impressione di un film horror. Un altro tuono..un altro lampo..gelò il terrore sul suo viso…guardò verso Gianfranco..ma lui si era arreso ed era fuggito sotto la pensilina di un ristorante chiuso dall’ultimo sole di settembre. Lo imitammo..bagnati e infreddoliti…improvvisamente lucidi. Marco no..Marco rimase sulla sponda del mare…le mani allungate in avanti…i pugni chiusi “hei ..ridammi la voce di mio fratello”..urlò….ma il mare gridava feroce tenendo impassibile i suoi occhi contro quelli di Marco. Tuonò ancora e più forte…e un nuovo lampo illuminò quella sagoma orribile di mare in tempesta..coi suoi tentacoli che avviluppavano nel buio tutto il visibile…e mentre una testa di drago lassù in alto alitava fuoco in saette…. Marco cadde in ginocchio piangendo. Cinque minuti dopo tornò fra di noi…e disse “andiamocene…fra poco sarà l’alba…ed il mare racconterà altre storie…che io non voglio ascoltare”. Non sono passate che poche ore da una notte di evidente passione…una notte di giovedi’ fatta di atmosfere rilassanti e consuete….e di nuovo son caduto nelle acque invitanti del sessochesiapersesso… senza neanche una parete di nebbia umida che avesse tolto luminosità ai vetri che spiano la strada e che dalla strada sono spiati…. Di nuovo ho ascoltato la voglia pressante e indecente ..senza chiederne conto…. e da mani fresche…delicate…vestite di nere e brillanti unghie… mi sono lasciato portare nella foresta selvaggia ad esplorare i mai conosciuti tuoi dettagli di donna…. E di nuovo sono riuscito a guardare noi dal soffitto……eterei e sfuocati dalla luce di queste mille candele che bruciano dubbiose….. e per la musica dal ritmo latino dei nostri corpi.. abbracciati… vogliosi…aperti e tremanti, mi sono eccitato. Ho avuto la tua bocca e i tuoi seni, e della tua bocca e dei tuoi seni mi sono sfamato…. ho respirato i tuoi orgasmi… e dei tuoi orgasmi mi son dissetato….e quando ti sei alzata ho visto colare…silenzioso… il mio sperma fra le tue gambe…. E di nuovo sono rimasto io l'unico attento…. non ho avvertito il desiderio di chiudere gli occhi… di nuovo sono affondato in un corpo di donna mai vista…. di nuovo ho fissato la porta ben chiusa di questa casa sconosciuta ….e mi son chiesto perché.
30/07/2004 Mi fermo al semaforo…rosso…e ti vedo…sei seduta su quel bidone rovesciato… al limite della notte.. da ore… o da mesi..anni.. chi mai puo’ saperlo? Aspetti due fari che sconvolgano il buio e si puntino su di te… due occhi che ti scrutino …curiosi..vogliosi…a volte con disprezzo. Sei seduta su quel bidone rovesciato…che ricorda il suo colore solo da piccole isole gialle che hanno resistito al vento..alla pioggia… e rimpiangi il fango del tuo villaggio…l’odore della pioggia che si rovescia ..avara..i mille colori degli abiti ampi….la tua miseria….la tua libera…felice miseria. Aspetti che qualcuno ti chieda il prezzo…ti guardi…e decida se lo vali. Un valore che non cambia per una gonna corta…uno stivale elegante.. una borsetta alla moda… non dipende dalle tue labbra di bambina…dal tuo seno pieno e sodo…dai tuoi occhi neri..o dalla tua bocca dipinta di rosso. Sei seduta a metà di una strada ….aspettando..quasi pregando…. che qualcuno si fermi… perché ormai la solitudine mette paura..col buio che avanza. Aspetti qualcuno che fissi un prezzo…. per le tue cosce che si aprono…la tua bocca che succhia..il tuo culo che accoglie… il tuo viso che espone ferite di pugni…la tua pancia che non riesce a nascondere bruciature di sigarette…i tuoi fianchi e la tua schiena segnate da colpi che ormai non ti fanno piu’ male…. Aspetti qualcuno che non darà un prezzo alle tue lacrime…ai tuoi ricordi…alle tue paure…alla tua solitudine…ai tuoi sogni…alle tue emozioni… “Quanto?” “25 Euro”….un prezzo ridicolo…per tutti quelli che credono di possederti per quei 10 minuti….un prezzo equo ..per te che hai scoperto di non appartenere a nessuno. Il verde mi trova distratto…un bipbip nervoso mi colpisce da dietro….fuggo via senza guardare la tristezza in agguato sul mio retrovisore.
27/07/2004 Lo ricordo quell’incontro di un giugno di tanti anni fa’… che tu sottolinei nel tuo primo sms ..per farmi capire chi sei. Un messaggio spedito dal fondo del tempo…mentre io ti rivedo com'eri ma non riesco a capire come sei adesso.….. non vorrei vederti…non vorrei rivederti dopo l’oblìo reclamato dal tempo.. che tutto trascina in fondo alla valle come il fiume..le pietre inerti. Chissà che colore ormai avrà il tuo vestito da sposa... chissà quante mani hanno stretto i tuoi seni e t’hanno afferrato i capelli….chissà quante bocche hai riempito di baci …li ricordo i tuoi baci…dolci e amari di rossetto e saliva, in quei giorni rapiti dal sole che si spalmava sul mondo. Quel giugno e quel cameriere sudato..quasi curvato dal peso del destino… che mi accompagno’ al vostro tavolo…ad elemosinare l’ultimo posto rimasto in quel ristorante. Ricordo i tuoi occhi dubbiosi ..e gia’ stavo partendo…ma la tua amica decise il contrario…Era lei che voleva le mie attenzioni…lei libera ed uscita da una storia crudele e selvaggia…. Lei..non tu ..sua amica da sempre e..sposata. Ma lei… la mia voglia improvvisa di te…. la lesse con piu’ chiarezza che il menu’ disteso solitario sul tavolo…e per tutto il tempo si avvolse nel manto della delusione…come donna tradita e sconfitta..col cuore offeso..ferito..sfiorito…. mentre tu distendevi la tua mano elegante per dirmi il tuo nome e per carpire il mio. Non potevo sapere chi fossi davvero, non potevo immaginare quanto fosse ruffiano il destino di un nome sopra i tuoi deboli sguardi… e così evitai di chiamarti per nome per tutta la sera. E' buffa la vita, a volte ti fa incontrare tante ombre che scompaiono ancor prima di poterle sfiorare... ma tu no..non un ombra..ma una donna reale…. ed io fui il primo uomo a trascinarti fuori dalla prigione di colonne alte e solenni … il primo ad averti... fuori dal tuo matrimonio. Non dissi nulla quando…dopo aver riaccompagnato a casa la tua amica… neanche 10 minuti…sorridente tornasti a riprendere la custodia del tuo cellulare..lasciata…oh che distratta…sulla sedia che prima occupavi. Non tentasti neanche una lieve difesa…quando ti portai a casa mia… Ridevi troppo ad ogni piccola battuta…di quel riso da donna eccitata che si riconosce….come se avessi gia’ deciso che quella sera un uomo dovesse riempirti di nuove emozioni…di nuovi profumi e sapori…riempirti di lui. Non riuscìi neanche a spogliarmi…tu eri gia’ in ginocchio tra le mie gambe… le tue mani alzarono la mia camicia e la mia schiena comincio’ a sanguinare di graffi disegnati dalle tue unghie decise mentre la tua bocca ….golosa e affamata accolse il mio sesso che feroce spuntava dai miei pantaloni. E fu un banchetto tuo solo… di labbra e di seni…lo bagnavi con la tua saliva e lo asciugavi con i tuoi capezzoli …poi lo nascondevi nel tuo solco profondo e lo stringevi in un morbido abbraccio…. Eri tu che comandavi quel gioco…liberandoti in un attimo della tua vita reale di donna che non era mia… tu da donna sempre oggetto di un altro…a donna che riprendeva il suo ruolo di padrona del piacere. Non mi facesti muovere…e neanche spogliare….il gioco continuo’ per un tempo indefinito… alternando piacere e dolore…pause profumate di umori colanti….affondi devastanti e giochi dolci di lingua…finchè nulla potei per resistere e con spasmi improvvisi mi svuotai dentro la tua bocca in attesa. Vacillai in cerca di aria e di qualcosa su cui appoggiarmi…con un ultimo sforzo caddi sul divano..mentre tu ti rialzavi…ti rivestivi di quel poco che ti eri tolta e superavi la porta scomparendo del tutto.
Ci incontrammo altre volte…mai in altri posti che non fosse casa mia..sempre di sera…per fare l’amore (per scopare dicevi)…mai per parlare…finchè non decidesti che il conto con lui era ormai pareggiato… e sparisti per sempre. Non ti ho mai cercato….so’ che il piacere orfano di sentimenti non crea dipendenza da un uomo o una donna….è come un’aspirina che si puo’ acquistare in una qualunque farmacia. Ritorni adesso…con mille sms…Forse hai tenuto il conto che devi pareggiare in tutti questi anni….forse non hai altri con cui andare…forse la tua vita è cambiata…o forse hai solo bisogno di misurare la tua capacità di dare piacere…che pensi di non aver più .. forse è solo un capriccio di donna dimenticata. Ma stavolta..no..non con me… non sento crescere il brivido da voglia di te. 26/07/2004 basta...uff...non ho piu' voglia di lavorare oggi...Avrei bisogno...addosso.. del profumo di chi dico io:-))) Il sole se n'è andato...fa' freschetto...ed ho tanta voglia di ritrovarmi in qualche posto isolato..lontano lontano....a dormicchiare...senza paure..guanti...cappelli..false raffinatezze...titoli effimeri..cappotti...carte di credito...scartoffie varie...date improrogabili...appuntamenti inevitabili con l'ossido di carbonio...senza chiese ne' santi ne' protettori...senza bugie. Nudo...come la lattuga nel campo......
arrivo ora, sempre di corsa... tra le montagne la pioggia fittissima cade in gocce leggere.. ma qui il sole acceca di caldo e di luce…. un fuoco che parla di te…che mi assale da fuori ma che mi brucia dentro.. Ti ho lasciata ma sento ancora addosso la tua pelle e tutti i tuoi umori spalmati ovunque……..è certo, il circo si è perso lo sputafuoco..per caso… proprio davanti alla mia porta dischiusa... e non una… son certo…. che non basterà nemmeno la seconda o la terza femmina che passa o che vado a cercare.. ad uguagliare la voglia di te cui il pensiero mi rimanda in continuazione. La tua è una danza.. fatta di ritmi latini..incalzanti ..arroganti e suadenti..lusinganti e sensuali..niente di nuovo, no..solo tutto inventato ogni volta..ed ogni volta io resto incantato da questo tua visione magica.. permeante..di seduzione infinita… fatta di odori e di umori..e sessi …gonfi…. bagnati..infilati… confusi e violati.. L'orchestra dei sensi sa andare ad orecchio ..la musica la conosce assai bene.. quel ritmo animale fatto solo di pelle odorosa..di narici allargate a carpire gli odori di calore e di fiato affannato .. e lo so che tu vuoi parole forti a sottolineare le danze..ma qui… adesso… son fermo ad ubriacarmi… dalla coppa di miele….del profumo che emana il tuo essere femmina..così femmina da stordirmi appena pronuncio il tuo nome… a me stesso.. piano… quasi a prolungare carezza amorosa sui tuoi seni o forse in mezzo alle cosce..ed a quel che ne segue..prigioniere ormai di un moto che non è più loro..ubbidienti al solo comando che schiude le porte al più sfrenato godere..Sei mia.. ti voglio per far scomparire ogni cosa già nota, diversa da te e dalla mia passione di te..e non voglio bastarti.. la scusa è giusta per cercare nuova misura ..che accolga la mia voglia e la tua ….ma tutto questo ..già sai. Ma è vietato fermarsi….troviamone ancora..di voglie indecenti… dentro e fuori di noi cancellando… se occorre…la terra ed il mare..ed anche il senso di questo tempo tiranno... e non mi frega se qualcun altro ti dovesse aspettare al mattino…se io avrò per me tutte le tue notti… che voglio.
Non sono un uomo saggio…posato…questo l’ho sempre saputo… ma ho ultimamente scoperto prove evidenti di tutto questo…come ad esempio il fatto che tra quella che mi scrive:
"......sei sempre presente vicino a me..sei prepotenza di pensiero...ed essenza di intelligenza scoccata per colpire direttamente la mia anima......" e quella che invece mi blocca il respiro con un: ".......voglio le cose infilate dentro la testa dentro la bocca dentro di me, profondamente emozionata di te.. siano parole o sia carne bollente.. cosi' che io possa gustarle senza elaborare nient'altro che istinti animali......." preferisco la seconda.……anche se sarebbe magnifico che fossero parole della stessa persone (cosa che a volte..raramente..succede). Attenti..quindi.. non datemi mai ragione..non seguitemi... non fatevi ingannare dalla semplicità dei concetti….non sono un uomo saggio….solo un uomo che spesso all’anima di una donna ..preferisce il suo corpo!;-)))) Donne avvertite…………etcetc;-) 24/07/2004 A volte ti puoi trovare specchiato in due occhi mai conosciuti, a stiracchiare il tempo necessario a completare un viaggio. Rimani li’ senza fiatare, come se attorno cantassero cori ..che tu volessi ascoltare davvero..… e davanti soltanto un appiglio… un viso di donna assorta a misurare il tempo necessario all’arrivo. La guardi…anche se sai già che rimarrà soltanto per poco… anche se sai che ci vorrebbe del tempo perchè il suo respiro diventi anche il tuo……Poi lei ti guarda e ti chiedi se con gli sguardi distratti che ogni tanto lancia riconosce il tuo… fatto –ti sorprendi- di desiderio… di voglia… che se poco potessi già staresti a schiacciarle l’anima e il corpo. Puo’ non succedere nulla…come un tappo di champagne… libero… che rimane nel collo della bottiglia..fermo.. in attesa che qualcuno la scuota per esplodere…….oppure un segnale puo’ esserti dato –quasi mai previsto- e le sue gambe lentamente si accavallano…il suo smalto rosso vien posto a contrasto sulla trama velata d’un nylon intenso di calze che avvolge le gambe..ma non fino sopra…dove invece ritrovi visione di pelle nuda.. delimitata in alto da…. immaginata piu’ che vista…. porzione di pizzo nero… e se sali ti accorgi di quell’unico bottone di camicetta bianca che coraggioso trattiene forme generose di seni….e ancora piu’ su … le labbra dischiuse..accarezzate da rossetto “bagnato” che ricorda umido altrove. E se lei ti guarda gli occhi ed il viso… qualcosa si muove dentro di te… come se da un momento all’altro dovesse spuntare una passione di carne, di pelle, di mani, di labbra e di umori….. Il treno rallenta..è la tua stazione…ma poi pensi di non aver mai posseduto stazioni… ma voglie di donna si. E resti li’..in attesa di nuova partenza.
23/07/2004 Occorrebbe andare piu' in la'..osare nel percepire l’attesa come un amplesso unico..devastante.... da vivere correndo..dimenticandosi persino di respirare. Ma mica è così semplice come si crede...l'attesa ci inganna vestendosi di ansia.
A domani...mmhh vediamo..domani che è sabato potete anche entrare mezze nude...coi capelli schizzati e le occhiaie bene in vista....ahhhh adoro le occhiaie di una donna che mi guarda dopo aver condiviso piacere e piacere:-)))))) PS: hei tu bionda tuttecurve che ti sei fermata oggi nel mio ufficio...e alla quale...non ho chiesto il num di cell....si si proprio tu...ecco..se stanotte sei nel mio blog...ricordati che è stata semplicemente una dimenticanza...abbagliato da tanto fascino...e eprso a rincorrere gli angoli delle tue curve di seni..di fianchi e di labbra:-))) Ergo...se mi ricapiti...prepara il tuo biglietto da visita o la biro te la do' io eh:-))))))))))) Senza più forza e senza parole.. stesi sul letto con il fiato in gola… con la bocca aperta a cercare respiro di vita.. con le mani avvinte… le dita intrecciate e le tue labbra ormai non più dipinte... la voglia indecente che ancora urla pressante... la tua voce che intona ritmi colanti e la mia che si spezza come mille sospiri su stretti tornanti . Se potessi tornare a ier sera prenderei il tempo per il collo e lo fermerei….solo per un attimo… nel momento più alto... quello in cui abbiamo urlato tutto il piacere che straripava …chiamato e goduto... e poi subito dopo nascosto.. tra ciò che è il nostro vissuto. Ma..siamo noi... noi soli…al tramonto di una notte..ignari della nebbia laggiu’ nelle valli…ma testimoni del galoppo di mille cavalli..testardi.. a coprire le urla di orgasmi d'amore….e siamo noi..solo noi..qui….malati di possesso..troppo innocenti per dormire da soli…e troppo grandi per vivere di sole parole di sesso…Siamo noi..tra la veglia ed il sonno….stelle costrette a girare in tondo…disperse…indifese…divise da un sentimento senza pretese…unite dall’alito caldo di labbra rapaci… siamo noi…soli…due gocce d'acqua che scivolano sopra un vetro …inclinato…liscio e lucente…sapendo che passato il bordo non possiam più tornare indietro..al presente. Maledetta alba..che confondi i pensieri…che trasformi certezze in dubbi inafferrabili come bagnati bicchieri…e maledetto orizzonte che crei la distanza mentre vorrei che fosse tutto qui..in questa stanza….Torna tu…notte…a prendere i nostri respiri…vieni notte.. nascondici al mondo e regalaci un buio profondo.. che accolga la nostra passione come un fiume in piena che si espande sommesso….vieni notte….lo so che il tempo di soffrire... è giunto adesso!
22/07/2004 Non ho avuto tempo di regalarvi qualcosa di speciale...quindi...perchè io abbia la giusta ispirazione..domani potete entrare qui solo con: unghie perfette e curate...magliettina leggerissima..trasparente ed attillata...reggiseno non occorre...ampia gonna leggera..trasparentissima e con spacco laterale (per sicurezza)... profumo leggerissimo e fresco...make-up discreto...capelli ababstanza lunghi..che siano insomma afferrabili...e scalze:-))))
È dura lei. Lui potrà anche non chiamarla, non cercarla, fingersi freddo e distaccato... Lei è una dura, e non cederà. La sopporterà, completamente, il peso di questa storia. Del resto aveva molte possibilità per non viverla. Lei è dura, e sarà irremovibile... micidiale ed implacabile. Resta in piedi al centro della stanza per qualche minuto – vede riflessa nello specchio tutta la sua decisione, – si ravvia i capelli con un gesto involontario della mano..poi decide di accendere lo stereo e le candele. Si getta sul letto…seguita dal suo gatto.
La musica non la distrarrà dai suoi pensieri, dall’elaborazione delle sue strategie. La musica piuttosto susciterà in lei sentimenti e sensazioni alternative o amplificate, di modo che il suo rapido e razionale cervello possa elaborare quante più teorie possibili. La prima parte del piano prevede un’analisi spietata e lucida dei punti deboli di lui. È dura, lei, ed uscirà vincitrice da questa battaglia. È dura, come duri erano un tempo i cavalieri, pronti a sacrificare ogni cosa e forti della coscienza di doverlo fare. Pensa che la base di ogni suo agire, d’ora in avanti, dovrà essere fondata sulla condizione di non possedere nulla, nessun vantaggio, nessuna posizione consolidata. Deve essere convinta di non aver bisogno di nessuno, specie di lui. Mentre lo stereo urla – lei solleva lo sguardo e getta un’occhiata sprezzante alla sua immagine nello specchio. Sconfiggerà i demoni della debolezza, sconfiggerà la malinconia, la tristezza, l’ansia e la gelosia. Sarà dura e paziente. Quasi perfetta. Se avesse una spada, la sfodererebbe ora. Giura…. (parole sussurrate a mezza voce con un tono deciso e assoluto)…..giura: non ho bisogno di lui. È pronta ad reinventarsi da capo, a vivere come se lui non fosse mai esistito. Userà questo trucco come una sorta di addestramento, per essere sempre all’altezza, anche se lui dovesse sorprenderla. Dovrà essere intransigente e resistente, avrà bisogno di forze e mille pensieri da proporre alla sua vita. Non le permetterà certo di credere che non puo’ fare a meno di lui! Ma poi chi cz è lui? È dura lei, e lui dovrà accorgesene. Lo sa bene che lui le proverà tutte: si aspetta colpi sotto la cintura e pugnalate alla schiena. Si aspetta trappole ed illusioni che verranno smentite solamente per minare e distruggere la sua sicurezza. Se lo immagina rabbioso, o gelido, o magari pericolosamente dubbioso, incapace di mantenere le distanze. ….le distanze sono un particolare importante. Ma senza contarci troppo…. E comunque non si accontenterà di vincere una singola battaglia. Da oggi lei è un’amazzone pronta a lottare. Lui è il drago malvagio, lui e le sue paure così ingenue... saranno fatte a pezzi. Lui è il drago malvagio, potrà gettarlo a terra, calpestarlo, colpirlo, trafiggerlo... ucciderlo. Non si arrenderà. Se lo immagina di fronte, la prima volta che si rivedranno: fingerà una sottile indifferenza, come se lui fosse soltanto uno dei tanti amici o conoscenti che ha... (lei prova allo specchio il suo miglior sorriso neutro). Sarà forte, e le dirà che non l’ama piu’. Sarà dura e dolce quando lui ne avrà bisogno ma mantenendo le distanze….È dura lei, e lo dimenticherà…..Con pazienza. E lui? Lui non è un duro. Per dimenticarla ha solo una possibilità: vendere i suoi ricordi! Non può fare altrimenti… deve cancellarli…venderli…. in modo che non gli appartengano piu’…solo cosi’ finirà il tormento. Ci riuscirà di sicuro…tanto più che per ogni ricordo –ha deciso- lui stesso pagherà una somma di denaro. Non sarà difficile…chissà a quanta gente manca una bellissima storia da ricordare! 20/07/2004 Tra la realtà ed il sogno.. nell’esatta metà… ti appoggiai addosso il mio sguardo…breve..di un attimo. Lo vidi ..denso e invisibile –come scia di profumo-..penetrare dentro di te..e dallo specchio dei tuoi occhi chiari..ne seguìi la strada e la poca fatica che fece per arrivare alla piazza dei tuoi sensi..senza uno stop apparente..senza un rosso divieto devastante. E la tua piazza placidamente assopita lo accolse come pioggia di festa…ed esplose il tuo olfatto…luccico’ la tua vista…si fece dolce il tuo gusto..si equilibro’ il tuo udito…e scatto’ il tuo tatto “ciao…io sono Paola”..e strinsi la tua mano tiepida e accogliente. Tra la realtà ed il sogno.. nell’esatta metà…(i nostri sguardi ballavano stretti)…mi dicesti che eri ancora sposata con quell’uomo laggiu’….ma che lui si era vestito d’inverno e aveva riempito il tuo cuore di blocchi di ghiaccio….oh povero cuore (i nostri sguardi ballavano troppo stretti)… Poteva far finta…ma non ha voluto…poteva far finta di starti vicino.. di farti sentire..capire..sognare..illuderti dentro che eri il suo mare… Hai provato a sperare…strappata…ferita..ma mai avresti pensato che fosse davvero finita…(i nostri sguardi nudi si accarezzavano piano)… Lo hai pianto ..vedendolo uscire dalla porta della tua anima..ma avevi lasciato la chiave..lì..al solito posto di sempre..sperando che fosse una pioggia d’estate..calda e non insistente. E la chiave è ancora li’ che brilla confusa…e tu adesso ricordi quante volte hai perso la strada senza venire aiutata…quante volte hai sognato una voce che dicesse “ritorna”….(i nostri sguardi allacciati sul letto che facevano l’amore)….ma hai seppellito la sua mano che ti accarezzava i capelli…sotto un cumulo nero di gesti lasciati che volevi tenere. Tra la realtà ed il sogno.. nell’esatta metà… tu mi regalasti quella chiave..mentre il tuo corpo scintillava dentro e ti faceva radiosa e i nostri sguardi si riposavano dopo un lunghissimo amplesso…ti presi una mano e ti portai via.
19/07/2004 ''Riesci a immaginarti l'infinito?'', mi chiese lei…stanca…abbandonata sul letto…al buio…profumata di sesso appena goduto….assorta a lanciare il suo sguardo tra le stelle curiose che spiccavano..narcise…tra i bordi di una finestra aperta….. ''... io non ci riesco…eppoi la vita non ci ha abituato al pensiero che qualsiasi cosa ha un inizio…poi finisce?''
Avevo gli occhi chiusi…piacevolmente disteso tra aromi che mi ricadenzavano ..come in un rap…i gesti appena conclusi….alla ricerca dell’essenza di donna. Pero’ ci pensai…e sorrisi ricordando le infinite (quelle si) passeggiate notturne tra amici…capaci di elaborare ipotesi aliene e di risolvere i problemi del mondo in una sola notte….pieni di entusiasmo e di vino. Li vidi..mi vidi..in quel cammino tra le nebbie luminose della voglia di “dire”…”fare”…che a molti non porto’ …come sempre succede…la pianura assolata di un futuro sereno. E mi venne una risposta rapita…colorata di paradossale evidenza…ma cosi’ intraprendente nella sua semplice pochezza: “parti dalla fine di ogni cosa…e ti immaginerai l’infinito''… Riflettei su cosa avevo detto…rassegnato a lunghe dissertazioni che ci avrebbero preso..forse ore…ma lei sospiro’…si mise a sedere…allargo’ le braccia ed assenti’. Si giro’ di scatto e mi venne addosso…vestita solo dei suoi mille sapori e profumi…mi bacio’ piano e mi disse “si..è vero…come ho fatto a non capirlo prima?”. La abbracciai stupito….avevo detto qualcosa che lei aveva capito…ma io neanche un po’! Lei si rialzo’..mi prese la mano e mi porto’ alla finestra… “La vedi quella laggiu’? è una stella –sorrise- e sai perché so che è una stella?…perché finisce con i suoi contorni…quando inizia qualcosa di nuovo….ecco l’infinito è l’insieme delle cose finite e di quello che inizia dopo”…… Confesso che rimasi affascinato…..e pensai che dopo tutto niente è impossibile per una donna ancora umida d’amore vissuto in una notte di stelle. 18/07/2004 Un cielo grigionero.. quanto bastava a far paura ...e pioggia ...e vento fuori….dentro profumo intenso di sesso come eterna tortura. Strade e viottoli sterrati di campagna disegnati sulla pelle nuda…. carezze lievi…rassicuranti come onde costanti sulla spiaggia…. e mani che afferravano…graffiavano…si cercavano… si stringevano ... labbra che succhiavano..si muovevano cercando certe vie del piacere…lingue che lasciavano scie umide … seni che ritmavano colpi costanti… Amanti si... Amanti ma non sapienti…scelti dal mazzo …a caso..e lì consapevoli e tremanti di fronte all’ennesimo orgasmo colante che schizzava colori sui muri bianchi del nostro meravigliarsi. Complici, fragili... forti ma indifesi uniti da un filo teso allo spasimo…impercettibile...come raggio di sole… ma forte come bisogno d’amore. Non seppi mai il suo nome… né il destino le concesse l'attimo di darmi una porzione d'anima e non solo il corpo… da offrire alle labbra mie. Notte di un autunno inquieto..grigio di pioggia…ricordi… desideri…. e umori che inzuppavano cosce lucenti e lisce….un autunno arido e assetato quanto bastava per essere preda di voglie anche se appena accennate. Forse fu l’acqua fredda che scendeva dai monti orgogliosa e battente…. o il respiro denso di sesso di una donna che inavvertitamente (o no) mi sfioro’ con il suo seno mentre cercavamo all’unisono riparo sotto un basso balcone…o forse il profumo dimenticato dell’estate morente… o il silenzio che sottolineò il rumore assordante dei sensi…. a far da sfondo alla mia carne bollente..... che fu scossa dal suo sguardo sempre più profondo ed eccitante…. Non seppi mai il suo nome, ...e lei neppure il mio…. fu così che non ci fu nemmeno un addio.
17/07/2004 L'ho rivista dopo molti anni... G. quando la conobbi abitava appena fuori il mio paese…e disegnava, ampliava e ridefiniva i suoi margini di richieste immediatamente accolte dai suoi… in base a capricci momentanei. Ricordo che la prima volta che entrai a casa sua…me la fece girare tutta….quasi a voler sottolineare il suo potere. Della sua infanzia possedeva ancora tutto tutto… una casa di bambola alta un metro..a tre piani...con cucina, camera da letto, bagno, soggiorno e stanza per ospiti. C'era poi un intero guardaroba in miniatura… lunghi abiti da sera...pellicce...tute..scarpe da tennis..vestaglie.....e ancora pettini e spazzole… asciugacapelli per i capelli di fibra sintetica..che potevano allungarsi ed accorciarsi a comando. Aveva robot antropomorfi con articolazioni snodabili…fortezze volanti..centri elaborazione dati…poi un agente segreto in trench che portava in una valigetta nera molte maschere per assumere identità differenti……da barone austriaco…a burocrate sovietico.. passando per atleta americano etcetc… Spesso..mi raccontava… il giocattolo dopo poche ore l’annoiava e quindi finiva abbandonato in qualche angolo..o in fondo ad un armadio o a un cassetto. La carcassa restava a testimoniare che i suoi desideri di tiranna bambina dovevano essere esauditi appena fossero stati espressi..e che lei poteva mettere a morte all’istante ogni buffone di corte….perché non le sarebbe costato nulla rimpiazzarlo. Nei suoi primi anni d’infanzia si era specializzata nella distruzione degli oggetti. Se si trattava di una bambola..le strappava gli occhi..martoriava il suo corpo di plastica e poi la gettava dalla finestra…in giardino. Ma una cosa rendeva umane quelle infatuazioni e quei repentini voltafaccia nei confronti dei giocattoli: l’attrazione tra lei ed il giocattolo…la stessa attrazionexl’oggettocheleapparteneva… che l’ aveva spronata a portarmi a casa sua quella sera….complice un impegno improvviso della sua amica che ci aveva lasciato soli nel bar piu’ carino del paese. Ma io non ero un suo oggetto…almeno non ancora…e per questo cercava di “comprarmi” offrendomi la somma che riteneva giusta…. E lei parlava…mi raccontava di quando, sulla soglia dell’adolescenza, due modelli si imposero: sua madre e le sue amiche. Della prima spiava con curiosità i rituali dell’abbellimento: le matite per gli occhi, i rossetti..le lenti a contatto..i gioielli..i tailleur..le scarpe alte coi tacchi. Quel modello sarebbe divenuto operativo più tardi…(ed io ne ero testimone). Con le seconde si instaurò una gara di emulazione…e lei non tardò ad imporsi. Ebbe tutto cio’ che esisteva… alla moda….i diari scolastici..lo zainetto….le scarpe da tennis..i maglioncini e le giacchette che costituivano altrettanti catalizzatori dell’invidia altrui…distintivi di appartenenza ad una classe e allo stesso tempo titoli indispensabili per ottenere prestigio personale (e odio/invidia che spesso la costringevano alla solitudine). Con quei giacconi imbottiti di piumino d’oca, con quei jeans scoloriti e firmati, con quei maglioni dai disegni selvaggi…ma di puro shetland- lei girava come un generale pieno di medaglie..stellette e croci di guerra. I vestiti…..allora erano quasi esclusivamente quelli a pungolare il suo interesse e le sue facoltà di calcolo e di giudizio estetico: le vetrine e le riviste di moda erano per i suoi occhi bellezza pura. Lasciava sedurre la propria vista dalle coreografie di colori. Mi tiro’ fuori alcuni capi appena acquistati e me li descrisse dettagliatamente…affascinata dalle tonalità …. cullandosi nell’adorazione di un corsetto chiuso sul davanti da un laccio nero….presentandomi le potenzialità seduttrici di un lungo abito nero con profondo spacco laterale…e poi giubbetti di pelle ..maglie aderenti … sottile biancheria intima..….tutto Chanel….Armani…Valentino….(non ne capivo nulla…ma restavo sorpreso dal suo respiro veloce e dalla sua ansia emozionata che si rincorrevano quando toccava quelle stoffe). Ormai si sentiva nella parte di una regina che ostentava le sue ricchezze….quando mi abbagliò con piu’ di cento orologi alla moda ….che avevano il destino di diventare consumo di massa e rarità per collezionisti. La villa aveva moltissime stanze, una di queste era completamente dedicata alla musica. Aveva una collezione incredibile..dagli ultimissimi successi a tutto ciò che vi fosse di sperimentale e desueto. Era…mi accorsi…una vera esperta riguardo agli aspetti tecnici della riproduzione del suono. Aveva scelto il suo impianto stereo…che mi presentava come fosse una venditrice di un negozio specializzato… dopo lunghi studi ed innumerevoli confronti eseguiti con l’aiuto di cataloghi e riviste specializzate. Mi illumino’ sui dettagli tecnici per riconoscere un giradischi di elite….un registratore “fedele”….e l’inutilità dei telecomandi ad infrarossi. Lei non si rese mai conto, allora, di questa sua sensibilità…(vale a dire la capacità di rubricare a colpo d’occhio l’utile e il superfluo negli apparecchi stereo ad esempio) che, se fosse stata applicata alle altre sue passioni…avrebbe influito positivamente sulla sua esistenza. Mi portò nella sua camera … stracolma di gingilli, scatoline, statuette…foto…coniglietti di pelouche, ampolle di vetro colorato..sassolini dipinti…e ..sparpagliati dappertutto… decine..centinaia di campioncini di profumo.... Un portaritratti con cornice d’argento racchiudeva una fotografia a colori che rappresentava lei con un maglione a collo alto…. sullo sfondo si vedeva la villa enorme e in piedi dietro la panchina un ragazzo in giacca e cravatta con i capelli a spazzola le appoggiava protettivo una mano sulla spalla. Entrambi sorridevano guardando l’obiettivo. Quel ragazzo figurava anche in altre foto sparse per la stanza: sul bordo di una piscina…con un bicchiere di spumante ad una festa..cingendo con un braccio la vita di lei…di fronte al fuoco di un falò notturno su una spiaggia mentre appoggiava la sua guancia a quella di lei. Le chiesi se fosse il suo ragazzo…lei scrollò le spalle e non rispose….un altro giocattolo pensai… Sugli scaffali…che ricoprivano tutte le pareti della stanza…accanto ai libri della sua infanzia..c’erano tutti i libri scolastici e vari romanzi di Steel… Robbins, ,W.Smith,, Follet….e mille altri. Lei leggeva soprattutto d’estate…mi disse…e non smetteva mai se non aveva finito tutto il libro…si tuffava nella lettura e si immergeva nel personaggio…mi guardo’ negli occhi e mi fece l’esempio di quella volta che leggendo di una ragazza che tendeva ogni fibra del suo corpo nell’approssimarsi dell’orgasmo ignara del fatto che l’uomo che la penetrava fra pochi attimi l’avrebbe uccisa con un rasoio….. lei si sentì li’…fece salire l’orgasmo e quando lui brandì il rasoio …lei venne come mai le era accaduto. Non mi fece effetto…ormai sapevo chi avevo davanti… una donna che leggeva con grande rapidità…affascinata dalle passioni che scaturivano dal libro del momento…invidia, denaro e potere…adulteri, sodomizzazioni, incesti…onore e ideale dell’eroe….e che si masturbava nei momenti piu’ critici… leggeva ingurgitando in fretta quei cibi piccanti….e li faceva suoi…li prendeva..se ne appropriava. Mi disse che le storie che preferiva vedere al cinema erano invece incubi fantascientifici…film trabocchevoli di effetti speciali…carrellate vertiginose e montaggi mozzafiato …e poi la fuga dell’eroe in sotterranei alti come cattedrali….muscoli sudati brillanti come tubi d’acciaio…eppoi il ghigno del nemico e la resistenza disperata dell’eroina….spesso bionda con le spalle larghe…come lei. E andava sempre al cinema con qualcuno..uomo o donna che fosse..e nei momenti piu’ eccitanti lei….stringeva le cosce…e aspettava l’orgasmo. Aveva 22 anni allora…ed io molti di più…era molto truccata, ma con gusto…profumata…curatissima. Improvvisamente resto’ in silenzio..mi prese una mano e mi guido’ nell’ampio salotto con le vetrate sul giardino…mi spinse sul divano e mi calo’ pantaloni e slip….il mio sesso era duro..(lui era gia’ stato comprato)…lei non mi guardava e non mi guardo’ per tutto il tempo… sembrava affascinata dalla sua pelle tesa e dalle grosse vene in rilievo su quel muscolo duro come osso….capìi subito che era un’esperta della sua meccanica..del gioco delle carezze…di lingua e di labbra….di tocchi e di affondi….. e li’ per molto tempo…mi portava in alto poi mi fermava…mi stringeva fino a farmi male..finchè lei era sicura che era passato il momento critico e ricominciava…lei inginocchiata per terra tra le mie cosce…mi fece venire solo quando stava venendo lei…e mi ingoiò per minuti..ferma…finchè non fu sicura di avermi svuotato. Quello era il capolinea di una successione canonica di corteggiamenti e sorrisi… e abbracci di parole e ostentazione di potere…..lo scopo finale era il possesso di quella cosa viva…addomesticata al suo piacere. Quella sensazione del “possedere” saturava la sua esistenza….tutto il suo spirito viveva in allerta..appena al di sotto della sua epidermide…e ne costituiva..penso…. il rovescio. Eppure lo scintillìo vorticoso in cui era immersa non le creava mai confusione..ed essa riusciva a mantenersi in equilibrio. La nostra relazione….all’oscuro di tutti….persino della sua amica….duro’ almeno 8 mesi…Mi incuriosiva questo “nascondersi”…quando tutto cio’ che lei faceva doveva necessariamente esser di dominio pubblico…pena l’inutilità. Lei appariva sempre come fuori da una vetrina…come se io fossi merce da acquistare…solo cosi’ poteva godere di questa sua conquista. Non la ebbi mai in modo convenzionale…ma solo nella bocca o nel culetto piccolo e sodo….che per una legge che si era probabilmente inventata lei…significava il riequilibrio del prezzo di acquisto. Poi spari’…se ne ando’ con tutta la famiglia e non ne seppi più nulla. A distanza di 12 anni l’ho rivista poco prima di Natale..…con un ragazzo molto giovane…in piazza…cappotto nero lungo…stivali neri…capelli lunghi biondi e lisci…trucco perfetto…mani curatissime..profumo elegante……mi ha visto e mi è corsa addosso..mi ha abbracciato…ho respirato il suo profumo..poi mi ha baciato..sulla guancia ma troppo vicino alla bocca…mi ha riempito di “ma quanto tempo….che sorpresa…come stai… dove stai…cosa fai…andiamo a bere qualcosa?”…Io son riuscito neanche ad aprir bocca…lei si è allontanata un momento ..ha parlottato con il ragazzo…lui ha alzato le spalle…mi salutato con una mano ed è andato via camminando con movimenti elastici e veloci….lei è tornata mi ha preso sottobraccio…(che profumo!) e siamo andati a bere un caffè io…ed un Rum liscio lei…Abbiamo parlato di mille cose…lei che vive a Roma…gestisce un grande negozio di abbigliamento griffato (sempre vestiti e vetrine)…quel ragazzo l’ha incontrato 10 giorni prima e l’ha subito “comprato”….i suoi sono ancora vivi… ha avuto una storia con un grande calciatore..ma è durata poco…non era presente quando lei voleva…e quando lui voleva lei non ne aveva proprio voglia..Non abbiamo mai parlato dei nostri incontri….ma della sua grande casa di un tempo..di ciò che essa custodiva…della sua musica..dei suoi libri…di tutto ciò che le piaceva….. poi mille parole sulla lei di oggi… su massaggi..palestra…alimentazione… Io avrò detto dieci parole in tutto…l’ho ascoltata…osservandola…pian piano divertito… poi l’ho interrotta alzando una mano..e le ho chiesto sorridendo “continui a rompere tutti i tuoi giocattoli quando te ne stanchi?”…lei mi ha guardato seria per qualche attimo…poi ha riso forte (molti si sono girati per guardarci)… si è ricomposta e mi ha risposto “si…non ne posso fare a meno…anzi sono diventata molto più crudele”….e i suoi occhi mi dicevano che era vero. “E nessuno ti ha mai comprata ed usata in tutto questo tempo? Possibile?”….ho replicato….. e lei “no…nessuno…perché nessuno mi conosce davvero…nessuno è entrato nella mia casa rivestita delle cose della mia vita….solo tu…e solo tu …ho sempre sospettato… hai avuto in mano tutto ciò che serviva per combattere ad armi pari con me…e non ho mai capito se le hai mai usate…le hai usate?”…..Confesso che non me l’aspettavo….non poteva essere…non mi risultava… almeno a distanza di tempo…che io avessi combattuto ad armi pari con lei…semplicemente avevo intravisto l’essenza di quella ragazza e mi sono adeguato nella mia “parte” di oggetto di piacere….traendone pari piacere. “non lo so…davvero non lo so!” Mi ha lasciato il suo biglietto da visita scritto in stile inglese…dorato…e l’ho riaccompagnata in albergo… mi ha lasciato baciandomi velocemente sulla bocca ed ho sentito persino per un attimo la punta della sua lingua dietro al mio labbro superiore… Son tornato in piazza…tranquillo…nessuna emozione travolgente….solo il suo profumo mi seguiva come ultima tentazione….poi il segnale di un sms ha attirato la mia attenzione…era una donna di cui ancora non conoscevo i sapori e profumi….….ho letto ed ho risposto ..stavolta eccitato.
16/07/2004 Dipingeva nature morte e paesaggi campestri…lei curva sulla sua tela. Era capitato che mi chiedesse di posare per lei….con la promessa di mutarmi il volto nel ritratto anche se poi mi ritrovai a divenir geloso del volto che al mio posto sarebbe stato mostrato. Nei pomeriggi passati in collina, a cercare la zona per un nuovo quadro, lei si portava appresso un piccolo cane scuro…e teneva sul capo un cappellino verde muschio. La vedevo serena tra i suoi pennelli, con qualche ruga attorno agli occhi…ed io che non ero abituato alla visione di rughe se non negli occhi dei miei nonni…me ne innamoravo ogni giorno di più. Quando facevamo l’amore…lei sbiancava sotto ogni mio colpo e gridava felice… poi mi abbracciava stretto..sempre troppo stretto…come se non volesse che mi alzassi. I suoi quadri erano semplici e colorati. Mai sono stato in grado di capire…a quel tempo..cosa lei ci trovasse in me, mentre a volte mi chiedeva cosa io trovassi in lei. Era il tempo delle emozioni quello..racimolate in cammini affatto ovvi…alla ricerca della vita…senza mai fermarmi a riflettere sul calore del sole. Poi dovetti partire per conquistarmi un futuro. A distanza di tempo….a volte il ricordo di lei..che ormai non c’è più… riaffora…ma solo per farmi tornare un senso di colpa per i suoi quadri che da semplici e colorati che erano…dopo la mia partenza….diventarono scuri e complessi…senza speranza. Forse il tempo fa’ si che io esageri…forse è stata la cosa migliore che potevo fare…forse…ma perché non gliel’ho mai chiesto quando ancora ne avevo la possibilità?
15/07/2004 DA I MIEI VECCHI POST RIVISITATI:-))
Arrivai di sera per incontrarla…lei era Tea… immaginandola una donna capricciosa, una donna di passaggio. Mi sedetti in fondo, quasi nascosto in un angolo buio, deserto, leggendo negli occhi degli altri…. presunti padroni di ritmi diversi di vita…..evidenti interrogativi. Lei arrivo’….mi alzai…mi vide…s’incammino’ verso il mio tavolo col passo sicuro e ritmico.. col profumo eccitante… con lo sguardo velato d’ansia… e mi guardò come si osserva un passeggero fermo sulla pensilina di una stazione… si sedette. L’impressione fulminea fu che anche lei fosse un viaggiatore casuale, di passaggio..quasi sconosciuto. Mi liberai di tutto il consueto: 10 messaggi in una chat e lei era li’. Tutti guardavano me….sembravano increduli che potessi respirare la sua stessa aria. Qualche giorno dopo tornanno ed il buio di quell’angolo s'era attenuato... come se una finestra fosse stata socchiusa per far entrare un po' di luce. Sembro’ una storia piccola, come molte storie nate per caso, niente carta da parati, nessun parquet, nessuna stufa nè soffitti alti. Ma verso mezzanotte appariva ogni volta di piu’ gia' una storia calda e coinvolgente nel suo semplice spargere i nostri messaggi di tre parole: io ti voglio…io ti voglio. Ci incontrammo ancora nei giorni seguenti e finalmente intravedemmo i tetti, le case bianche, i davanzali con fiori ed i panni stesi: eravamo tornati nel consueto! Scoprimmo finalmente una storia reale, mediterranea, bianca, sensuale e profumata, dura e concreta seppur coincisa. Passeggiammo a lungo con i corpi, i gesti, le menti ed i cuori. Mi ritrovo ancora a passeggiare dopo tanto tempo senza di lei e l'impressione non si è modificata: mi incantava il suo volto affascinante di donna che raccontava storie del suo futuro mentre si riavviava i capelli. I sapori e i profumi di Tea portavano lontano partendo dalla cosa piu' semplice e complessa della vita: l’anima di una donna. Tea…una donna dove approdai per cercare qualsiasi insperata salvezza o una donna per sentirmi perduto. Si visse l'istante, riempiendo di sorrisi rassicuranti i mille dubbi di una storia tra un uomo versosera ed una donna di 26 anni, all’alba del suo vivere. Poi un giorno mi disse: “Tu hai paura!” La guardai dentro i suoi occhi chiari…..“Si” risposi mentendo..” Sospiro’ e sorrise, mi bacio’ a lungo dolcemente..“Grazie, fra un mese mi sposo”…furono le sue ultime parole che udìi prima che lei uscisse dalla porta e dalla mia vita. Una delle mie piu' belle ed entusiasmanti storie con una donna..si deve ad una multa per eccesso di velocità...125.000 lire! In realtà ero distratto e non mi rendevo conto che stavo correndo un po' troppo...come al solito..in auto..guidando..ero dietro ai miei pensieri e quindi non mi accorsi..se non all'ultimo momento...di una paletta e di un poliziotto che mi indicava di parcheggiare in uno spiazzo. Una piccola scarica di adrenalina..come succede quando accadono cose improvvise..ma nulla più (la patente a punti ancora doveva venire). Mi fermai..aprìi il portaoggetti..presi portafoglio e documenti dell'auto...smontai. Era estate...c'era il sole..non faceva caldissimo. Il poliziotto che mi aveva fermato..era rimasto sul bordo della strada e guardava lontano in attesa di un'altra vittima.... arrivo' invece il suo collega...una ragazza...che mi disse buongiorno e mi chiese le cose di sempre..patente e libretto... che io immediatamente le porsi. Come succede in questi casi...non valutai subito chi avevo davanti....una poliziotta che mi avrebbe fatto una multa..null’altro…Lei iniziò con un "correvamo un po' troppo eh?" mentre sbirciava i documenti... “beh forse…ma sa non me ne sono accorto..dico davvero”…..”si si..lo immagino…i pensieri..il paesaggio….” buttò la con un risolino un pochino..(pochino?) ironico. Questo non mi diede proprio fastidio…ma mi ripromisi cmq…per orgoglio.. di pareggiare il conto …in qualche modo …con una battuta al momento giusto….e cosi’ concentrai la mia attenzione su di lei per cogliere il momento giusto…Era alta..senza cappello…aveva i capelli biondissimi legati dietro..il viso scuro di chi è spesso al sole…senza alcun accenno di trucco…la divisa le stava a pennello…tanto che i due seni premevano contro la camicia tirando leggermente in fuori i bottoni….gli occhi erano chiari…le labbra ben disegnate ..piene..ma con una piccola smorfietta… come se avessero in mezzo una parvenza di parola ironica che le stava sfuggendo. Le mani erano bellissime…le unghie corte ma curate..luccicavano al sole per via dello smalto trasparente. Andammo verso la sua auto con le portiere aperte e la radio accesa dalla quale uscivano sigle e voci metalliche monotone… prese un modulo per il verbale e cominciò a scrivere….”ah lei è umbro” mi disse scrivendo….”già” risposi…e sentìi il suo profumo..che non era proprio un profumo…quanto un’essenza di saponetta profumata credo…qualcosa che ricordava fiori…vallate..altipiani pieni di boschi…lo respirai forte..ma lei non se ne accorse….L’altro poliziotto intanto aveva fermato l'ennesima auto e venne a prendere un blocco di verbali in macchina…poi si allentano’….. “Per questa volta le fo’ 125.000..è il minimo che posso farle…sa’..se proprio dovessi applicare il regolamento…. lei andava oltre i 100 ….il limite è a 50..e dovrei ritirarle la patente” lo disse sempre scrivendo come se riflettesse ad alta voce….. “Cavolo dissi…oltre i 100? Ma è sicura?”…lei si giro’ e dovette vedere nel mio viso davvero un moto di meraviglia..perché sorrise (e che sorriso!) e replicò “sa..il mio collega lo chiamiamo velox….sbaglia si e no 2 o 3 km nella valutazione delle velocità…e mi creda..è cosi’..pensi che abbiamo fatto anche delle prove con un autovelox in funzione e non ha mai sbagliato oltre i 3kim/h”. “Cavolo”..dissi…”siete una squadra magnifica…lui ferma e lei fa le multe….dico..nessuno si sarà mai lamentato vero?” “Oh si lamentano quasi tutti…non creda…lei forse non lo fa solo perché sta dietro ai suoi pensieri come in auto” buttò la sorniona… mentre stava finendo di riempire le caselline del verbale….”Enno’ dissi…io non mi lamento perché è la prima volta che mi capita di non esser tragicamente triste per una multa…anzi..se lei mi da il suo num di cell la chiamo ogni volta che viaggio e di sicuro passero’ dalle sue parti per farmi dare altre multe”. Lo dissi con ironia…strascicando le parole..come si fa’ quando si dice qualcosa ma si vuol far intendere il contrario. Lei si girò mi guardo’ negli occhi..non saprei dire come… quasi alla ricerca di qualcosa a me sconosciuto….ressi lo sguardo..non credetti che mi volesse sparare li’ davanti a tutti…… Mi fece firmare il verbale…me ne consegnò una copia e mi salutò con un “arrivederci” che non arrivo’ dritto alla mia mente…stranamente devo dire. Salìì in macchina e me ne andai. Tre giorni dopo consegnai il verbale al mio commercialista…bofonchiando…durante il solito aperitivo delle 19.00. Lui lo prese.. e mi chiese dove ..quando e perché l’avessi presa…ed io buttai la’ qualcosa per spiegare che m’era andata bene…che avevo rischiato il ritiro della patente etcetc. Lui la ripiego’ ..ma prima di rimetterla in tasca noto’ qualcosa e mi disse “hei..ma scrivi i num di cell dappertutto tu..quando imparerai a memorizzarli subito sul tuo ?”. Posai il bicchiere ripresi il verbale e dietro c’era scritto con una grafia minuta un num di cell….pensai e ripensai…e arrivai alla conclusione che non poteva che essere di quella poliziotta….anche se la cosa mi sembrava surreale. Trascrissi il numero su un fogliettino..e lo misi in tasca. La sera dopo cena uscìi..andai a prendere un caffè al bar e nel tirar fuori gli spiccioli trovai anche il fogliettino….pagai..uscìi..e composi il numero ….silenzio..e poi una voce atona mi disse che era spento. Vabbè pensai…un tentativo l’ho fatto. Me ne dimenticai per due giorni…il sabato mattina mi alzai…feci la doccia…mi cambiai…presi gli spiccioli dalla tasca dei pantaloni e mi ritrovai quel biglietto…erano le 8 di mattina…accesi il cell..e chiamai….mi rispose una voce di donna…allegra..”pronto” dissi… “siiii? Chi è?” …. Rimasi un attimo bloccato…quasi impreparato…avevo varie possibilità..potevo rispondere “chi parla?” ma sarebbe stato cretino..ero io che chiamavo…potevo dire il mio nome ma era un gioco troppo scoperto…e alla fine decisi di dire “hei ciao…io sono la tua vittima…quello al quale hai quasi ritirato la patente….insomma ho scoperto di avere la sindrome di Stoccolma e ti ho chiamato” era un azzardo..poteva anche non essere lei….invece mi arrivo’ dritta nell’orecchio una risata incredibilmente forte…cristallina…bella! Era lei! L. si chiamava…aveva 29 anni…fidanzata con un altro poliziotto..ma che prestava servizio a Milano..400 km ad ovest… qui lei aveva la famiglia..un cane..un orto etc etc..…. Parlava..e parlava…ma ogni tanto si fermava per qualche attimo..come se dovesse scegliere una parola..che poi scartava. Dialogammo per mezzora…nel frattempo riuscìi persino a farmi un caffè profumatissimo…. E quando vidi che stavamo per salutarci…buttai la’ un “hei L. è stato un vero piacere sentirti….ma che ne diresti se ti invitassi a cena stasera? Sempre che tu sia libera eh?”..Non passo neanche un nanosecondo che mi rispose “Ci vediamo a piazza I° Maggio….davanti al Genio..alle 20.00 ok?” “Si ok..ciao!”..rimasi cosi’..col cell. in mano…sorpreso dalla mia decisione di invitarla a cena presa al momento..cosi’ magnificamente priva di senso…e dal suo “si” incondizionato e immediato. Confesso che passai quella giornata di quel sabato a fasi alterne….felice perché era un gran bel pezzo di figliola…preoccupato perché non solo era poliziotta..ma era anche morosa di un poliziotto. Fatto sta che alle 19.45 ero gia’ al posto di appuntamento (gli uomini chissà perché arrivano sempre in anticipo!). Arrivo’ a piedi…abitava poco lontano…ci salutammo..senza abbracci ne’ baci…cosi’ come si salutano due persone che vanno al lavoro assieme..o che si incontrano per un convegno. Salì in macchina…lei era allegra..troppo..rideva in continuazione di quella risata non piena…ma quasi nervosa..veloce…. aveva addosso un profumo caldo e impregnante…vestita semplicemente in jeans e mogliettina…stretta e corta che lasciava intravedere un pezzettino di pancia..piatta e liscia. Portava una strana borsa di jeans larga alla base e stretta in alto con dei lacci…..I miei sensi sentenziarono che era bella…molto. Ci avviammo..non avevo prenotato da nessuna parte (e avevo fatto bene visto il casual di lei)…e quindi le chiesi se qualche posto in particolare le piacesse piu’ degli altri…. Mi guido’ sino ad una trattoria in cima ad una collina..in mezzo al bosco…”Plan di Paluzze” era il nome…e me lo ricordo perché poi sempre li’ andammo a cena. Lei era sempre piu’ allegra….e mi venne allora il sospetto che avesse bevuto!..non glielo chiesi subito…mangiammo carne cotta da noi stessi su lastre di pietra bollenti…verdure…e bevemmo vino.. Man mano che parlavamo..che mangiavamo..il suo linguaggio muto’…anzi non proprio…parlava sempre alla stessa maniera…parlava del suo lavoro e della sua vita… ma dentro..nel mezzo delle frasi buttava la’… cazzo!…stronzo!…fffanculo!….etc etc…non erano epiteti rivolti a me..ma cosi’ in generale…come qualcuno ferma il discorso e se ne vien fuori con un “dicevamo”…lei scaricava un cazzo! con fare duro….come altri potevano dire di una persona..”quello alto coi baffi”….lei sentenziava “quello stronzo di pinco pallino”…e così via. Confesso che mi divertiva un sacco quel linguaggio tipico da caserma…in bocca ad una donna bella e vivace…e un po’ ubriaca…..e allora glielo chiesi..se avesse bevuto un po’….Lei mi guardo’ (ahh che occhi magnifici) e divenne seria….e mi disse che si..aveva bevuto prima di venire all’appuntamento…non sapeva neanche lei perché mi avesse detto di si per quella cena…e aveva avuto paura. Poi mi soprese ancora..dicendomi che lei in realtà era sposata con quel poliziotto che stava a Milano..non fidanzata. Ma era dura..potevano vedersi solo qualche we ogni tanto….. Ecco ..mi ritrovai a pagare il conto mentre una poliziotta sposata con un poliziotto..un po’ brilla mi aspettava al tavolo. Mi venne da ridere…non forte..non con le labbra…ma mi venne da ridere pensando come mutano improvvisamente le cose del mondo…basta un attimo e zac… ti ritrovi naufrago mentre pensavi che la tua nave fosse inaffondabile. Uscimmo…l’aria era calda..e sopra la collina una leggera brezza ci accarezzava…le toccai una spalla e la guidai verso l’auto…era un tocco leggero..nulla di importante..come si fa con una persona che conosci…. Le aprìi la portiera….la chiusi…girai dall’altro lato e entrai. Prima che potessi mettere in moto…lei mi afferro’ per il collo…e mi baciò….dico sul serio..mi bacio’…cosi’ improvvisamente! La sua presa era forte….le sue labbra invece erano morbidissime…la sua lingua era carezzevole..il sapore della sua bocca era un sapore forte di donna eccitata…..non feci resistenza naturalmente….mi arresi…ricambiai il bacio e le accarezzai i seni…lei li spinse avanti e rimanemmo li’..nel parcheggio per 10 minuti…a toccarci baciarci…afferrarci…accarezzarci…senza parlare…solo respiri…eccitazione….e il suo profumo. “Portami da qualche parte”…disse…”ok risposi…casa mia?”… “No..non vengo a casa tua ..cazzo!”…”Beh a casa tua non è possibile…quindi mica possiam restare in macchina no?”…”No..andiamo in un Motel…ffanculo a tutti”….”Al motel? Ma sei pazza? Eddai ..ti immagini se fanno una retata? Andiamo in un albergo almeno” “nahhhh motel..da quello stronzo di viale Tricesimo….li’ siamo al sicuro!” Mi arresi ancora…e in 20 minuti eravamo li’…pagai..presi la chiave….parcheggiai davanti alla porta della stanza ed entrammo….non feci in tempo neanche a girarmi che mi aveva gia’ disteso sul letto…cavolo..era agile e scattante,…forte…dinamica…ci spogliammo di corsa…lei era abbronzata dappertutto…un corpo tonico..senza un filo di grasso…seni bellissimi….pieni e sodi…..non riuscìi neanche ad alzarmi…mi inchiodò sul letto e mi prese,,,dico davvero…fece tutto lei…come se avesse addosso una voglia animale..come se aspettasse da chissà quanto tempo quel momento….venne in pochissimo tempo…neanche due minuti credo…e allora si spinse di lato e atterro’ sul cuscino..col respiro affannoso… chiuse gli occhi..ed io rimasi fermo li’…per qualche attimo…poi le andai vicino e l’accarezzai…le parlai sussurrandole cose carine.. lei sorrise…e dolcemente mi spinse sopra di lei…apri’ le sue gambe ed io la presi…piano…rimasi cosi’ per un minuto neanche e lei cominciò ad alzare forte il suo bacino contro il mio…e cominciò a parlare col suo linguaggio colorito…”cazzo..più veloce dai….” dai piu’ forte”…ma ormai non potevo smettere neanche se mi avesse dato del finocchio…..e cosi’ durò fin quasi tutta la notte…era instancabile..ma veniva quasi subito..come se fosse strapiena di piacere non vissuto da chissaquanto….
Con L. duro’ sei mesi…usammo il Motel quasi sempre..ma un paio di volte volle farlo in macchina…cosa per me…vista l’altezza…piu’ sofferenza che altro…ma d’altronde mi faceva sentire un uomo incredibile..lei che veniva a ripetizione…..Poi una sera andammo a cena…tornammo al Motel…lei era diversa..era dolce…pacata…un po’ triste. Facemmo l’amore solo una volta…mi prese il viso fra le mani e fra un bacio e l’altro..tra una lacrima che le scendeva e che lei asciugava col dorso della mano…mi disse che era stata trasferita a Milano… La consolai…le dissi che era giusto cosi’….le dissi…. dissi …dissi… lei annuiva ma non mi ascoltava……….Parti' e non si fece più sentire...e naturalmente io non la chiamai mai...ormai non era piu’ mia…sempre che mai lo fosse stata….....L’ho rivista circa due anni dopo a Piazza I° maggio…ai giardini…era con una carrozzina…era sola..mi avvicinai e lei mi sorrise…non mi abbraccio’ e neanche mi tocco’… era cambiata..era tesa…appesantita…i suoi occhi non illuminavano piu’ il mondo…il suo viso era bianco…le sue mani sembravano invecchiate. Parlammo…mi fece conoscere sua figlia di quattro mesi…e parlammo ancora. Ci salutammo con una stretta di mano…ed io andando verso l’auto mi sentii dei brividi addosso…come se fossi in colpa (io il fortunato!) per aver rubato gli attimi più intensi di quella donna magnifica nel momento piu’ alto della sua parabola vitale.... 14/07/2004 Ha suonato alla mia porta a mezzanotte…stravolto..distrutto…coi capelli di chi ha dormito poco e male…con quell’ansia di parlare a qualcuno che fa’ accavallare le parole che si dicono..senza che si capiscano…L’ho fatto entrare…l’ho zittito…l’ho preso per un braccio…l’ho fatto sedere…ho preso del cognac e due bicchieri intervallando il tutto con “shhhhhhh aspetta” ad ogni suo tentativo di spararmi parole. Ho versato un po’ di liquore…gliel’ho poggiato davanti… sul tavolino…lui l’ha afferrato e lo ha bevuto tutto d’un fiato. Il liquore è sceso nel suo stomaco..scatenando in me la visione di tutti i suoi tessuti attraversati e bruciati violentemente. R. ha aperto la bocca in cerca di aria…e si è calmato. “Mi ha tradito” ha sussurrato…..”T. mi ha tradito!”….L’ho guardato fisso…mentre piangeva disperato….. e non m’è venuto in mente che un “quando? con chi?” (la domanda più stupida del mondo direte…ma voi che avreste detto al mio posto?)….. “Non lo so!”… ha urlato allargando le braccia vinte..che subito gli son ricadute addosso. “Come sarebbe? E come l’hai scoperto allora?” non capivo…”Me lo ha detto lei…neanche mezzora fa! L’ho guardata…e son fuggito…Dio credo che ne morirò”….”Ma come…te ne sei andato senza chiederle niente…senza farti spiegare…senza parlarne? Ma sei matto?”…non capivo…una situazione al di fuori della logica…un uomo torna..la sua donna gli dice che l’ha tradito e lui la guarda e se ne va. “Ma scusa- continuo- almeno telefonale…” “No..non posso..non me la sento…non voglio parlarci…telefona tu ti prego!”.. “Cazzo..ma neanche per sogno…. Non fare il cretino! Tua moglie ti dice che ti ha tradito…ed io dovrei telefonarle per chiedere spiegazioni? Ma ti sei bevuto il cervello?” Riempie da solo il bicchiere.. beve ancora ….allontano la bottiglia…(puzzava gia’ di alcool all’entrata)..non voglio che si ubriachi di più…non in quel momento. Ricomincia a piangere…da’ due colpi al mio divano (l’ho guardato sottecchi)…si dispera…finchè non sono costretto a chiamare T.. Cazzo..non è giusto pero’…che c’entro io? E se lei mi manda vaffanculo ne avrebbe tutto il diritto no? Comincio ad essere stanco…forse tutto sommato telefonare è l’unico modo per velocizzare il tutto…non voglio restare tutta la notte sveglio ad ascoltare l’elenco delle cose che lui doveva fare e non ha fatto…o di quelle che ha fatto senza che lei avesse dimostrato di apprezzare. Succede sempre cosi’…un uomo che scopre di esser tradito passa dalla disperazione all’incazzatura per arrivare poi all’elenco di tutte le cose che ha fatto per lei etcetcetc….no..non è serata proprio. Alzo il telefono e chiamo T. (una ragazza belloccia…nulla di eccezionale…ma molto gentile..dolce…dai capelli lunghi e lucenti…e con due occhi grandi cosi’. Non l’ho mai sentita alzare la voce…spesso ho notato che si fa’ violenza per non intervenire nei discorsi…quasi che il suo dire potesse rompere improvvisamente l’equilibrio raggiunto dando via ad uragani…insomma una ragazza che se tradisce…lo fa come ultima possibilità di respiro. Ma è anche vero che delle donne non si sa mai abbastanza;-))) Lei mi risponde…ha la voce rotta…parlo io perché so’ che è difficile dire qualcosa quando si è in ansia…le dico che R. è qui da me e mi ha detto di chiamarti perché tu lo sappia (difficile andare subito al cuore del problema per uno come me scelto dal caso come terzo incomodo no?)…lei comincia a piangere…e poi mi getta addosso milioni di parole veloci..coperte dalle lacrime…dal respiro affannato…intervallate da gemiti….e allora io cerco di fermarla…al terzo tentativo ci riesco…e lei comincia a parlare lentamente…tra un singhiozzo ed un altro. R. si avvicina alla cornetta…ed io la copro…lo guardo e gli indico il divano…lui resiste…e allora gli dico che se non se ne torna dov’era metto giu’….lui ubbidisce a capo chino. T. continua a parlare…passa un quarto d’ora…mezz’ora. R. si dimena quasi sul divano….poi mi guarda e si calma…vede il mio viso sereno..un sorriso beffardo comincia a stamparsi sul mio viso. Lui non puo’ capire…la mia conversazione si riduce ad una sequenza di “ah!”…”ma certo!” …”naturalmente” “ah pero’!” e cosi’ via. Infine butto la’ un “ti capisco benissimo…ci penso io…figurati…buona notte ” e abbasso la cornetta. R. mi investe come un ciclone con mille domande…gli do’ una spinta un po’ troppo forte…va a finire sul divano che si sposta per qualche cm (ahhhhh il mio parquet)….sono furioso. Comincio a parlare…forte…lui mi guarda e zittisce…cogli occhi acquosi..la bocca semiaperta. T. non l’ha tradito affatto…lui è tornato tardi…ubriaco non esageratamente ma quel che bastava…e lei non ce l’ha fatta più: gli ha detto che doveva smetterla di trattarla cosi’…come una cuoca e donna delle pulizie…che deve aspettarlo sempre ben oltre l’orario della cena….che ha rapporti sessuali una volta al mese quando va bene… che nei week end è costretta a stare a casa con lui davanti alla TV…..la casa..quasi una prigione…. E quella frase detta urlando “adesso capisco perché molte donne tradiscono i mariti”…era una frase perfetta per la mente di uno che aveva bevuto…perfetta per capire cio’ che non esisteva affatto. Lui è fuggito…come un vigliacco pieno di se’ fa’ davanti ad un paio di ragazzini disarmati…. R. sembrava non avermi ascoltato “Si..ma con chi mi ha tradito? E quando?” Avrei voluto spaccargli la faccia..giuro…ma dopotutto è un amico di vecchia data…e allora mi son seduto vicino a lui…gli ho parlato lentamente…e gli ho fatto bere un caffè…ho spiegato…rispiegato…un altro caffè …l’ho rimproverato… inizialmente ….io come parroco di campagna… lui come fedele rozzo montanaro…. per finire alle 3 di notte al terzo caffè io come novello Papa e lui come aristocratico cristiano. E finalmente ha capito….ha pianto…ha inveito contro se stesso… ha promesso di cambiare….ha disegnato nella sua mente progetti incredibili per farla felice…ha detto mille volte che l’ama….e poi improvvisamente…svuotato… mi ha chiesto “Posso dormire stanotte da te?”…L’ho guardato sorpreso…incazzato..disgustato…ed il mio viso evidentemente è cambiato cosi’ tanto che subito lui si è alzato ed ha buttato là un “No..hai ragione..devo tornare da lei…Grazie Grazie per tutto ..ciao”. Sono stato 10 minuti fermo in piedi…ho ripreso la bottiglia di cognac…me ne sono versato un dito…mi son seduto…ho allungato le gambe e mi son sentito come quell’uomo condannato a spingere un masso fin in cima alla montagna per poi vederlo rotolare ancora a valle. Ma poi son tornato in me…d’altronde non è un problema che posso risolvere io…e neanche lui puo’….solo T. puo’ afferrare la sua vita fra le mani e contemplarla…studiarla…e decidere se andarsene….o se prendere in mano la situazione e costringere lui a comportarsi come un uomo deve. Si solo una donna puo’ farlo…anche se spesso non ci riesce perché erroneamente si accontenta solo di cio’ che un uomo decide di darle. Mi sono addormentato sul divano..con la luce accesa ed ho sognato magazzini pieni di acqua minerale.
13/07/2004 Si contorce nel bianco....rinviene...si allontana di poco...ritorna....si rovescia in un gesto di sfida......si ripudia..e scompare. Vola in alto dietro a uno sguardo...poi si schianta rabbiosa...e si sfianca e si annienta....tu l'insegui annaspando..la possiedi..la giochi..la perdi e la intèneri oppure l'affondi dentro mistici ruoli...e oltre i suoi giochi accentati. Lei ti tenta e possiede.....ti azzera..ti risorge..ti genera e uccide in un ebbro brivido di sensi.. in un unico veloce respiro che si impagina in fitte visioni. LA PAROLA...la santa e ruffiana..la puttana, la madre, la dea, la geniale, l'idiota, l'infame....LA PAROLA: a volte non ti restano altre possibilità.
Ci sono donne che ti passano accanto e profumano di diverso. Profumano di fascino, sensualità, profumano di vero e, spesso anche di sesso. Le vedi camminare in mezzo alle altre, e hai l'impressione che il mondo le sfiori appena. Non stanno in mezzo alla gente. E' la gente che sta intorno a loro. Guardano lontano e dentro di se'. Le vedi che arrivano camminando come se si dondolassero, come se cullassero il loro corpo. Ed allora hai varie possibilità...o fai finta di niente...o fuggi terrorizzato...oppure ti avvicini e le chiedi se viene a cena con te stasera.:-))) Se non sorride mentre risponde..lascia stare ritenta piu' avanti....se invece sorride qualunque cosa ti dica...anche se ti lancia parole dure..anche se ti dice che è sposata o fidanzata...anche se ti offende..... tu lasciale in tuo num di cellulare...... è quasi sicuro che ti chiamerà a breve:-)))) Questo perchè quelle donne sono spesso abituate solo a sguardi pieni di promesse mai mantenute e ad apprezzamenti detti a voce alta in pubblico....sono abituate a uomini che iniziano con un "peccato che sono impegnato..altrimenti...etcetc"..incontrano uomini che si offrono esageratamente in modo che lei dica "no"... ma quelle donne non resistono a due occhi che si piantano nei loro a sottolineare la verità delle parole decise ed inequivocabili che le dici ai suoi sensi. Quindi non abbiate mai paura...le donne si commuovono davanti agli uomini con la paura negli occhi......ma poi li odiano o li disprezzano.
12/07/2004 Un'altra tentazione lanciata da te....che non vedo da mesi...perchè sei due giorni da sola nella tua grande casa..….ed è difficile non pensarti..ripensarti...desiderarti ancora. Ma io non voglio correre da te..neanche aspettarti o…immaginarti ancora… Soprattutto in giornate come queste…e quanta fatica – sudore psicologico…mutazioni…o meglio transfert. O meglio richiamo dei tuoi profumi…fra tanti altri piu’ freschi e recenti… Non vedo come potrei non provare a mutare. Io ad esempio ti voltavo…ti rigiravo…ti stringevo…ti depilavo…ti prendevo come burro..come liquida voluttà…come fuoco ardente…che poi era voglia assoluta di te. Tu mi afferravi..mi tiravi…mi graffiavi…mi imprigionavi nella tua bocca…mi stringevi fra le tue cosce…raccoglievi le mie esplosioni…tu eri assoluta goccia insinuante di tortura. Mi dicevi sempre..."lasciamoci ancora andare, lasciamoci fare, apriamoci, afferriamoci, scopiamoci, sbattiamoci"…lo dicevi perchè volevi che io esagerassi ancor di piu'...come se tu avessi avuto il bisogno di liberarti di cose troppo normali....e sapevi che io avevo voglia di tutti quei sapori che ti appartenevano…di quelle mani che passavano sui miei pensieri (e sulle mie mani) ….sapevi che avevo bisogno di stringere i tuoi seni che si muovevano quando affondavo i miei colpi…dei tuoi occhi quasi chiusi..delle tue labbra gonfie di baci…miei…avevo bisogno di pensarti mia…io che mi ancoravo alla tua schiena mentre mi colavi in bocca….sapevi che avevo bisogno dei tuoi movimenti ritmici e osceni che dilatavano il mio piacere. Tu sei stata il mio piacere…ininterrotto…sottile lamina d’argento…evanescente come un miracolo…tu sei stata sul mio piedistallo piu’ alto del piacere..donna ricoperta di voglie estreme..indecente..umida…tu che scatenavi il desiderio infinito di riempirti e star dentro di te per sempre...tu che mi distruggevi e ti distruggevi su un letto di rovi solo perchè ……con lui non avresti mai osato!! …come se tutti gli uomini non fossero attratti da una come te....drogata di sesso e di voglie di orgasmi.. Sono stato per te solo piacere voluto e afferrato …senza che tu abbia mai potuto pensare che anche qualcuno che t'amava avrebbe potuto volere. No..la tentazione è svanita…la mutazione si è realizzata….ma non so per quanto…inutile negarlo.
100 ANNI DALLA NASCITA DI PABLO NERUDA (tra l'altro anche Premio Nobel)...il mio poeta preferito in assoluto.....
Corpo di donna... Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche, assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono. Il mio corpo di rude contadino ti scava e fa scaturire il figlio dal fondo della terra. Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione. Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma, come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda. Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo. Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo. Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza! Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste! Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia. Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto! Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane, e la fatica e il dolore infinito.
11/07/2004 Da tempo.. i miei sogni violenti son tesi alle notti con te…Voglio comprare tutte le tue notti..e se non puoi darmele una ne voglio …ossessionato da quel corpo adagiato su orizzonti lontani…abbandonato a pensieri che voglio penetrare…capelli su cui voglio venire… bocca in cui devo annegare…collo che devo lisciare..spalle che devo mordere..seni che devo ferire…fianchi che devo afferrare..cosce che devo allargare…e sesso che devo riempire piu’ e piu’ volte…. Ti voglio donna lontana…e non saranno distanze di terra o di cielo che possano tenermi lontano da te….solo tu puoi fermarmi..con cenno di mano leggero…con NO modulati da voce incrinata….Ti voglio come pioggia su mia terra arsa…ti voglio come femmina aperta ai miei sguardi e al mio sesso …pronta sempre a fare l’amore…bagnata e allargata non piu’ sul letto virtuale dei sogni che battono ritmi tzigani.. nelle notti qui ad est…. La voglio quella notte…la nostra …tu distesa su sabbia che porgi la mano, invitandomi ad arrendermi al tuo corpo…vestito di niente delicato e tenero, piccolo e leggero…che risplende alla luce di tramonto….quando la tua pelle prenderà il colore di Luna….cosi’..una notte con te sulla spiaggia..umida di mare…. di te … di me…..e di quei gesti troppo assoluti.. puri e indecenti per appartenere ad altri uomini e donne….li’ sopra il mare…a dipingere il tuo corpo con lingua che tratta saliva come colore… reggiseno che vola lontano su brezze orientali… il mio viso che affonda curioso fra i tuoi seni a cercar protezione…. da me..dai miei pensieri di maschio..dalla mia voglia animale di te. Strade concentriche e umide i disegni sul seno…che sapranno di latte.. come il tuo collo…e ancora la voglia di risucchiarti tutta… forte e pian piano… crudemente e dolcemente… sfiorando la tua pelle accogliente di donna …. Noi…due corpi caldi su spiaggia fredda… nella nostra notte. La sabbia sarà ancora umida come il sudore dei nostri corpi ….e non sarò ancora in me quando la tua pelle diverrà contenitore di seta a racchiuder tesoro di carne di promesse…preziose come la tua voce e i tuoi sensi…forti come le tue mani piccole e audaci… dolci come le tue labbra da mangiare e gustare…. E ti muoverai ad occhi chiusi…chiedendo abbracci e carezze…strette dolorose e miele di baci… e tu non sarai piu’ solo padrona dei miei pensieri! E quando spingerai verso di me il tuo bacino offrendo sorgente di umori tra rovi di pelo lucente sapro’ che sarai anche padrona dei mie sensi… Si la nostra notte….la luna risplenderà ad occhieggiare… e fermerà l’immagine eterna di te che scatti in avanti lasciando volare sabbia imprigionata da capelli corvini mentre io affonderò in te….fin dove mi fermerà la tua carne…fin dove mi terrà il respiro….Rumore di sabbia striderà ad ogni colpo ..bagnato..affogato…per ore… a cercare piacere sulle tue labbra di puledra montata…mi sfamerò di seni che oscilleranno lussuriosi per non farsi prendere…ed ogni colpo una parola d’amore…ogni colpo un urlo di piacere che crescente….voltata….aperta…presa…allungata..bloccata e ancora presa….alzata e ancora presa di morsi… aspetterò il tuo ritmo per questo finale di canzone fradicia di umori a cascata….aspetterò i tuoi fianchi che ruotano…aspetterò i tuoi baci che graffiano..le tue inghie che feriscono..aspetterò il tuo “vengo” gridato ……per riempirti di fiotti di me…uno per ogni notte che vorrei passare con te…mille per sempre………….. Riprendo coscienza sopreso di quanto tu non sappia quanto sei bella dopo aver fatto l’amore.
mo' vi lascio..per oggi ho fatto abbastanza:-)) Buona serata a tutti....ah domani mi raccomando eleganti e profumate...e con le unghie non mangiate e laccate.....trucco leggerissimo:-))))....anzi prima di lasciarvi...butto la' un post...dei miei:-))....aspe' che lo devo trovare tra i miei mille pensati..e scritti....
per mezzoretta ho letto un casino di post...mano mano che andavo avanti mi sono accorto di una particolarità: il 99 per cento dei post femminili che ho letto riguardavano...piu' o meno recentemente... un amore perso...un uomo che se n'è andato con un altra..etcetc. Beh mi viene in mente una cosa: se il 99 per cento delle donne(magari sarà il 90..o l'89 ma che importa..sempre un numero altissimo) perde il suo maschietto ..che secondo le statistiche non si mette con il 10 per cento delle ragazze rimaste che hanno un blog..... vuoi vedere che il blog porta jella alle fanciulle?:-))))))))))))))))))))))))) Dai su..è estate...la stagione in cui si perde un amore..ma se ne trovano altri 100:-)))))
E’ bello che bussi alla porta alle 5 del mattino…l’ora dei miei sogni ... che dorati lo sono si… di sicuro… tendenti però al rosso scuro... rosso passione profonda...è un nuovo colore che abbiamo da tempo inventato su letti coperti da bianche lenzuola.. a firmare la sola passione che ha incendiato le notti... le mie e le tue… e tutte le nostre odorose passioni di sesso appagato, sudato e bagnato..e profumato di resa totale.. Tutti gli altri colori sbiaditi e disfatti come amanti annoiati… sono invenzioni di bassa sostanza su carta assai mal patinata…... e.. sognavo.. speravo… di essere svegliato da te ed il tuo profumo di notte “vissuta” lontano da me… E vederti che ti infili nel letto tendendo la mano a sentire una certa via del piacere...per constatare che io sia lì ad aspettarti....docilmente offerto con le cosce allargate..è così che mi vuoi..la conosci la via..la percorri costantemente e senza stancarti , passeggiandoci sopra con labbra bollenti…ed ogni volta che spingo… ogni volta..... mi sfiori con le tue piccole dita…. seguendo il contorno in punta di lingua.. sapiente e indecente…...torturando quel punto di me così tanto sensibile… lì sulla punta..... e affondi le labbra….insinuandoti piano…. ma piano…. così lentamente a palpare la consistenza di tanto volere..lo gusti ..con le labbra ormai bagnate di gocce di me ….. tutte le gocce di quel tanto piacere.. Ed è allora che i tuoi sensi si incendiano di quel rosso profondo… tanto da farti gridare di prenderti adesso… a fondo..in fondo.. e guidi la mia mano… ma non tutta… solo le dita… dentro i meandri segreti e bagnati del puro godere ….e la voglia cresce.......e tutto ciò che vuoi è ridotto poi a esser girata… voltata e guardata....aperta ed offerta al mio sguardo che già ti ha spogliata di paure e pudore..senza difese e senza barriere che non siano che carne bollente ..che apre e richiude in spasmi costanti il mio sesso ….oggetto di così tanto volere..piacere e piacere… senza fretta..per prolungare il brivido che corre lungo la schiena.. sesso bagnato..lucido il mio… brillante di umori/sapori....i tuoi……che mi spalmi per bene… con cura…sul viso… mentre ti infilo… profondamente… per fare di me un animale che agguanta la femmina della sua stessa specie..mordendole il collo..ad evitare la fuga. ..tutta immolata ..obbligata al piacere di soggiacere..e aspetti che salga la voglia di orgasmo..……non ti posso sfuggire..sopra di te ..le gambe.. le mie..fra le tue cosce…. a sollevarti allargandoti le strade bagnate fra glutei rotondi…..polposi….nervosi ...a tenerti il sesso allargato… voluto.. penetrato di carne e di sguardo indecente.. Lo so..lo conosco il tuo sguardo da devastante piacere di appartenere…. senza possibilità di scappare….. l’orgasmo da abbraccio animale...che non fa differenza fra tutte le strade aperte allo sguardo… lo conosco quell’urlo che devasta il tuo viso ed il tuo corpo tremante e le mani che afferrano e strappano tessuto di letto…lo conosco e lo sento attraverso il fiume di umori che scende dal tuo sesso..sul mio. E fermi restiamo misurando i nostri respiri…sudati e incollati..i tuoi seni che scavano dolorosamente il mio petto..con lo stesso pensiero di sempre: distruggiamo ogni volta le strade consuete…del consueto sesso.
Oggi piove e fa freddissimo quassu'...spero che sia l'ultima domenica di lavoro prima dell'autunno...ma meglio non dirlo...
Stamattina tutti dormite scommetto...e gli occhi brillanti e bellissimi del sabato sera si trasformeranno in piccoli sguardi gonfi :-))) Tranqui'....gli occhi gonfi di una donna sono affascinanti....sottendono ad una notte di passione:-))) 10/07/2004
Ecco e con questo vo' a prepararmi perchè il sabato....è appena iniziato:-))) Buona nottata a tutti e......non state li' a far voli cerebrali...gettatevi nella mischia e prendete tutto cio' che volete...per il tempo necessario. Fatelo..altrimenti un giorno potreste riempirvi di "ah...se l'avessi fatto.....):-)) Sarebbe delitto privarci di noi..puri e sfrontati nell’unica meta: il piacere. Ma non quello ovvio da lasso di tempo morso e abbandonato… bistratto e rubato..goduto nell’attimo eppoi gettato..neanche riciclabile…sepolto. Il piacere piu’ forte..assoluto..voluto..che resta nel corpo a far male per sempre… senza voci e odori ma con urla e profumi inquinanti di sesso e di voglie…di voglie e di sesso e ancora e ancora…..il piacere di umori lontani che schizzano su mani sconosciute…e impregnano dita che avrebbero senso dall’altro leccate…il piacere di sangue e passione senza che una goccia si perda nel nulla…in questo freddo che s'infila da sotto e fa ricordare che niente più scalda del caldo di una donna..sirena che sia… perché niente provoca più brivido e secca le labbra quanto il tepore umido di un fiato eccitato. E ci offriamo cosi’..per tanto e per tutto inseguendo il piacere scandito da sesso duro di maschio e da umori di femmina. E alle tue gambe di nero e malizia….profumate di promessa colante..piu’ in alto… quasi come unico occhio di Ciclope..io Ulisse rispondo col fuoco di un palo appuntito in attesa di calarlo a riempire… l’unico modo perché da Nessuno sia e rimanga io. Devastante e nervosa dai neri capelli… briglie per mani forti e decise di chi ti cavalca…. sei mia! Ti prendo ogni notte come angelo o puttana..come donna o femmina e costruisco l’amplesso come puzzle infinito….gia’ non faccio ritorno dal tuo sesso pensato! Tu sei latina si…falco e colomba…una donna da prendere senza neanche spogliare..addossata ad un muro bianco di niente perché tu lo colori. I tuoi tacchi a reggerti con le gambe allargate..e senza punti di appoggio..sbattuta li’ in piedi….condita da frasi indecenti… colante nettare d’api che aspetta il risucchio. Pressata alla parete..afferrata sui fianchi per attrarti a me…. E forzatura di labbra con lingua avida, durissima, per aprirti la bocca e scavarti dentro. E spinta di gamba tra la stoffa nera del vestito….movimento di ginocchio che entra nel mezzo di cosce lisce e latine..colpendo magma bollente. Ti schiaccio…la pelle del seno che avverte i bottoni avversari di camicia e stoffa ruvida di giacca….e morsi e leccate di labbra…. respiri crescenti… mani rabbiose e dolorosa schiacciata di accogliente schiena contro il muro….mani che corrono ad arricciare il vestito…mani veloci quasi non avessero tempo… un palmo dopo l’altro a plasmare piacere…finchè cosce nude appaiono su gambe aperte dai tacchi alti. Ancora vapore di fiato, ancora....e mani che sollevano gambe truccate da veli arroganti da macchiare con schizzi irriverenti di piacere….gambe che si ancorano a fianchi e si allacciano coprendo la schiena d’uomo curvata. Tu un’amazzone che monti il suo cavallo. Bottoni che cadono a far posto a sesso duro.. umido…che brilla nascosto tra i nostri vestiti. Il muro trattiene la tua schiena di femmina che osserva ad occhi chiusi il bordo spostato di un tanga nero…e si inarca al primo colpo lieve che si ripete piu’ forte...quasi un bussare prima di entrare. Profumo di braccia tue che allacciano il collo..meraviglia di essere appesa al mio sesso…unico punto fermo di questa eternità davanti ad un muro bianco. E la battaglia assoluta…ci prende..ci fotte..ci sbatte e ci inonda di voglie represse quasi a voler sentirci riempiti e di riempire di colpi..di sesso..di schizzi..di morsi ..di frasi inconsuete..e…piacere che ti inonda e mi inonda mentre spingi piedi e talloni e tacchi nella mia schiena.. per farmi entrare ancora dentro di te, ancora di più….di piu’.. Parole e pochi colpi…parole per ricordarti chi sei in quel momento..colpi per sottilinearlo….e i tuoi rantoli si spargono nella stanza in un orgasmo violento, improvviso, fondo come un oceano di cui non si vede la fine.... ma a tratti solo scogliere di sirena. E scivoli a terra piano…ed ecco i tuoi capelli in mio aiuto..afferrati e tirati..che si spargano sulla mie cosce come luci di candele ad illuminare la tua bocca devastata da baci …affamata…che prende possesso di me…Avvolgilo e svuotami …parole imperiose sulle tue mani bloccate sulle polsi…..bloccata tra inguine e muro, il viso affondato nella folta peluria e gola riempita senza respiro alcuno. Non puoi muoverti…solo la lingua puo’ salvarti…. in quel avvolgilo e svuotami c’è soluzione... inghiottimi ancora e fiotto caldissimo scenderà lungo palato, lingua, gola….e urlero’…chissacosa urlero’…quando ti cadro’ spossato davanti a baciar premuroso la tua fonte di piacere assoluto!
Forse scopriro’ che Ulisse non sono …ma tu sarai ancora mia! Tu bianca traccia ed io strada che t’insegue....quale miracolo evidente questo tuo corpo di donna! Che sia fianco o seno... che sia coscia o collo lo inseguo, lo prendo lo bacio, lo ingoio lo mordo e lo graffio. L’assenza del sole che..geloso... illumina un altro emisfero....espande il piacere perverso dei frammenti invisibili di te.
Maremoti di labbra avvinghiate… sapienti uragani di mani che afferrano carne bollente…. orge di movimenti eccitanti… tessuto che cade a scoprire nudità e sospiro colante di chi penetra magma e di chi è penetrato……. Disperazione … per il nostro ultimo incontro.
09/07/2004 E' l'ora dell'aperitivo...chiudo tutto e vo'. Stasera mi raccomando non entrate nel mio blog in pantofole e vestaglia....un po' di classe per favore...o vestite da sera...o al massimo nude che mica mi dispiace eh:-))))) Per domani naturalmente abbigliamento assolutamente su misura...che metta in evidenza metà dei segreti del vostro successo (l'altra metà..quelal spirituale.. fatemela scopri' da solo essu':-)))))))))
Questo blog ha l'aria condizionata..ma per favore evitate profumi violenti ed invernali....altrimenti devo aprire le finestre e addio fresco:-))) Profumi estivi...fresci..leggeri...mi raccomando:-))
Il freddo era insopportabile, la portiera della Mercedes Benz SRL Mc Laren si alzo’ come ala davanti a lui ….si accomodò sull’ampio sedile di pelle e la portiera torno’ a chiuderlo fuori dal mondo…. Nicole era alla guida, lui la guardò e improvvisamente capì che non era la né la donna né il posto giusto: senza tutto quel cuoio e quella radica intorno Nicole sembrava una ragazza speciale, tenera come un pelouche, dolce e gustosa come una cassata siciliana. Ma li’..tra quadrupli airbags di serie sembrava non avesse neanche un cuore da salvare….lì immersa nella musica soft creata du un Hi-Fi col lettore Cd sembrava non sapesse ascoltare la voce dell'amore…e il climatizzatore con ricircolo e filtro antipolline sembrava smorzasse del tutto il suo profumo di donna attraente….Doveva fare qualcosa…era il momento di fare qualcosa…..lui guardò Nicole..era bella nel suo abito da sera elegante…lei le si getto’ addosso e lo baciò dolcemente…..lui la scostò ….scosse la testa e sorrise come folgorato da un’idea improvvisa…………………………………..Poco dopo i passanti ..camminando veloci nel freddo…si stupirono guardando i movimenti costanti di una vetusta Panda parcheggiata sotto un albero della piazza… coi vetri completamente appannati, sul cui parabrezza campeggiava un grande cuore trafitto da una freccia disegnato col dito, e la scritta.. rovesciata… "Mauro e Nicole ".
Il nostro solito volo ….il solito volo che sottende cosce lisce e profumate mentre esplodono frammenti di dita succhiati da bocca avida che non puo’ che essere tua….ed esplora riccioli nerissimi alla ricerca della via estrema al piacere…bagnata da gocce luminose di cui –se voglio- posso sentire il rumore del lento spegnersi tra lenzuola candide. Lenta carezza ne segue.. che lusinga senza dare importanza e spalanca le porte di sadica attesa…. mentre lisciata e bagnata da fiume di saliva nasce ed ingrossa la voglia che esplode in nuovi umori. Questo volo è infinito..nulla colpisce se non assordanti emozioni scatenate…indicidibili e uniche. Un volo attorno al tuo caldo letto di carne bollente in movimento perpetuo…eppure colmo di abbandono bagnato e bagnante…un volo di voglia pressante di afferrarti…aprirti… inchiodarti su quelle lenzuola e pensare ….eccitato… ed ecco che tu mi appartieni..lì..completamente…assolutamente tutta. E’ il volo del predatore…nessuna scienza…nessuna strategia…solo il gusto di te che impregna le mie voglie…e la mia pelle. E’ il mio volo ben conscio..che ti prende ogni attimo..senza soluzione di continuità..che si struscia addosso ad ogni cm della tua pelle..che ti riempie nelle sue esplosioni trasformandoti in divina colante devastata dal piacere di essere mia. E in quel gesto di aprirti per accogliermi che risiede l’orgasmo…le mie mani che ti plasmano in serie…che rendono docile la tua carne e scatenano rivoli di umori da bere caldi..quando il profumo è all’apice e riempie la stanza…. Il gesto di affondare dentro di te è il naturale epilogo di mille gesti ancestrali che si ricompongono in attimi che molti conoscono ma pochi sanno cogliere ad occhi aperti…. Occhi aperti per bearsi del tendersi di muscoli in movimento... nervosi…del corpo che poi si arrende e risponde colpo su colpo…della schiena inarcata…dei sospiri e dei sussurri strozzati…della voglia di gridare il tuo piacere di sentirti piena di me. E ancora sadica attesa di esplosioni violente…tu pronta a contenerlo...profumo e sudore insieme..miscela troppo attraente..e tu sai che io non posso resistere se mi inondi imprigionando la mia schiena con gambe d'acciaio. Il volo…che si spegne tra i tuoi seni sempre pronti ad accogliere gli schizzi bollenti della mia passione… Un’altra notte è stata decapitata in onore del dio eros più estremo…non vedo ancora la porta di uscita che ci libererà da questa dipendenza drogata di sesso…e mi rimane sempre addosso la tua smania di ricominciare ogni volta come se fosse l’ultima che abbiamo a disposizione…..ed è strana questa storia tra un uomo e una donna….io un uomo che non ha bisogno di te…tu una donna che non ha bisogno di me!!!! Quale sarà dunque il filo segreto che ci lega? Cos’è che ti spinge cosi’ bella di umori liquidi…voluttà d’abbandono…seduzione infuocata… quando ti siedi a accavalli le gambe…scoprendo appena l'alto bordo di pizzo bianco….cosi’ tanto poco da sognare di riempirti adesso..subito..li’? Cos’è che mi spinge ad affondare in te..senza nessun rispetto o ritegno..solo colpi di reni e ansimo animale..che tu cerchi di contenere aprendoti tutta..a ricercare un orgasmo che preme..cos’è questa necessità di riempirti di getti infuocati..di vederti colare di me..da labbra gonfie e bagnate??? Non c’è nulla di me che ti appartiene..ne’ nulla di te che è mio…e dunque questo scoparci addosso da schiavi/padroni con le mani afferrate ai capelli…con le unghie che lasciano strisce di rosso…questo morirci addosso senza piu’ alcun respiro…che cosa mai vorrà dire? E perché ogni volta di notte…sul tardi…ti alzi nuda e sudata..riempita del mio piacere…e lo chiami al cell..cambiando la tua voce da roca ad assonnata/annoiata…guardandomi fisso… passeggiando piano davanti a me? Si..mi riaccendo…mi eccito forte…e tu continuando a parlare mi tocchi..mi lisci..mi afferri… e ti ecciti..ti accarezzi i seni..e scendi piu’ giu’…ed io già mi ritrovo dentro di te…fermo ad aspettare che tu finisca quella tua solita vendetta consumata davanti a me..ma non per me…..si tutto ritorna sui noti binari….ma quale significato dovrei…dovremo.. dare a tutto cio’? Ecco le mille domande…ma so che non avranno importanza la prossima volta!
08/07/2004 Rientro ogni sera, ogni sera più tardi..la corsa ...cercarti, ogni volta con ansia maggiore, e con maggior frenesia ti leggo..e non solo. .ti bevo e ti mangio e ti prendo per mano tenendoti stretta, portandoti dentro i miei sonni..attraverso i miei sensi..ma son sogni da desti, che non si possono nemmeno narrare se non si è invitati a partecipare....Visioni in sequenza…i tuoi lunghi capelli dispersi nel letto..senza ordine..liberi di essere presi, afferrati, guidati ..e ogni tanto mi volto a pensarti..per vedere se ancora mi segui.. .. ci sei.. sei compressa di me…. Ma non posso ancora toccare quanto io sono in te ed esplorarti ... saprei dove sentire..con mano leggera..frugando piano nei tuoi pensieri, quelli più sconci e bagnati di mille sudori e colori, e profumi di gesti che fanno rumore..il rumore di me che ti affondo, di te che affondi.. eggià.. profumi di me e di noi.. profumo che non riconosco ....ma amo tenere più stretto di tanto..da falco a colomba…da sparviero a gabbiano..sono quello che vuoi e tu sei quella che io voglio ..tenera e dolce…femmina e puttana… sensuale e bambina… fradicia e mia. .e quella di sempre... ...capricciosa di sesso frenato…compulso… sfiorato da sola passione compresa in quella strada bagnata.. qualunque io scelga..qualunque io voglia....immobile lì.. a sentir tumultuosa la via del piacere..man mano che sale.. e che monta la voglia di esplodere……Le mie mani son forti, le tue curve tornite, i glutei rotondi....ma devi soffrirlo il piacere ..per renderlo tanto.. ..devo gestire il tuo orgasmo a mio piacimento..vederti scomposta… arrossata… ansimante di troppe voglie da contenere… tu.. arrogante e insolente -solo il tuo sguardo è innocente- che aspiri sentirti preda e poi falco. Tu latina… giochi le carte che hai…hai imparato bene a barare… e la pelle… e le gambe truccate di calze di seta e vestite di splendide scarpe..coi tacchi ben alti e sottili...ti muovi con grazia .....ti apri e ti chiudi… nervosamente passeggi indulgente ..indugi sul filo di vento a far sollevare quel lembo di stoffa che scopre la carne ..tu.. schiava di vezzi di donna che caccia carne di maschio.. Inventa pure le misure di amplesso… arriverà presto il giorno.. quel giorno quando cadranno i mari ed i monti che ci separano…
07/07/2004
06/07/2004 Mi vendi al telefono… a poco a poco.. il tuo corpo....perchè cresca la voglia di te…tu femmina che ad occhi chiusi parli non ad un uomo ma al suo sesso ferito da amplessi gia’ avuti ed altri da avere…e continuo ad ascoltarti io …..e continui a parlare tu…come fosse qualcosa che rimanga per sempre fra noi, come l'alito di vento che ci accarezza adesso, mentre siamo fermi l'uno lontano all'altra! Mi riversi concetti e gemiti lievi…. a cercar qualcosa che ci leghi come una corda impalpabile ed umida... un filo fatto di parole, che circonda i miei fianchi e ti imprigiona i seni. Una pioggia di parole/attimi che mi penetra nel ventre e mi devasta i sensi. Cerchi qualcosa che ci ricordi, come se non avessimo piu' memoria… l'inspiegabile affinita'… la lussuriosa vicinanza di sesso come droga da cui dipendiamo. Ricostruisci momenti che ti bagnano le cosce e mi indurisce il sesso mentre..mi dici.. fai scorrere la mano sui tuoi seni duri come marmo, scatenando.. umidi… i miei desideri e i tuoi. E continui quel dire che mi scatena… duro quasi dolente…. mentre vedo in silenzio l’ultimo letto scaturito dalla tua mente…. mentre cancelli immagini condivise e le ridisegni più il la’… in altro modo…varianti indecenti ed oscene…perché cresca questa mia voglia di prenderti ancora. Mi dici che io resto con te tutto il giorno…ovunque tu sia..quasi una mano invisibile fra le tue cosce a scavare orgasmi che non puoi far vedere a lui…io come pallina d’oro..lucida e splendente..da custodire nel tuo corpo sdraiato davanti al mare che urla la voglia di essere preso… io una pallina da accarezzare…dondolare in mano...ovunque..quando lui ti sorride e tu lo ricambi….una pallina da stringere fra le cosce…seduta…e con le mani occupate che mentono a chi ti osserva… e sempre ti è impossibile resistere… ed allora la infili calda sotto le mutandine…., trattenuta dal cotone che non la lascia fuggire… e aspetti..mi dici…un attimo prima di alzarti per……….toccarla attraverso il vestito e spingerla lentamente dentro……..ti fermi ansante assaporando il potere che tu hai su di me…. Poi riprendi….la tua voce al telefono…lenta e sottile…mi ricorda che è molto che non ci vediamo…mentre l’acqua corrente del rubinetto del bagno copre parole che lui..in salotto.. non deve ascoltare.
05/07/2004 Giuro che glielo avevo detto…ancora e ancora…ma non mi volle credere. Ma lei testarda nella sua inesperienza…a tutti i costi..lo volle quel bacio. Non un semplice bacio…non un bacio da innamorato..dolce..ma un bacio assoluto…pieno di voglia colante….un bacio che non arrivasse dall’anima..mi disse…ma dai sensi eccitati (e mentre parlava lei mi accarezzava il sesso..lo stringeva attraverso i pantaloni…premeva i suoi seni piccoli e sodi contro la mia spalla…mi stordiva col suo profumo di donna “pronta”…ma donna non era..non mi sembrava: piu’ attratta da curiosita’ che da desiderio pensai…ne ero certo). Eravamo in macchina e lei aveva solo 22 anni…un fidanzato appena laureato..un cane e un criceto… un appartamentino di 35 mq….e 12 esami da dare. “Ti affitto la mia bocca…-mi disse- niente usufrutto…né contratto durevole….ti affitto la mia bocca per qualche attimo..usala per un bacio come se fossi la tua amante piu’ desiderabile. Dovevo solo riportarla a casa….praticamente era una sconosciuta…che mi aveva chiesto un passaggio alla fine di una cena aziendale..dove mi era stata presentata come una stagista…figlia di non so’ quale dipendente. Era tardi..ero stanco…e la sua mano che si era impossessata di me…aveva lunghe dita magre e unghie corte….ed io la osservavo…mentre…senza riuscirci…cercava di portarmi al limite del piacere…..La guardai e le dissi.. “un bacio non è una cosa qualsiasi…se nessuno ti ha ancora ti ha annegato con un bacio fatto solo di sensi…di istinti animali…potresti non scordartene piu’….potresti confondere me con quel bacio…e potrei diventare per te necessario..perché ancora non sai che è invece il bacio che è droga e di quello ne avrai sempre piu’ bisogno…non certo di me…. Ma per capire questo potresti soffrire moltissimo…credimi”. Rise nervosa e spavalda…i capezzoli duri gia’ tendevano la camicetta chiara passando attraverso il suo reggiseno. “E’ una balla” rispose….”baciami..e andiamocene a casa che è tardi”. “No…andiamocene ora!” “Baciami o urlo”…la guardai preoccupato cercando di capire se fosse una minaccia…e allora appoggiai la mia bocca alla sua e la baciai piano..un attimo..neanche il tempo di accorgersene. Tolsi la sua mano su di me…e le dissi “ciao..buonanotte”. Lei resto’ ferma a fissarmi….attimi che sembravano rallentati…poi scoppio’ in una risata ironica…battè le mani lentamente e mi disse “che roba…neanche all’asilo…neanche un bacio fra fratelli puo’ esser piu’ casto! Hai paura vero? Paura che poi non potrai fermarti…che poi non mi resisterai piu’….paura perché sai che questo è un gioco e la piu’ forte son io”..quell’ “o” finale le si fermò quasi in bocca..le mie mani avevano afferrato i suoi lunghi capelli chiari…e le mie labbra stavano mangiando le sue…che sentivo morbide e indifese….non tento’ neanche una vaga resistenza…la mia lingua non incontrò nulla se non la sua…e poi il suo palato…e ancora la sua…le rubai la saliva…i sapori…i profumi..le rubai persino la lingua che succhiai piano..le rubai il respiro…e le rubai il senso del tempo e dell’equilibrio…le rubai la certezza che si trattasse di qualcosa di poco importante. Quando mi scostai dalle sue labbra ormai gonfie.. la sua testa ricadde contro il sedile..e la sua bocca resto’ aperta..i suoi occhi chiusi… Scesi…le aprìi la portiera..l’aiutai a scendere…lei si muoveva come un automa…”buonanotte..le dissi…pensi di poter fare questi dieci metri per arrivare al tuo appartamento”? Non aspettai la risposta …e poi neanche mi guardava…fissava qualcosa che io non potevo vedere. Risalìi in macchina e tornai stanco a casa. Furono giorni di sms roventi…i suoi..e di silenzio…il mio….di mille appuntamenti… i suoi…e di altrettanti silenzi…i miei. Finchè un giorno la ritrovai sotto casa…sembrava come fosse appena scampata ad un incidente mortale…curva come se le facesse male lo stomaco..”Fammi entrare” mi disse “No…sali in macchina che ti riporto a casa”…..Sali’ ubbidiente…aveva un’aria ferita..dimessa…la pelle tirata come fosse percorsa da pensieri dolorosi. Mi parlo’..mi disse che avevo ragione..mi disse che quel bacio era stato devastante per lei…e mi raccontava di questa nuova scoperta…dell’ansia…dei sogni…dei risvegli sudati di notte…della voglia di non uscire..di restarsene sola a rivivere ancora e ancora e di piu’ quel momento come fosse stato registrato in VHS. La calmai…fermai in macchina sotto un albero grande e saggio. Le dissi che quel bacio era un bacio di rabbia e che non poteva..lei..prenderlo come un bacio da amante eccitato: piu’ un bacio da nemico…le dissi. Mi guardava in silenzio…aspettando che le risolvessi il problema. Ripetei che lei non doveva ricordare me ma solo quel bacio…e che la persona che l’amava gliene avrebbe dati molti altri piu’ intensi..piu’ forti..piu’ belli. Scese triste..con le braccia abbandonate lungo i fianchi…stanca si avvio’ su un marciapiede sconnesso.
Ci siamo rivisti a distanza di anni…per caso…in un parco…io a leggere un libro seduto su una panchina e lei che passava spingendo una carrozzina… Si fermo’..si sedette..mi sorrise…”ciao” …“ciao”..restammo in silenzio per molto tempo…mentre la gente sonnacchiosa di tardo pomeriggio ci passava davanti. Poi lei si alzò…mi guardo’ e cominciando a spingere la carrozzina di un paffuto bambino…sussurro’ “ho tentato..ma io quel bacio non l’ho potuto mai dimenticare”….. La vidi allontanarsi e scossi la testa….avevo ragione…sono i primi veri baci quelli che non si possono dimenticare..non gli uomini o le donne che li danno. 03/07/2004 I ricordi affiorano…d’estate…quando i profumi si divertono a danzare assieme creando essenze conosciute in passato....tu..ad esempio.. una ragazza impegnata a costruire il futuro ed io un uomo di sole parole, due spruzzi di colore diverso sul muro bianco del mondo.."Ma io voglio incontrarti” dicevi "e questa storia mi intriga anche se fa esplodere tutte le mie paura" ripetevi ad ogni contatto… forse per crederci davvero oppure solo perché non volevi finissero le mie parole inusuali …sempre troppo forti..diverse…generose di carezze.. E quando fu impossibile per me creare nuove parole…scesi da un treno…in una stazione ventosa…tu ansiosa sul marciapiede…con niente in mano per coprire le tue dita lunghe e nervose….scivolai sul gradino del treno…senza cadere…e tu lo prendesti come un complimento alla tua bellezza e corresti da me….mi abbracciasti piano..come si fa con un amico…mentre io ero perso nel tuo profumo orientale speziato…che faceva esplodere l’essenza della tua pelle di giovane donna. "sei diverso da come ti immaginavo" si… succede sempre cosi’...... so di esser diverso..”ma chi mi ascolta poi non si da pace”…. Ridevi…e mi guardavi…e rubavi persino i miei silenzi per ricordare una ad una tutte le mie parole spese con te, per costruire storie, semplici…. esagerate o estreme... Ma non ti baciai…no…neanche sul taxi quando mettesti la tua mano fra le mie e sorridendo di dicesti che non abitavi lontano.... mentre io mi chiedevo perché fossi li’…perché mi sentivo indifeso…..e non il piu’ forte. Scendemmo mano nella mano e l’edicolante ci guardo’ entrare in casa…. scuotendo la testa perplesso…. Il mattino seguente alle 10.00 ci vide uscire ad aspettare il taxi…abbracciati e vicini… e non scosse la testa ma sorrise. Ma lui non poteva sapere quanto il tuo seno fosse vivo e sodo...caldo e accogliente….quante volte lo hai appoggiato sul mio petto sedendoti su di me a cavalcioni, le gambe larghe... Non poteva sapere quanto tempo sono stato dentro di te…mentre ci devastavamo la bocca..le labbra..le lingua…. Non poteva sentirti quando mi dicevi "fottimi" anche se eri tu sopra di me che ti muovevi profonda e veloce…. senza darmi pace, senza darmi il tempo di capire, senza darmi il tempo di reagire, senza nemmeno lasciarmi pensare se veramente stava succedendo. Lui non aveva potuto contare i tuoi orgasmi…non aveva potuto guardarti quando ero tra le tue labbra ... dentro il rossetto, rosso e vermiglio senza un difetto, e poi giù... dentro la lingua, in fondo alla gola fino a farmi male mentre mi succhiavi ... mentre gridavo e mi lasciavo mangiare….no..lui non c’era quando son venuto sulle tue labbra... e la tua bocca fremeva sotto una pioggia incessante di neve e mi dava un senso compiuto.... (com'è strano il piacere eccitante vissuto). No..lui non c’era quando ripetevi “fottimi ancora”…che detto da te..nuda e bagnata..distrutta…con le labbra gonfie…assomigliava piu’ ad un “amami sempre”….sottolineato dalla tua schiena curva…dai tuoi capelli fra le mie mani mentre ti cavalcavo rimbalzando sui tuoi glutei ad ogni colpo…no lui non c’era quando ti sei arresa all’ennesimo orgasmo schiantandoti con un urlo potente sul letto..mentre io ho aspettato un secondo..solo un secondo prima di dipingere di bianco la tua schiena sudata..ormai stanca..esaurita..impotente. No..lui non c’era…. Neanche ai successivi nostri incontri…non c’era persino al tuo matrimonio con l’altro….e non c’era neanche nella nostra ultima notte…tu ormai donna sposata…..e non c’era al mattino quando per dirmi addio affondasti come leonessa le tue unghie nella mia schiena lasciando ferite sanguinanti: con la speranza che rimanessero per sempre….con il dolore che sarebbe stata l’ultima volta che potevi lasciare un segno su di me. Ma i segni che non scompaiono non si vedono mai ad occhio nudo.
week end di lavoro.....è un'ingiustizia pero':-))
01/07/2004 La trasformazione del nostro identico.....accade...fotogramma dopo fotogramma..un semplice incontro e.. noi che guardiamo il tempo come linea retta spezzata da tratti verticali di eventi piccoli o grandi...noi... ci scopriamo il tempo come spazio/insieme di cerchi che si toccano...per ogni inizio/fine... (all’infinito) ….. Il sogno, la voglia, il piacere goduto..gridato..mangiato..assimilato..mai digerito.. frantumano il tempo in un’anarchia di immagini e di simboli.. solo nostri..non riconducibili ad altri. Ed eccola dunque l'esplosione della nostra realtà mai lineare, ordinata e organizzata.. ma solo un caos di immagini (labbra gonfie di baci..seni che si alzano ..fianchi che ritmano e ingoiano..mani che afferrano schiene inarcate…abbandoni..gesti..saliva..umori...carne..) …e spiccano morsi....voglia di qualcosa di cui cibarsi senza averne mai abbastanza: eccola la fame che induce a visione circolare degli attimi di vita....visioni senza angoli..come un corpo di donna controluce che ti viene incontro............
una mattinata passata a cazzeggiare...non riesco a ocncentrarmi sul lavoro che devo iniziare...distratto ho il tasto pause che occhieggia ironico e non trovo il coraggio mentale di premere il play. La porta è aperta sul cortile esterno ed una pianta piena di fiori fatti come piccoli grappoli d'uva bianchi(chiedero' di cosa si tratta) sparge un profumo intenso di donna. Forse sono i miei sensi a percepirlo cosi'...ma credetmi...è come passasse una "femmina" che indossa fresche e forti essenze estive mischiate al profumo pungente di eccitazione.....mmhhhh mattinata di percezioni:-))))
La perfezione sarebbe esplodere nello stesso attimo…sfiniti cosi’ tanto da non potersi allontanare per molto e molto tempo. E in attesa di un movimento non sarà che un godere continuo l’uno dell’altra…un amplesso unico..devastante da vivere correndo..dimenticandosi persino di respirare......è certo che il piacere si puo' cercare milioni di parole...ma in definitiva si trova solo tra i mille profumi ed i mille sapori di una donna... perchè il piacere di un uomo è nascosto in realtà nel profumo piu' intenso e nel sapore piu' forte di un orgasmo di donna.....
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il caos ordinato--Vi prego di non entrare spettinate o nude nel mio blog: nel primo caso non vi faro' entrare...nel secondo non vi farei uscire...v'ho avvertito eh!
ah..se volete sbranarmi meglio che lo facciate su
MSN silvio_3@hotmail.it
o via mail ipotetico_s@yahoo.it :-)
AH..CHI ENTRA E NON LASCIA COMMENTI SI ASPETTI CHE GLI SI SPEZZINO UN PAIO DI QUELLE UNGHIE CHE CURA AMOREVOLMENTE E CHE UN TACCO DI QUELLE SCARPE CARINE SI ROMPA IMPROVVISAMENTE TSE':-))
====PORTO L'HARD (sic) SU IPOTETICO2.SPLINDER.COM=== diversifico insomma:-))
biondograno diana71 L'HARD (soft e non) DI IPOTETICO...DI IPOTETICO L'HARD (soft e non) --ASSOLUTAMENTE VIETATO AI MINORI DI 18ANNI!!!!!! lacorregionale nologogirl:-) zenzerocandito zygadena |